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CAPITOLO 8: I nuovi farmaci sono responsabili della diminuzione dei casi di AIDS?

I funzionari governativi, le organizzazioni dell'AIDS e i mass media sono unanimemente d'accordo sul fatto che il recente declino dei casi malattia e di morte per AIDS sia un risultato senza precedenti dovuto a una nuova combinazione di farmaci che includono gli inibitori della proteasi, farmaci dei quali si afferma che blocchino la replicazione dell'HIV. Tuttavia uno sguardo più attento ai dati rivela che non c'è nessuna giustificazione scientifica a questa idea, ormai molto diffusa, sulla validità degli inibitori della proteasi, detti i "combo cocktails".

Il declino delle morti per AIDS attribuito alla combinazione di farmaci in realtà è inziato diversi anni prima che fossero largamente disponibili tali inibitori della proteasi. (72) Dal momento che il primo inibitore della proteasi ricevette l'approvazione della FDA (Food and Drug Administration) nel Dicembre del 1995, una spiegazione molto più realistica per la diminuzione delle morti potrebbe essere nel cambiamento della definizione ufficiale dell' AIDS adottata nel 1993 la quale permette ai sieropositivi senza alcun sintomo o malattia di essere diagnosticati come malati di AIDS. A partire dal 1993, più di metà di tutti i nuovi casi diagnosticati di AIDS si riferiscono a persone in buona salute. (73)

I dati del CDC mostrano pure che la diminuzione dei casi di AIDS comunemente ascritta ai cocktails di farmaci ha preceduto l'introduzione di questi nuovi farmaci di ben tre anni. Secondo il rapporto del CDC su HIV e AIDS (HIV/AIDS Surveillance Report), le diagnosi di AIDS hanno avuto un AIDS diagnoses peaked in the third quarter of 1991, increased once in the first quarter of 1993 as a result of the 1993 expanded AIDS definition, and have dropped each year since. (75)

Le nuove storie di pazienti di AIDS che si alzano dai loro letti di morte e che corrono la maratona dopo aver preso i cocktails di farmaci, sono appunto solo storie. Nella scienza tali racconti non verificati da controlli scientifici, non sono considerati validi in quanto aneddotici, un termine che deriva dalla parola greca anekdotos, che significa non pubblicato. Nessuna di queste storie aneddotiche di guarigioni dovute alle nuove combinazioni di farmaci è stata sostanziata da studi controllati e pubblicati dalle riviste mediche che pubblicano solo articoli che hanno superato la cosiddetta "revisione autorevole", un fatto riconosciuto fra le avvertenze nel foglietto illustrativo dei farmaci:

  • "Fino ad ora non c'è nessuna evidenza che lo Ziagen vi aiuterà a vivere più a lungo o che diminuirà i problemi di salute associati con l'HIV o l'AIDS."
  • "Non è ancora noto se il Crixivan vi allungherà la vita o ridurrà le vostre probabilità di contrarre altre malattie associate con l'HIV."
  • "Al momento presente non ci sono risultati da sperimentazioni cliniche controllate che valutino gli effetti del Viramune sull'incidenza delle infezioni opportunistiche o sulla sopravvivenza del paziente."
  • "Non ci sono state sperimentazioni cliniche condotte col Combivir." (76)
    continua: capitolo 9 L'HIV impiega anni per causare l'AIDS?

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