GERMANIA

 REICHSMARINE


NAVE CORAZZATA TIRPITZ (NAVE DA BATTAGLIA)

BATTLESHIP TIRPITZ


CORAZZATA TIRPITZ


GIUDIZIO DELLO SHINANO

La Tirpitz fu una nave da battaglia della Kriegsmarine tedesca, seconda e ultima unità della Classe Bismarck. Essa fu concepita, insieme alla gemella Bismarck, per essere la punta di diamante della marina tedesca. Entrata in servizio molto dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, la nave partecipò a pochissime azioni belliche, passando la maggior parte della sua vita a nascondersi nei fiordi norvegesi dagli attacchi degli Alleati; di fatto essa ebbe funzione di "fleet in being", cioè quella di tenere occupata una gran quantità di forze nemiche per via della sua pericolosità potenziale. In realtà alla prova dei fatti si rivelò un costosissimo giocattolo non utilizzabile in quanto non poteva prendere il largo senza il rischio di essere affondata ed alla fine fu scoperta e distrutta nel fiordo norvegese in cui si era rifugiata. Con i costi necessari per la costruzione si sarebbero potute allestire almeno due portaerei con risultati finali migliori per la Reichmarine. Il problema della corazzata Tirpitz è che divenne operativa quando ormai le corazzate avevano perso il loro ruolo di "regime dei mari" ed erano state riutilizzate come pontoni galleggianti da cui sparare per difendere gli sbarchi delle armate, come seppero fare magnificamente gli americani ed in parte minore i giapponesi. Nella seconda Guerra Mondiale una corazzata poteva essere utilizzata con profitto soltanto se all'interno di una task force difesa da branchi di cacciatorpediniere e di supporto ad una o più portaerei. Una corazzata lasciata da sola a fare la caccia ai convogli, come le navi corsare tedesche della Prima Guerra Mondiale, non aveva più alcun senso ne aveva alcuna possibilità di riuscita tattica in quanto priva di copertura aerea e quindi indifesa agli attacchi dal cielo. Nella battaglia del Mar di Sibuyan la poderosa Musashi fu affondata da ripetuti attacchi aerei malgrado fosse all'interno di un poderoso gruppo operativo composto da corazzate (Nagato e Yamato su tutte) e difeso da incrociatori e cacciatorpediniere, ma privo di alcuna difesa in quanto non supportato da portaerei.

In definitiva la corazzata Tirpitz nacque gia vecchia, fu mal utilizzata e finì abbastanza ingloriosamente senza nemmeno combattere (Shinano).


ARMAMENTO

I cannoni da 38 cm montati sulle due navi erano un nuovo modello; non più gli L/45 della prima guerra adattati per la classe Bayern. Prima del 1939 venne fatta qualche stima comparata dei due cannoni, ma costituisce l'unico riferimento alla Bayern usato nella progettazione della nave da battaglia Bismarck e non si può ipotizzare una discendenza diretta fra le due navi.

L 'adozione del vecchio SKL/45 da 38 cm fu probabilmente presa in considerazione, ma non rispondeva più alle esigenze degli anni '30: le torri pesavano 873 tonnellate e avevano un'elevazione massima di soli 209 (originariamente 16) per una gittata massima di 23.200 m con 109 di sbandamento ma solo 15.000 m per il fianco immerso. I cannoni da 28 cm della corazzata Deutschland avevano invece una gittata di 31.900 m sul fianco sfavorito dai 10" di sbandamento.

Nel complesso il vecchio cannone non era adatto a una nuova corazzata, mentre il nuovo modello, classificato come SKC/34 da 38 cm nel nuovo sistema, era un prodotto Krupp che sparava un proiettile da 800 Kg con la velocità iniziale di 820 m/sec. (cfr. a pag. 53 la tavola comparata dei due cannoni). Le nuove cariche erano divise in due parti: la principale era di 112 Kg e rivestita in ottone, quella secondaria pesava 99,5 Kg. Per ogni cannone venivano stivate 130 cariche.

