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CAPITOLO 3: Sono accurati i "test per l'AIDS"?


Molte persone si stupiscono quando vengono a sapere che non esiste un vero e proprio "test per l'AIDS".Quelli che l'opinione pubblica conosce come "test per l'AIDS" non identificano né diagnosticano l'AIDS e non possono scoprire l'HIV, il virus considerato la causa dell'AIDS. I test ELISA e Western Blot comunemente utilizzati per diagnosticare l'infezione da HIV verificano solo l'interazione fra proteine e anticorpi che si pensa siano specifici per l'HIV - essi non scoprono direttamente l'HIV. E contrariamente a quanto comunemente si creda, i più nuovi test per la "carica virale" non misurano i livelli dei virus nel sangue.

Tutti i test per gli anticorpi dell'HIV sono altamente inaccurati. Una ragione per la tremenda inadeguatezza dei test è che una varietà di virus, batteri e altri antigeni possono spingere il sistema immunitario a produrre anticorpi che reagiscono anche con l'HIV. Quando gli anticorpi prodotti in risposta a queste altre infezioni e antigeni reagiscono con le proteine dell'HIV, viene registrato un risultato positivo (la cosiddetta sieropositività). Molti anticorpi presenti in persone normali, in buona salute e che non sono entrate in contatto con l'HIV possono causare una positività dei test per gli anticorpi da HIV [23]. Dal momento che la produzione di anticorpi generata per un certo numero di comuni infezioni virali può continuare per anni dopo che il sistema immunitario ha sconfitto un virus, e persino per una vita intera, persone che non sono mai state esposte all'HIV possono avere rilevanti falsi positivi ai test dell'HIV per anni o per tutta la loro vita.

DEFINIZIONE DEI TERMINI SCIENTIFICI

Antigene: Una sostanza che può innescare una risposta del sistema immunitario, che comporta la produzione di anticorpi (uno dei mezzi di difesa del nostro organismo contro le infezioni). Molti antigeni sono proteine estranee (proteine non contenute naturalmente nel nostro corpo); essi includono microrganismi, tossine, e tessuti di un'altra persona utilizzati nel trapianto degli organi. Antigene sta per GENeratore di ANTIcorpo.
Falso Positivo: Indica un'infezione dove non c'è nulla.

L'accuratezza del test degli anticorpi può essere stabilita solo verificando che i risultati positivi vengano trovati in persone che hanno realmente il virus. Questo standard per determinare l'accuratezza non è stato raggiunto nel 1984 quando il test per gli anticorpi fu creato. Invece, fino ad oggi, i risultati positivi al test ELISA sono verificati da un secondo test per gli anticorpi, il Western Blot, la cui accuratezza non è nota. Dal momento che l'accuratezza per i test degli anticorporali dell'HIV non è mai stata correttamente stabilita, non è possibile asserire che un test positivo indichi una corrente, attiva infezione da HIV, e nemmeno sapere cosa possa realmente indicare [24]. In uno studio che investigava i risultati positivi confermati col Western Blot, 80 persone con due positivi al test ELISA che furono "verificati" da una prima positività col Western Blot risultarono negative al successivo Western Blot [25].

Anticorpi prodotti in risposta a infezioni semplici quali un raffreddore o l'influenza possono causare una reazione positiva ai test degli anticorpi. Anche il vaccino anti-influenzale e altre immunizzazioni possono causare risultati positivi ai test ELISA e Western Blot. Avere, o avere avuto, l'herpes o l'epatite può causare l'esito positivo del test, così come la vaccinazione per l'epatite B. L'esposizione a microbi quali quelli che causano la tubercolosi e la malaria comunemente causano falsi positivi, così come la presenza di vermi e altri parassiti. Condizioni quali l'alcoolismo o malattie epatiche o un sangue alterato dall'uso di farmaci o droghe può suscitare la produzione di anticorpi che reagiscono ai test dell'HIV. La condizione di gravidanza, anche nella sua fase iniziale, può anche causare un esito positivo. Gli anticorpi prodotti per reagire alle infezioni di mycobacterium e di funghi, infezioni che si verificano nel 90% dei pazienti di AIDS, causano falsi positivi ai "test dell'HIV [26]". In uno studio condotto su degli Indiani dell'Amazzonia che non conoscono l'AIDS e che non hanno contatti con nessuna popolazione al di fuori della loro tribù, si è riscontrato 13% di risultati sieropositivi [26]. In un altro studio, il 50% dei campioni di sangue di cani in buona salute ha reagito positivamente al test degli anticorpi dell'HIV [27].

