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PREMESSA

Un libro che svela delle menzogne e smonta dei pregiudizi radicati nella coscienza comune è un libro difficile, che trova facilmente critici arrabbiati, "scandalizzati" dai suoi contenuti "eretici". I detrattori di questo mio lavoro di ricerca, lette le prime pagine "scomode", diranno facilmente che "l'autore è un folle" e che dice cose "che non si possono credere".

Come gli accusatori di Galileo si rifiutarono di guardare nel suo cannocchiale, così le persone che mi accuseranno non si prenderanno la briga di verificare tutte le fonti storiche e scientifiche da me riportate nelle varie sezioni del libro, e crederanno che sia un inutile sforzo leggere i numerosi articoli della stessa "scienza ufficiale" che porto a conferma delle mie tesi.

Se questo non bastasse ai loro intenti cominceranno a dire che lo "scopo del libro è politico", facendo finta di non capire che questo libro tratta proprio dei rapporti politici fra scienza e potere [1], fra conoscenza tradizione e potere: il problema dell'utilizzo della scienza è politico per sua stessa natura, l'etica in campo scientifico non si delega agli scienziati, la lotta per i diritti umani (quando vengano calpestati da pratiche tecnologiche invasive) non la si può delegare a nessun "esperto del settore". La riflessione sull'uso della tecnologia e sui metodi e i fini della ricerca scientifica non è una riflessione "tecnica" su argomenti specialistici (anche se alcune conoscenze scientifiche chiare e corrette permettono di vedere il problema nella sua giusta dimensione) ma è una valutazione umana su un tema antichissimo quale il rapporto fra il bene e il male.

Eppure sono sicuro che qualcuno dirà che questo è un libro "estremista" e "folle", che sono io un "estremista", un "sovversivo" [2], e una "testa calda"; è noto che quando non si hanno argomenti per controbattere un ragionamento si possono solo usare gli insulti. Denigrare un avversario con gli insulti senza portare argomenti validi equivale ad ammettere implicitamente che l'avversario abbia ragione; affermazioni come "tutto ciò è pazzesco", "non può essere vero", "sono solo fandonie" non rappresentano l'indicazione di un errore o di una falsità, ma solo di uno sbigottimento; sostituire l'incredulità al ragionamento non è certo un buon metodo per scoprire la verità, è solo un mezzo per nascondere alla propria vista delle idee che appaiono "scomode", ma che non per questo sono errate.

Sarà difficile d'altronde mettere in discussione le numerose prove scientifiche, storiche e logiche messe insieme in questo libro, anche perché vengono proposte ben poche "verità": la mia intenzione, nello scrivere questa opera, è soprattutto quella di smascherare la falsità di molte costruzioni del "sapere ufficiale" ormai incancrenito dal suo essere schiavo degli interessi dei grandi potentati economici e dal suo essere succube di antichi pregiudizi. La verità è difficilmente definibile, ma la falsità di un'affermazione si può dimostrare più facilmente quando ciò che viene predetto da tale affermazione non si verifica .

Mi sono laureato in una disciplina scientifica nella quale hanno ben poco spazio i dogmi e le memorizzazioni nozionistiche[3] e da allora (ma anche prima) ho letto un grande numero testi di filosofia, sociologia della scienza, filosofia della scienza, di storia antica, di critica della medicina ufficiale, ma tante cose le ho toccate con mano, come la violenza della psichiatria che ho visto di persona visitando i reparti psichiatrici di varie città d'Italia, o l'inefficacia della medicina ufficiale che ho sperimentato su me stesso.

In realtà anche senza la laurea potrei aver compreso e studiato quasi tutto quello che mi ha permesso di scrivere questo libro. Alcuni libri molto interessanti di critica alla scienza medica sono stati scritti da giornalisti o da altre persone che, pur non avendo fatto specifici studi scientifici, hanno speso gran parte della loro vita a documentarsi su certi argomenti non limitandosi alle fonti ritenute "ufficiali". la mia preparazione scientifica mi ha anche permesso di comprendere quale sia la corretta applicazione del metodo scientifico, ma non sono per niente sicuro che un tale background sia indispensabile per affrontare certi argomenti. Una laurea non implica necessariamente l'acquisizione di una grande cultura, ed i titoli altisonanti non sono necessariamente indici di sapere critico, anzi sono spesso solo indice di potere. Una laurea in medicina, ad esempio (ma lo stesso discorso può valere per tutti gli studi universitari) non comprende di per sé uno studio critico, un confronto fra diversi modelli medici, uno studio di storia della medicina, ma solo una assimilazione passiva di quello che qualcun altro ha scritto su dei manuali universitari: chi si preoccupa del fatto che ci possano essere degli errori di fondo in tali manuali? Anche una laurea in fisica spesso non comprende uno studio approfondito di tali elementi critici e storici, nonostante l'evoluzione continua dei modelli interpretativi nella fisica dovrebbe portare naturalmente allo sviluppo della riflessione sulla storia e la filosofia della scienza.

