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Il termine DOJO identifica il luogo dove si segue la "via", dove si pratica una disciplina.
Disciplina appunto, non semplice attività fisica. È perciò riduttivo identificare il dojo con la palestra.
I LATI DEL DOJO
L'uso del legno, nell'architettura tradizionale nipponica, ha portato, nel tempo, ad una sistematica standardizzazione degli elementi costruttivi identificando nella forma rettangolare la base costruttiva abituale. Gli edifici destinati a dojo non sfuggono a tale logica costruttiva. Il dojo tradizionale si presenta quindi con quattro lati denominati: kamiza, shimoza, shimozeki e yoseki.
L'ingresso principale del dojo, generalmente, identifica il lato denominato SHIMOZA (1). Di fronte a shimoza è il lato d'onore (2), KAMIZA, lato dei kami (kami = divinità, za = posto), dove troviamo i simboli del dojo, calligrafie, foto o ritratti (3) e, in alcuni casi, altari ed edicole religiose Shinto. A sinistra entrando (4) vi è il lato denominato YOSEKI. È la parte dove si dispongono i maestri per il saluto all'inizio ed alla fine della lezione. Di fronte a yoseki vi è SHIMOZEKI (5). Questo è il lato dove si dispongono gli allievi a partire dal sempai (6) che prenderà posto dalla parte di kamiza.
ALTRE PAROLE
DOJO ARASHI: letteralmente: dojo nella tempesta; antica pratica con cui uno spadaccino si presentava in un dojo e ne sfidava allievi e maestro al fine di dimostrare la propria superiorità, lo scontro era generalmente molto cruento. ENSEI: viaggio studio del kendoka che lo porta a praticare nei dojo di varie città, dove può verificare la propria condizione combattendo con avversari non abituali. KENSHI: letteralmente: uomini spada, istruttori di un dojo. SEMPAI: praticante anziano, del dojo, il primo degli allievi, il più anziano tra due pari grado. |