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AMICI DI PENNA II B
di NICOTERA e II B di SERRA SAN BRUNO - VISITA A
NICOTERA |
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GITA A TAORMINA
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AMICI DI PENNA II B
di NICOTERA e II B di SERRA SAN BRUNO - VISITA A SERRA
SAN BRUNO |
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VISITA PASTORALE di
Mons. Luigi RENZO, Vescovo di Mileto - Nicotera - Tropea
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Sua Eccellenza e il D.S. A. Fiumara con gli alunni della
Redazione
"Il Banco" |
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PON F1 |
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Concerto di Natale
del Corso ad indirizzo musicale - A.S. 2011/2012 |
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Concerto di Fine Anno
del Corso ad indirizzo musicale |
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PON "Legali al
Sud": Visita guidata alla Scuola
Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia
- alla
Caserma dei Carabinieri di Nicotera -
agli Uffici del Comune di Nicotera -
il Convegno
Dott. Salvatore Barilaro
(Direttore della Scuola Allievi
Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia)
Dott. Salvatore Italiano (Medico Capo della
Polizia di Stato, Dirigente dell'Ufficio sanitario della
Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo
Valentia) - Visita alla città di Palermo |
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Progetto Murales:
prof.ssa Di Leo Gisella |
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PON Azione F1: Manifestazione
finale |
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Progetto "In ricordo di
Papa Wojtyla" |
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"Med Walkin" |
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Sulla nostra pagina di
il Video
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Progetto "Play-Energy", premiata la classe
II C |
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Campisi
Michela - classe II C |
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Loiacono
Giuseppe - classe III C |
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Zappia
Stefania - classe II C |
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Buccafusca Ester
- classe II D |
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L’effetto del sentimento
Quando guardo te negli occhi
Uno sguardo di amicizia mi cade nel cuore come fiocchi
di neve candida come un focolare acceso,
mi riscalda il sentimento come un angelo dal cielo sceso.
Quando sento la tua voce
Vengo avvolta da una foce,
da una foce di emozioni
che mi fa tremare il cuore.
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D’Amico Francesca
- classe II D |
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E’ Primavera
E’ Primavera, tanti fiori, tanti
colori!
Tanti alberi che fioriscono e profumano,
tante farfalle che non si distinguono in mezzo ai fiori.
E’ Primavera il mare più azzurro,
il tramonto più rosso, l’alba più rumorosa
dei canti degli uccelli.
E’ Primavera il sole più caldo,
la frutta più buona,
i bambini più felici.
Finalmente è Primavera
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Vardè Luca - classe II
D |
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L’innamorato
Quando guardo te negli occhi
Arrivo nel paese dei balocchi,
guardando i tuoi riccioli d’oro
subito di te mi innamoro.
Sei la luce del mio cammino,
sei la donna del mio destino
sei bella come un fiore
sei semplice come l’Amore.
L’Amore è come un trifoglio
Ti amo, ti penso e ti voglio.
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Buccafusca Maria
Grazia - classe II D |
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Il palloncino
Vola palloncino vola
Vola in alto più di una viola
Per la gioia di tutti i bambini
E fa contenti anche i più piccini
Di forma diversa
Sai arricchire ogni festa
Anche la più lesta
Vola palloncino vola
Per la gioia di ogni bambino tu vola
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Giuseppe Aquilano - classe I
B |
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Un amico è tutto
Con l’amicizia si può essere in coro
Ma chi trova un amico trova un tesoro.
Quando stai vicino a lui
Dimentichi i tuoi momenti più bui.
Se hai un amico per la pelle
Rioderai sempre a crepapelle.
Se un’amicizia ci sarà
Mai più nessuno si separerà
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Gabriele Raimondi - classe I
B |
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L’amicizia
L’amicizia è un'allegria che ti fa stare in compagnia,
l’amicizia è così grande che sembra un gigante,
l’amicizia è così vera che non può diventare una cattiveria,
l’amicizia è così folle che ti fa saltare con le molle,
l’amicizia è così strana che può aver la forma di una
banana.
