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A PROPOSITO DI BAMBINI

Troviamo il tempo per fermarci a riflettere. Le parole degli altri ci possono aiutare… 

 Il mondo

I bambini sono la ricchezza del mondo.

(proverbio arabo)

 

Per far crescere un bambino ci vuole un intero villaggio.

(proverbio africano)

I genitori possono dare ai figli soltanto due cose: radici e ali.

(antico proverbio del Québec)

 
Per mano

Dal nostro primo passo nel mondo dipende il resto dei nostri giorni.

                                                                                                                                                              (Voltaire)

Il bambino che non gioca non e’ un bambino, ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé."

(Pablo Neruda)

I fanciulli trovano tutto nel nulla, gli uomini trovano il nulla nel tutto.

                                                                                                                                                      (Giacomo Leopardi)

Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.

                                                                                                                                                           (Dante Alighieri)

 

Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed e’ una noia che i bambini siano sempre costretti a spiegar loro le cose.

                                                                                                                                         (Antoine de Saint Exupéry)


Sentirsi bambini, comportarsi come bambini, e’ l’arte commovente degli uomini maturi.

                                                                            (H. von Hofmannsthal)

Da vecchi e da innamorati si torna bambini.

                                                                                        (Yves Montand)


Il momento adatto per influenzare il carattere di un bambino e’ all'incirca cento anni prima della sua nascita.

(William Ralph Inge)

L'eta’ non ci rende di nuovo bambini, come si dice. Scopre soltanto che siamo ancora veri bambini.

(Wolfgang Goethe)

Il bambino non e’ un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere.

(Francois Rabelais)


Non so come potro’ apparire al mondo, ma mi sembra soltanto di essere stato simile a un bambino che gioca sulla spiaggia, e di essermi divertito a trovare di quando in quando un sasso piu’ liscio o una conchiglia piu’ bella del solito, mentre il grande oceano della verita’ giaceva insondato davanti a me.

( Isaac Newton)


Se c'e’ un qualche cosa che vogliamo cambiare nel bambino, prima dovremmo esaminarlo bene e vedere se non e’ un qualche cosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi.

(Carl Gustav Jung)

Quando un uomo ha grossi problemi dovrebbe rivolgersi ad un bambino: sono loro, in un modo o nell'altro, a possedere il sogno e la liberta’.

(Feodor Dostoevskij)

Fa parte delle imperfezioni e delle rinunce della vita umana il fatto che la nostra infanzia debba diventarci estranea e cadere nell'oblio, come un tesoro sfuggito a mani che giocavano, e precipitato in un pozzo profondo.

(Hermann Hesse)

 

Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.

(Pablo Picasso)

 Quadro

I BAMBINI SONO POETI

 (Maria Rita Parsi)

I passerotti
non fanno rumore.
Essi abitano l’aria
con un leggero  battere d’ali.
Essi aspirano al nido
al conforto del cibo
e del calore.
Hanno morbide piume
come morbido e’ il cuore
che scandisce
nel loro petto
il tempo del vivere.
Hanno voci
cosi’ sottili ed incerte
che il silenzio
puo’ contenerle
e quando piangono
lasciano tracce di luce
negli arcobaleni
e nel vento.
Non fategli male.
La loro anima
e’ l’anima del mondo.

 

I bambini sono poeti: agiscono.
L'arte loro e’ agire la realta’. Interpretarla.
I bambini sono flessibili, creativi, adattabili.
Sono pratici ma non rinunciano alla fantasia.
Sanno mescolare l'acqua del desiderio
con la terra della possibilita’.
Grandi architetti dalle mani piccine,
mai dimenticano il cuore
e il futuro.

I bambini hanno fiducia nel cambiamento,
nello sviluppo
anche se aspirano alla stabilita’.

I bambini sono capaci di dare stabilita’ all'instabile,
di accettare la morale di cio’ che e’ osceno
di utilizzare l'ambivalenza

come altalena della conoscenza e dell'amore.
I bambini sotto roccaforti penetrabili, passerotti e sparvieri,
precari come le loro ire brevi,
come la disperazione dei loro pianti inconsolabili.
I bambini sono il dolore fatto allegria,
la disperazione che si risolve.
Hanno il cinismo della sincerita’,
la qualita’ dell'innocenza.

