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CRONOLOGIA DEGLI EVENTI


1971

Il 22 giugno il comune di Tezze sul Brenta (VI) concede un’area per la successiva costruzione di un edificio ad uso industriale, sede dell’industria di costruzioni meccaniche denominata “Junior costruzioni meccaniche” (la cui intestazione precedente era “Cromatura Zampierin sas)

(Fonte: tesi di laurea di Laura Basso – Università di Verona - Facoltà di economia)


1972

La ditta “Junior costruzioni meccaniche” inoltra una richiesta per l’acquisto di un ulteriore appezzamento di terreno al fine di ampliare l’attività.

Viene dato il consenso all’ampliamento, purchè non venga installato un impianto galvanico e vengano rigorosamente rispettate le destinazioni del nuovo complesso.

(Fonte: tesi di laurea di Laura Basso – Università di Verona - Facoltà di economia)

1973

La ditta “Junior costruzioni meccaniche” chiede successivamente (con lettera del 25/06/1973) al Comune l’autorizzazione per la realizzazione di un impianto galvanico.

Al fine di ottenere la concessione la ditta si impegna a ottemperare a quanto segue:

  • che la società inizi l’attività ad avvenuto collaudo dell’impianto di depurazione

  • che l’impianto di depurazione sarà realizzato con il sistema del riciclo

  • che il contenuto del cromo esavalente di eventuali scarichi liquidi dell’impianto galvanico dovrà risultare inferiore a 0,50 mg/l

  • che l’impianto di depurazione dovrà funzionare in continuità durante le lavorazioni dell’impianto galvanico

  • che se l’impianto di depurazione si dimostrasse inadeguato, la Società si impegna a sospendere immediatamente le lavorazioni dello stabilimento galvanico

30 Ottobre – Il Comune autorizza la ditta Junior ad installare nel terreno precedentemente ceduto, un complesso industriale galvanico per la cromatura dei propri prodotti;,

Stabilisce poi che ogni qualvolta essa procederà allo svuotamento dei fanghi raccolti nelle vasche stagne, dovrà esserci un incaricato del Comune.

(Fonte: tesi di laurea di Laura Basso – Università di Verona - Facoltà di economia)


Il 10 agosto Rocco Battistella diventa sindaco di Tezze sul Brenta.

Resta in carica fino al 18 settembre1993.

E’ rieletto il 23 aprile 1995 e resta in carica fino al 13 giugno 1999.

E’ contemporaneamente sindaco di Tezze e dipendente della TRICOM


1974


Inizia l’attività produttiva della cromatura d’elementi d’arredo dell’azienda “Cromatura Zampierin”. La sede è in Via Tre case a Tezze sul Brenta.

Lo scarico industriale è diretto nella Roggia Brotta, presente nelle vicinanze dell’insediamento produttivo.

(Fonte: Sentenza 140/06 Tribunale di Padova, sezione di Cittadella)


Settembre Vengono rilevati nello scarico della ditta 5700 ug/l di cromo e 3400 ug/l di nickel

(Fonte: Perizia Morando Soffritti 05/07/2006)

1975

La Ragione sociale della ditta “Cromatura Zampierin” cambia in “Tricom Spa”

Febbraio Vengono rilevati 7200 ug/l di cromo totale e 3700 ug/l di nickel

(Fonte: Perizia Morando Soffritti 05/07/2006)


1977

Comunicazione giudiziaria, per omissioni d’atti d’ufficio:

  • Dott Pietro Bonifici, medico provinciale di Vicenza

  • Dott Adelchi Broglio, ufficiale sanitario di Tezze sul Brenta

  • Rocco Battistella, sindaco di Tezze sul Brenta


Tre comunicazioni per avvelenamento di acqua e scarico di rifiuti industriali in acque pubbliche senza autorizzazioni e danneggiamento aggravato per tre ditte, tra cui il gruppo Tricom di Adriano Sgarbossa.

(Fonte: Il Gazzettino 13/02/1977)

1979

L’Amministrazione provinciale di Vicenza revoca l’autorizzazione alla ditta Tricom di scaricare i liquami industriali in data 19/09/79. Il sindaco di Tezze (che lavora all’interno della ditta Tricom) emana due autorizzazioni trimestrali provvisorie per continuare lo scarico (l’ultima scadrà il 13/09/1980) in deroga alla revoca della Provincia.

