Mercoledi 27 Ottobre 1999

Il primo giorno della “rivoluzione” vissuto nella centrale del 3570, la più grande d’Europa
Che bello, arrivano i taxi
Da ieri centinaia di auto bianche in più nelle ore di punta

di FABIO CAROSI

Ore 18: l’atmosfera si riscalda. Le novanta linee telefoniche della centrale Radio Taxi 3570 diventano bollenti. «Ora vediamo se i turni di rinforzo che abbiamo deciso come categoria in contrapposizione a quelli del Comune funzionano veramente», dice Loreno Bittarelli, tassista e ora anche presidente della centrale più grande d’Europa. L’esperimento avviato da ieri con più auto a disposizione dei cittadini, ben 582 nell’orario compreso tra le 15 e le 23, segna la fine di una guerra tra Comune e categoria durata quasi per un anno.
«3570 buonasera», risponde Barbara Orfini, 33 anni capelli biondi e voce suadente. È uno dei capiturno della sala operativa e anche speaker di quel complesso sistema informatico che ogni mese gestisce un milione e mezzo di corse divise tra i quasi duemila soci della coop. «Piazzale Clodio Bnl?». Avviene il miracolo: Barbara invece di parlare accarezza i tasti del computer e via rete trasferisce la chiamata al computer di Gabriella Poggi. È lei il contatto via etere con gli autisti: «Piazzale Clodio, Biennelle? Piazzale Clodio Biennelle a Siena 16». La corsa è attribuita alla prima chiamata e questo significa che chi ha telefonato alla centrale, dopo aver atteso meno di dieci secondi all’apparecchio, si vede arrivare il taxi entro tre minuti. Una sorta di miracolo per una città dove il primo problema è il traffico.
La verifica dell’efficienza dei nuovi turni continua sempre nella sala radio del 3570: «Ciao amoreeee», si sente in cuffia. Dall’altra parte dell’aria il tassista che ha preso la chiamata in arrivo via radio, riconosce la voce di Gabriella. Aquila 18 chiacchiera: «Aho’, me date er tempo de’ legge!». Si riferisce al display posto nell’auto dove arrivano le informazioni sul traffico e i dettagli della chiamate che corrono più veloci della luce.
Altra consolle, altro canale radio. Al 3570 ce ne sono sei, uno per ciascuna zona di Roma ma è ovvio che quello più intasato sia il primo: centro storico e Trastevere dove i taxi, si sa, sono spesso un miraggio. In cuffia c’è la città; a rispondere Andrea Torelli, ventisette anni: «Chiamo dal Warner Village e il mio taxi Venezia 6 ha preso un’altra persona». Tic, click. Andrea dalla tastiera rispedisce la chiamata a Gabriella che spinge uno strano tasto che ricorda il telegrafo Morse e annuncia all’universo dei taxi: «Warner Village, Warner Village». Al terzo annuncio il taxi corre a riprendere la signora beffata da Venezia 6. Già Gabriella. È la decana della centrale: «Nel Duemila faccio trent’anni che lavoro qui - “Campo Boario 32, campo Boario 32" - e non ho fatto neanche un giorno di malattia. ’Nnamo pinguini, passate le chiamate; “Campo Boario 32 a Terni 50". Questa è pure una ragazzetta carina. “Duccio da Buoninsegna?"». La signora sembra un’automa che gestisce contemporanemente due vite: una per radio, l’altra in centrale. E parla Gabriella. Una parola per ciascuno senza mai sbagliare interlocutore. «Ogni tanto coi ragazzi (i tassisti, ndr) ci diciamo parole d’amore. Prima erano i padri a parlare, ora sono i figli». Gabriella sintetizza il primo giorno dell’autoregolamentazione: «Ahòòòò, co’ ’sti turni di rinforzo nun va una corsa inevasa». In poche parole significa che tutte le chiamate giunte alla centrale hanno avuto un taxi in arrivo, al massimo, entro sei-otto minuti. E che quindi la pace dei taxi è una realtà.
Tocca a Veronica, voce paziente e seducente per una professione che fa gaudagnare anche due milioni al mese al prezzo di sei ore e più passate con clienti che a volte telefonano in stato confusionale. «Io vorebbe un tagsi in via... aspetti... al numero...». Signore non attacchi, attenda al telefono la sigla dell’auto». Veronica ha capito che l’uomo è in difficoltà e lo guida trasmettendogli sicurezza. Contemporaneamente la centrale trasmette le informazioni sul traffico: la Cristoforo Colombo è bloccata in uscita per un incidente all’altezza della Fiera di Roma, così come l’Olimpica in direzione Salaria.
«Buonasera signorina, per favore....». Prima ancora che termini, Veronica risponde: «Sì, le mando l’auto in piazzale della Croce Rossa». La piccola egiziana scioglie l’arcano: «Questa donna chiama tutti i giorni, la riconosco solo per come respira». «E brava Veronica - si complimenta il presidente - è la più brava, la più dolce. Anzi, la più brava è Antonella; la migliore è Barbara. Insomma, sono tutti bravi». Intanto Lecce 50 avverte che non andrà dal cliente: «Ho visto sul display che è stato chiesto un taxi per fumatori - dice - e io non ci vado». Tic, tac e parte l’auto sostitutiva ma il cliente che fuma dovrà attendere.
Bittarelli da buon presidente promuove i soci: «Come centrale abbiamo ottenuto la certificazione Iso 9002 e presto trecentocinquanta tassisti la otterranno per il loro lavoro. Che significa: cortesia, pulizia ed efficienza riconosciuta dai tedeschi».
E i nuovi turni? «Oggi è andata bene, domani(oggi per chi legge, ndr) andrà meglio perché tutti avranno capito come funzionano e saranno in strada a lavorare. Se poi le auto non basteranno, le aumenteremo. Ma faremo da soli perché il mercato meglio di noi non lo conosce nessuno».