La
guerra mondiale “deve” scoppiare.
Perché il mercato
delle armi deve proliferare
Perché il dominio sul
petrolio vale su tutto.
Perché le persone che
muoiono sono messe nel conto.
Perché i soldati sono
carne da macello.
George W.Bush dichiara la guerra
unilateralmente, senza l’avallo delle Nazioni Unite, con l’opposizione di Paesi
che siedono al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, con la netta contrarietà del
Papa.
Bush dichiara che 30 Paesi nel mondo sono con lui e la sua
guerra.
Ringrazia anche
l’Italia.
Nelle
nostre strade potranno passare veicoli di guerra,
nei
nostri cieli aerei pronti a sganciare bombe sulle terre di altre persone.
Noi
non saremo complici.
Non
sarà una guerra in nostro nome.
Noi
non vogliamo che il popolo iracheno subisca ancora la follia di una guerra, oltre a subire una dittatura.
Noi
non vogliamo che nella testa dei cittadini del mondo passi l’idea
che
la guerra può essere “preventiva” o “umanitaria”.
È
speculazione per ingrassarsi su gente che muore di fame.
E’
tenere per il collo da parte dei pochi paesi ricchi tanti paesi che si
indebitano a dismisura verso questi strozzini.
Israele,
Palestina, Africa, Medio Oriente, Centro America sono luoghi dove la pace non
esiste e il tormento su bambini, donne e uomini sembra non poter avere fine.
La
guerra all’Iraq non fermerà il terrorismo internazionale,
gli
attentati, la morte e gli strazi.
Non
è mai stato così e mai lo sarà.
La
democrazia, la pace, la civiltà si costruiscono con atti nonviolenti, con
un’idea tenace e radicale di volere un mondo più giusto e umano realizzata con
gli strumenti della diplomazia, degli organismi internazionali, della
tolleranza e della volontà di convivenza tra diversi.
CONTRO
QUESTA GUERRA CHIEDIAMO A TUTTI E A TUTTE
DI RIBELLARSI SENZA INDUGI.
COME LAVORATORI E LAVORATRICI, INSIEME AI SINDACATI
UNITARIAMENTE, PROCLAMEREMO SCIOPERO NON
APPENA PARTIRA’ IL PRIMO ATTACCO.
FAREMO UNA IMMEDIATA
PRESENZA AI CANCELLI DEI LUOGHI DI
LAVORO A CUI SEGUIRA’ UNA MANIFESTAZIONE CITTADINA.
IL LAVORO E’ CONTRO OGNI
GUERRA.
NO ALL’ITALIA IN GUERRA
19
marzo 2003 RSU ACMA