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Chies in Cile, Tarvisium a Puos e Alpago in Sardegna

Qualcuno mancherà nella sfida al Tarvisum. E' Dario Chies, pilone storico e allenatore in seconda, partito per il Cile in uno dei suoi numerosi viaggi da giramondo. Mister Lunardon si è così impegnato nell'allenare anche il pack, contando comunque su un lavoro ben svolto dal collega nei mesi scorsi. Ciao Dario, fa il bravo all'estero...La gara col Tarvisium si preannuncia avvincente e come sempre a Puos il pubblico farà da sedicesimo giocatore per spingere i gialloverdi al successo. Rimane da segnalare, fuori dal campo, il viaggio pasquale organizzato anche quest'anno dalla società. Basta estero, quest'anno si va in Sardegna, nella zona di Cagliari. Nel week end pasquale la squadra avrà l'opportunità di divertirsi, andare al mare, abbuffarsi di "porceddu" e anche giocare, visto che ad attenderla c'è una selezione rugbystica allestita dalla società Sette Fradis Sinnai.

 

Ennesimo rinvio del derby contro il Feltre

In questo mese di sosta l'evento clou avrebbe dovuto essere il recupero del derby, ma le intemperie invernali non l'hanno permesso. I nostri gialloverdi sono scesi a Mugnai sotto una fitta nevicata e l'arbitro Guerrieri, osservando le condizioni del campo, ha deciso di rimandare tutti a casa. L'episodio si aggiunge a quello precedente di Padova (analogo rinvio per neve) e il precedente di Feltre. Certo, è piacevole ritrovarsi con gli avversari per chiacchierare e mangiare una pasta, ma non è proprio quello per cui i nostri si allenano. Domenica, in casa contro il Tarvisium, la pasta speriamo di mangiarla per festeggiare la vittoria. I trevigiani saliranno a Puos per vendicare la sconfitta subita a sorpresa sul campo di Monigo all'andata (27 a 25) ma troveranno di fronte un'Alpago agguerrito, ancora non sazio di quanto di buono ha ottenuto in questo campionato di esordio in serie B. Basta questo per assicurare ai nostri tifosi una splendida partita....neve permettendo...

Altri cinque importantissimi punti

 

Altri cinque importantissimi punti. L'Alpago ritorna da Casale con il bottino pieno, al termine di una sfida in cui il risultato non è mai stato in discussione. Era importante verificare se, dopo l'appagante successo casalingo con il Conegliano, i gialloverdi fossero in grado di presentare continuità e concretezza. L'hanno fatto, come confermano le parole di Lunardon a fine gara:" Ho visto miglioramenti e buoni automatismi in mischia. Continuiamo a fare progressi e ques5o non può che soddisfarmi". Di fronte a questo il Casale è apparso poca cosa, forse meno di quanto si aspettassero gli stessi gialloverdi. Fin dai primi minuti gli uomini di Lunardon sono riusciti a spostare il baricentro del gioco nella metà campo avversaria, costringendo i trevigiani alla strenua difesa. Dopo i primi due colpi di prova al piede di Sitran, la difesa del Casale, spesso ai limiti della correttezza, comincia a cedere e vanno in meta Zago, in tempestivo sostegno sull'ala, Alberto Roffare, che sfrutta la meglio la giocata alla chiusa, e Casagrande, che gioca velocemente una punizione e si infila in meta. Il primo tempo si chiude sul 21 a zero. A risultato ampiamente acquisito, a questo punto per l'Alpago l'obiettivo è il punto bonus acquisibile con la quarta marcatura. E già al sesto la meta arriva, per mano del pilone De Col, in spinta, a testimonianza del buon dinamismo del pacchetto. La partita a questo punto ha ben poco da dire, e Lunardon ne approfitta per operare tutte le sostituzioni a disposizione. La meta finale, ancora con Alberto Roffarè, serve a chiudere ufficialmente il match. Prima del fischio finale il Casale riesce, con caparbietà e complice l'ovvio calo di tensione degli ospiti, a segnare la meta della bandiera. I cinque punti conquistati così nettamente consentono all'Alpago di allungare sul treno di coda, raggiungendo quota 19. Vale a dire 10 punti in più del Feltre, 15 in più del Casale ed un abisso nei confronti del Bassano ancora fermo a zero. La salvezza sembra ormai archiviata anche se manca la matematica: il valore e la sicurezza dimostrate fin'ora, consacrano i gialloverdi vera e propria sorpresa del campionato, in grado di rimanere vicina al grupo di vertice. Con il pensiero già rivolto all'Udine, prossimo ospite a Puos fra sette giorni, l'Alpago può intanto continuare a festeggiare.