(Fonte: C.C. NAS – Protocollo numero 4255/4-3-”P” del 19/02/1981)

1980

Allacciamento alla rete fognaria consortile dell’impianto di depurazione da parte dell’azienda ma nonostante tutto, vengono rilevati superamenti dei parametri imposti per un corretto smaltimento dei fanghi.

(Fonte Sentenza 140/06 Tribunale di Padova, sezione di Cittadella)

1980

1981

Vengono rilevati pozzi inquinati da cromo esavalente anche a Tombolo.

Febbraio Il comando carabinieri dei NAS di Padova emette provvedimenti a carico della “Tricom” per:

  • non aver indicato il luogo di destinazione dei fanghi scaturiti dalla depurazione dei reflui industriali

  • aver continuato a scaricare i fanghi nonostante la revoca della provincia, anche dopo la scadenza delle proroghe temporanee emesse dal sindaco di Tezze sul Brenta(1)

  • aver continuato ad aumentare l’inquinamento a seguito del continuo peggioramento qualitativo dei reflui industriali senza adottare tutte le misure necessarie ad evitare tali inconvenienti

  • aver omesso di far sottoporre i propri dipendenti alle visite mediche trimestrali contro i rischi di malattie professionali

(Fonte C.C. NAS – Protocollo numero 4255/4-3-”P” del 19/02/1981)

1981

1982

Fra novembre 1981 e gennaio 1982 vengono eseguite una serie di misurazioni ambientali nel reparto cromatura della ditta Tricom. Inoltre sono state effettuate inoltre una serie di accertamenti sanitari riguardanti 20 lavoratori (cromurie ed esami delle cellule).

Su 20 lavoratori esaminati solo 3 di essi presentano un referto negativo, mentre per i rimanenti la diagnosi varia da “reperto infiammatorio” a “displasia” (stadio precedente il tumore).


(Fonte USL n°5 – Trasmissione dati indagine ambientale alla ditta Tricom)

1982

Si apre presso la pretura di Bassano del Grappa una richiesta di rinvio a giudizio per

  • Forlin Pietro

  • Scalco Giovanni

  • Scalco Roberto

  • Sgarbossa Adriano

  • Bonifaci Pietro

  • Battistella Rocco

  • Brogli Adelchi

I primi quattro(Forlin, Scalco G e R, e Sgarbossa) per scarico senza autorizzazione di liquidi con residui chimici organici ed inorganici; inoltre per aver omesso di munire gli scarichi delle proprie ditte di efficaci impianti depuratori.

I successivi 3 (Bonifaci, Battistella e Brogli) nelle rispettive qualità di Medico Provinciale di Vicenza, di Sindaco di Tezze sul Brenta perché ….. con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, quali pubblici ufficiali, indebitamente omettevano atti del proprio ufficio.

Tra le parti civili costituite vi sono vari privati e i comuni di Cittadella, Fontaniva, Carmignano e Chioggia

(Fonte: Procuratore della Repubblica 28/82 R. Gen. Del 16/02/1982)

1983

1984

Vengono rilevati inquinamenti da cromo esavalente nelle zone a nord di Fontaniva.

Agosto L’ULSS 5 rileva varie infrazioni presso la ditta Tricom (già in attività da 10 anni) fra cui la mancanza di separazioni tra i vari reparti della ditta e la mancanza di aspiratori idonei.

(Fonte Raccomandata ULS 5 del 28 agosto 1983 Prot. 6199)

1985

Marzo L’ULSS 5 rileva la mancanza di un idoneo impianto di aerazione.

Ottobre Rilevati 240 ug/l di cromo esavalente

(Fonte Perizia Morando Soffritti 05/07/2006)

1988

18 novembre Il dott. Walter Formenton subentra nella direzione tecnica dei servizi inerenti alla custodia e alla conservazione dei gas tossici della ditta Tricom,

(Fonte: ULSS 5 prot 23485/85)

1992

Il 25 febbraio la ditta SIEMEC dichiara che lo scarico del depuratore di Tezze a lei in concessione ha superato i parametri nichel e cromo.

(Fonte: Rapporto tecnico ARPAV MO12TVI 12 maggio 2005)

1995

L’azienda “Tricom Spa” cede la propria attività di cromatura alla “Galvanica PM”

2001

Settembre A Cittadella viene emessa un’ordinanza che invita la cittadinanza di varie frazioni a non utilizzare l’acqua prelevata da pozzi privati.

