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Dirigente Scolastico: Prof. Antonio FIUMARA
Piazza Municipio - 89844 Nicotera (VV) - tel.: 096381430 - fax   0963887412
scuolamedianicotera@libero.it

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AMICI DI PENNA II B di NICOTERA e II B di SERRA SAN BRUNO  - VISITA A NICOTERA

 
GITA A TAORMINA

 

AMICI DI PENNA II B di NICOTERA e II B di SERRA SAN BRUNO  - VISITA A SERRA SAN BRUNO

VISITA PASTORALE di Mons. Luigi RENZO, Vescovo di Mileto - Nicotera - Tropea
Sua Eccellenza e il D.S. A. Fiumara con gli alunni della Redazione
 "Il Banco"
 

 

PON F1

 

Concerto di Natale del Corso ad indirizzo musicale - A.S. 2011/2012


Attività svolte nell'anno scolastico 2010/2011

Concerto di Fine Anno del Corso ad indirizzo musicale
 
PON "Legali al Sud": Visita guidata alla Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato‎ di Vibo Valentia - alla Caserma dei Carabinieri di Nicotera - agli Uffici del Comune di Nicotera -  il Convegno
Dott. Salvatore Barilaro
(
Direttore della Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia)
Dott. Salvatore Italiano
(Medico Capo della Polizia di Stato, Dirigente dell'Ufficio sanitario della Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Vibo Valentia) - Visita alla città di Palermo
Progetto Murales: prof.ssa Di Leo Gisella

PON Azione F1: Manifestazione finale

Progetto "In ricordo di Papa Wojtyla" 

 
"Med Walkin"
Sulla nostra pagina di   il Video
Progetto "Play-Energy", premiata la classe II C
Campisi Michela - classe  II C

 

Loiacono Giuseppe - classe  III C

Zappia Stefania - classe  II C

 

Buccafusca Ester - classe II D

L’effetto del sentimento

 Quando guardo te negli occhi
Uno sguardo di amicizia mi cade nel cuore come fiocchi
di neve candida come un focolare acceso,
mi riscalda il sentimento come un angelo dal cielo sceso.

 Quando sento la tua voce
Vengo avvolta da una foce,
da una foce di emozioni
che mi fa tremare il cuore.

D’Amico Francesca - classe II D

E’ Primavera

 E’ Primavera, tanti fiori, tanti colori!
Tanti alberi che fioriscono e profumano,
tante farfalle che non si distinguono in mezzo ai fiori. 

E’ Primavera il mare più azzurro,
il tramonto più rosso, l’alba più rumorosa
dei canti degli uccelli.

 E’ Primavera il sole più caldo,
la frutta più buona,
i bambini più felici. 

Finalmente è Primavera

Vardè Luca - classe II D

L’innamorato

 Quando guardo te negli occhi
Arrivo nel paese dei balocchi,
guardando i tuoi riccioli d’oro
subito di te mi innamoro.

 Sei la luce del mio cammino,
sei la donna del mio destino
sei bella come un fiore
sei semplice come l’Amore. 

L’Amore è come un trifoglio
Ti amo, ti penso e ti voglio. 

Buccafusca Maria Grazia - classe II D

Il palloncino

Vola palloncino vola
Vola in alto più di una viola
Per la gioia di tutti i bambini
E fa contenti anche i più piccini 

Di forma diversa
Sai arricchire ogni festa
Anche la più lesta

 Vola palloncino vola
Per la gioia di ogni bambino tu vola

Giuseppe Aquilano - classe I B

Un amico è tutto

 Con l’amicizia si può essere in coro

Ma chi trova un amico trova un tesoro. 

Quando stai vicino a lui

Dimentichi i tuoi momenti più bui. 

Se hai un amico per la pelle

Rioderai sempre a crepapelle. 

Se un’amicizia ci sarà

Mai più nessuno si separerà

Gabriele Raimondi - classe I B

L’amicizia 

L’amicizia  è un'allegria che ti fa stare in compagnia,

l’amicizia è così grande che sembra un gigante,

l’amicizia è così vera che non può diventare una cattiveria,

l’amicizia è così folle che ti fa saltare con le molle,

l’amicizia è così strana che può aver la forma di una banana.

Marco Castelli - classe 3 B

Chiara Artale - classe 3 B

Ilenia - classe  III A

Cesare Di Leo - classe I A

 

Silvia - classe II B

16 ottobre 2010

Caro diario,
oggi vorrei porre la mia attenzione su alcuni problemi che angosciano l’umanità: lo sfruttamento, la fame, la dittatura, i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri.

Il mondo in cui vivo è dilaniato da questi problemi, perciò mi pongo alcune domande: come sarà il futuro? Come vivrò quando sarò grande?

