Sabato 2 Ottobre 1999

Incubi metropolitani nel giovedì nero della protesta. La cerimonia prevista per le 18.30 alla Giustiniana si è svolta in realtà dopo le 22
Luna di fiele, per colpa del traffico
Sposi intrappolati sulla Cassia dal blocco antinomadi: nozze a tarda ora

di MARIA LOMBARDI
Lei in abito color avorio con uno strascico di pizzo, lui in completo blu a cinque bottoni e foulard dello stesso colore. Tra di loro, un mare di auto, un ingorgo senza fine, una coda a perdita d’occhio che per poco non manda all’aria le nozze. Fantasticando sul giorno del suo matrimonio, Rachele aveva immaginato ogni possibile imprevisto: di inciampare nel lungo vestito andando all’altare, di scoppiare a piangere rovinando il trucco, di rovesciarsi l’aperito sul corpetto candido. Ma di arrivare in chiesa con tre ore di ritardo e per di più cinquanta minuti prima dello sposo, questo Rachele non poteva immaginarlo. E così la cerimonia che doveva celebrarsi giovedì all’imbrunire, si è trasformata quasi in una messa di mezzanotte, con gli invitati che sbadigliavano per il sonno e per la fame, i bambini che dormivano sulle panche, gli sposi stremati, i parenti isterici, i camerieri esausti. Meno male che monsignor Maurizio Piscella alla fine l’ha presa con ironia, riuscendo a strappare un sorriso alla folla stordita dal caos del raccordo. «Sono comparsi davanti a me alle 18,30», ha scherzato redigendo l’atto di matrimonio, mentre in realtà erano le quasi le 23.
Il viaggio della sposa. Sono le 16,45: Rachele Carpenti, 31 anni, parrucchiera, sale sulla Bmw 520 blu con i nastri bianchi. Sorride alla telecamera di un cugino, i begli occhi castani brillano di commozione mentre si accomoda accanto al padre e saluta dal finestrino. Il corteo parte da via Bronte, alla Borghesiana, diretta al Castello della Spizzichina, sulla via Cassia, all’altezza della Giustiniana. E’ lì che alle 18,30, (almeno così è scritto sull’invito) si celebrerà la cerimonia e poi di seguito ci sarà il banchetto. Tutto bene fino a Tor Bella Monaca, da lì l’autista imbocca il raccordo e lo spettacolo che si presenta agli occhi della sposa per poco non la fa urlare. Auto, auto e ancora auto, tutte in fila e disperatamente immobili. C’è stato un incidente sul Gra, all’altezza di Castel Giubileo: la fila è di 18 chilometri. Il conducente della Bmw ha un’idea: uscire a Fidene, e poi da lì «Dio ce la mandi buona». Il corteo si perde, nessuno conosce quella strada. Panico. Un fioraio gentile scorta la macchina della sposa fino a via Salaria. Olimpica, uscita per la Cassia ed è di nuovo panico. La strada è bloccata per via della manifestazione anti-nomadi, all’incrocio con la Trionfale. Sfidando la sorte, la Bmw percorre la Cassia controsenso, con l’aiuto di un motociclista che ferma le auto, per poco non si scontra con un’ambulanza, ma si ferma di fronte al blocco della polizia per la manifestazione. «Fateci passare, abbiamo un matrimonio». I cittadini che protestano per strada si commuovono e fanno largo alla sposa. «Mi sembrava di vivere in un film - racconta Rachele - con i manifestanti che applaudiva, urlavano "viva la sposa" e bussavano al finestrino». Alle 21,30, Rachele arriva al Castello. E lo sposo, dov’è?
Il viaggio dello sposo. Renato Ferretti, 35 anni, di Monteporzio, dipendente della "Fiorucci", è da 4 ore prigioniero del raccordo. Passeggia nel suo abito da cerimonia tra le macchine in fila. Chi gli fa gli auguri, chi scherza: «Sei ancora in tempo per ripensarci», chi lo consola: «Speriamo che ti vada meglio, dopo». Un prete scende dal taxi e propone: «Fai venire qui la sposa che facciamo il matrimonio sul raccordo». Mille telefonate, al 113, alla polizia stradale per chiedere una scorta, al monsignore implorandolo di aspettare. «Mi sono rassegnato, che dovevo fare?». Quattro ore per percorrere 7 chilometri sul raccordo e poi il blocco sulla Cassia. Renato arriva in chiesa che sono quasi le 22,30. Banchetto che manca poco alla mezzanotte, brindisi che è già l’una. Non è finita. Quando alle 3 gli sposi arrivano all’albergo in centro che hanno prenotato per la prima notte, trovano un’altra sorpresa: spiacenti, è troppo tardi - dicono alla reception - la camera è stata già occupata da altri ospiti. Quello tra Rachele e Renato deve essere proprio un amore a prova di bomba, anzi di ingorgo.