Gesù sopravvissuto?

Questa breve carrellata di testi é   frutto di uno studio svolto in mailing list da tutti i partecipanti cui va  il mio ringraziamento per la passione con la quale hanno dato vita a una delle più interessanti iniziative di ricerca on-line in Italia.

In particolare i testi che presentiamo sono emersi da una discussione durata 2 mesi circa durante la quale ci si é posti il problema di risalire alle più antiche fonti esistenti , che avevano alimentato le legende relative alla presenza di Gesù in India dopo la sua morte e la possibilità che egli fosse scampato alla crocifissione.

In merito alla presenza di Gesù in India, presentiamo un testo estremamente poco noto tratto da un gruppo di libri minori della cultura vedica noti genericamente come I Purana.

Per approfondire l'argomento rimandiamo al sito   "The Tomb of Jesus" in cui sono esposte le scoperte del prof.Hasnain direttore del museo archeologico del Kashmir e le sue fantasiose e spesso discutibili deduzioni.

Indipendentemente dalla legenda della presenza di Gesù in India (per difficile da credere soprattutto tenendo conto della datazione del testo 115d.c.) il testo che sottoponiamo al lettore  meriterebbe di certo una maggiore attenzione da parte degli studiosi delle Origini Cristiane, specie relativamente alla possibilità di diffusione del pensiero gnostico in India sulla scia della evangelizzazione condotta dal'apostolo Tommaso, cui sono dedicati gli apocrifi Atti (ricchi di richiami al pensiero gnostico) e cui viene attribuito l'omonimo apocrifo Vangelo (stando almeno, alla prefazione presente in questo stupendo testo ritrovato nel 1945 a Nag Hammadi) che può essere a buona ragione considerato protognostico

Il secondo testo, invece, é una interessantissima testimonianza di prima mano (Giueseppe Flavio) sulla possibilità che, con apposite cure mediche, un uomo potesse sopravvivere al supplizio della crocifissione.

L'ultimo, invece, é tratto ancora dalla prolifica biblioteca di Nag Hammadi scoperta nel 1945 nella omonima località dell'alto egitto, e ci ha fatto conoscere per la prima volta un documento di origini cristiane che riporta la legenda della sostituzione di Simone di Cirene (per altro da noi ipotizzato essere il padre di Paolo di Tarso, vedi articolo sul sito) a Gesù sulla Croce.

Anche in questo caso si tratta di un documento di inestimabile valore indipendentemente dalla fondatezza o meno del contenuto.

Un grazie particolare va agli amici Davide De Vita che ha ispirato la ricerca, Giuseppe Mocci che mi ha offerto e continua ad offrire una preziosa serie di spunti prestandomi dandomi accesso alla sua interessante bilbioteca , Valerio che ci ha esposto il signivicato ed in contenuto dei purana e fa analizzato il testo che proponiamo nell'originale sanscrito, Michele Amato che ha analizzato i riscvolti medici relativi agli effetti della crocifissione, Fausto Saporito che ci ha aiutato relativamente ai testi in ebraico e aramaico, "Frank" con che invece, ci ha dato una mano indispensabile per i testi "greci" e "latini", Hiara deOliveira cui va il nostro grazie per i preziosi contibuti in materia storica e teologica.

Rimandiamo all'archivio di egropus consultabile on-line dal Ns sito sotto la voce "Discutiamone on-line", per prendere visione della interessantissima discussione svolta su questi argomenti che verra tra breve, posta in forma organica con un articolo specifico sul sito.

Gesù in India

versi 16-33 del terzo khanda del Pratisarga parvan del Bhavishya Mahapurana

Il testo é tratto da uno dei 18 libri Hindù denominati Purana viene attribuito a Sutta ed é scritto nel 3191 dell' era Kaukikia corrispondente al 115 d.c.