Il progresso è un fenomeno inarrestabile, è vero, siamo ormai abituati alle nostre comunità e dimentichiamo che le risorse della Terra non sono inesauribili. Continuiamo a sfruttarle, inquiniamo fiumi e mari, oltre che l’aria e la terra. Dimentichiamo, però, per il nostro egoismo, che mentre noi ragazzi viviamo nel benessere e desideriamo il superfluo, milioni di persone non hanno nemmeno i beni indispensabili e muoiono di fame.

Penso che io ho la fortuna di vivere in pace e tranquillità con la mia famiglia, mentre moltissimi ragazzi della mia età sono costretti a vivere nella povertà, usati come guerrieri e schiavi, spesso da soli, fuggendo da guerre che nella maggior parte dei casi servono a far arricchire persone malvagie e senza scrupoli.

Il mondo è malato, caro diario, e la razza umana ancora di più. La violenza fa parte delle storie che si ascoltano ogni giorno, c’è sempre qualcuno che vuole prevalere sugli altri, a qualsiasi costo: con le armi, con la droga, con l’alcool, con la delinquenza. Poche persone ne sfruttano migliaia, costringendole a vivere nella paura e nell’incertezza.

E’ necessario recuperare il significato della vita, vivendo nella solidarietà, nell’amore e nella pace.

Spesso confido ai miei genitori le mie paure e l’incertezza per quello che troverò nel mio futuro e, la risposta che mi danno è sempre la stessa: vivere la mia vita di adolescente, impegnandomi al massimo nello studio e rispettando tutto e tutti.

L’istruzione e la cultura sono le armi che le nuove generazioni hanno per provare a rendere il mondo migliore, a riscoprire il valore dei rapporti umani e dei sentimenti, contro la sete di potere e di denaro.

La cultura e l’istruzione mi aiuteranno a ragionare con la mia testa e a giudicare da sola ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Io penso che è una strada difficile da percorrere, ma mi impegnerò lo stesso. Spero che tutto questo male, un giorno, si trasformi in bene, caro diario e, che nella mia anima alberghi un autentico sentimento di amore e solidarietà.

Maria Posterino - classe II B

Cara Alessandra Amoroso,

anche se non ti conosco, seguo la tua musica, che manda in delirio molti miei coetanei. L’adolescenza è considerata l’età del divertimento e degli idoli, perché noi ragazzi più profondamente degli altri abbiamo bisogno di credere in qualcosa e spesso tendiamo a vedere come idoli star del cinema, della musica e dello spettacolo, arriviamo al punto di imitare un personaggio, che effettivamente non conosciamo bene. Alcune mie compagne imitano il tuo modo di vestire, si sottopongono a diete ferree per apparire magre ad arrivano alla morte. Non mi trovo d’accordo con chi, tra i miei coetanei, si fa colpire da una sfrenata anoressia nei confronti di superstar. È assurdo porsi modelli di vita e di pensiero individuali, la cui personalità rimarrà sempre ignota e non si conoscerà mai realmente. E allora perché non cominciare ad apprezzare la “gente reale” che ti circonda, la quale è ricca di risorse e ci dà la possibilità di indagare e conosce a fondo il nuovo cantante? Posso sembrare realistica, ma i miei idoli sono i mie genitori. Sono legata da un vincolo oltre che d’amore, di sincerità, fiducia e stima. Amo il loro carattere decisivo, forte nell’affrontare i  problemi quotidiani che una famiglia numerosa come la mia comporta. Credo ciecamente nelle loro capacità perché so che potrò sempre fare affidamento sul loro aiuto e che non mi deluderanno mai, sono  la mia ancora di salvezza nei miei momenti difficili, mi basta un loro sguardo per captare forti emozioni. Sono grandi per tutto quello che mi danno, non solo materialmente, ma moralmente. Quindi anche se nelle pareti della mia camera sono affisse le tue foto, come non potrei adorare personaggi mitici come i miei genitori?

                                                                                  Tua Maria

Simone D'Aloi - classe II B

I NORMANNI A NICOTERA

Dallo studio di diversi testi, per stilare una storia normanna su Nicotera emerge quanto segue: Papa Nicolò II, il 24 gennaio 1059 aveva assolto i Normanni dalla scomunica e aveva confermato a Roberto il Guiscardo i possessi di Puglia, Calabria e anche della Sicilia.