Prima della formulazione dell'ipotesi che l'HIV causasse l'AIDS, gli anticorpi virali erano considerati una normale e salutare reazione all'infezione, e un'indicazione dell'immunità. La sola presenza degli anticorpi non era utilizzata per diagnosticare una malattia o per predire uno stato di cattiva salute. Prima dell'HIV, per diagnosticare un'infezione virale, venivano utilizzati i test ELISA e Western Blot solo quando essi corrispondevano al reale ritrovamento del virus. Non c'è nessuna evidenza scientifica che ci suggerisca che certe regole dovrebbero non essere più seguite per l'HIV.

Oltre ad essere inaccurati, i test per gli anticorpi dell'HIV non sono standardizzati. Questo vuol dire che non c'è nessun criterio accettato e adottato a livello nazionale o internazionale per decidere quale sia un risultato positivo. I criteri variano persino da un laboratorio all'altro nella stessa regione o nello stesso stato, e possono differire addirittura da un giorno all'altro nello stesso laboratorio [28]. Come avvertono i costruttori dei kit per i test dell'HIV, "al presente non c'è nessuno standard riconosciuto per stabilire la presenza o l'assenza di anticorpi all'HIV-1 e all'HIV-2 nel sangue umano [29]."

La tabella seguente mostra solo alcuni dei criteri variabili per quello che viene considerato un risultato positivo per l'HIV col Western Blot, e mostra come qualcuno potrebbe facilmente passare da positivo a negativo semplicemente cambiando paese. I criteri differenti per la positività all'HIV non sono limitati ai luoghi e alle agenzie qui menzionate - i criteri variano da laboratorio a laboratorio e i risultati sono tutti da interpretare. Un test inconcludente può diventare positivo o negativo a seconda della preferenza sessuale, della storia medica, del codice postale o di altri fattori discriminanti.

Le varie proteine utilizzate nel test HIV Western Blot sono disposte in tre sezioni, denominate in sigla ENV, POL e GAG. Le proteine nella sezione ENV corrispondono alla membrana esterna (envelope) del virus; POL si riferisce alle proteine comuni a tutti i retrovirus che includono la polimerase e altri enzimi; GAG sta per "gruppo degli antigeni specifici" e include proteine che fanno parte della zona interna del virus. Le proteine in ogni sezione sono indicate dalla letter "p" seguita da un numero che rappresenta il peso molecolare della proteina misurata in dalton. Per esempio la p160 è una proteina ENV (della membrana) che pesa 160 dalton.

É importante notare che nessuna delle proteine usate nei test degli anticorpi dell'HIV è specifica dell'HIV, e nessuno degli antigeni che si dice siano specifici dell'HIV vengono trovati esclusivamente in persone sieropositive. Infatti molte persone diasgnosticate sieropositive non hanno questi "antigeni dell'HIV" nel loro sangue.

Come menzionato precedentemente, i nuovi test della "carica virale" dell'HIV non isolano né misurano la quantità di virus presente nel paziente. I costruttori del test affermano chiaramente che la carica virale "non si deve utilizzare come un test diagnostico per confermare la presenza dell'infezione da HIV [30]." In effetti i test della carica virale non sono stati approvati dalla FDA per scopi diagnostici e la loro correttezza non è stata verificata dall'isolamento del virus nei soggetti in cui si riscontra tale supposta "carica virale". Per maggiori informazioni sui test da carica virale potete vedere il capitolo "Cosa succede con la carica virale?". Naturalmente il problema più importante riguardo a qualsiasi "test dell'HIV" è che non è mai stato dimostrato che tale retrovirus sia la causa dell'AIDS.



Scommetteresti la tua vita in base a un test sull'HIV?
"L'unica maniera per distinguere fra reazioni reali e reazioni incrociate è quella di usare l'isolamento dell'HIV. Tutte le asserzioni di isolamento dell'HIV sono basate su un insieme di fenomeni riscontrati in un terreno di coltura, nessuno delle quali è l'isolamento vero e proprio e nessuno delle quali è specifico per i retrovirus ... Non sappiamo quanti falsi positivi accadano in assenza dell'infezione da HIV. Non c'è nessuna specificità dei test per gli anticorpi dell'HIV rispetto all'infezione da HIV."
Bio/Technology Journal, 11:696-707, 1993