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Marco Castelli -
classe 3 B |
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Chiara Artale - classe
3 B |
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Ilenia - classe
III A |
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Cesare Di Leo -
classe I A |
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Silvia
-
classe II B |
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16 ottobre 2010
Caro diario,
oggi vorrei porre la mia attenzione su alcuni
problemi che angosciano l’umanità: lo
sfruttamento, la fame, la dittatura, i ricchi
sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri.
Il mondo in cui vivo è dilaniato da questi
problemi, perciò mi pongo alcune domande: come
sarà il futuro? Come vivrò quando sarò grande?
Il progresso è un fenomeno inarrestabile, è
vero, siamo ormai abituati alle nostre comunità
e dimentichiamo che le risorse della Terra non
sono inesauribili. Continuiamo a sfruttarle,
inquiniamo fiumi e mari, oltre che l’aria e la
terra. Dimentichiamo, però, per il nostro
egoismo, che mentre noi ragazzi viviamo nel
benessere e desideriamo il superfluo, milioni di
persone non hanno nemmeno i beni indispensabili
e muoiono di fame.
Penso che io ho la fortuna di vivere in pace e
tranquillità con la mia famiglia, mentre
moltissimi ragazzi della mia età sono costretti
a vivere nella povertà, usati come guerrieri e
schiavi, spesso da soli, fuggendo da guerre che
nella maggior parte dei casi servono a far
arricchire persone malvagie e senza scrupoli.
Il mondo è malato, caro diario, e la razza umana
ancora di più. La violenza fa parte delle storie
che si ascoltano ogni giorno, c’è sempre
qualcuno che vuole prevalere sugli altri, a
qualsiasi costo: con le armi, con la droga, con
l’alcool, con la delinquenza. Poche persone ne
sfruttano migliaia, costringendole a vivere
nella paura e nell’incertezza.
E’ necessario recuperare il significato della
vita, vivendo nella solidarietà, nell’amore e
nella pace.
Spesso confido ai miei genitori le mie paure e
l’incertezza per quello che troverò nel mio
futuro e, la risposta che mi danno è sempre la
stessa: vivere la mia vita di adolescente,
impegnandomi al massimo nello studio e
rispettando tutto e tutti.
L’istruzione e la cultura sono le armi che le
nuove generazioni hanno per provare a rendere il
mondo migliore, a riscoprire il valore dei
rapporti umani e dei sentimenti, contro la sete
di potere e di denaro.
La cultura e l’istruzione mi aiuteranno a
ragionare con la mia testa e a giudicare da sola
ciò che è giusto e ciò che non lo è.
Io penso che è una strada difficile da
percorrere, ma mi impegnerò lo stesso. Spero che
tutto questo male, un giorno, si trasformi in
bene, caro diario e, che nella mia anima
alberghi un autentico sentimento di amore e
solidarietà. |
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Maria
Posterino
-
classe II B |
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Cara Alessandra Amoroso,
anche se non ti conosco, seguo la
tua musica, che manda in delirio molti miei
coetanei. L’adolescenza è considerata l’età del
divertimento e degli idoli, perché noi ragazzi
più profondamente degli altri abbiamo bisogno di
credere in qualcosa e spesso tendiamo a vedere
come idoli star del cinema, della musica e dello
spettacolo, arriviamo al punto di imitare un
personaggio, che effettivamente non conosciamo
bene. Alcune mie compagne imitano il tuo modo di
vestire, si sottopongono a diete ferree per
apparire magre ad arrivano alla morte. Non mi
trovo d’accordo con chi, tra i miei coetanei, si
fa colpire da una sfrenata anoressia nei
confronti di superstar. È assurdo porsi modelli
di vita e di pensiero individuali, la cui
personalità rimarrà sempre ignota e non si
conoscerà mai realmente. E allora perché non
cominciare ad apprezzare la “gente reale” che ti
circonda, la quale è ricca di risorse e ci dà la
possibilità di indagare e conosce a fondo il
nuovo cantante? Posso sembrare realistica, ma i
miei idoli sono i mie genitori. Sono legata da
un vincolo oltre che d’amore, di sincerità,
fiducia e stima. Amo il loro carattere decisivo,
forte nell’affrontare i problemi quotidiani che
una famiglia numerosa come la mia comporta.