Il papa cercava in quest’accordo un appoggio contro l'impero e contro la Chiesa Bizantina e un riconoscimento della rinuncia Normanna a Benevento e all'espansione verso Salerno e verso il Lazio. Grazie a quest'accordo del 1509 il Guiscardo era ormai libero di completare le sue conquiste e di Stabilizzarle: dopo 12 anni tutto il Mezzogiorno era in mano normanna. Tutto questo non senza una serie di tensioni interne; i mercanti dei centri costieri della Puglia della Calabria con una serie di intese con Bisanzio avevano ostacolato 1'espansione del Guiscardo e la fondazione di Nicotera. In realtà il Guiscardo si proponeva di organizzare il territorio in modo il più possibile unitario attraverso la forza militare e il prestigio personale. In Calabria tale supremazia era garantita dal fratello Ruggero, e poggiava su una fitta ragnatela di fortezze e fortificazioni le cui guarnigioni, all'interno della città, facevano capo direttamente al Guiscardo. Questa rete militare di potere era piuttosto recente. Ci siamo dunque soffermati su questo periodo di fondazione per mostrare la logica con cui Nicotera risorgeva, come piazzaforte dopo il declino altomedievale. La sua popolazione era in maggioranza di liturgia greca, trasferita dalla distrutta Policastro e presto vi si sarebbe anche insediata un'importante colonia ebraica. Dalla fondazione di Nicotera, per 130 anni i nostri documenti tacciono e ci portano al periodo finale della monarchia normanna, durante la quale possiamo solo immaginare Nicotera coinvolta nel rinnovo agricolo del regno con l'introduzione delle nuove colture arboricole. Di un'attività ebraica a Nicotera si parla in un documento risalente alla fine del "200", ma anche del peggioramento progressivo della condizione della popolazione contadina di Calabria, culminata nelle rivolte dell'inizio del XII secolo e poi nelle tensioni dei feudatari contro la corona. Nel gioco fra potere feudale e monarchia la pressione sui contadini si era accresciuta e le rivolte e le tensioni si andarono moltiplicando. Possiamo supporre che, a rendere ulteriormente drammatici gli anni centrali di questa seconda meta del XII secolo, abbia non poco contribuito il terribile terremoto del 4 febbraio 1168, che coinvolse la Sicilia orientale e le coste calabresi.

Ritroviamo dunque Nicotera quando regna Costanza, figlia di Ruggiero II e moglie, dal 27 gennaio 1186, d'Enrico VI. Nel frattempo era nato Federico e, Costanza, alla morte del marito era riuscita a farsi riconoscere la patria potestà. Quando Costanza morirà, il 27 novembre 1198, nel suo testamento riconoscerà il regno come feudo della chiesa e affiderà la tutela del figlio ad Innocenzo III. Federico raggiunge la maggiore età nel 1208 ; sarà incoronato imperatore in San Pietro il 22 novembre 1220 da Onorio III.

Il suo regno è dunque costellato da rivolte in centri pugliesi, calabresi e siciliani e conosce numerose desertificazioni di villaggi e di casali, sicché lo splendore culturale del suo regno ha come contrappunto lo scarso sviluppo economico e la fiscalità severa, il mancato sviluppo di mercati e di manifatture, le condizioni dei contadini erano migliorate essendo essi ormai liberi anche se ancora gravati da duri vincoli feudali. L'interesse di Federico per Nicotera è tutto teso a garantire il buon ordine in questa cittadina che aveva un ruolo strategico proprio nell’arginare le pretese autonomistiche dei cittadini di Reggio e di Messina.

