VENTIDUEGIORNIDOPO. 10 aprile
2003 RSU ACMA
Dicono che il regime è finito, che Saddam ha chiuso con la sua dittatura e il popolo iracheno è libero. “Solo” in 22 giorni: il tempo di una vacanza a Rimini in agosto.
I bambini e le bambine, quelli morti, rimasti senza
piedi, bruciati, feriti, e i vecchi e le famiglie senza casa, senza acqua e
senza cibo sono stati un prezzo da pagare, così come
le città distrutte e l’Iraq devastato. Le violenze che verranno, per sciacallaggio e disperazione, pure.
Chi
ha “tifato” per gli USA, contrapponendosi con un’intolleranza totale a chi –
miliardi di persone – chiedevano PACE (non altro, non fomentando contro qualcuno o qualcosa,
ma affermando il diritto di affrontare i problemi senza sangue e
dolore), chi ha “tifato” – dicevamo – chissà se oggi sentirà bisogno di
coerenza.
Chissà se era contro Saddam
Hussein anche prima che gli USA lo considerassero un
nemico (dopo che era stato un amico), sapeva e si impegnava
contro la sua dittatura, si documentava, aiutava le organizzazioni che lavorano
a fianco della popolazione, per riscattarla e farle del bene.
Chissà se sarà
sensibile a tutti gli altri regimi repressivi nel mondo, anche quelli
senza petrolio, dimenticati oggi con i loro strazi e le loro tragedie, o alla
ribalta, senza nessuna vera prospettiva,
come la guerra tra Israele e Palestina.
Chissà se si preoccuperà di tutti gli Stati del mondo che hanno l’atomica, le armi chimiche, le armi batteriologiche e proporrà di cominciare a dichiararli – tutti - un pericolo per l’umanità.(Stati Uniti, Cina, Israele, Francia, Russia…..)
Chissà se contribuirà con proprio tempo e propri
soldi ad aiutare la gente irachena a
superare le ferite fisiche e morali, subite dalla guerra, così vere ed incontestabili da
dichiarare già la situazione di “emergenza umanitaria” da affrontare.
Chissà se penserà agli iracheni come
ad un popolo antico, con straordinaria storia e cultura (ricordate i Sumeri, le Fiabe delle Mille e una Notte?), degno di
rispetto e libero, che non ha bisogno di essere protetto o controllato.
Chissà se prenderà le distanze da chi – ieri
sera, intervista al TG1 – dichiarava che “chi sperava che la guerra fosse
lunga…..era rimasto fregato….”. Dov’era costui quando
la televisione mandava le immagini della CNN con le dichiarazioni del
Presidente degli Stati Uniti in persona sulla “guerra duratura”? O forse voleva dire che era rimasto fregato G.W.Bush?
Oggi,
10 aprile 2003, rimangono i bombardamenti che continuano e Saddam
(e tutti i suoi sosia) chissà dove. Ed inizierà la nuova guerra per spartirsi quel paese così ricco di
petrolio e così povero di pace.
Per questo, vale la pena di non rassegnarsi all’inevitabilità delle guerre, non rinunciare a respingere il valore “preventivo”, “intelligente”, “umanitario” che gli ipocriti vorrebbero attribuirle.
Preventiva è un’azione che scongiura
la guerra (non che la fa scoppiare!), quindi la diplomazia, le organizzazioni
internazionali, le interposizioni…..
Intelligente è un’azione in cui il raziocinio si
cimenta in atti precisi, che producono risultati precisi, comprendendo le
complessità e individuando le scelte più condivise…
Umanitario è un gesto di accoglimento,
non invasivo, di aiuto che porta sollievo e bontà, che sa rispettare e vale per
tutti, che porta amore e speranza….
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