Credo ciecamente nelle loro capacità perché so
che potrò sempre fare affidamento sul loro aiuto
e che non mi deluderanno mai, sono la mia
ancora di salvezza nei miei momenti difficili,
mi basta un loro sguardo per captare forti
emozioni. Sono grandi per tutto quello che mi
danno, non solo materialmente, ma moralmente.
Quindi anche se nelle pareti della mia camera
sono affisse le tue foto, come non potrei
adorare personaggi mitici come i miei genitori?
Tua Maria |
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Simone D'Aloi
-
classe II B |
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I NORMANNI A NICOTERA
Dallo studio di diversi testi, per stilare una
storia normanna su Nicotera emerge quanto segue:
Papa Nicolò II, il 24 gennaio 1059 aveva assolto
i Normanni dalla scomunica e aveva confermato a
Roberto il Guiscardo i possessi di Puglia,
Calabria e anche della Sicilia.
Il papa cercava in quest’accordo un appoggio
contro l'impero e contro la Chiesa Bizantina e
un riconoscimento della rinuncia Normanna a
Benevento e all'espansione verso Salerno e verso
il Lazio. Grazie a quest'accordo del 1509 il
Guiscardo era ormai libero di completare le sue
conquiste e di Stabilizzarle: dopo 12 anni tutto
il Mezzogiorno era in mano normanna. Tutto
questo non senza una serie di tensioni interne;
i mercanti dei centri costieri della Puglia
della Calabria con una serie di intese con
Bisanzio avevano ostacolato 1'espansione del
Guiscardo e la fondazione di Nicotera. In realtà
il Guiscardo si proponeva di organizzare il
territorio in modo il più possibile unitario
attraverso la forza militare e il prestigio
personale. In Calabria tale supremazia era
garantita dal fratello Ruggero, e poggiava su
una fitta ragnatela di fortezze e fortificazioni
le cui guarnigioni, all'interno della città,
facevano capo direttamente al Guiscardo. Questa
rete militare di potere era piuttosto recente.
Ci siamo dunque soffermati su questo periodo di
fondazione per mostrare la logica con cui
Nicotera risorgeva, come piazzaforte dopo il
declino altomedievale. La sua popolazione era in
maggioranza di liturgia greca, trasferita dalla
distrutta Policastro e presto vi si sarebbe
anche insediata un'importante colonia ebraica.
Dalla fondazione di Nicotera, per 130 anni i
nostri documenti tacciono e ci portano al
periodo finale della monarchia normanna, durante
la quale possiamo solo immaginare Nicotera
coinvolta nel rinnovo agricolo del regno con
l'introduzione delle nuove colture arboricole.
Di un'attività ebraica a Nicotera si parla in un
documento risalente alla fine del "200", ma
anche del peggioramento progressivo della
condizione della popolazione contadina di
Calabria, culminata nelle rivolte dell'inizio
del XII secolo e poi nelle tensioni dei
feudatari contro la corona. Nel gioco fra potere
feudale e monarchia la pressione sui contadini
si era accresciuta e le rivolte e le tensioni si
andarono moltiplicando. Possiamo supporre che, a
rendere ulteriormente drammatici gli anni
centrali di questa seconda meta del XII secolo,
abbia non poco contribuito il terribile
terremoto del 4 febbraio 1168, che coinvolse la
Sicilia orientale e le coste calabresi.