I bambini non aspirano alla gloria
poiché sono la gloria e vivono nel mito.
Non aspirano al sesso poiché essi sono il sesso.
Non temono la guerra perché dentro di loro si agita ogni guerra.
Potrebbero semmai patirla nel corpo
poiché nell'anima gia’ la conoscono
quale delitto degli adulti
a cui assistere senza poter fare nulla.
I bambini non temono la fame:
essi sono la fame.
Hanno fame di presenze come il cibo,
hanno fame di cibo come d'affetto.
 

I bambini hanno la prudente seduttivita’ dei deboli,
la loro apparente disperazione,
il senso di onnipotenza dei despoti,
la vocazione al martirio dei santi.
Non attendono il Messia
poiché ogni bambino e’ Messia e messaggero.
Se delusi o feriti fantasizzano delitti di gelosia e vendetta
ma sanno poi sorridere al perdono per dimenticare tutto
poiché l’amore e’ alfa e omega.
E’ alfabeto per sempre.

I bambini aspirano alla pace
e la realizzano nell’atto di credere
e creare.
I bambini considerano l'infanzia una grotta profonda,
un segreto armadio dove rifugiarsi
e attendere il tempo della crescita,
la nascita al mondo degli adulti.
I bambini conoscono l'infanzia come una violenza
necessaria da attraversare,
piena di arrivi e distacchi di gioie e pianti.
Non esistono bambini bugiardi.
I bambini abitano le bugie
e non raccontano bugie ma fiabe
poiché sono fatti di fiabe, di storie, di poesia,
 

I bambini non temono il pianto:
piangono con spontaneita’ e non sfuggono ai colpi della vita
poiché amano il colpire e affrontano il rischio di essere colpiti.
E vengono colpiti: dalle mani degli adulti,
dalla loro indifferenza,
dalla loro disattenzione mascherata di pazienza,
dall’ottusita’ delle loro buone intenzioni.
E’ facile colpire i bambini.
Ogni colpo resta impresso,
ogni azione e’ traccia d’anima.
I bambini osservano e partecipano,
agiscono e stanno a guardare.
Sentono gelo e calore,
si difendono e sono disarmati.

I bambini giudicano senza mai giudicare.
Quel che somiglia a un giudizio e’ per loro
soltanto un modo per abitare la paura.
I bambini considerano i genitori degli Dei:
li temono, ne invidiano l’apparente onnipotenza,
li giustificano sempre,
ne sopportano ogni debolezza.

Non fategli male,
la loro anima e’ l’anima del mondo.

 Profumo

DITE

(J. Korczack)

Dite:

e’ faticoso frequentare bambini.

Avete ragione.

Poi aggiungete:

bisogna mettersi al loro livello,

abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.

Ora avete torto.

Non e’ questo che piu’ stanca.

E' piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi

fino all'altezza dei loro sentimenti.

Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.

Per non ferirli.

 Mani 

INVECE IL CENTO C’E’

(Loris Malaguzzi) 

Il bambino
e’ fatto di cento.

Il bambino ha
cento lingue
cento mani
cento pensieri
cento modi di pensare
di giocare e di parlare 

cento sempre cento
modi di ascoltare
di stupire di amare
cento allegrie
per cantare e capire

cento mondi
da scoprire
cento mondi
da inventare
cento mondi
da sognare.

Il bambino ha
cento lingue
(e poi cento cento cento)
ma gliene rubano novantanove.

La scuola e la cultura
gli separano la testa dal corpo.

Gli dicono:
di pensare senza mani
di fare senza testa
di ascoltare e di non parlare
di capire senza allegrie
di amare e di stupirsi
solo a Pasqua e a Natale.

Gli dicono:
di scoprire il mondo che gia’ c’e’

e di cento
gliene rubano novantanove.

Gli dicono:
che il gioco e il lavoro
la realta’ e la fantasia
la scienza e l’immaginazione
il cielo e la terra
la ragione e il sogno
sono cose
che non stanno insieme.

Gli dicono insomma
che il cento non c’e’.
Il bambino dice:
invece il cento c’e’.

