SHIKAKE WAZA




Nelle SHIKAKE waza si inseriscono tutte quelle tecniche che consentono di assumere l'iniziativa dell'attacco e ciò sia che questo avvenga direttamente (es. nidan waza), sia che l'attacco venga preceduto da un'azione volta ad aprire la guardia dell'avversario (es. harai waza).

SHIKAKE WAZA: 1) RENZOKU WAZA a - NIDAN WAZA
b - SANDAN WAZA
2) OKORI WAZA a - DEBANA WAZA
b - HIKIBANA WAZA
3) HARAI WAZA
4) HIKI WAZA
5) KATSUGI WAZA
6) KATATE WAZA
7) JODAN WAZA

1) RENZOKU WAZA

Queste tecniche si basano sull'attuazione di più attacchi in rapida successione.
Per la loro riuscita è importante che già il primo attacco sia portato realmente e con determinazione e non costituisca semplicemente una finta per disorientare l'avversario.
Altro fattore importante è che si mantenga un forte tenouchi su tutti gli assalti e ciò per vari motivi: primo perchè è componente essenziale per la corretta esecuzione di qualunque tecnica, secondo perchè così si controlla meglio lo shinai e si rende più veloce l'azione, terzo perchè un buon tenouchi consente di non scoprirsi e di mantenere un kamae corretto che non offra troppi varchi alla sempre possibile reazione dell'avversario.
Infine, è anche fondamentale, nelle renzoku waza, il controllo della distanza negli attacchi successivi al primo in quanto occorre evitare di colpire da distanza troppo ravvicinata, cosa che invaliderebbe la tecnica.
In funzione del numero di tecniche portate in successione, due o tre, le renzoku waza si dividono in NIDAN e SANDAN waza.

NIDAN WAZA
Nelle nidan waza le tecniche di base, men, kote, do e tsuki, possono essere combinate in qualunque modo, tuttavia esistono delle combinazioni più favorevoli e ciò sia perchè consentono una maggiore velocità di attacco sia perchè possono portare l'avversario a scoprirsi sul primo assalto favorendo la penetrazione del secondo.

SANDAN WAZA
Nelle sandan waza i principi sono esattamente gli stessi delle nidan waza, le tecniche doppie, alle quali, semplicemente, ma non troppo, si aggiunge una terza tecnica. In queste, ancor più che nelle precedenti, è indispensabile l'esatto controllo della distanza.


2) OKORI WAZA

Le OKORI waza si basano sul concetto di "rubare il tempo all'avversario", anticipandolo nell'azione. Per ottenere ciò occorre sorprenderlo in quel singolo attimo di vulnerabilità in cui sta per intraprendere la propria azione.
A seconda che l'avversario stia avanzando o arretrando, le okori waza si dividono, rispettivamente in DEBANA e HIKIBANA waza.

DEBANA WAZA
Nelle debana waza il tempismo è essenziale per sorprendere l'avversario, spesso si parte dopo di lui ed, ovviamente, si cerca di arrivare a bersaglio per primi. La condizione ottimale è partire non sull'attacco, ma sull'intenzione di attacco dell'avversario, come già detto, sfruttando quella frazione di tempo che egli impiega per avviare la propria azione.

HIKIBANA WAZA
Queste tecniche possono essere utilizzate su di un avversario che arretra e, tale condizione, si presenta più frequentemente in tre casi: quando, magari dopo un attacco fallito, l'avversario arretra per riprendere la distanza, quando ci si separa da una posizione di tsubazeriai ed infine quando l'avversario arretra sentendosi minacciato.


3) HARAI WAZA

Queste tecniche presuppongono di mettere fuori guardia l'avversario, prima dell'attacco, spazzandone lo shinai. Per avere il massimo effetto di apertura, occorre eseguire la spazzata colpendo lo shinai dell'avversario possibilmente non oltre il nakayui. Inoltre, al fine di rendere più veloce l'azione, occorre che spazzata ed attacco vengano eseguiti con un unico movimento, in un unico tempo, senza soluzione di continuità.
Nell'effettuare la spazzata, al momento dell'impatto con lo shinai dell'avversario, i polsi devono scattare in una rapida rotazione, in senso orario se sul lato omote ed antiorario su quello ura, al fine di amplificare l'effetto di apertura.
Altro elemento fondamentale, soprattutto per non offrire varchi all'eventuale contrattacco, è il mantenere, durante tutta l'azione, il kensen al centro dell'avversario, usando soprattutto la rotazione dei polsi per effettuare la spazzata e tenendo le spalle rilassate in modo da poter subito dopo passare alla fase finale della tecnica.
Molto zanshin ed un buon tenouchi saranno poi indispensabili per la riuscita globale dell'attacco.


4) HIKI WAZA

Le HIKI waza considerano la possibilità di colpire l'avversario arretrando. Generalmente le hiki waza sono utilizzate partendo da tsubazeriai, sfruttando un'opportuna spinta, della mano destra, sui kote dell'avversario per fargli aprire la guardia.
Fondamentale in queste tecniche è la percezione della corretta distanza e la perfetta coordinazione per la battuta in arretramento.
Per la distanza si consiglia, soprattutto ai principianti, di intraprendere l'azione hiki solo dopo aver disteso le braccia completamente, pur mantenendo ancora il contatto con i kote dell'avversario. Inoltre è bene che l'azione di spinta avvenga utilizzando solo il pugno destro ricordando di non irrigidire le spalle per evitare di perdere sia in velocità sia in coordinazione.


5) KATSUGI WAZA

Queste tecniche vengono utilizzate per disorientare l'avversario nel tentativo di superarne la guardia. Tale effetto può essere ottenuto caricando lo shinai sulla spalla sinistra prima di procedere all'attacco. Se l'azione è condotta con decisione l'avversario può essere indotto ad aprire la guardia scoprendo un bersaglio utile.


6) KATATE WAZA

Katate significa una mano, le katate waza sono appunto le tecniche portate impugnando lo shinai con una sola mano, generalmente la sinistra. Spesso queste tecniche sono utilizzate partendo da jodan no kamae.


7) JODAN WAZA

Queste sono tecniche che si sviluppano partendo da una guardia migi o hidari jodan no kamae. Mentre da migi jodan si attacca quasi sempre con tecniche morote, da hidari jodan si attacca con tecniche katate come quelle già esaminate nel precedente capitolo.
Nota caratteristica di queste tecniche è che, per il loro buon fine, occorre che chi le intraprende abbia un grande spirito e la convinzione della propria superiorità, quantomeno psicologica, sull'avversario.



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