il sito di storia salernitana

a cura di Vincenzo de Simone

home        siti migliori

 

 

 

Palazzo delle Poste e Telegrafi - corso Garibaldi, 203 

 

Nel 1919 prese forza in Salerno l'idea di realizzare una sede specifica per gli uffici postali e nel 1921 fu dato incarico agli ingegneri Toma e Donzelli di redigere un progetto da realizzarsi su un suolo concesso dal Comune; ma l'avvento del fascismo nell'anno successivo bloccò l'opera, poiché il ministero delle Comunicazioni avocò a se la competenza ed infatti nel 1928 diede il via ai lavori su progetto dell'ingegnere e architetto Roberto Narducci (Roma 1887-1979) dell'ufficio tecnico del ministero, con appalto all'impresa napoletana dell'ingegner Cesare Giovagnoni.

All'inaugurazione (28 ottobre 1932) l'immobile appariva sostanzialmente aderente al progetto, pur se il quinto livello previsto solo sul corpo centrale era stato esteso all'intero fabbricato. Il prospetto severo della facciata su corso Garibaldi si attenuava in quella sul lungomare, ove in un gioco di rientranze si apriva un piccolo cortile chiuso verso la strada da un corpo di un solo livello destinato a diversi servizi (magazzino, deposito biciclette, locali per il custode) che, nel tempo, sarà anch'esso sopraelevato di un piano non perfettamente integrato nel contesto.

Il terzo livello della facciata su corso Garibaldi, il piano nobile, è arricchito dai pregevoli gruppi scultorei angolari con figure femminili di Ulderico Conti (Roma 1884-1966) e dal balcone centrale sorretto da due colonne che fiancheggiano l'arco d'ingresso.

Gli interni presentano ampi spazi dalle pareti rivestite in pregiato marmo verdello, con pavimenti in marmo e in mosaico in ceramica di Cremona, scalone monumentale e decorazioni a stucco.

Fra il febbraio e il luglio 1944, quando Salerno fu sede provvisoria del governo del Regno del Sud, il palazzo fu sede, secondo una versione, del sottosegretariato alle Poste e Telegrafi, ma più probabilmente dell'intero ministero delle Comunicazioni.. 

 

 

 

 

 

Nel 2012 il palazzo, pur conservando l'ufficio postale al piano terreno, è stato acquistato dalla Rainone Real Estate che ha affidato allo Studio L22 (Gruppo Lombardini) il compito di progettarne il restauro architettonico e la trasformazione in residence di lusso. I lavori, iniziati nel 2016 e terminati nel 2018, hanno compreso la realizzazione di roof garden in copertura e di parcheggi automatici interrati. In particolare, quest'ultima opera ha comportato la demolizione del corpo di fabbrica dei servizi prospettante sul lungomare e la sua sostituzione con una quinta che ha avuto il pregio di essere realizzata secondo il progetto originale del Narducci.  

 

 

 

Del 20 gennaio 2022 è la notizia del rinvio a giudizio dei costruttori Eugenio Rainone, in qualità di proprietario e committente, e del fratello Aldo, quale direttore dei lavori e amministratore dell’impresa edile incaricata di eseguirli. La contestazione, del pm Mariella Guglielmotti è relativa alla realizzazione, in un bene culturale vincolato, di tre vasche piscine in copertura, costituenti superfetazioni edilizie non qualificabili quali opere rientranti in un intervento di restauro e di risanamento conservativo.