 

Prosegue la marcia dell'Alpago

 

La sesta tappa dell'avventura dell'Alpago in serie B prevede l'incontro in terra trevigiana contro il Casale. Sorprendentemente la classifica parla a favore degli uomini di Lunardon, che dopo cinque turni hanno ben dieci punti di vantaggio sui prossimi avversari. Ciò significa che, centrando il successo in trasferta, l'Alpago potrebbe allungare in maniera decisiva nei confronti di una delle avversarie dirette per la retrocessione. Questo nasconde però anche un pericolo: se è vero che i gialloverdi stanno sorprendendo con i risultati e si presentano in uno splendido momento di forma, è anche vero che il Casale è squadra in difficoltà ma rodata e smaliziata, tradizionalmente ostica per tutti, tanto più per una matricola, e in grado in casa di far valere il carattere. Per questo ci si attende dall'Alpago una prova umile e determinata come quelle che fin'ora hanno dato risultati inattesi. Dopo il successo dell'esordio, i gialloverdi si erano presentati a Verona scarichi subendo una sonora batosta. Ora, dopo la vittoria sullo squadrone del Conegliano, si spera non venga commesso lo stesso errore. La rosa a disposizione di Lunardon e Chies sarà quasi al completo, grazie ai rientri del pilone Tiziano De Col e della terza Ilio Bortoluzzi. In dubbio rimangono Marco Zago, alle prese con un fastidio al polpaccio, e Fabrizio Casagrande che soffre di problemi ai cervicali. Se qualcosa l'Alpago ha già imparato di questa serie B, è il fatto di non poter abbassare mai la guardia: non esistono avversari malleabili, tanto meno questo Casale.

 

Magico Alpago

 

C'è qualcosa di magico in questo Alpago. A spiegare un successo come quello ottenuto ieri in casa contro l'imbattuta capolista Conegliano non bastano le doti tecniche, il gioco di contenimento, la preparazione atletica. Qualcos'altro, che risiede più nel cuore che nei muscoli, contraddistingue questi dilettanti: un gruppo unito, che ama questo gioco, si propone nel sacrificio e sa stringere i denti dal primo all'ultimo minuto. Con queste armi anche le imprese più improbe diventano fattibili. Il Conegliano si presentava a Puos forte del primato assoluto in classifica e tutto faceva supporre che il divario con l'Alpago, matricola in cerca di punti salvezza, fosse enorme. La partita ha invece dimostrato fin dall'inizio come le cose non stessero, o potessero non stare, così. Fin dall'inizio gli ospiti pressano nella metà campo gialloverde, garantendosi il dominio territoriale grazie al peso e al buon movimento della mischia. Gli uomini di Lunardon contengono, placcano, e sulle palle perse sotto pressione dal Conegliano avanzano con intelligenza e dinamismo. Nel primo quarto di gara nessun punto, a conferma di come entrambe le difese siano agguerrite. Poi l'episodio che getta adrenalina nelle vene dei gialloverdi: Alberto Roffarè, abile a sbilanciare con una finta il diretto avversario, si involava sull'out fino a schiacciare in meta. Sette a zero dopo la trasformazione. La prima della classe sente lo schiaffo e si butta a capofitto in attacco. Tante azioni, ma quella decisiva arriva solo a fine tempo, e la meta non trasformata consente ai padroni di casa di andare al riposo avanti di due punti. Nella ripresa il Conegliano accorcia al piede, ma l'Alpago allunga di nuovo con Alberto Roffarè, stessa finta e stesso esito. Sul 14 a 8 i gialloverdi sentono l'odore dell'impresa e non mollano: placcaggi, posizionamento e velocità sono perfetti. Sitran allunga con uno splendido piazzato da 40 metri a metà tempo, e dopo la bella meta degli ospiti, si ripete a due minuti dal termine. Al fischio finale è l'apoteosi. Tutti e trenta i giocatori sono increduli, chi per un motivo chi per un'altro, ma si sa quali sono gli unici a dover esultare. I guerrieri di Mino Lunardon hanno fatto il colpo grosso, disarmando e disorientando, con volontà e tecnica, la squadra schiacciasassi. A questo punto alla salvezza, manca davvero poco. L'obiettivo è alla portata, ma questo Alpago può arrivare ben oltre.