Immaginiamo cosi questo castello come un'area relativamente tranquilla (e cosi se ne paria nel documento del 1240, come << ab aggressione secura») ma militarmente presidiata e con un gruppo di proprietari che i documenti ci mostrano continuamente garantiti da privilegi personali e feudali da parte della curia imperiale. Va inoltre osservato che, sempre nel documento del 1240 si fa cenno per la prima volta all'attività portuale e armatoriale che si svolge a Nicotera e che apparirà assai intensa a partire dagli anni 60 del secolo. Federico era morto, il 13 dicembre 1250, in Puglia; e il papa Innocenzo IV tentava il tutto per tutto per spezzare 1'accerchiamento che era rappresentato dall'unione fra corona di Sicilia e corona imperiale e per recuperare il potere di controllo della chiesa sul regno meridionale. Poi per oltre 130 anni la documentazione ed i riferimenti a Nicotera si interrompono e non sappiamo quanto questa città fosse parte delle rivolte baronali calabresi ritroviamo tuttavia una documentazione su Nicotera solo dal momento della guerra civile, dopo che  nell'agosto 1420 Giovanna aveva stretto alleanza con Alfonso d'Aragona, investendolo
del ducato di Calabria e dopo alterne vicende, rapidamente Giovanna riprese il controllo del regno e governo lungamente. I documenti su Nicotera in questo decennio hanno un particolare interesse perche vi compare come signore di Nicotera un personaggio di grande rilievo negli ultimi anni del regno della regina Giovanna: Novella Ruffo di Calabria, duchessa di Sessa, la quale sarà poi uno dei membri più influenti del gruppo baronale, che avrebbero comunque rafforzato la sovrana e indebolito le loro autonomie e i loro privilegi. Nella ricca storia feudale della regione, accanto alla progressiva decadenza di Reggio vi sarà, nel Corso del XV secolo, il declino dei Ruffo ed il rafforzamento di altre casate. Alla fine del 400 Nicotera sarà ormai feudo dei De Gennaro. Nel 1065, Roberto il Guiscardo, avendo ricostruito la città spostandola più a nord (l'attuale Nicotera), ed avendola ripopolata con gli abitanti di Policastro : << anno vero Dominicae Incarnationis MLXV Dux Robertus Policastrum destruons, incolas omnes apud Nicotrum, quod ipso anno fundavit adducens ibi hospitari fecit>>, la Santa Sede chiede al Normanno il ripristino della diocesi e la restituzione della Massa Nicoterana al patrimonio di S. Pietro per le necessita, allora, impellenti <<a causa dell' inizio delle crociate>>. Se la Cattedra Episcopale fosse stata soppressa, la Sede Apostolica non avrebbe mai preteso il ripristino, ma avrebbe richiesto semplicemente la restituzione della Massa Nicoterana allora adibita <<agli alloggiamenti delle milizie normanne>>. Ma, giustamente, il Romano Pontefice Gregorio VII sollecitava il ripristino della Cattedra in quanto la Città <<era stata ricostruita e degnamente abitata>>, quindi era in grado di riavere il suo Vescovo, nel rispetto anche del giuramento fatto a Melfi nel 1059 a Nicolò II allorché il Normanno vi si era recato <<per avere tolta quella scomunica che sulla casa pesava sin dai tempi di Leone IX, nell’atto di ricevere l’investitura del Ducato di Puglia e di Calabria e del futuro ducato di Sicilia>>.  In quell’ occasione il Normanno promise la <<restituito in pristinum>> di tutte le sedi episcopali coi relativi possessi esistenti prima del <<passaggio di esse al patriarca di Costantinopoli (723-733) e di metterli sotto l’autorità della Sede Apostolica>>.

Matteo Perfidio - classe II B

IL CASTELLO NORMANNO

Il castello, insediamento fortificato,era sede del signore, il quale viveva circondato da familiari, servi, uomini d'armi... Il castellano, a quei tempo anche bayulo della città, era l'amministratore dei beni del re, da cui veniva nominato. Tra i primi bayuli oltre ad un certo Yohannes, troviamo anche Pietro Ruffo.

Vita nel castello 

I baroni normanni ed i loro successori sostavano parecchio tempo nel vecchio castello dì Nicotera ospitavano: principi,uomini d'affari o di fede,che venivano per dare informazioni, ricevere consigli oppure prendere provvedimenti contro gli abusi o le
violazioni alle disposizioni da loro emanate. Conducevano una vita molto rigida e
lussuosa, cantavano e suonavano. L'imperatrice Costanza si soffermava in questo castello con il suo seguito, per vincere la calura estiva ori ma di recarsi in Sicilia. Nel 1221 anche l'imperiale giustiziere di Calabria si era affermato sotto il regno di Federico II,un appartenente alla famiglia Ruffo.

Collocazione geografica

Il castello sorgeva in un  luogo dominante, nella parte superiore della città in un posto tale da controllare eventuali attacchi dei nemici, nel Baglio (Vallium luogo recintato e fortificato).

Dentro il Castello

Nei castelli normanni la vita era probabilmente molto dura . Il fumo, poiché al focolare mancava un vero e, proprio ramino, riempiva la grande sala; quanto all’illuminazione, ci si accontentava dì quella fioca delle candele dì cera o di midollo di giunco. I pavimenti, di legno, erano coperti di canne. In certi castelli le pareti erano coperte di arazzi che davano un pò di colore alla pietra grigia. Le numerose finestrelle del mastio erano prive dì vetri e, benché di notte venissero chiuse, lasciavano entrare fastidiose correnti d'aria.

La grande sala era la stanza principale in ogni castello: qui si radunavano a mangiare quasi tutti gli abitanti del castello, a qualsiasi rango sociale appartenessero e qui dormivano in molti la notte, sdraiati sulle panche o sul pavimento, avvolti nei mantelli. Di solito II signore e la signora del castello si ritiravano nei solario, che era una stanza riservata al superiore.

Dormivano in un letto di legno, probabilmente  protetto  tutt'attorno  da  un tendaggio che li teneva al caldo. Il castello poteva essere destinato a molti scopi: poteva trasformarsi in fortezza, in caserma, in rifugio per i contadini che abitavano nei villaggi vicini o talvolta essere persino adibito a prigione.

AGGIUNGI AI PREFERITI © Sito ideato e realizzato dalla prof.ssa Campisi Orsolina IMPOSTA COME HOME PAGE
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