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VENGA A PRENDERE IL CAFFE’ DA NOI


La risposta di ieri da parte dell’officina e degli uffici , dopo che lavoratori sono stati chiamati a colloquio con le maestranze GD senza la presenza di alcun dirigente ACMA, è stata significativa del clima e delle intenzioni che abbiamo.

Noi lavoratori ACMA e i nostri rappresentanti abbiamo affrontato il problema posto dal Direttore Generale e dal Responsabile Risorse del Gruppo con la massima serietà ed attenzione.

E, sulla base delle cose ascoltate, abbiamo fatto richieste precise e dichiarato di non accettare l’unilateralità delle Aziende nell’affrontare questioni che attengono alle relazioni sindacali consolidate, ai diritti e alla tutela delle persone da parte del Sindacato.

Non è in discussione l’autonomia decisionale e la libera scelta del singolo lavoratore: chi ragiona in questo modo semplifica un problema per indisponibilità a capire o perché sostenitore di tesi che non sono le nostre.

Capire e gestire come e su cosa i lavoratori ACMA continueranno a lavorare, con quale organizzazione, con quali prospettive è una cosa seria e dovuta: non fosse altro perché c’è un accordo che prevede punti precisi sui carichi di lavoro, sulle finalità, sui progetti.

Capire e condividere i cambiamenti che ACMA intende fare sul suo modo di lavorare e interagire con altre realtà è cosa altrettanto necessaria: la politica “del carciofo” abbinata alla politica dello “spezzatino” (frantumando ACMA in tante piccole realtà o acquisendole) un menu che non intendiamo ingoiare, addirittura senza confronto.

Perché in questo modo, i “doppioni” o i “triploni” saranno sempre di più e inevitabilmente occorrerà “razionalizzare” agendo, guarda caso, sul personale.

Così come vogliamo capire e contrattare le condizioni di chi può dare una sua disponibilità personale ad un trasferimento in altra sede: perché non condividiamo la proposta di fare una “prova” se non dal punto di vista del lavoratore verso il nuovo lavoro. L’Azienda che riceve non può permettersi di rispedire al mittente una persona se qui il suo lavoro viene meno.

Ma su questo ACMA deve assumersi una responsabilità chiara e dichiarata, non defilarsi lasciando il lavoratore a confronto con un’altra Azienda come se fosse una sua decisione spontanea. E questa responsabilità sta nel quadro dell’accordo aziendale che tutti i firmatari devono onorare.

Noi crediamo che ogni strategia aziendale per essere seria e credibile deve essere trasparente e coerente con quanto si dice e si scrive, con una visione di medio e lungo periodo, non una perenne navigazione a vista.

Riteniamo non più rinviabile un incontro con i responsabili delle politiche di gruppo per avere risposta chiara sulle scelte generali rispetto alla prospettiva dell’ACMA e l’intenzione di mantenerla all’altezza della sua storia e dell’orgoglio dei suoi lavoratori.

Così come è altrettanto urgente un incontro con la Direzione ACMA per discutere di tutele e garanzie per tutti i lavoratori di questa Azienda a partire da chi è stato contattato.


OGGI, PROSEGUENDO NELLE NOSTRE INIZIATIVE, DICHIARIAMO LA SEGUENTE ARTICOLAZIONE DEGLI SCIOPERI:


Area mon., magazzini, vernice, imballi, manutenzione:

½ ORA IN USCITA

 

Taglio barre, Arr.Sped., Collaudo, Area m/c, Aggiust., Pal.uff.offic.:

¾ ORA IN USCITA


Uffici primo e secondo piano:

1 ORA IN USCITA


Turnisti pomeriggio: 1 ORA IN USCITA

Turnisti mattino: LUNEDI 3 FEBBRAIO 1 ORA IN USCITA

Part- time : 1 ORA IN USCITA


31 gennaio 2003                                                            RSU Acma GD S.p.A.



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