---Insieme

I FIGLI

(Kahlil Gibran)

E una donna che reggeva un bambino al seno disse:
Parlaci dei Figli.
E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sé stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,

e benché vivano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:

essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:

esse abitano la casa del domani,

che non vi sara’ concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:

la vita procede e non s'attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive,

sono scoccate in avanti.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito,

e vi tende con forza

affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell'Arciere;
poiché come ama il volo della freccia

cosi’ ama la fermezza dell'arco.

 Pancione

LETTERA A UNA BAMBINA CHE STA PER NASCERE

(Paolo  Crepet)


Cosa hai sentito finora del mondo attraverso l'acqua e la pelle tesa della pancia di mamma? Cosa ti hanno detto le tue orecchie imperfette delle nostre paure? Riusciremo a volerti senza pretendere, a guardarti senza riempire il tuo spazio di parole, inviti, divieti? Riusciremo ad accorgerci di te anche dai tuoi silenzi, a rispettare la tua crescita senza gravarla di sensi di colpa e di affanni? Riusciremo a stringerti senza che il nostro contatto sia richiesta spasmodica o ricatto d'affetto?

Vorrei che i tuoi Natali non fossero colmi di doni - segnali a volte sfacciati delle nostre assenze - ma di attenzioni. Vorrei che gli adulti che incontrerai fossero capaci di autorevolezza, fermi e coerenti: qualita’ dei piu’ saggi. La coerenza, mi piacerebbe per te. E la consapevolezza che nel mondo in cui verrai esistono oltre alle regole le relazioni e che le une non sono meno necessarie delle altre, ma facce di una stessa luna presente.

Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a inseguire le emozioni come gli aquiloni fanno con le brezze piu’ impreviste e spudorate; tutte, anche quelle che sanno di dolore. Mi piacerebbe che ti dicessero che la vita comprende la morte. Perché il dolore non e’ solo vuota perdita ma affettivita’, acquisizione oltre che sottrazione. La morte e’ un testimone che i migliori di noi lasciano ad altri nella convinzione che se ne possano giovare: cosi’ nasce il ricordo, la memoria piu’ bella che e’ storia della nostra stessa identita’.

Mi piacerebbe che qualcuno ti insegnasse a stare da sola, ti salverebbe la vita. Non dovrai rincorrere la mediocrita’ per riempire vuoti, né pietire uno sguardo o un'ora d'amore.

Impara a creare la vita dentro la tua vita e a riempirla di fantasia.
Adora la tua inquietudine finché avrai forze e sorrisi, cerca di usarla per contaminare gli altri, soprattutto i piu’ pavidi e vulnerabili. Dona loro il tuo vento intrepido, ascolta il loro silenzio con curiosita’, rispetta anche la loro paura eccessiva.

Mi piacerebbe che la persona che piu’ ti amera’ possa amare il tuo congedo come un marinaio che vede la sua vecchia barca allontanarsi e galleggiare sapiente lungo la linea dell'orizzonte. E tu allora porterai quell'amore sempre con te, nascosto nella tua tasca piu’ intima.

Cuore

NON INSEGNATE AI BAMBINI

(Giorgio Gaber)

Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è cosi’ stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza

e’ lasciarli in balia di una falsa coscienza.

Non elogiate il pensiero
che e’ sempre piu’ raro
non indicate per loro
una via conosciuta
ma se proprio volete
insegnate soltanto la magia della vita.

Giro giro tondo cambia il mondo.

Non insegnate ai bambini
non divulgate illusioni sociali
non gli riempite il futuro
di vecchi ideali
l'unica cosa sicura e’ tenerli lontano
dalla nostra cultura.

Non esaltate il talento
che e’ sempre piu’ spento
non li avviate al bel canto, al teatro, alla danza
ma se proprio volete
raccontategli il sogno

di un'antica speranza.

Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore

il resto e’ niente.

Giro giro tondo cambia il mondo.
Giro giro tondo cambia il mondo.

Bimbo triste

I BAMBINI IMPARANO CIO’ CHE VIVONO.... 