 

Vittoria memorabile per la terribile matricola

 

Una vittoria memorabile. Niente sembra impossibile per questa matricola terribile. Contro una delle formazioni più ostiche del campionato, e sull'impegnativo campo di Monigo, sede anche della Benetton Treviso, l'Alpago coglie un successo imprevedibile quanto meritato. A fine gara sono increduli i giocatori di entrambe le squadre, ma soprattutto i dirigenti gialloverdi, da sempre con il sogno nel cassetto di uscire vincitori un giorno da quel campo. I ragazzi di Lunardon hanno offerto una prova generosa e gagliarda, lasciando per lunghi tratti la manovra ai più blasonati avversari ma senza mai cedere in difesa. Anzi, comprendendo che la difesa di casa ha alcune pecche al largo, i gialloverdi riescono ad infastidire con manovre ariose, la prima delle quali regala infatti la meta della speranza. L'incontro si caratterizza fin dall'inizio per la solidità delle due difese, che lasciano pochi spazi. Così i primi punti arrivano dai numeri 10, Cantou e Sitran, che smuovono il tabellino. La prima meta dei leoni trevigiani arriva a metà tempo, grazie alla poderosa spinta del pack, ma l'Alpago reagisce prontamente e con caparbietà. Nel giro di dieci minuti ribalta il risultato, segnando prima con Polito, su azione al largo, poi addirittura in spinta mentre la seconda linea De March è sotto i pali per l'ammonizione comminatagli dall'arbitro. E' proprio questa probabilemnte la segnatura decisiva, che crea nell'Alpago la sicurezza di poter portare a casa una vittoria memorabile. Il primo tempo si chiude sul 17 a 14 per gli alpagoti e la ripresa si apre nel migliore dei modi. lo splendido inserimento di Tiziano Roffarè trova il sostegno interno di La Isla, che schiaccia sotto l'acca. I trevigiani, smaliziati ed esperti, accusano il colpo, ma macinano gioco, grazie soprattutto alla fantasia al piede di Cantou, fino e rifarsi avanti nel punteggio. Il piazzato finale di Sitran regala il nuovo sorpasso all'Alpago, che a questo punto stringe i denti fino al fischio finale. Gli occhi lucidi di giocatori e dirigenti a fine gara fanno da splendida cornice alla miglior prova stagionale dell'Alpago. Onore alla matricola, la strada dell'umiltà si rivela ancora una volta la migliore.

Matteo Sitran

 

ALPAGO - MONSELICE 32-18

 

