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Diverse abilità

BAMBINI SPECIALI

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Trent'anni di integrazione scolastica nelle scuole del Piemonte (13-14 Marzo 2009, Piossasco)

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Benvenuti in Olanda

( Emily Peri Kingsley)


Spesso mi e’ stato chiesto di descrivere l’esperienza dell’avere un bambino con una disabilita’, di provare ad aiutare persone che non hanno condiviso questa esperienza, a capirla, a immaginare cosa si prova. E’ cosiì.


Quando stai per avere un bambino, e’ come programmare un favoloso viaggio in Italia. Compri una guida sull’Italia e fai dei meravigliosi progetti. Il Colosseo. Il David di Michelangelo. Le gondole a Venezia. Cominci ad imparare alcune frasi in italiano. Tutto e’ molto eccitante.

Dopo qualche mese di sogni anticipati, il giorno finalmente arriva. Fai le valigie e parti. Alcune ore piu’ tardi, l’aereo comincia ad atterrare. Lo steward entra e dice: “Benvenuti in Olanda”. “In Olanda?” - domandi. “Cosa significa Olanda? Io ho comprato un biglietto per l’Italia! Io credevo di essere arrivata in Italia!”.

 “C’e’ stato un cambiamento nel piano di volo. Abbiamo optato per l’Olanda e qui devi stare”. La cosa importante non e’ che non ti abbiano portata in un orribile, disgustoso posto pieno di pestilenza, carestia e malattia. E’ solo un posto diverso. Cosi’ devi andare a comprare una nuova guida. E devi imparare alcune frasi in una nuova lingua. E incontrerai nuovi gruppi di persone che non avresti altrimenti incontrato. E’ solo un luogo diverso. E’ piu’ calmo e pacifico dell’Italia, meno abbagliante dell’Italia.

Ma dopo che sei li’ da un po’, prendi confidenza, ti guardi intorno e cominci ad imparare che l’Olanda ha i mulini a vento e l’Olanda ha i tulipani e l’Olanda ha Rembrandt.

Pero’ tutti quelli che conosci sono occupati ad andare e venire dall’Italia e ognuno si vanta di quale meraviglioso periodo ha trascorso li’. E per il resto della tua vita tu dirai: “Si’, quello era il luogo dove avevo progettato di andare. E cio’ che avevo programmato”. E la pena di tutto cio’ non se ne andra’ mai, mai, mai, mai, perche’ la perdita dei propri sogni e’ una perdita  molto significativa.

Ma se passerai la vita a piangerti addosso per il fatto che non sei andato in Italia, non sarai mai libero di godere delle cose molto, molto speciali e molto amabili dell’Olanda.

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SITI UTILI

Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate
Associazione Regionale Amici degli Handicappati - Mediateca software e disabilita'. Nasce con lo scopo di raccogliere software e strumenti informatici per facilitare la vita quotidiana delle persone disabili. L’obiettivo del centro, oltre a quello di fornire una documentazione e un’informazione finalizzata, e' contribuire a sviluppare una cultura dell’impiego delle nuove tecnologie con persone disabili.

L’unita’ territoriale di servizi professionali per i docenti Necessita’ Educative Speciali opera per favorire il successo formativo degli studenti in situazioni particolari – disabili, ospedalizzati con lunghe degenze, in difficolta’ di apprendimento e di relazione – collaborando allo sviluppo della "scuola di ciascuno".

Associazione Centro Persone Down di Torino.
Sito dedicato agli inseganti di sostegno della scuola dell'infanzia (attivita', download, link interessanti)
Sito della fondazione Do2Learn del North Carolina. E' possibile trovare alcuni materiali scaricabili utili soprattutto per lo sviluppo del linguaggio (in inglese).
Risorse per la didattica per bambini con autismo.

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RIFLESSIONI DI UN'INSEGNANTE DI SOSTEGNO

Dopo aver letto la storia di Andersen IL BRUTTO ANATROCCOLO

Il brano ci presenta la “diversita’”, non ci  parla di un deficit fisico preciso, non ci sono ovviamente riferimenti medici ma solo la diversita’, essere non come gli altri, essere brutti .

Ora potremmo anche filosofeggiare su cio’ che e’ bello per noi, ma si farebbe solo della retorica: noi persone cosiddette “normali” non possiamo sapere veramente cosa prova un bambino diverso, magari affetto da tumore cerebrale, malattia forse superata ma che gli ha lasciato molti segni evidenti: pochi capelli, paresi della bocca, cicatrici sul cranio.

Ecco noi non riusciamo di sicuro a sapere cosa prova nell’affrontare una festa dell’accoglienza per nuovi inseriti alla scuola dell’infanzia.

Diverso, brutto, giustificazioni dei genitori, spiegazioni… il perché, il percome, tutti si sentono esperti, magari danno consigli (come il tacchino con gli speroni). Timido, introverso, sempre con il cappello, vorrebbe essere trasparente, ma lui sa che dentro ha qualcosa di grande, un desiderio di farcela e di togliersi di dosso tutti quegli sguardi.

Mi piace pensare pero’ che questo brutto anatroccolo trovi la forza di avvicinarsi ad una nuova realta’, una realta’ faticosa, ma che lo porta avanti verso un futuro.

Mi piace pensare che noi insegnanti di sostegno possiamo dare, aumentare questa forza, il brutto anatroccolo puo’ e deve farcela anche per merito nostro, non spianandogli la strada, togliendogli gli ostacoli ma essergli a fianco, spronarlo, sgridarlo se necessario, esultare e divertirsi con lui , vederlo crescere e vedere crescere in lui la consapevolezza di essere prima di tutto, prima di un soggetto portatore di handicap, una persona.

Isabella Campolucci

Ultimo aggiornamento 15-05-2009

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