(Doretj Law Nolte)

Se il bambino vive nella critica,
impara a condannare.
Se vive nell'ostilita’,
impara ad aggredire.
Se vive nell'ironia,
impara la timidezza.
Se vive nella vergogna,
impara a sentirsi colpevole.
Se vive nella tolleranza,
impara ad essere paziente.
Se vive nell' incoraggiamento,
impara la fiducia.
Se vive nella lealta’,
impara la giustizia.
Se vive nella disponibilita’,
impara ad avere fede.
Se vive nell'approvazione,
impara ad accettarsi.
Se vive nell'accettazione e nell'amicizia

impara a trovare l'amore nel mondo.

Bimba 

SEI UNA MERAVIGLIA

 (J. Campfìeid M.V. Mausen)

E tu, lo sai cosa sei?
Sei una meraviglia. 
Sei unico.
In tutti gli anni che sono trascorsi 
non c'e’ mai stato un altro bambino come te.
Le tue gambe, le tue braccia, 
le tue dita abili, 
il modo in cui ti muovi. 


Potrai diventare uno Shakespeare, 
un Michelangelo,
un Beethoven.

Hai la capacita’ di fare qualunque cosa:
ricavare cibo dalla terra o fare, 
di tanti piccoli mattoni, 
una grande casa;
guidare un treno, 
pilotare un aereo 
o insegnare matematica.

Si, sei una meraviglia.
E quando crescerai, 
potrai allora far del male a un altro che sara’, 
come te, una meraviglia?

Bisogna lavorare - tutti noi dobbiamo lavorare - 
per rendere il mondo degno dei suoi bambini.

Treno

TUTTO QUELLO CHE MI SERVE SAPERE

L' HO IMPARATO ALL'ASILO

(Robert Fulghum)

La massima parte di cio’ che veramente mi serve sapere su come vivere, cosa fare e in che modo comportarmi l' ho imparata all'asilo. La saggezza non si trova al vertice della montagna degli studi superiori, bensi’ nei castelli di sabbia del giardino dell'infanzia. Queste sono le cose che ho appreso:

Dividere tutto con gli altri.

Giocare correttamente.

Non fare male alla gente.

Rimettere le cose al posto.

Sistemare il disordine.

Non prendere cio’ che non e’ mio.

Dire che mi dispiace quando faccio del male a qualcuno.

Lavarmi le mani prima di mangiare.

I biscotti caldi e il latte freddo fanno bene.

Condurre una vita equilibrata: imparare qualcosa, pensare un po' e disegnare, dipingere, cantare, ballare, suonare e lavorare un tanto al giorno.

Fare un riposino ogni pomeriggio.

Nel mondo, badare al traffico, tenere per mano e stare vicino agli altri.

Essere consapevole del meraviglioso.

Ricordare il seme nel vaso: le radici scendono, la pianta sale e nessuno sa veramente come e perché, ma tutti noi siamo cosi’.

I pesci rossi, i criceti, i topolini bianchi e persino il seme nel suo recipiente: tutti muoiono e noi pure.

Non dimenticare, infine, la prima parola che ho imparato, la piu’ importante di tutte: GUARDARE.

Tutto quello che mi serve sapere sta li’, da qualche parte: le regole auree, l'amore, l'igiene alimentare, l'ecologia, la politica e il vivere assennatamente.

Basta scegliere uno qualsiasi tra questi precetti, elaborarlo in termini adulti e sofisticati e applicarlo alla famiglia, al lavoro, al governo, o al mondo in generale, e si dimostrera’ vero, chiaro e incrollabile.

Pensate a come il mondo sarebbe migliore se noi tutti , l'intera umanita’, prendessimo latte e biscotti ogni pomeriggio alle tre e ci mettessimo poi sotto le coperte per un pisolino, o se tutti i governi si attenessero al principio basilare di rimettere ogni cosa dove l'hanno trovata e di ripulire il proprio disordine.

Rimane sempre vero, a qualsiasi eta’, che quando si esce nel mondo e’ meglio tenersi per mano e rimanere uniti.