Quasi trecento persone gremivano gli spalti del Comunità Montana di Puos per l'esordio nel campionato di serie B dell'Alpago. La formazione di casa, contro i patavini già sconfitti a maggio nella finale promozione, non ha deluso le attese e contro molti pronostici della vigilia si è portata a casa i primi cinque punti. Il Monselice è parso squadra quadrata, con un buon gioco di mischia e una potenza nei primi otto uomini in grado di impensierire. Ma l'Alpago, orgoglioso e deciso ad inaugurare nel migliore dei modi la sua nuova avventura, ha saputo controllare e colpire assicurandosi tutta la posta in palio. La partita è cominciata nel migliore dei modi, con Sitran pronto a segnare la prima meta dopo soli tre minuti, con un'azione solitaria fatta di finte e corsa fin sotto i pali. Gli ospiti però sapevano reagire, e colpivano proprio con il loro reparto forte, la mischia. la buona giornata dei fratelli Trame non bastava, e nell'arco di dieci minuti gli ospiti segnavano due mete in spinta, avvalendosi del maggiori peso. Ma mentre il piazzatore avversario falliva le trasformazioni, Sitran metteva altri tre punti in saccoccia, riportando il punteggio in parità. La partita continuava con buone manovre al largo dell'Alpago e la predominanza in mischia chiusa degli ospiti, ma prima della fine i gialloverdi riuscivano ancora una volta ad indirizzare il match nel verso giusto. Chiesura, potente e veloce, bucava l'apertura e schiacciava per il 17 a 10 di fine primo tempo. Nella ripresa i gialloverdi, con il vento a favore, gestivano il risultato e, pur denotando un calo nel pack, riuscivano a segnare punti pesanti. Al piazzato di Bano rispondevano Roccon con una bellissima meta e Sitran con un piazzato. Nel finale la meta di prepotenza di Max De Col chiudeva i conti, e il calo successivo consentiva al Monselice di ridurre il gap con l'ala Greggio . Il fischio finale, dopo pochi minuti, sanciva il successo.
Un'esordio estremamente positivo, per un'Alpago che, contro una delle avversarie dirette per la salvezza, ha raccolto tutti gli importantissimi cinque punti in palio. Domenica prossima sul campo del Verona il match si annucia più impegnativo. Un gioco dei tre quarti come quello di ieri ed uno di mischia un po' più dinamico, potrebbero far si che il sogno continui.

 

"Grande prova d'orgoglio"

 

Poche parole a fine gara di mister Lunardon, unite ad uno sgurado disteso e soddisfatto, ben sintetizzano la gara dell'Alpago, positiva anche nella sconfitta. Ci si attendeva una reazione dopo la negativa prestazione di Verona e puntualmente, davanti al sempre caldo e numeroso pubblico di Puos, è arrivata. Contro il più quotato Cus Padova i gialloverdi sono scesi in campo senza timori reverenziali, dimostrandosi subito grintosi sia in spinta, sia nei placcaggi, sia nel sostegno. Gli ospiti, che si aspettavano certamente una matricola meno combattiva, hanno faticato a trovare il bandolo della matassa, pur orchestrando buone azioni d'attacco sia con la mischia che con la linea veloce. Così, per fare punti, durante tutto il primo tempo si affidano al piede di Colleselli, impreciso però per ben tre volte, contro il solo errore di Sitran. Allo scadere della prima frazione, sul risultato ancora fermo, l'Alpago imbastisce l'azione decisiva e si porta, dopo tre splendide fasi, in vantaggio con il drop di Sitran. Nella prima parte della ripresa, il botta e risposta tra calciatori mantiene il gap invariato, fino a quando il Padova non realizza la prima marcatura con Colleselli, al termine di un'azione ben orchestrata al largo. L'Alpago fatica a reagire, e la seconda segnatura patavina, viziata da un'evidente passaggio in avanti, suona come il colpo decisivo. Invece i gialloverdi reagiscono, contrattaccano caparbiamente, dimostrano tempestività e carica agonistica sui punti d'incontro, e vanno a segnare la meta della bandiera con Roffarè al termine di un bel cambio di fronte. Troppo tardi per recuperare, visto che dopo la trasformazione l'arbitro fischia la fine. Comunque un punto, grazie al distacco di soli sette nel risultato finale, va a rimpinguare la classifica. Di positivo c'è però soprattutto il fatto che l'Alpago, per l'ennesima volta, ha dimostrato di poter lottare alla pari con avversari più quotati. C'è ancora molto da imparare; il primo obiettivo di una matricola, ancor prima di fare punti, è pensare a migliorarsi e crescere. L'Alpago di ieri ha dimostrato di essere sulla buona strada, continuando così qulche altra soddisfazione non tarderà ad arrivare.

Matteo Sitran

 

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Updated: Monday, March 8, 2004 8:50 PM
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