La storia insegna che i poteri (dei re, dei sacerdoti, dei feudatari, dei partiti, degli stati & ) hanno sempre usato ogni mezzo di cui potessero disporre pur di mantenere saldamente i propri privilegi. Nell'antichità uccidevano, incarceravano e torturavano ogni potenziale oppositore senza che ci fosse bisogno di alcun processo, usavano gli eserciti con funzioni di polizia interna per sedare le rivolte degli schiavi (come successe coi ribelli di Spartaco) torturando e massacrando a sangue freddo migliaia di persone per dare l'esempio e imporre il loro "ordine" e la loro "disciplina" mascherandola spesso con belle parole (vi ricordate la "pax romana" dietro la quale si nascondeva un mondo fondato sullo schiavismo?).
Ma già allora il potere non si manteneva solo grazie alla forza bruta e si utilizzavano dei mezzi persuasori meglio noti come "panem et circenses": spettacoli gratuiti e distribuzione di viveri alle classi meno abbienti con lo scopo di dare un contentino ai più poveri e impedire che pensassero troppo alla propria miseria. Non sembra che sia cambiato molto da allora dato che noi, colti e civilizzati occidentali, abbiamo il calcio e la televisione al posto degli spettacoli del colosseo.
A quel tempo non serviva molto di più, sia perché non esisteva la società dei consumi (e non c'era bisogno quindi di una pubblicità martellante, per indottrinare e spingere a comprare) sia perché il problema della falsificazione della cultura ufficiale era molto differente. In realtà tale problema quasi non si poneva dato che la cultura era appannaggio delle classi ricche e non c'era quindi nessuna necessità di distorcere un sapere da dare in pasto al popolo; il popolo semplicemente era escluso da qualsiasi forma di sapere "alto".
Se pochi decenni fa c'era qualche azienda che aveva forti interessi economici a far credere che il latte di mucca per i bambini fosse più nutriente che non quello della propria madre, niente di simile si può immaginare nel passato più o meno lontano. Se adesso è immaginabile che le multinazionali farmaceutiche formino la mentalità dei medici in modo che essi prescrivano medicine per ogni forma di malessere (invece che spiegare ai propri pazienti come mantenere la salute con una vita sana e una corretta alimentazione), in un passato in cui c'era ben poco da comprare o da vendere la situazione era totalmente differente.
Fino a duecento o trecento anni fa chi si poteva permettere di comprare qualcosa erano solo i più abbienti. La classe sociale che deteneva potere e ricchezza deteneva anche la cultura, e c'era ben poco interesse a falsificare una cultura di cui al popolino sottomesso non arrivavano spesso neanche le briciole; in quei tempi l'utilizzo della strategia "panem et circenses" insieme allo sfruttamento delle religioni di turno come mezzo di consolazione e di repressione (ottenuto a volte attraverso uno snaturamento e una mistificazione delle religioni stesse), era l'unica arma culturale di cui si servisse il potere. Per altro la cultura era saldamente in mano ai più abbienti e non c'era pericolo che qualcuno la usurpasse imparando a leggere e scrivere. Diversa è la situazione nella società moderna in cui, in linea teorica, la cultura è accessibile a tutti, in cui tutti bene o male sanno leggere e scrivere, e la cultura elaborata dal potere arriva ovunque, anche se solo in forma divulgativa. In tale situazione il potere (qualunque potere) deve tutelarsi, deve essere garantito che quella parte della conoscenza e della cultura che arriva alla popolazione non sia pericolosa per il potere stesso, che non contenga i germi del dubbio, che non aiuti l' "uomo qualunque" a prendere coscienza del suo stato di subordinazione ai poteri economici e politici che regolano la vita delle masse.
Per tutta questa serie di motivi si pone quindi solo in un passato recente (rispetto alla storia dell'uomo) l'esigenza di filtrare e di adulterare le conoscenze da far conoscere alle moltitudini. La cultura è potere, e chi detiene le fonti della cultura detiene un forte potere. È quello che ha capito subito la chiesa cattolica quando in Italia lo Stato decise di organizzare delle scuole laiche sotto il proprio controllo: alte furono le critiche, le lamentele e le invettive della Chiesa Cattolica che si vedeva sottratta una importante funzione di controllo sociale (le scuole fino ad allora erano prevalentemente in mano alla chiesa).