Fila 

QUELLO CHE . . .
(Bruno Ferrero)

Quello che ci siamo sentiti dire da bambini:

stai fermo, muoviti, fai piano, sbrigati, non toccare, stai attento, mangia tutto, lavati i denti, non ti sporcare, ti sei sporcato, stai zitto, parla t'ho detto, chiedi scusa, saluta, vieni qui, non starmi sempre intorno, vai a giocare, non disturbare, non correre, non sudare, attento che cadi, te l'avevo detto che cadevi, peggio per te, non stai mai attento, non sei capace, sei troppo piccolo, lo faccio io, ormai sei grande, vai a letto, alzati, farai tardi, ho da fare, gioca per conto tuo, copriti, non stare al sole, sta al sole, non si parla con la bocca piena.

Quello che avremmo voluto sentirci dire da bambini:

ti amo, sei bello, sono felice di averti, parliamo un po' di te, troviamo un po' di tempo per noi, come ti senti, sei triste, hai paura, perché non hai voglia, sei dolce, sei morbido e soffice, sei tenero, raccontami, che cosa hai provato, sei felice, mi piace quando ridi, puoi piangere se vuoi, sei scontento, cosa ti fa soffrire, che cosa ti ha fatto arrabbiare, puoi dire tutto quello che vuoi, ho fiducia in te, mi piaci, io ti piaccio, quando non ti piaccio, ti ascolto, sei innamorato, cosa ne pensi, mi piace stare con te, ho voglia di parlarti, ho voglia di ascoltarti, quando ti senti piu’ infelice, mi piaci come sei, e’ bello stare insieme, dimmi se ho sbagliato.

Ci sono accanto a te molte persone adulte che ancora aspettano le parole che avrebbero voluto sentire da bambini…

A casa

15 MODI DIVERSI PER ROVINARE UN FIGLIO
(Claudio Foti)

 