Le quattro torri principali della corazzata Tirpitz{originariamente tutte dotate di telemetro da 10 m) erano appaiate a prua e a poppa, con la B e la C in posizione rialzata. Il. puntamento era elettrico, così come il meccanismo di elevazione ausiliario, gli argani ausiliari e qualche altro meccanismo di riserva, mentre quelli principali erano a energia idraulica. I limiti di elevazione/abbassamento .erano +30°/+5 1/2gradi. Le torri A e B avevano un campo di tiro di 215°-0-145, la C e la D di 35°-180°-325 e pesavano 1.056 o 1.048 tonnellate senza i telemetri. Erano torri ben corazzate, con le pareti di 360 mm {150-200 mm ai Iati, 180 mm al tetto e 320 mm sul retro) unite con bulloni. Avevano sei diversi livelli operativi: la piattaforma dei cannoni dentro la torre, la piattaforma di puntamento, la piattaforma dei motori e quella intermedia {tutte all'in- temo delle barbette e sotto il ponte corazzato), le stive e le sale per i proiettili. Le torri B e C avevano una piattaforma intermedia in più dentro le barbette.

I mirini interni alle torri erano installati sulla sinistra del can- none sinistro e sulla destra di quello destro e dal tetto uscivano due periscopi. Sul Iato posteriore c'erano anche due ventilatori elettrici per l'eliminazione del gas e del fumo.

L 'armamento secondario, dodici cannoni SKC/28 da 15 cm in affusti binati LC/34, era distribuito in tre torri per Iato, con la postazione centrale dotata di telemetro da 6,5 m. Le torri I pesa- vano 150,3 tonnellate, le 11131,6 tonnellate e le IIl97,7 tonnellate. Quelle di prua {l) avevano le barbette che arrivavano al primo ponte e l'apertura fra la parte girevole e il ponte corazzato chiusa da una tenda di pelle. Le barbette delle altre torri arrivavano solo fino al ponte corazzato. I cannoni erano gli stessi installati sulla Scharnhorst e sulla Gneisenau che sparavano proiettili da 45,3 Kg fino a 23 km con un'elevazione di 40 gradi.

Le torri di prua avevano cinque livelli operativi, con quello dei cannoni nella piazzola. Dentro alle barbette c'erano la piattaforma di puntamento, la piattaforma intermedia dei motori e, al di sotto del ponte corazzato, la piattaforma di elevazione per proiettili e cartucce.

Le torri Il e III non avevano piattaforme intermedie e quella di elevazione era interna alle barbette. I cannoni erano caricati a mano e i bossoli venivano espulsi da sotto la torre.

I motori di puntamento principali e ausiliari erano elettrici; l'elevazione era idraulica con comandi d'emergenza manuali. Le torri senza il telemetro da 6,5 m avevano un periscopio C/4 ruotabile di 90° dalla direzione del cannone. Le protezioni comprendevano 100 mm di corazza frontale, 40 mm ai Iati, 20-35 mm al tetto e 40 mm sul..retro {più sottili di quelle della Scharnhorst}. Il campo di fuoco delle torri variava dai 153 ai 158°.

I cannoni da 15 cm non erano bivalenti, perciò la Kriegsmarine provvide all'ormai abituale aggiunta di una batteria antiaerea pesante. I pezzi contraerei standard di questa categoria erano gli SKC/33 da 10,5 cm che erano stati adottati per la corazzata Scharnhorst e la corazzata Gneisenau e installati sulle prime Panzerschiff. Questo pezzo sparava cariche fisse di 27,35 kg di proiettili da 15,1 kg con una velocità iniziale di 900 m/sec e in una gittata di 17,700 m. Erano installate a coppie sui due Iati del ponte della sovrastruttura in affusti triassiali stabilizzati progettati in origine per i pezzi da 8,8

cm, che poi vennero installati solo nelle quattro postazioni di prua e solo sulla Bismarck perche nel frattempo era stato realizzato un modello più resistente per questo calibro. La Bismarck completò così la sua artiglieria e la nave da battaglia Tirpitz fu equipaggiata in modo altrettanto completo. Sia il puntamento che l'elevazione funzionavano elettricamente e avevano dei comandi manuali d'emergenza.

I cannoni venivano caricati a mano ma esisteva anche un meccanismo elettrico per il caricamento ad angolature più eleva- te. La contraerea leggera comprendeva sedici pezzi SKC/30 da 3,7 cm in otto postazioni binate LC/30 raggruppate sulla sovra- struttura e dodici bocche singole MG C/30 (poi C/38) da 2 cm.

