
DOMANDE
& RISPOSTE
- PERCHE’
LA NOSTRA
SCUOLA SI CHIAMA PROPRIO
“HANSEL E GRETEL”?
Bambini e
bambine, familiari, operatori e insegnanti sono stati coinvolti, alcuni
anni
fa, nella ricerca di un nome per il nostro plesso. Tra le svariate
proposte
presentate, la scelta finale e’ caduta sui protagonisti di
una delle fiabe
raccolte dai fratelli Grimm agli inizi dell’Ottocento: Hansel
e Gretel.
L’immagine dei
due fratellini che si avventurano nel bosco, affrontandone i pericoli,
ben si
adatta ai piccoli alunni della scuola dell’infanzia,
desiderosi di esplorare e
scoprire, ma anche timorosi nell’allontanarsi dalla propria
casa e dalla
propria famiglia. Un lungo viaggio li attende: un percorso per
acquistare la
consapevolezza di se’ e degli altri nella realta’
circostante, sviluppare
l’autostima, cominciare a diventare persone indipendenti
attraverso la conoscenza
del mondo. Nella fiaba, Hansel e Gretel tornano a casa superando la
paura della
strega, perche’ hanno saputo liberarsene con astuzia, unendo
i loro sforzi.
Nella realta’, e’ auspicabile che proprio nella
scuola la cooperazione con i
coetanei si sostituisca al semplice affidarsi ai genitori: una preziosa
occasione di crescita e di arricchimento per bambini e adulti.
- Il POF? CHE ROBA E’?
Il PIANO DELL’OFFERTA
FORMATIVA e’ il
documento fondamentale predisposto da ciascuna scuola.
Nella copia del nostro P.O.F., che trovate
esposto nell’ingresso accanto alla lavagna e che potete
scaricare nell’apposita
sezione del sito, troverete le scelte culturali, educative, didattiche
e
organizzative che ci contraddistinguono.
- MA
COS’E’ ESATTAMENTE IL CONSIGLIO DI
INTERSEZIONE?
E’ un organo collegiale composto dai
docenti delle sezioni interessate e dai rappresentanti dei genitori
degli
alunni (un genitore per ogni sezione). E’ presieduto dal
dirigente scolastico o
da un insegnante delegato. Ha lo scopo di agevolare ed estendere i
rapporti tra
docenti, genitori ed alunni, formula proposte sulle iniziative
educativo-didattiche e ne verifica l’andamento complessivo.
Si riunisce in
media quattro volte nel corso di ogni anno scolastico.
- PERCHE’
NON INVITIAMO I FAMILIARI ALLE
FESTE DI NATALE E CARNEVALE?
Anche se le norme di sicurezza ce lo
consentissero (ma nessun locale della scuola ha una capienza tale da
permettere
la presenza di un gran numero di persone), non ci sembrerebbe giusto proporre nella prima parte
dell’anno
scolastico nessuna rappresentazione. Dietro a pochi minuti di
spettacolo ci
sono sempre ore e ore di prove, di ansie, preoccupazioni e nervosismi
che
turberebbero soprattutto i piu’ piccoli, tempo rubato ai
giochi e alle attivita’
creative che tanto li stanno entusiasmando in questo periodo. Le nostre
feste
sono organizzate con cura per consentire a tutti i nostri novantotto
bimbi di
essere sia spettatori che protagonisti, alternando canzoni
gia’ imparate nel
laboratorio di canto, semplici danze, giochi e sorprese. Tutte queste
attività saranno comunque
documentate, come ormai è tradizione, realizzando un cd-rom
con foto e disegni. Le famiglie saranno
invitate alla festa di fine anno scolastico, che si svolgera’
nella prima meta’
di giugno, usufruendo dell’ampio
giardino che circonda la nostra scuola.
- VI
SIETE DIMENTICATE DELLA FESTA DEL PAPA’?
NEMMENO UN REGALINO PER LA MAMMA?
Ai genitori delusi nel vedere il proprio
figliolo tornare a casa a mani vuote, ricordiamo che la nostra scuola,
nonostante qualche manifestazione di malcontento, continuera’
ad astenersi
dalla realizzazione dei tradizionali “regalini” per
le feste del papa’ e della
mamma. Prepareremo invece un piccolo dono per il 15 maggio, giornata
mondiale
della famiglia, per ogni famiglia, in qualunque modo sia composta. Come
molti
avranno gia’ capito, ci sono bambini che si trovano a vivere in situazioni
dolorose o complesse
(e non stiamo parlando semplicemente di separazione o divorzio dei
genitori) ai
quali vogliamo assicurare il diritto di non essere turbati dal
confronto con
una presunta “normalita’”.
- MA E’ POSSIBILE CHE A
SCUOLA CI SIANO I
PIDOCCHI? CHE COSA DOBBIAMO FARE?
Anche se speriamo che nessuno dei nostri
bambini si sia portato a casa, come regalino natalizio, qualche vispo
pidocchio
emigrato dalla vicina scuola elementare, e’
importante diffondere le informazioni basilari per affrontare nel
migliore dei modi questo poco simpatico problema.