Shalivahan, che fu nipote di Bikrama Jit, andò al potere.Sconfisse i Cinesi,i Parti, gli Sciiti e iBactriani. Traccio un confine tra i terirtori di Arians ed di Mleacha (non-indù), e infine ordino, il ritiro in territorio indiano. Uno giorno, Shalivahan, il capo dei il Sakiyas, si recò in Himalaya. Là, nella Terra del Hun (Ladakh, parte del impero Kushan), il potente re vide un uomo seduto su di una montagna, che sembrava portatore di buoni auspici. La sua pelle era chiara e indossava indumenti bianchi.

Il re domandò al sant'uomo chi fosse. L'altro rispose: 'Sono chiamato figlio di Dio, nato da una vergine, ministro dei non credenti, instancabile nella ricerca della verità. Il re allora gli domandò: 'Di che religione sei? ' L'altro rispose, 'O grande re, provengo un paese straniero, dove non c'è nessuna verità durevole e dove il male non conosce confini. Nella terra dei non credenti, sono apparso come il Messia. Ma il demone dei barbari, Ihamasi, si manifestò in modo terribile; Sono stato consegnato loro secondo i costumi dei non-credenti e finii nel regno di Ihamasi.

O re, presta orecchi alla religione che ho portato coloro che non credevano : dopo la purificazione dell'essenza e del corpo impuro e dopo aver cercato rifugio nelle preghiere del Naigama, l'uomo pregerà l'Eterno. Attraverso la Giustizia, la verità, la meditazione ed l'unità di spirito, uomo troverà la sua via verso Isa (Gesù) nel cuore della Luce. Dio, fisso come il sole, unirà finalmente a se lo spirito di tutti esseri erranti. Così, O re, Ihamasi sarà distrutto; e l'immagine felice di Isa (Gesù), colui che dona la felicità, rimarrà per sempre nel cuore; eIo fuo chiamato Isa-Masih (Gesù il Messia).' Dopo che il re ebbe udito queste parole, ha preso il maesto di coloro che non credonoe lo inviò nella loro terra spietata."

 

Sopravvirere alla crovifissione

tratto da un brano di Giuseppe Flavio Vita, IV, 75

"Fui inviato da Tito Cesare con Ceralio e cento cavalieri in una città denominata Thecoa, per trovare un posto dove accamparci. Al mio ritorno ho veduto molti prigionieri che erano stati crocifissi, e ho riconosciuto tre di loro come miei compagni. Rattristato andai da Tito con con dolore chiaro nei miai occhi e gli parlai di loro. Lui diede ordine di tirarli giù e chiese che fossero trattati nella maniera migliore perchè stessero meglio. Comunque due di loro sono morti metre ricevevano le cure del dottore dottore; il terzo ha recuperato."

 

Simone morto in croce al posto di Gesù - L'eresia di Basilide

Dal "Secondo Trattato del Grande Seth"

Un apocrifo testo ritrovato tra i documenti di Nag Hammadi in particolare dal secondo trattato del Grande Seth recita:

Era un altro, il loro padre, che ha bevuto la bile ed l'aceto; non ero io.Chi fu percosso con la canna, era un altro, Simone, colui che portò la croce sulle sue spalle. Era un altro colui cui hanno messo la corona di spine

Esso ci offre per la prima volta dopo svariati secoli, un documento che ci riporta direttamente ad una delle primissime eresie quella di Basilide.

Di origine siriana Basilide era uno studioso alessandrino che scrisse tra il 120 ed il 130 d.C.. Basilide conosceva bene scritture ebraiche, vangeli cristiani e pensiero egizio ed ellenistico. Si ritiene che abbia prodotto non meno di 24 "libri" di commento ai Vangeli.

Secondo Ireneo, che lo combattè aspramente, Basilide propugnava una terribile eresia, sostenendo che la crocifissione era una frode, che Gesù non era morto sulla croce e che il suo posto era stato preso da un sostituto, Simone di Cirene.

Questa affermazione venne sostenuta anche successivamente dal Corano , nel VII° secolo. Occorre ricordare che anche Marcione, in alcuni aspetti della propria interpretazione del cristianesimo, rafforza il concetto che Gesù non fosse "realmente" morto sulla croce.