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Il Sigillo Azzurro
 


Recensione tratta da FUMETTI DI CARTA

 

La Star Comics porta in Italia IL SIGILLO AZZURRO, manga di Chie Shinohara.
Ao no fuin, questo
il titolo originale, è stato pubblicato in Giappone in undici tankobon editi da Shogakukan, raccogliendo moltissimi consensi.

La storia racconta di Soko Kiryu, una bellissima ragazza apparentemente normale che ha sempre vissuto una tranquilla vita medio borghese all’interno di una tipica e moderna famiglia giapponese… Almeno: questo è ciò di cui lei è convinta, fino al giorno in cui in seguito a un brutale tentativo di violenza carnale scopre con orrore di non essere affatto ciò che ha sempre pensato di essere… Entriamo così improvvisamente in una dimensione popolata da demoni, dimensione nella quale Soko ricopre un ruolo importantissimo… e letale! Anche Akira, coetaneo di Soko, sembra essere un ragazzo bello e normale, fino a che proprio Soko non si accorge che tutte le sue compagne di scuola e gli insegnanti hanno di Akira un percezione profondamente diversa da quella che ne ha lei…
Già in questo primo numero de IL SIGILLO AZZURRO il lettore viene trascinato in una dimensione “orrorifica” e disperata nella quale non valgono più le leggi e le regole umane, la “realtà altra” emerge violentemente, causando dolore e sofferenza a umani e Oni. Azione e suspance si intersecano con la disperazione dei protagonisti, sensualmente attratti l’uno dall’altra eppure implacabili nemici in nome di una giustizia umana che deve assolutamente trionfare. I protagonisti di questo manga a metà tra lo shojo e l’horror, insomma, non sono mai ciò che dicono, o che addirittura credono, di essere. Tutto ciò pone le premesse per una storia appassionante, coinvolgente e piena di colpi di scena, elementi questi che sicuramente non mancheranno neppure nelle prossime uscite.

 

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