  1. NON PARLATE MAI DI SENTIMENTI IN FAMIGLIA, né dei vostri né di quelli dei vostri figli.  Non mettete mai in parola le emozioni e i sentimenti. Il riferimento alle emozioni e ai sentimenti con i bambini e’ una sciocchezza o una perdita di tempo. Non rispettate la vita emotiva dei vostri figli. Fate finta che il dolore non esista, che la gioia non esista, che la paura non esista, che la preoccupazione non esista, che la rabbia non esista, che la tristezza non esista  e cosi’ via.  Non perdete troppo tempo nel pensare e nel discutere dei problemi affettivi e relazionali in famiglia, né in particolare dei problemi affettivi e relazionali dei vostri figli. 
  2. DATE IMPORTANZA ALLE COSE SOLIDE. Considerate nei fatti che le cose piu’ importanti nella vita in famiglia e fuori dalla famiglia sono le cose materiali. I soldi, la carriera, i vestiti, il divertimento sono le cose piu’ importanti della vita. Raggiungere la ricchezza, il potere e l’immagine sociale sono le mete e i valori da trasmettere ai figli, soprattutto attraverso l’esempio e la testimonianza quotidiana. Siamo in un mondo in cui quello che conta non e’ cio’ che si e’, ma cio’ che si ha, non e’ importante la vita interiore, ma la capacita’ di apparire, di presentarsi bene agli altri.
  3. NON FATE ASSOLUTAMENTE MANCARE NULLA AI VOSTRI FIGLI: giochi, soldi, facilitazioni. Non chiedetegli niente in cambio. Circondate continuamente i vostri figli di attenzioni materiali. Ricordatevi che il miglior modo per farvi perdonare per le vostre carenze di comunicazione e di presenza e’ quello di pensare ad un bel regalo per i vostri bambini. Cercate di rendere la vita dei vostri figli il piu’ facile possibile, dal momento che la vostra vita o la vostra infanzia in particolare sono state attraversate dalla sofferenza. Cercate di contrapporvi il meno possibile alle esigenze dei vostri figli. Meno limiti e meno frustrazioni si danno ai figli, piu’ li si fara’ crescere felici e senza complessi.
  4. CERCATE DI PROTEGGERE I VOSTRI FIGLI IL PIU’ POSSIBILE DALLE DUREZZE DELL’ESISTENZA. Evitate di parlare di argomenti che potrebbero traumatizzarli o potrebbero risvegliare precocemente impulsi e tensioni. Devono essere accuratamente evitati argomenti come la morte, la malattia, l’handicap, il desiderio sessuale, la violenza, l’abuso sessuale, la separazione dei genitori, la guerra ecc. Fate di tutto perché sia rinviato il momento in cui i vostri figli dovranno confrontarsi con questi problemi. L’infanzia puo’ e deve essere un’eta’ felice al riparo da brutture, conflitti e problemi che i bambini possono continuare ad ignorare per anni fintanto che diventeranno piu’ grandi e avranno la forza per parlare e comprendere questi temi.
  5. EDUCATE I FIGLI AD ESSERE VINCENTI. Il mondo e’ dei vincenti. Premiate i successi e le iniziative che riescono. Scoraggiate nei figli la comunicazione di problemi e delle difficolta’. Gli insuccessi non devono essere ammessi in alcun modo sul piano educativo. Dare spazio alla comunicazione dei problemi e delle difficolta’ da parte dei figli rischia di favorire le lamentele e i piagnistei.   Ciascuno deve cavarsela da solo nell’affrontare i problemi con la forza di volonta’ e tirando fuori le capacita’, ammesso che si abbiano. La funzione della famiglia non e’ certo quella di dare sostegno ai suoi componenti in difficolta’. 
  6. NON PARLATE MAI DEI VOSTRI PUNTI DEBOLI.  I genitori devono essere percepiti dai figli come perfetti. I figli devono percepire che voi siete superiori, devono ammirarvi per il piedistallo su cui dovete state o comunque apparire ai loro occhi.  Tanto i punti deboli si possono benissimo nascondere ai bambini! Presentatevi sempre competenti, efficienti, capaci di controllare le situazioni.   Non ammettete mai errori o debolezze!  Se i figli percepiscono i vostri lati piu’ umani e fragili, possono crollare tutti gli obiettivi educativi. Se per caso sbagliate, la cosa peggiore che potete fare e’ scusarvi. Sono i figli che devono mettersi in discussione, non voi. Le debolezze e gli errori riguardano semmai loro, non voi.
  7. NON TEMETE DI UMILIARE I VOSTRI FIGLI. Quando ci vuole una punizione, ci vuole. Non preoccupatevi che eventualmente la punizione presenti un carattere sadico o umiliante, quel che conta e’ che la punizione abbia una ragione. Il fine di educare giustifica ogni mezzo, per quanto possa dare sofferenza o accompagnarsi ad un attacco umiliante all’immagine dei vostri figli.  Gli schiaffoni o le punizioni corporali possono essere molto utili per insegnare ai figli che hanno sbagliato, anche se possono magari far stare molto male. Passato il vissuto di ferita o di umiliazione i figli possono facilmente tornare sul problema per il quale la punizione e’ stata data ed eliminare ogni sentimento di rabbia o di ribellione.