Una volta pensavo di essere stato fortunato ad intraprendere degli studi che permettono più di altri di aprire la mente, ma adesso non ne sono più tanto sicuro, penso che da vari punti di vista si può abbordare lo studio critico della realtà e scoprire le menzogne che ci circondano. Sopra il portone di ingresso del dipartimento di fisica di una famosa università inglese sta scritto: "attenti, la fisica può espandere la vostra mente", e in effetti studiare fisica teorica e nucleare dovrebbe significare anche confrontarsi col metodo scientifico, riflettere criticamente sui presupposti filosofici di un'indagine scientifica. Questo metodo che ho imparato nei miei studi universitari ho cercato di utilizzarlo per il lungo lavoro di ricerca che mi ha portato a scrivere questo libro. La storia della fisica, anche la più recente, è un susseguirsi di ipotesi, di confronto fra ipotesi, di teorie che nascono e di teorie che muoiono, il dogmatismo all'interno di tale disciplina dovrebbe essere meno diffuso di quanto non succeda con qualsiasi altra; eppure anche in fisica certe ipotesi poco "ortodosse" e "scomode" pare non vengano nemmeno investigate mentre altre sono assurte al rango di "verità" nonostante la scarsità delle prove a loro sostengo[4].

Alle persone che mi rinfacceranno di non essere né medico né psichiatra potrei rinfacciare che chi parla male dell'astrologia in genere non è un astrologo e non ha studiato gli oroscopi e le influenze dei pianeti sulla nostra psiche, che chi rifiuta la religione non deve prima fare degli studi di teologia in seminario per prendere una simile decisione. Osservando i presupposti (analisi metodologica) e i risultati (analisi empirica della validità dei modelli) si può decidere della validità di un sistema di conoscenze anche se non lo si conosce in maniera completa: se le basi di acquisizione di un sapere non sono valide il sistema stesso deve essere messo in discussione, per quanto vasto, dettagliato e approfondito possa sembrare. Se le basi di un sistema di conoscenze sono fragili, la sua vastità serve a ben poco, e non è indispensabile conoscerlo a fondo per poterne negare la validità. D'altronde è probabile che chi si scandalizzi per le "assurdità" scritte in questo libro non possegga una conoscenza del metodo scientifico pari alla mia, che non abbia studiato e riflettuto per anni su testi di filosofia della scienza, ma soprattutto che non abbia compiuto un lungo cammino di disintossicazione dai pregiudizi dominanti, un cammino che nessuno credo (neanche io) potrà mai dire di avere percorso fino in fondo.

Non è facile rendersi conto fino a che punto sono diffuse le falsità e le menzogne che permeano la maggior parte della cultura diffusa dall'informazione dominante. Non lo è stato nemmeno per me, ho impiegato una ventina d'anni a rendermi conto piano piano di tutte le falsità propagandate come "verità" intoccabili e assolute dalla cultura nella quale sono stato allevato. Non posso pretendere che chi legga questo libro assimili tutte in una volta le informazioni che vi sono contenute, probabilmente avrà bisogno di qualche tempo (magari anche qualche anno) per comprenderle appieno, per farle proprie; la comprensione intellettuale non sempre basta ad una coscienza profonda, ma spesso è solo un primo passo, e tante cose non si credono finché non le si tocca con mano. Per questo (immodestamente forse) propongo di rileggere questo libro a distanza di qualche mese dalla prima lettura, sono sicuro che la comprensione sarà più profonda. Anche io ho dovuto fare altrettanto con alcuni testi, o con alcune teorie che difficilmente riuscivo a condividere al mio primo confronto con esse.

A chi mi accusa e a chi mi accuserà, ai tenaci paladini dell' "ortodossia scientifica e culturale" vorrei chiedere infine cosa dovrei guadagnarci a "inventare delle fandonie" (come sicuramente diranno loro delle mie ricerche basate su anni di studi e approfondimenti critici) se questo libro va in stampa a mie spese, cosa potrei guadagnarci se non la speranza di un mondo migliore dove la ricerca e la conoscenza siano al servizio dell'umanità e non di una ristretta oligarchia economica? Di certo non c'è nessun potere economico o politico che mi sostiene, al contrario ce ne sono molti che mi avversano, perché in questo mondo sono troppo scomode le voci che chiedono di sostituire la logica del denaro e del profitto con una cultura di solidarietà e di pace.

