Guida alla seduzione
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Il Giuoco della Seduzione |
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6) Come si conquista una donna |
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b) Capire chi si ha di fronte |
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Come nel gioco del poker (metafora che continua a piacerci perché la seduzione è comunque un azzardo) una delle prime regole dell’arte di cui vi parliamo è quella di cercare sempre di conoscere alla perfezione il proprio “avversario” e fare capire il meno possibile di sé e del proprio giuoco. Ma perché è importante cercare di scoprire più cose possibili su di lei? Per una ragione semplicissima: perché il modo di corteggiarla cambia sensibilmente a seconda della donna con cui si ha a che fare. Quasi tutti i manuali oggi in commercio, per esempio, raccomandano, di fare dei complimenti alla ragazza, ma non sempre questo metodo paga: i complimenti devono essere (o sembrare) sinceri, mai banali e soprattutto colpire nel segno. Per conquistare una ragazza quindi l’importante è “capirla” (anche se in generale concordo con l’affermazione per cui “le donne non vanno capite, tutt’al più vanno amate”) e per fare ciò è essenziale analizzarne (senza farglielo capire logicamente) il modo di porsi sotto tutti punti di vista. Utilissimo a riguardo è avere dei rudimenti nel settore della psicologia umana e femminile. Scritto sulla comunicazione empatica “Non volendo rompere le scatole parlando di teoria eriksoniana e del fatto che il genere umano é formato da persone visive, uditive e cinestetiche, in quanto tali argomenti sono trattati in qualsiasi buono testo di PNL (Programmazione Neuro-Linguistica),la comunicazione empatica è diversa da quella normale. Ipotizziamo di trovarci di fronte al nostro interlocutore seduti ad un tavolo e che sul tavolo c'è un foglio con scritto sopra un numero che dal nostro lato si legge 6 e dal lato del nostro interlocutore 9. Potremmo metterci a discutere con lui per affermare il nostro punto di vista e, cioè, che é per noi é il numero 6, ma pur sapendolo, ai fini di un dialogo costruttivo faremmo bene a dirgli candidamente che è il numero 9, per poi fargli notare che dal vostro lato si legge 6. La comunicazione empatica è un modo per accattivarsi l'interlocutore mettendosi nei sui panni. Spesso, è assurdo mettersi nei panni altrui, soprattutto quando ci sono differenze comportamentali e caratteriali che ci rendono del tutto incomprensibili alcune scelte della persona che ci sta di fronte. Aggiungiamo a ciò la situazione del seduttore, che é un uomo che "dovrebbe" mettersi nei panni della sedotta, che è una donna. Già è difficile fare una cosa del genere con un altro uomo per scopi diversi: farsi assumere dal potenziale datore di lavoro, vendere un prodotto o un servizio ad un potenziale acquirente, ecc.. Eppure, la comunicazione empatica è uno strumento di penetrazione psicologica. Con tale comunicazione ci mettiamo nei panni della vittima studiandone il modo di pensare della stessa e come fare per essere molto familiari a lei come se ci conoscessimo da una vita. Possiamo creare una forte intesa con un'altra persona, forare la sua corazza, che ha costruito in tanti anni di esperienze negative. Tutti i muri in cui si è rinchiusa quella persona per difendersi dal mondo esterno, visto spesso come ostile e pieno di persone malvagie e senza scrupoli, possono crollare nei nostri confronti se sappiamo darle fiducia e quale migliore modo per dargliela se non con la comunicazione empatica: mettersi nei sui panni é la chiave del successo.” |
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