Ritroviamo dunque Nicotera quando regna
Costanza, figlia di Ruggiero II e moglie, dal 27
gennaio 1186, d'Enrico VI. Nel frattempo era
nato Federico e, Costanza, alla morte del marito
era riuscita a farsi riconoscere la patria
potestà. Quando Costanza morirà, il 27 novembre
1198, nel suo testamento riconoscerà il regno
come feudo della chiesa e affiderà la tutela del
figlio ad Innocenzo III. Federico raggiunge la
maggiore età nel 1208 ; sarà incoronato
imperatore in San Pietro il 22 novembre 1220 da
Onorio III.
Il suo regno è dunque costellato da rivolte in
centri pugliesi, calabresi e siciliani e conosce
numerose desertificazioni di villaggi e di
casali, sicché lo splendore culturale del suo
regno ha come contrappunto lo scarso sviluppo
economico e la fiscalità severa, il mancato
sviluppo di mercati e di manifatture, le
condizioni dei contadini erano migliorate
essendo essi ormai liberi anche se ancora
gravati da duri vincoli feudali. L'interesse di
Federico per Nicotera è tutto teso a garantire
il buon ordine in questa cittadina che aveva un
ruolo strategico proprio nell’arginare le
pretese autonomistiche dei cittadini di Reggio e
di Messina.
Immaginiamo cosi questo castello come un'area
relativamente tranquilla (e cosi se ne paria nel
documento del 1240, come << ab aggressione
secura») ma militarmente presidiata e con un
gruppo di proprietari che i documenti ci
mostrano continuamente garantiti da privilegi
personali e feudali da parte della curia
imperiale. Va inoltre osservato che, sempre nel
documento del 1240 si fa cenno per la prima
volta all'attività portuale e armatoriale che si
svolge a Nicotera e che apparirà assai intensa a
partire dagli anni 60 del secolo. Federico era
morto, il 13 dicembre 1250, in Puglia; e il papa
Innocenzo IV tentava il tutto per tutto per
spezzare 1'accerchiamento che era rappresentato
dall'unione fra corona di Sicilia e corona
imperiale e per recuperare il potere di
controllo della chiesa sul regno meridionale.
Poi per oltre 130 anni la documentazione ed i
riferimenti a Nicotera si interrompono e non
sappiamo quanto questa città fosse parte delle
rivolte baronali calabresi ritroviamo tuttavia
una documentazione su Nicotera solo dal momento
della guerra civile, dopo che nell'agosto 1420
Giovanna aveva stretto alleanza con Alfonso
d'Aragona, investendolo
del ducato di Calabria e dopo alterne vicende,
rapidamente Giovanna riprese il controllo del
regno e governo lungamente. I documenti su
Nicotera in questo decennio hanno un particolare
interesse perche vi compare come signore di
Nicotera un personaggio di grande rilievo negli
ultimi anni del regno della regina Giovanna:
Novella Ruffo di Calabria, duchessa di Sessa, la
quale sarà poi uno dei membri più influenti del
gruppo baronale, che avrebbero comunque
rafforzato la sovrana e indebolito le loro
autonomie e i loro privilegi. Nella ricca storia
feudale della regione, accanto alla progressiva
decadenza di Reggio vi sarà, nel Corso del XV
secolo, il declino dei Ruffo ed il rafforzamento
di altre casate. Alla fine del 400 Nicotera sarà
ormai feudo dei De Gennaro. Nel 1065, Roberto il
Guiscardo, avendo ricostruito la città
spostandola più a nord (l'attuale Nicotera), ed
avendola ripopolata con gli abitanti di
Policastro : << anno vero Dominicae
Incarnationis MLXV Dux Robertus Policastrum
destruons, incolas omnes apud Nicotrum, quod
ipso anno fundavit adducens ibi hospitari fecit>>,
la Santa Sede chiede al Normanno il ripristino
della diocesi e la restituzione della Massa
Nicoterana al patrimonio di S. Pietro per le
necessita, allora, impellenti <<a causa dell'
inizio delle crociate>>. Se la Cattedra
Episcopale fosse stata soppressa, la Sede
Apostolica non avrebbe mai preteso il
ripristino, ma avrebbe richiesto semplicemente
la restituzione della Massa Nicoterana allora
adibita <<agli alloggiamenti delle milizie
normanne>>. Ma, giustamente, il Romano Pontefice
Gregorio VII sollecitava il ripristino della
Cattedra in quanto la Città <<era stata
ricostruita e degnamente abitata>>, quindi era
in grado di riavere il suo Vescovo, nel rispetto
anche del giuramento fatto a Melfi nel 1059 a
Nicolò II allorché il Normanno vi si era recato
<<per avere tolta quella scomunica che sulla
casa pesava sin dai tempi di Leone IX, nell’atto
di ricevere l’investitura del Ducato di Puglia e
di Calabria e del futuro ducato di Sicilia>>.