  8. RICORDATE CHE LE LODI SONO INUTILI E CONTROPRODUCENTI. Evitate in particolare le lodi, che vi verrebbero spontanee e che potrebbero risultare realistiche.  I figli non devono abituarsi ad apprezzamenti e valorizzazioni.    Se i figli assolvono bene ai loro compiti o ottengono risultati positivi, magari con impegno e fatica, questo deve essere considerato un fatto scontato, un dovere che da loro deve essere normalmente compiuto. Non devono per questo aspettarsi un riconoscimento.  Rinforzare l’autostima dei figli e’ rischioso. Tenere bassa l’autostima e’ invece utile, perché li stimola a darsi da fare.
  9. MANTENETE IL POTERE SUI VOSTRI FIGLI. Non perdetevi in mille discussioni dispersive e in dialoghi inutili con i vostri figli. Cio’ che importa non e’ tanto chiarire in modo preciso i problemi che possono nascere, i compiti e le responsabilita’ che spettano ai vostri bambini e ai vostri ragazzi situazione per situazione. Non state a spiegare il vostro comportamento con infinita pazienza. Cio’ che conta e’ trasmettere con chiarezza la differenza di ruoli tra genitori e figli, chi detiene il potere in casa vostra e chi non lo detiene, chi deve comandare e chi ubbidire, chi ha ragione per il ruolo che esercita e per l’esperienza di cui dispone e chi invece ha torto.
  10. INSEGNATE AI VOSTRI FIGLI AD AVERE PAURA DEL MONDO. Cercate di rappresentare tutto cio’ che e’ all’esterno della famiglia come qualcosa che puo’ rappresentare un pericolo. Una sana diffidenza aiuta a d affrontare i rischi che attendono i figli quando essi escono dall’ambiente rassicurante della famiglia. Insegnate ad avere rispetto ed obbedienza per i genitori, perché solo nei genitori potranno trovare quell’affetto, quella garanzia e quella sicurezza che altrove non possono trovare.
  11. NON DIMENTICATE CHE I FIGLI VI APPARTENGONO.  I figli sono i vostri figli. Li avete messi al mondo voi e vi devono l’aria che respirano, vi devono la loro vita, vi devono tutto. Non consentite a nessuno di intervenire nel modo con cui trattate i vostri figli, cosi’ come non permettete a nessuno di entrare a casa vostra o di prendere senza permesso la vostra roba. Come madri li avete tenuti in pancia, come padri gli avete garantito il mantenimento. Avete diritto ad aspettarvi qualcosa in cambio.
  12. NON PREOCCUPATEVI DI COINVOLGERE I VOSTRI FIGLI NEL CONFLITTO CONIUGALE. Cercate di fare emergere il vostro punto di vista e la vostra personalita’ di padre o di madre senza privilegiare a tutti i costi l’unita’ della coppia genitoriale di fronte ai figli. Se il vostro coniuge vi attacca contrattaccate. Cercate di portare i vostri figli sulle vostre posizioni. Quel che conta e’ che i vostri diritti e la vostra immagine di padre o di madre non sia sminuita ed inoltre che risulti ben chiaro che la colpa e’ dell’altro genitore!
  13. PRETENDETE SEMPRE IL MASSIMO DAI VOSTRI FIGLI. PUNTATE ALLA PERFEZIONE CHE E’ UN IDEALE EDUCATIVO STIMOLANTE.  Anche se i vostri figli non possono raggiungerla,  possono comunque avvicinarsi ad essa. Cercate di essere sempre esigenti e pretendete il massimo dai vostri figli. Non fatevi deviare dai bisogni dei bambini: sempre sono usati come scuse per sottrarsi agli impegni. Non fatevi commuovere dalle lacrime e dai compromessi.  Gli obiettivi da raggiungere siete voi che dovete indicarli. Non sottolineate gli aspetti positivi ma quelli negativi per stimolarli a migliorare. Non fidatevi dei bambini e sviluppate il massimo di sorveglianza sulla vita dei vostri figli. Potrebbero tradire le vostre aspettative. Non puntate sulla comunicazione, ma sul controllo.  
  14. NON PRENDETE SUL SERIO I BAMBINI. Puzzano ancora di latte e presumono di sapere come va il mondo. I bambini non vanno viziati: per lo piu’ sono pieni di capricci che vanno contrastati. I bambini sono scarsamente credibili e vivono in un mondo di sogni. Se i bambini vengono pesi sul serio c’e’ il rischio che si montino la testa.  Non prendete sul serio i bambini soprattutto quando riferiscono situazioni di malessere o addirittura di violenza. Lasciate cadere il discorso ed isolateli. Fateli crogiolare nel loro brodo di bugie.  
  15. NON RIFLETTETE MAI SULLA VOSTRA COERENZA. Non é cosi’ importante perseguire la coerenza negli atteggiamenti educativi. Se date una regola e il giorno dopo non la fate rispettare, se minacciate una punizione nel caso di una eventuale disobbedienza dei vostri figli e poi non la mantenete, quando quella disobbedienza s’é realizzata, se dite ai vostri figli di non dire bugie e non vi rendete conto delle vostre falsita’, se enunciate un principio che voi stessi per primi calpestate, predicate bene e razzolate male, se pretendete il rispetto dei vostri figli e voi stessi poi non lo garantite, se dite ai figli di non dire parolacce quando voi bestemmiate, tutto questo non e’ importante. Sono i vostri figli che devono imparare la coerenza, non voi.

 Ritratto

Ultimo aggiornamento effettuato il 05-05-2008
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