"I test per gli anticorpi dell'HIV non rivelano un virus. Essi fanno un test per ogni tipo di anticorpo che reagisce con un certo assortimento di proteine che si asserisce siano specifiche dell'HIV. Il fatto è che ogni test degli anticorpi, anche se viene ripetuto e dà un risultato positivo mille volte, non prova la presenza di un'infezione virale."
Val Turner, MD, Continuum magazine, Vol 3 No 5, 1996

"I test per l'HIV sono notoriamente irrealizzabili in Africa. Uno studio studio del 1994 pubblicato nel Giornale delle Malattie Infettive (Journal of Infectious Diseases) concluse che I test per l'HIV erano inutili nell'Africa centrale, dove i microbi responsabili della tubercolosi, della malaria e della lebbra erano così diffusi che venivano registrati oltre il 70% di falsi positivi."
Sacramento Bee, October 30, 1994

"Coi politici e i funzionari del dipartimento della salute che cianciano su chi dovrebbe essere testato per l'HIV, l'accuratezza del test in sé stesso è stata quasi ignorata. Uno studio del mese scorso dell'Ufficio del Congrsso sull'Accertamento della Tecnologia (Congress' Office of Technology Assessment) trovò che i test per l'HIV possono essere realmente molto inaccurati. Per gruppi a vero basso rischio - gente che non usa droghe della tabella IV e che non ha rapporti sessuali con uomini gay o bisessuali - 9 positivi su 10 sono dei falsi positivi, il che vuol dire che un'indicazione di infezione dove l'infezione non c'è."
US News & World Report, November 23, 1987

"Le persone che hanno ricevuto iniezioni di gamma globulina per la varicella, il morbillo e l'epatite, possono risultare positive all'HIV anche se non sono mai state infettate. La FDA (Food and Drug Administration) asserisce che una positività al test potrebbe essere causata da anticorpi trovati nella maggior parte delle riserve statunitensi di gamma globulina. La gamma globulina viene fatta dal sangue raccolto di migliaia di donatori e viene data di routine a milioni di persone ogni anno come protezione temporanea a molte malattie infettive. Il dottor Thomas Zuck della divisione Sangue ed Emoderivati (Blood and Blood Products Division) della FDA, asserisce che il governo non ha diffuso questa informazione perché 'pensavamo che avrebbe fatto più male che bene'."
USA Today, October 2, 1987

"Due settimane fa, un bambino di 3 anni a Winston Salem, North Carolina, fu investito da una macchina e venne portato di corsa al più vicino ospedale. Siccome il cranio del bambino si era rotto e c'era stata una rilevante perdita di sangue, l'ospedale fece un test per l'HIV. Mentre la madre traumatizzata stava seduta accanto al letto di suo figlio, un dottore entrò nella stanza e le disse che il bimbo era sieropositivo. Entrambi i genitori erano sieronegativi. Il dottore disse alla madre che avrebbe dovuto fare un'indagine su tutta la sua famiglia e sul suo giro di amici perché suo figlio aveva subito degli abusi sessuali. Non c'era altra spiegazione, disse il dottore, perché il bambino potesse risultare positivo. Qualche giorno più tardi la madre domandò un secondo test che fu negativo. L'ospedale tenne una conferenza stampa dove fu fatta un'affermazione rilevante. Nel suo sforzo di discolpare l'ospedale, un portavoce annunciò che 'questi test per l'HIV non sono affidabili; molti fattori possono falsare i test, come la febbre o la gravidanza. Tutti lo sanno'."
Celia Farber, Impression Magazine, June 21, 1999

"Una donna di Vancouver ha citato in giudizio il St. Paul's Hospital e vari dottori perché è stata diagnosticata come portatrice del virus dell'AIDS, quando in realtà non lo era. Lisa Lebed afferma di fronte alla corte suprema che quando fu ammessa all'ospedale alla fine del 1995 per dare alla luce una figlia, un campione di sangue fu preso senza il suo consenso. Esso rivelò che lei era sieropositiva, e allora lei diede la bimba in adozione e decise di farsi chiudere le tube. Un anno e mezzo più tardi, mentre stava seguendo il trattamento per l'AIDS treatment, trovò che non era sieropositiva. La spiegazione che le fu data fu quella si un errore di laboratorio. La donna afferma che a causa della negligenza dell'ospedale lei è adesso sterile e ha perso una figlia."
Woman Sues St. Paul's, CKNW Radio 98, June 10, 1999

CONTINUA, Capitolo 4 Sono in aumento i casi di persone con HIV?


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