In quell’ occasione il Normanno promise la
<<restituito in pristinum>> di tutte le sedi
episcopali coi relativi possessi esistenti prima
del <<passaggio di esse al patriarca di
Costantinopoli (723-733) e di metterli sotto
l’autorità della Sede Apostolica>>.
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Matteo Perfidio
-
classe II B |
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IL CASTELLO NORMANNO
Il castello, insediamento
fortificato,era sede del signore, il quale
viveva circondato da familiari,
servi, uomini d'armi...
Il castellano, a quei tempo anche bayulo della
città, era l'amministratore dei beni del re, da
cui veniva nominato. Tra i primi bayuli oltre ad
un certo Yohannes, troviamo anche Pietro Ruffo.
Vita nel castello
I baroni normanni ed i loro successori sostavano
parecchio tempo nel vecchio castello dì Nicotera
ospitavano: principi,uomini d'affari o di
fede,che venivano per dare
informazioni, ricevere consigli oppure prendere
provvedimenti contro gli abusi o le
violazioni alle disposizioni da loro emanate.
Conducevano una vita molto rigida e
lussuosa, cantavano e suonavano. L'imperatrice
Costanza si soffermava in questo
castello con il suo seguito, per vincere la
calura estiva ori ma di recarsi in Sicilia. Nel
1221 anche l'imperiale giustiziere di Calabria
si era affermato sotto il regno di Federico
II,un appartenente alla famiglia Ruffo.
Collocazione geografica
Il castello sorgeva in un luogo dominante,
nella parte superiore della città in un posto
tale da
controllare eventuali attacchi dei nemici, nel
Baglio (Vallium luogo recintato e
fortificato).

Dentro il Castello
Nei castelli normanni la vita era probabilmente
molto dura . Il fumo, poiché al
focolare mancava un vero e, proprio ramino,
riempiva la grande sala; quanto
all’illuminazione, ci si accontentava dì quella
fioca delle candele dì cera o di
midollo di giunco. I pavimenti, di legno, erano
coperti di canne. In certi castelli le
pareti erano
coperte di arazzi che davano un pò di colore
alla pietra grigia. Le
numerose finestrelle del mastio erano prive dì
vetri e, benché di notte venissero chiuse,
lasciavano entrare fastidiose correnti d'aria.
La grande sala era la stanza principale in ogni
castello: qui si radunavano a mangiare
quasi tutti gli abitanti del castello, a
qualsiasi rango sociale appartenessero e qui
dormivano in molti la notte, sdraiati sulle
panche o sul pavimento, avvolti nei mantelli. Di
solito II signore e la signora del castello si
ritiravano nei solario,
che era una stanza riservata al superiore.
Dormivano in un letto di legno, probabilmente
protetto tutt'attorno da un tendaggio che li
teneva
al caldo. Il castello poteva essere destinato a
molti scopi: poteva trasformarsi in
fortezza, in caserma, in rifugio per i contadini
che abitavano nei villaggi vicini o talvolta
essere persino adibito a prigione. |
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