Inizialmente non erano previsti lanciasiluri, ma le navi avevano un'attrezzatura aeronautica con due catapulte fisse a mezza- nave. A proravia del fumaiolo c'erano due hangar singoli, e un terzo più grande si trovava sotto 10 stivaggio dell'albero maestro. Queste corazzate potevano portare fino a sei aerei del tipo Arado Ar 196 (ma solo occupando le due catapulte, dato che gli hangar non potevano alloggiare più di quattro unità) e non erano attrezzate per la posa di mine.

I comandi dei pezzi erano disposti come sulla Sharnhorst e sulla Gneisenau con tre postazioni principali in superficie. La postazione di prua occupava la metà posteriore della torre controllo a livello del ponte di navigazione, un'altra era dislocata in cima alla torre dell'albero di prua e la terza a poppa sul della sovrastruttura.

La postazione di prua era dotata di un telemetro sterescopico da 7 m, le altre due di unità da 10 m. Ognuna delle due postazioni anteriori aveva tre centrali di tiro ZG C/38S con i periscopi che spuntavano dalla corazza del tetto in avanti, a destra e a sinistra, mentre la postazione posteriore ne aveva solo due laterali. Le postazioni per le azioni notturne erano due, una a poppa e una a prua, dotate di due Zeilsaule C38S e di una centralina per le  granate illuminanti. I vari dati di rilevamento del bersagli  andavano trasmessi ai comandi principali TS al compartimento del ponte di batteria.

Una postazione simile nel retro del compartimento serviva da riserva e aveva lo stesso equipaggiamento della prima tranne il calcolatore per il bombardamento a riva. Queste postazioni comprendevano dei calcolatori per l'artiglieria principale e secondaria collegati a due giroscopi, ed erano affiancate da pannelli per gli interruttori, per gli amplificatori e per altri comandi dei pezzi. La sala comandi di prua era sul Iato destro del primo ponte nel compartimento XV, quella di poppa sul Iato sinistro del compartimento VIII sul ponte di batteria.

I comandi della contraerea delle nuove corazzate rappresentavano un ulteriore passo in avanti. Una postazione principale con quattro ZAG era dislocata nel punto più alto della nave, la galleria a coffa di trinchetto. Le postazioni di riserva si trovavano insieme ai comandi notturni di prua e di poppa. I dati di gittata erano forniti da quattro telemetri ad alta angolatura SL6 a stabilizzazione triassiale, riconoscibili dalle tipiche coperture sferiche. Questi erano dotati di telemetri notturni stereoscopici da 4 m chiamati A (prua destra), B (prua sinistra), C (inizio poppa) e D (estrema poppa). I comandi principali TS per la contraerea erano nel compartimento XV del ponte di coperta, accanto alla sala radio B e agli interruttori. Immediatamente a poppa sul lato opposto della paratia a tenuta stagna, c'era il centro di comando operativo principale, mentre la postazione di riserva era nel compartimento IX sul ponte di batteria.

C'erano inoltre due telemetri notturni da 3 m e otto strumentazioni portatili da 1,25 m per i pezzi da 3,7 cm. Tutti il metri erano forniti dalla Zeis Jena.

I fari di fabbricazione Siemens-Schuckert erano sette da 150 cm, uno su una piattaforma a prua della torre di controllo, quattro su quella del fumaiolo (fra cui due anteriori con scudo pieghevole semisferico) e due davanti alla torre contraerea C. Per motivi di sicurezza, a dritta e a sinistra della postazione di mando notturno e di quella sotto il telemetro principale di poppa erano installati anche tre centraline per fari.


CARATTERISTICHE TECNICHE

Nave Tirpitz
Tipo Corazzata
Cantiere Kriegemarinewerft, Wilhelmshaven
Impostazione 2 novembre 1936
Varo 1 aprile 1939
Entrata in servizio 25 febbraio del 1941
Affondamento 12.11.1944
Lunghezza 241.60 metri
Larghezza 36,00 metri
Immersione 10,80 metri
Dislocamento 52.700  tonnellate
Apparato motore 12 caldaie a coppie del modello Wagner
Potenza 160.000 cavalli
Velocità 30 nodi
Combustibile 7.400 tonnellate
Autonomia 8.600 miglia marina a 15 nodi

3.500 miglia marine a 30 nodi

Armamento pesante 8 cannoni da 380 mm. in affusti binati
Armamento secondario 12 cannoni SKC/28 da 150 mm. in affusti binati
Armamento pesante antiaereo 16 pezzi binati SKC/28 da 105 mm.
Armamento leggero antiaereo 30  pezzi binati da 37 mm.