Ci sarebbe da chiedere anche perché cercano di fermarmi con ogni mezzo lecito e illecito, di farmi multe per "volantinaggio non autorizzato di pubblicità" (non può esistere in Italia nessun regolamento e nessuna legge che richiede l'autorizzazione per un volantinaggio, come dichiara esplicitamente l'articolo 21 della nostra costituzione, e i volantini che diffondono opinioni sulle pratiche mediche non sono certo considerabili "pubblicità"), perché chiamino sempre i vigili urbani o la polizia se faccio circolare le mie idee su dei fogli di carta (hanno paura di quello che scrivo? non hanno argomenti per confutarmi? hanno paura delle libertà sancita dal solito articolo 21 della costituzione?) perché quando faccio le mie domande a delle conferenze di medicina i medici preferiscono trovare scuse per non rispondere (persino quando riferisco argomentazioni condivise da altri loro colleghi medici)? Perché quando intervengo con le mie domande "inopportune" ad un convegno di psichiatria invece di rispondere mi tolgono il microfono e mi cacciano a forza dall'aula? Di cosa hanno paura? Con tutte le televisioni e i giornali dalla loro parte, se divulgassi notizie realmente false sarebbero già riusciti a condannarmi per quanto vado scrivendo e dicendo da anni, invece sanno solo insultare e chiamare la polizia (che puntualmente non riesce a contestarmi nessun reato) o i vigili urbani (che si inventano un inesistente "volantinaggio non autorizzato").

Non è facile liberarsi dai pregiudizi che assorbiamo con l'educazione, e la lettura di questo libro per molte persone sarà scomoda e difficile, perché è difficile abbandonare tutte in una volta tante "certezze" (parola da tradurre sempre con la perifrasi "ciò in cui qualcun altro ci ha fatto credere"). Ma procedendo per gradi si possono superare tutti i pregiudizi nei quali noi tutti (me compreso) siamo stati allevati. Quando avrete capito quale grande mistificazione della scienza, quale grande violenza, quale crimine contro l'umanità sia l'istituzione psichiatrica, allora potrete pensare che quello che è successo con la "salute mentale" è successo anche con la "salute del corpo", e che lo stesso è successo più in generale con il "sapere" e con la "conoscenza" nel suo complesso.

La logica dei soldi, che ha soppiantato nella nostra società la logica dell'amore e della solidarietà, usa e distorce ogni cosa per i suoi fini. Di fronte ad una prospettiva di guadagno miliardario nessuna azienda si pone scrupoli ad avvelenare migliaia di persone; se poi l'azienda riesce a far passare nelle nostre coscienze l'idea che i suoi veleni non sono tossici, potrà produrre ancora di più e ancora più impunemente. Nessun potere politico od economico si lascia sfuggire la possibilità di falsificare la realtà per i propri fini. Manipolare la conoscenza, e quindi la coscienze delle persone, è solo una delle tante strategie messe in atto delle grandi aziende multinazionali per vendere sempre più facilmente i loro prodotti, e per nascondere nel contempo tutte le nefandezze causate da un sistema economico che affama un miliardo di persone e inquina la terra, l'aria e l'acqua del nostro pianeta.

Ormai nel mondo globalizzato tutto è merce, persino la salute e l'istruzione. Perché meravigliarsi allora del fatto che la manipolazione dell'informazione e della cultura possa generare dei terribili mostri?


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[1] D'altronde la stessa affermazione che un libro abbia finalità politiche è essa stessa un'affermazione politica, tesa a screditare determinate idee politiche a favore di altre.
[2] Cosa c'è poi di tanto scandaloso nella speranza del sovvertimento di un mondo fondato sulla violenza? E se la violenza di questa società moderna è estrema, che significa bollare di estremismo chi la rifiuta? Non è forse "estremista", e nel senso peggiore del termine, il conservatorismo che mira, fra l'altro, a mantenere una terra inquinata al di là delle sue capacità di sopportazione, a tenere quasi un miliardo di esseri umani in una condizione di perenne povertà e sottonutrizione?
[3] Per quanto mi sia laureato (col massimo dei voti) con una tesi di fisica nucleare devo dire che alcuni aspetti della moderna fisica teorica sono criticabili e suscettibili di essere considerati un po' troppo dogmatici, come mostro più avanti nel libro, ma di sicuro la fisica può essere (anche se non sempre) più obiettiva e verificabile (o come direbbe Popper falsificabile) di quanto non sia, ad esempio, la medicina.
[4] Solo per fare un esempio i buchi neri e il big bang sono entrati ormai nell'immaginario comune, anche se si è ben lontani dal provare che si tratti di entità reali; nonostante questo enorme punto interrogativo, i fisici che non credono alla loro esistenza sono ostracizzati dalla comunità scientifica.