(Fonte: Ordinanza di Cittadella del 10 settembre 2001)

Viene segnalato in un pozzo privato usato abitualmente la presenza di cromo esavalente. Le quantità rilevate vanno da 170 ug/l in su. Vengono emesse delle denuncie per l’avvelenamento della falda e quasi nello stesso periodo partono le prime denuncie di famigliari di lavoratori morti di cancro ai polmoni, che lavoravano all’interno della Galvanica.

Dicembre. La famiglia Milani da poco trasferita a Stroppari di Tezze del Brenta comincia ad accusare problemi legati all’uso dell’acqua del pozzo: prurito, rossore, mal di testa e perdita di capelli.

2002

La polizia giudiziaria effettua delle indagini approfondite alla ricerca della ditta che ha inquinato suolo e acqua

individuando dapprima la zona di provenienza e poi la ditta “Galvanica PM” come punto di partenza di tutto l’inquinamento.

2003

Aprile Prima udienza del processo di Cittadella per determinare le colpe dell’inquinamento avvenuto a causa degli scarichi della “Ganvanica PM”. La famiglia Milani si costituisce parte civile.


Dicembre: Viene rilevata nuovamente l’assenza di un idoneo impianto di aspirazione.

(Fonte SPISAL Verbale 59276 del 15 dicembre 2003)

Dicembre La ditta “Galvanica PM” decreta il proprio fallimento il 23 dicembre 2003, che viene accettato nonostante vi sia un procedimento penale in corso.

2005

Viene portato a conoscenza del grande pubblico l’avvelenamento da cromo subito a Tezze per mezzo della televisione (RAI3 Report)

2006

Il processo iniziato a Cittadella dopo 3 anni di sentenze dichiara colpevole e condanna in via definitiva Paolo Zampierin, proprietario della Ex Galvanica PM in quanto colpevole del delitto di avvelenamento colposo.

La pena è di 2 anni e 6 mesi di reclusione (abbonati grazie all’indulto) e al pagamento di tutti i danni cagionati, per un totale di 2 milioni 250 mila euro

Cornice1

2006

La Procura di Bassano del Grappa ha aperto un fascicolo sulle morti sospette di 14 operai che lavoravano nell’azienda di via Tre Case. Nel registro degli indagati sono state iscritte quattro persone, fra le quali l’assessore provinciale Rocco Battistella, residente a Tezze, che nella ditta incriminata, era impiegato nel reparto cromatura. Le ipotesi di reato sono gravissime: di OMICIDIO COLPOSO PLURIMO, LESIONI COLPOSE GRAVI E OMISSIONI DI DIFESE E CAUTELE CONTRO DISASTRI E INFORTUNI SUL LAVORO e VIOLAZIONE SULLE NORME DI SICUREZZA ED IGIENE NEGLI AMBIENTI DI LAVORO. Per gli stessi reati sono indagati anche SGARBOSSA ADRIANO (legale rappresentante Società Tricom), ZAMPIERIN PAOLO (legale rappresentante Società Galvanica PM), ZAMPIERIN ADRIANO (responsabile reparto cromatura e quindi anche del personale lì impiegato.

Fonte: Giornale di Vicenza 20/05/2006

2008

30 gennaio: Davanti al GIP Morandini del Tribunale di Bassano del Grappa udienza che deciderà sulla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Giovanni Parolin in merito ai decessi dei dipendenti della ex Tricom Galvanica.

La richiesta di archiviazione si basa su una perizia medico legale del Dr. E Clonfero di Padova che liquida tutti i casi di morti e malati (10 morti 5 Malati) solo perché fumavano, perizia priva di fondamenti scientifici e che snobba uno studio condotto nell’azienda. In modo particolare uno studio condotto nei primi anni 80 dallo SPISAL di Padova che accertava che molti operai di quella maledetta fabbrica accusavano danni biologici importanti con aberrazioni cromosomiche (DNA modificato).

Contro l’archiviazione si oppongono i familiari di alcuni degli operai morti. L’udienza si svolge a porte chiuse.