Il
pidocchio del capo vive e si riproduce
sul cuoio capelluto, nutrendosi di sangue. La femmina depone in media
ogni
giorno 5 o 6 uova (lendini), che si schiudono dopo circa 7 giorni. La
diffusione dei pidocchi avviene quasi esclusivamente per contatto
diretto, piu’
difficilmente attraverso la condivisione dell’uso di pettini,
spazzole,
indumenti. Non esistono farmaci per evitare l’infestazione,
sulle lozioni
repellenti i medici hanno pareri discordi. Sono inutili i provvedimenti
di
disinfezione delle aule, e tantomeno di chiusura delle scuole, in
quanto il
parassita non sopravvive lontano dalla sua fonte di cibo (le nostre
teste!).
L’unica possibile forma di prevenzione si attua attraverso un
regolare e
meticoloso controllo. Il pidocchio e’ difficile da
individuare, ma le lendini
sono ben visibili: ovoidali, bianco-grigiastre, quasi sempre
posizionate sulla
nuca o dietro le orecchie, non possono essere scambiate per forfora in
quanto
molto aderenti al capello. Non esiste relazione diretta tra lunghezza
dei
capelli e infestazione, tuttavia si raccomandano acconciature raccolte.
In caso
di infestazione, osservate le seguenti indicazioni:
- procedete
al trattamento con prodotti farmacologici specifici,
seguendo scrupolosamente le norme riportate dal foglietto illustrativo,
- rimuovete
manualmente le uova (l’uso nell’ultimo risciacquo
di
aceto diluito in acqua non costa nulla, e’ innocuo e
puo’ favorire il distacco
delle lendini, ma non risolve da solo il problema),
- lavate
indumenti e biancheria a 60 gradi,
- immergete
spazzole e pettini per almeno 10 minuti in acqua calda,
meglio se con lo shampoo antiparassitario,
- controllate
tutti i membri della famiglia, adulti e bambini,
- informate
le insegnanti,
- ripetete
il trattamento non prima di 7-8 giorni,non
arrabbiatevi troppo! Scuole, palestre, piscine e campeggi sono
diventati, negli ultimi anni, il punto di partenza per questo tipo di
infestazione, che possiamo combattere efficacemente solo con la vostra
piena
collaborazione.
- COME
MAI
TUTTE LE MAESTRE DI
QUESTA SCUOLA SCONSIGLIANO L’ISCRIZIONE ANTICIPATA ALLA
SCUOLA PRIMARIA (QUELLA
CHE CHIAMAVAMO ELEMENTARE)?
La
novita’ introdotta
dalla Riforma Moratti comporta il rischio di riunire nella stessa
classe prima
bambini di eta’ assai diversa (dai 5 anni e 4 mesi ai 7anni)
ed esprime
implicitamente un messaggio di sfiducia nel ruolo educativo della
scuola
dell’infanzia. La
permanenza dei bambini
di 5/6 anni nella nostra scuola non rappresenta secondo noi una
rinuncia a
sfruttarne le potenzialita’, ma un’occasione per
sviluppare tutte le forme
d’intelligenza (linguistica, motoria, musicale, espressiva,
percettiva,
spaziale ecc.), per conquistare l’autonomia anche sul piano
delle relazioni con
i compagni e gli adulti, per acquisire fiducia nei propri mezzi, in un
ambiente
che puo’ offrire spazi e tempi adeguati.
- COME
MAI NELLA VOSTRA SCUOLA (CONTRARIAMENTE A QUELLO CHE ACCADE IN MOLTE
ALTRE) NON INSERITE I FRATELLI NELLA STESSA SEZIONE? NEMMENO GEMELLI?
Perche',
a nostro avviso, ogni bambino ha le proprie caratteristiche distintive
che si evidenziano sin dall'inizio e che, a volte, in famiglia vengono
fuori con difficolta’ a causa della
contemporaneita’
della crescita e del fatto che vengono messe in risalto soprattutto
confronti e
comparazioni (questo avviene a maggior ragione nel caso dei gemelli).
Un
percorso scolastico distinto, permette ad ogni fratello (o ad ogni
gemello) di incoraggiare
l’individuazione e di sviluppare serenamente le proprie
caratteristiche senza
temere il confronto con il fratello (o cogemello). E’
opportuno
mettere anche
in evidenza che le nostre sezioni svolgono
spesso attivita’ in comune: in questi casi i fratelli hanno
la possibilita’ di
fare delle esperienze separatamente e allo stesso tempo giocare o
vedere il
fratellino nei momenti di gioco comune.
- HO
SENTITO PARLARE DELLO SPORTELLO D'ASCOLTO, DI CHE COSA SI TRATTA?
E' un
servizio pubblico gratuito a
disposizione di genitori, insegnanti ed adulti che sentono
la
necessita' di un confronto con un operatore qualificato, per affrontare
le difficolta' che il ruolo educativo comporta. Scarica il calendario 2011-2012 (in formato PDF).
La
cassetta dei suggerimenti
Ultimo
aggiornamento 03-10-2011
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