Dobbiamo essere così stupidi da pensare che se le scuole della chiesa erano funzionali al potere della chiesa le scuole dello stato avrebbero fornito solo cultura allo stato puro, che avrebbero formato i futuri cittadini all'esercizio della più pura libertà? Nessun potere si è mai lasciato scappare l'opportunità di utilizzare un mezzo per controllare e convincere le masse, ed il controllo del settore educativo è stato in tempi moderni un potente mezzo per orientare le coscienze dei futuri cittadini-sudditi. Durante la monarchia si instillava il rispetto del re, durante il fascismo l'adorazione del duce, adesso che c'è la repubblica si propaganda in maniera più o meno diretta l'adorazione della società occidentale: la nostra "repubblica democratica" viene pubblicizzata nelle scuole come se fosse il migliore "dei mondi possibili", nonostante i morti sul lavoro, l'inquinamento galoppante, la repressione delle opposizioni politiche, l'omologazione culturale. Chissà chi ricorda come negli anni 70 l'Italia sia stata sotto stretta sorveglianza di Amnesty Internation per le continue violazioni dei diritti umani avvenute nel corso della repressione dei fermenti politici di quegli anni[1].
È sicuramente una innovazione molto comoda quella di governare non con lo spavento di una pena esemplare, ma con la sottile arma della convinzione. Sicuramente se una persona adotta una condotta servile nei confronti del potere non per paura, ma per intima convinzione, il potere è molto più saldo e molto più garantito. D'altronde quelle poche persone realmente scomode e pericolose per il potere si possono sempre incarcerare con qualche pretesto: grazie all'appoggio dei sistemi d'informazione esse verranno condannate con l'approvazione ed il plauso quasi unanime del popolo, pronto oggi a scagliarsi sul capro espiatorio di turno né più né meno di come duemila anni fa si dilettava alla vista del sangue dei morti nell'arena e scommetteva sulla vita e sulla morte dei gladiatori.
Quando c'è bisogno di tutelare per bene alcune segreti c'è sempre la possibilità per i nostri governi democratici di uccidere una persona manovrando i servizi segreti che all'occorrenza possono sempre inscenare un finto suicidio (qualcuno forse si ricorderà delle morti misteriose di Calvi e Sindona o di quella più recente di Landi). Anche in casi simili, coi giornali e le televisioni sempre pronte ad inchinarsi al potere è difficile che la verità venga a galla (fra l'altro i giornalisti che osano scrivere certe scomode verità rischiano di fare anche essi una brutta fine, rischiando quanto meno il posto di lavoro).
Ma un'altra maniera del tutto particolare di manipolare l'informazione è quella di permettere che la verità venga a galla solo dopo qualche decina d'anni, quando tutti ormai hanno dimenticato, o sono impegnati a voler dimenticare. Pensate forse che qualcuno farà mai un processo a Kissinger dopo che lo stesso governo USA ha rivelato (20 anni dopo) il suo coinvolgimento nel sanguinoso colpo di stato di Pinochet costato al Cile almeno 13.000 morti? Qualche esponente del governo Italiano è stato processato per le sue responsabilità nelle stragi degli anni 70 (Piazza della Loggia, Italicus, Piazza Fontana) anche se dopo svariati anni le connivenze fra potere statale, servizi segreti ed esponenti neofascisti sono state appurate persino dai nostri tribunali? Il popolo italiano si è forse indignato? Il popolo dei cittadini-sudditi dei nostri stati "democratici" ha la memoria corta, o forse dovremmo dire, che c'è chi fa di tutto per evitare che ricordi certe cose tanto importanti quanto scomode.
Se nessun quotidiano (neppure quelli che si definiscono "democratici" e "progressisti", belle parole per fare audience e conquistarsi una fetta di mercato) ha avuto il coraggio di pubblicare le scomode informazioni di cui leggerete nelle prossime pagine, potete essere sicuri che per paura, ignoranza o dogmatismo, tutti i giornali ci nascondono qualcosa.