Il GIP Morandini richiede ulteriori indagini e rigetta la richiesta di archiviazione



19 aprile Il giudice Paola Cameran ha depositato le motivazioni che hanno portato alla condanna di Paolo Zampierin, legale rappresentante dell’ex PM di Tezze sul Brenta. I valori massimi di cromo nella falda sono stati di 26mila mcg/l. il limite di legge è 50. …Gli accertamenti peritali hanno inconfutabilmente dimostrato che l’acqua di falda a monte, ad est e ad ovest della Galvanica PM non è inquinata da cromo esavalente – si legge – In ingresso il liquido è pulito ed in uscita dal sottosuolo della Galvanica è fortemente inquinato.

Fonte Il Gazzettino 19 aprile 2008


25 luglio Udienza per la decisione del giudice per le indagini preliminari in merito all’archiviazione dell’inchiesta giudiziaria relativa alle vicende della galvanica Tricom – Pm di Tezze. L’udienza viene rinviata al 21 novembre 2008


Un canale di scarico all’interno della PM GALVANICA



GIUSTIZIA PER CHI?


2001

GIUGNO

Un cittadino di Via Postumia di Ponente a Cittadella segnala l’inquinamento del proprio pozzo. Partono le indagini della Procura di Padova.

Partono i sopralluoghi nelle varie ditte della zona, compresa lla TRICOM. I sopralluoghi sono effettuati solo all’esterno. Vengono rilevati fanghi residui di lavorazione sparsi nel

cortile- Cominciano le indagini nei comuni di Rosà e Tezze sul Brenta


AGOSTO


2001 La famiglia Milani chiede informazioni su un’abitazione di Via Stroppari a Tezze sul Brenta, perché è loro intenzione trasferirsi ed acquistare la casa. Il sindaco da rassicurazioni sulla casa

Metà NOVEMBRE

La famiglia Milani acquista la casa e rileva che l’acquedotto è sigillato.


5 DICEMBRE

Si richiedono spiegazioni al Comune di Tezze che informa la famiglia che esiste una perdita. Viene perciò utilizzato il pozzo esistente nella casa.


Cominciano i primi disturbi legati all’uso dell’acqua del pozzo: prurito, rossore, mal di testa, perdita di capelli.



2002

MARZO

La famiglia decide di far analizzare l’acqua del pozzo. Risultato è la presenza di 170 mg/l di cromo esavalente. il sindaco, avvisato immediatamente, procede a far intervenire l’ARPAV, che conferma la presenza del cromo.



Dopo questa segnalazione cominciano le indagini nella galvanica PM. Si effettuano prelievi e si scopre che nei pozzetti delle acque di scarico c’è una presenza di metalli pesanti elevata.

Queste acque confluiscono nella Roggia Brotta che dista 400 metri dalla Galvanica. Si rileva un forte inquinamento. Conclusione: la falda è l’inquinata per 200 metri di lunghezza e 2 metri di profondità.


2003


Parte il processo a Cittadella. La famiglia constatando che nessun ente sanitario stava seguendo il suo caso, decide di costituirsi parte civile al processo.

24 dicembre

VIGILIA DI NATALE la PM dichiara fallimento

2004

Maggio

Dopo il fallimento!!!!! si entra finalmente all’interno della PM: iniziano i carotaggi nel terreno per rilevare la profondità dell’inquinamento.

Lo spettacolo è agghiacciante Il pavimento è impregnato di cromo esavalente, i muri che hanno assorbito il cromo sono gialli, le canalette sono zeppe di cromo, i tubi di scarico sono aperti sul fondo, il pozzo perdente ha la pompa sommersa.

Le vasche sono corrose, una presenta 28 toppe (segno evidente di 28 incidenti).


Sotto le vasche il terreno è inzuppato di cromo esavalente: la presenza di cromo esavalente nell’acqua di falda sotto le vasche è di 26000 mg/l .



NB

Siamo in un territorio con terreno ghiaioso e di ricarica di falda, che comporta un alzamento e abbassamento della falda di circa 4/5 metri.


Il processo dura 33 udienze.


La situazione è risaputa da 30 anni. Lo testimoniano le innumerevoli segnalazioni dell’USL, dei NAS dei carabinieri, dell’ARPAV.

L’imprenditore dichiara fallimento, la sua condanna rientra gli da la possibilità di usufruire dell’indulto.


Gli imputati hanno messo in campo una difesa eccellente e “costosa “: avvocati di uno studio professionale, 1 chimico, 1 geologo presenti a tutte le 33 udienze più i vari CTU che andavano e venivano a seconda delle necessità.