20 pezzi binati  da 78 mm.

Protezione verticale Cintura mm. 320
Protezione orizzontale Ponte corazzato: 50 mm.

Ponte corazzato principale: 80 mm. 

Torre di controllo: 340 mm.

Equipaggio  

Disegno

Normale

Massimo in guerra

 

1.750

2.340

2.650


LA FINE DELLA CORAZZATA TIRPITZ (12.11.1944)

Un attacco successivo ebbe luogo il 12 novembre sempre con l'impiego degli stessi squadroni.   La Tirpitz, sempre ancorata, fu colta in una giornata serena e soleggiata, priva della cortina difensiva di fumo e senza alcun caccia di scorta.   Dalla nave furono lanciate salve da 38 cm e quindi aprì il fuoco con il resto del proprio armamento in un vano tentativo di difesa. 

Lo squadrone n° 617 sganciò i propri "Tallboy", quindi seguì quello n° 9.  Il primo allarme dell'incursione fu dato verso le 08.00, quando la Tirpitz fu collegata immediatamente con il centro antiaereo di Tromso. Un quarto d'ora più tardi fu richiesta la protezione dei caccia e si diede l'allarme.   Le sirene della base di Tromso suonarono alle 08.45 e alle 09.15 furono avvistati i veivoli inglesi. 

Cinque minuti più tardi fu ripetuta la richiesta di protezione aerea e da Bardufoss decollarono immediatamente gli FW190 del gruppo JG5, la Luftwaffe non era stata però informata dello spostamento della nave a Tromso.   L'artiglieria da 10,5 cm aprì il fuoco verso le 09.34, seguita pochi minuti dopo dai 3,7 cm e dai 2 cm. Un "Tall- boy" (probabilmente il quarto lanciato) colpì la nave insieme a altri due successivi. 

Quello definitivo raggiunse la Tirpitz a babordo vicino la catapulta nel compartimento laterale della sala turbina, penetrando il ponte e la corazzatura; un'altra cadde in mare al traverso, sempre nell'area di sinistra, con un grande lampo, mentre le altre quattro bombe caddero nella rete.   Una nona bomba cadde al traverso della torretta "D" provocando una grande colonna di fumo nero, cui seguì un lampo per lo scoppio di munizioni nella parte centrale della nave.   Molte altre bombe scoppiarono nel porto con il conseguente riversarsi di una grande quantità d'acqua sulla nave, che sbandò di 35°.

Venne dato l'ordine di svuotamento ma non potè essere eseguito, pertanto si diede quello di abbandonare la nave.   Lo sbandamento continuò fino a 60°, dove si assestò per breve tempo. 

Seguì una tremenda esplosione presso la torretta "C" che sollevò tutta la massa rotante dalla nave, dopodichè la Tirpitz si rovesciò fino a che l'opera morta non raggiunse il fondo del mare.

Un esame successivo dimostrò che il fianco della nave era stato divelto tra le ordinate 98 e 132, ma ad eccezione di questo c'erano solo danni di piccola entità.   La vera causa dell'esplosione nella torretta "C" non fu mai accertata, probabilmente le zone oltre la sala turbina (Mitte) e quella caldaia vennero rapidamente inondate, come pure tutta l'area di sinistra centrale compresa tra le ordinate 83 e 154,5.   Quest'inondazione fu sufficiente a fare sbandare la nave di 35°, dato che era relativamente leggera per la scarsità di carburante e scorte. 

L'inondazione continuò e la nave sbandò ancor più, fino a 60°; allora si calcolò che la quantità d'acqua doveva equivalere a circa 17.000 tonnellate, che sarebbe aumentata; tuttavia si ritiene che del fango sul fondo le impedì di affondare fino all' esplosione della torretta "C".   I morti furono molti, tra essi l'ufficiale al comando, Capitano di vascello Weber, che aveva sostituito Junge all'arrivo della nave a Tromso.  Alla Kriegmarine rimanevano solamente due Panzerschiffe, ambedue nel Baltico.


STORIA (HISTORY)


CARATTERISTICHE TECNICHE


FOTOGRAFIE (PHOTOES)


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