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CAPITOLO 7: L'AIDS sta devastando l'Africa?

Secondo il rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il numero totale delle persone diagnosticate come ammalate di AIDS nel continente Africano è circa al numero totale di casi negli Stati Uniti sebbene l'Africa, coi suoi 650 milioni di persone abbia una popolazione più che doppia rispetto agli USA [61]. L'Africa è spesso citata come un esempio negativo di cosa potrebbe succedere in America nonostante i dati dimostrino che il 99.5% degli Africani non abbiano l'AIDS, e fra gli Africani sieropositivi, il 97% non abbiano l'AIDS. (62)

Diversamente dagli Stati Uniti, l'AIDS in Africa può essere diagnosticato da quattro sintomi clinici - febbre, perdita non voluta del 10% del normale peso corporeo, tosse persistente e diarrea - e i test per l'HIV non sono richiesti. (63) I quattro sintomi clinici dell'AIDS sono identici a quelli associati con alcune condizioni e malattie che da sempre sono diffuse nel continente Africano, come la malaria, la tubercolosi, le infezioni parassitarie, gli effetti della malnutrizione, e l'abitudine di bere e fare il bagno in acqua inquinata. Questi sintomi sono il risultato della povertà e di altri problemi che hanno assillato l'Africa e altre aree in via di sviluppo del mondo per molti decenni.

Cosa succede in Africa? (64)

° L'AIDS Africano è diagnosticato attraverso quattro sintomi clinici:
  • Diarrea
  • Febbre
  • Tosse persistente
  • Perdita di più del 10% dle peso corporeo in due mesi.
    ° I test per l'HIV non sono richiesti per una diagnosi di AIDS in Africa.
  • 99.5% degli Africani non hanno l'AIDS.
  • 97% degli Africani sieropositivi non hanno l'AIDS.
    ° I casi di tubercolosi, malaria e morbillo superano di gran lunga i casi di AIDS in Africa.
    ° L'AIDS non è la causa principale di malattia o di morte in nessuna nazione africana.



    L'idea che l'AIDS abbia avuto origine in Africa resta popolare sebbene non vi sia mai stato nessuna evidenza scientifica o epidemiologica per sostanziare una simile ipotesi. L'idea che l'HIV si sia originato in Africa come Virus dell'Immunodeficienza Scimmiesca (Simian Immunodeficiency Virus, in sigla SIV) sono basate su una elaborata speculazione sulla contaminazione virale inter-specifica piuttosto che su dati scientifici.

    Il SIV induce solo sintomi di tipo influenzale in alcune scimmie da laboratorio e non causa nessuna delle 29 malattie della definizione ufficiale dell'AIDS. Diversamente dall'infezione da HIV che si dice causi la malattia solo ad anni di distanza dall'esposizione al virus e a dispetto della presenza di anticorpi, il SIV causa la malattia nel giro di qualche giorno dall'infezione o non causa nessun effetto, e le scimmie selvagge posseggono anticorpi al SIV per tutta la loro vita senza mai ammalarsi. Solo scimmie che vivono in condizioni innaturali - animali di laboratorio con sistemi immunitari non bene sviluppati a cui si iniettano grandi quantità del SIV - si ammalano. (65)

    In un recente tentativo di portare avanti l'ipotesi della connessione SIV/HIV, ricercatori hanno usato i risultati di test per gli anticorpi non specifici per affermare che tre scimpanzé catturati nell'Africa dell'Ovest erano stati infettati con HIV/SIV tramite una trasmissione sessuale. Sforzi per isolare il virus dagli animali rivelò che due dei tre scimpanzé non aveva virus, mentre i ricercatori hanno ammesso che il virus trovato nell'altra scimmia non era nemmeno simile a quello dell'HIV. Il loro studio fra l'altro non riusciva a spiegare perché gli animali "infetti" non hanno trasmesso HIV/SIV a nessuno degli altri 150 scimpanzé della colonia dove venivano tenuti, o perché i loro o perché i loro partner e i loro discendenti non risultavano positivi ai test. (66)

    Mentre l'Africa è il frequente soggetto di drammatici servizi dei mass media, il numero attuale di casi diagnosticati di AIDS sul continente è relativamente di poco conto. Per esempio dal 1981 al 1999 il totale dei casi di AIDS in Sud Africa, il nuovo epicentro dell'AIDS, arriva appena a 12.825. (67)



    Mercoledì 25 Novembre, 1998
    Il Kenya fa fatica ad affontare il flagello dell'AIDS (Kenya Slow to Face Up to AIDS Scourge)
    di Rosalind Russell
    NAIROBI, KENYA (Reuters) - Secondo le stime delle Nazioni Unite, un Keniano muore di AIDS ogni tre minuti...

    Se questa storia fosse vera ...
  • 480 Kenyani morirebbero di AIDS ogni giorno;
  • 175.000 Kenyani morirebbero ogni anno;
  • Tre milloni di Kenyani sarebbero morti di AIDS dal 1981.

    Il fatto è che in Kenya ...
  • Ci sono stati 81.492 casi diagnosticati di AIDS a partire dal 1981 e molti di queste persone rimangono in buona salute.



    Stime infondate, piuttosto che il sesso non protetto, sono responsabili per l'allarmante numero di casi di AIDS che si dice avvengano in Africa. Le stime sull'AIDS delle Nazioni Unite sono state citate fonte per un recente comunicato di un'agenzia di stampa che afferma che "un Kenyano muore di AIDS ogni tre minuti". (68) Se i Kenyani stessero realmente morendo a una simile velocità, il numero dei Kenyani morti in un anno appena sarebbe più del doppio del numero totale di casi di AIDS diagnosticati nell'intero ventennio della cosiddetta "epidemia dell'AIDS".

    Nel 1987, l'OMS stimò che ci fossero un milione di sieropositivi in Uganda, la nazione considerata l'epicentro dell'AIDS. Dieci anni più tardi la stime dell'OMS per l'Uganda rimase invariata, sempre un milione di sieropositivi, mentre il totale dei casi di AIDS nel 1999 è meno di 55.000 su una popolazione nazionale di più di 20 milioni di persone. (69)

    L'AIDS non è, come molti credono, la principale minaccia alla salute degli Africani; svariati milioni di casi di tubercolosi e malaria vengono registrati ogni anno in Africa mentre il numero totale dei casi di AIDS in tale continente per tutto il periodo della "epidemia di AIDS" è appena al di sopra del mezzo milione. Per esempio, nel 1996 ci furono 170.000 casi di tubercolosi registrati in Etiopia e meno di 850 casi di AIDS; i casi di tubercolosi nel Sud Africa hanno raggiunto i 91.000 contro i 729 casi diagnosticati di AIDS. Infatti l'AIDS non è la principale causa di morte in nessun paese africano. (70)

    A causa dell'alta incidenza di esposizione alla malaria, tubercolosi, e altre malattie che producono falsi positivi nei test per l'HIV, molti scienziati non dissidenti, che pure credono all'ipotesi HIV/AIDS dubitano della validità dell'uso dei test per l'HIV in Africa. (71)
    continua: capitolo 8 I nuovi farmaci sono responsabili della diminuzione dei casi di AIDS?

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    [69]
    [70]
    [71]