La famiglia che è la vittima di tutto questo non è mai stato sentita come teste nelle udienze nonostante avesse presentato querela.


Fino ad oggi, causa il fallimento, non c’è stato alcun risarcimento danni, ma anzi ha dovuto accollarsi le spese legali.














La Ditta P.M. galvanica nel contesto del bacino scolante in laguna di Venezia












DOSSIER realizzato dal “Comitato di difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio”

Ringraziamo chi ha contribuito con materiale e informazioni alla sua realizzazione Novembre 2008





Mio padre ha lavorato quasi trent’anni alla Tricom, nel reparto di cromatura. Prima di lui sono deceduti altri colleghi, una ventina.


Anche per il paese in cui vivo, la morte di mio padre per cancro era scontata: lavorava alla TRICOM!!!


Mi sono reso conto che i reparti non erano separati tra di loro: in un unico stanzone c’era il reparto di imballaggio, di cromatura, di verniciatura, di pulitura, ecc. Chiunque poteva ammalarsi, nessuno utilizzava guanti, mascherine, non c’erano sistemi di protezione. I dirigenti non fornivano niente di tutto ciò, così come non fu mai detto a quali rischi effettivi si poteva andare incontro


Oltre al cromo esavalente e al nichel sono stati trovati ben sette tipi di cianuro, piombo, soda, e composti, acido cianurico


.Dalle vasche, dove avveniva la cromatura, saliva una nebbia persistente

L’intera area lavorativa era un bagno di cromo esavalente, l’operaio camminava in una fanghiglia, il pavimento in cemento era stato corroso e i veleni sono filtrati nel terreno inquinando persino le falde acquifere.



..Risultavano esserci state delle ispezioni da parte dell’USL. Ogni volta nei verbali segnalavano carenze, ma la copertura politica ha permesso di ovviare.

..TUTTI SAPEVANO MA NESSUNO PARLAVA.


Oggi la mia famiglia, insieme a poche altre, porta avanti questa battaglia per veder riconosciuto il danno ai nostri cari. Purtroppo non riceviamo molta solidarietà, né dall’opinione pubblica, né dai giudici che vogliono archiviare il nostro caso.

Ed intanto chi dovrebbe essere altrove a pagare i danni cagionati a vittime innocenti, cammina indisturbato a testa alta.


Stralci dal libro “Morti bianche” di Samanta Persio – luglio 2008 -






Il cromo è un elemento metallico riconosciuto come necessario per l’uomo per alcune funzioni biologiche, legato per lo più alla regolazione del metabolismo dell’insulina, che dipendono dalla sua concentrazione nell’organismo.

L’assunzione giornaliera media di cromo che si ingerisce con gli alimenti è di circa 0,03 – 0,01 mg. Al di sopra di certi livelli, il cromo esercita un’azione tossica che si manifesta attraverso la ipersensibilizzazione dei tessuti contaminati per lo più sotto forma di manifestazioni allergiche come ulcere o dermatiti di varia natura.


L’anidride cromica è infatti etichettata con il simbolo di rischio

T+ (molto tossico per l’uomo) e

N (ecotossico per l’ambiente) e

con le frasi di rischio

R45(può provocare il cancro),

R46 (può provocare alterazioni genetiche ereditarie)

R24 (tossico a contatto con la pelle),

R25 (tossico per ingestione),

R26 (molto tossico per inalazione),

R62 (possibile rischio di ridotta fertilità)

ed R50/53 (altamente tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti tossici per l’ambiente acquatico).

Il cloruro di nichel ha invece una pericolosità inferiore: è infatti etichettato con il simbolo T(tossico), N , R25 ed R50/53. Il solfato di nichel è ancora meno pericoloso del cloruro di nichel, è infatti Xn (nocivo) e N (ecotossico). Tra i tre quello più pericoloso e con rischio maggiore, considerando la mobilità dell’ambiente, è il cromo VI.

Rispetto agli altri metalli, e rispetto al cromo rappresentato in forma trivalente, il cromo esavalente ha una grande mobilità nel terreno e nell’acqua.

Esso è infatti più solubile nell’acqua, rispetto ad altri materiali, ed inoltre ha una maggiore mobilità nel terreno per effetto della capillarità.


Stralci Tesi di Laurea di Laura Basso – Università di Verona - Facoltà di economia