il sito di storia salernitana

a cura di Vincenzo de Simone

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Palazzo Littorio - piazza Giovanni Amendola, 15

 

Il 3 aprile 1937, il Popolo Fascista, rivista della federazione salernitana dei fasci di combattimento, annunciava a tutta pagina Salerno avrà presto la sua Casa Littoria. Gli farà eco Salernum, periodico dell'Istituto fascista di Cultura nel numero di marzo 1939 pubblicavando il plastico rielaborato dagli ingegneri Luigi de Angelis e Mario Ricciardi dopo che l'originario estensore del progetto, il giovane architetto di Pagani Alfonso Amendola, era deceduto nel corso della campagna di Russia. Intanto, l’8 dicembre 1938, era avvenuta l’aggiudicazione dell'appalto all'impresa edile degli ingegneri Loy-Donà & Brancaccio di Napoli, che aveva prese in carico il cantiere il 30 gennaio 1939 con la previsione dell’ultimazione dei lavori entro il 1940 (furono completato, in realtà, un anno dopo). A testimonianza dell'importanza attribuita alla costruzione del palazzo, destinato ad essere sede del Circolo della Federazione, degli uffici delle associazioni legate e dipendenti dal Partito e di quelli del Fascio di Salerno, dei Gruppi fascisti universitari e della Gioventù italiana del Littorio, il Popolo Fascista, il 10 dicembre 1939, ritorna sull'argomento illustrando i progetti esecutivi allora esposti nel salone della Federazione a Palazzo Santoro.

Inaugurato nel 1940, sarà concluso l'anno successivo con la realizzazione del grande pannello in maiolica raffigurante il Sogno di Bellerofonte del maestro ceramista Renato Rossi, attivo a Vietri sul Mare fra il 1937 e il 1942, applicato alla facciata verso il lungomare, accanto alla torre. Con il post-fascismo l'opera sarà demolita come tutti gli altri simboli del Regime presenti nel palazzo, poi sede della prefettura e della questura, da cui il nome improprio di Palazzo del Governo.

Nel tempo, necessità varie, non ultima la sicurezza degli uffici occupanti, hanno portato alla chiusura al passaggio e alla tompagnatura di quello che Luigi de Angelis definiva un agile porticato che metteva in rapida comunicazione coperta la piazza delle adunanze (attualmente Giovanni Amendola) con il lungomare, luogo dell'altra icona di Regime: la Casa del Balilla. Il colore mattonato è stato dato con il restauro del 2017.

 

 

In alto: fotografia del plastico pubblicata da Salernum nel numero di marzo 1939.

In basso a sinistra: 1941, fregi fascisti sulla facciata principale dell'edificio; a destra: 1943, contraerea alleata davanti al pannello del Sogno di Bellerofonte.

 

 

Alfonso Amendola, bozzetti dei fregi e del pannello.