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PIAZZA DELLA LOGGIA, BRESCIA, 9 MAGGIO 2003.

Piazza della Loggia a Brescia è una piazza molto bella, raccolta tra mura antiche di palazzi e chiese.

 

Eravamo migliaia venerdì scorso, 9 maggio 2003.

Delegate e delegati della FIOM riuniti per dire che un contratto non esiste se non è liberamente scelto dai lavoratori e questa firma separato manca di questo e dà delega in bianco alle leggi che già ci sono e quelle che verranno per far morire il contratto di lavoro, risucchiato dalle regole decise dal governo.

 

Ma prima di dire tutto questo e di impegnarci a parlare nelle fabbriche con i colleghi per non subire questa mancanza di rispetto, questo peggioramento delle condizioni di lavoro, questo stravolgimento della storia sindacale italiana, tutti noi abbiamo – giustamente – ricordato senza retorica ma con molta commozione i morti della strage di Piazza della Loggia 29 anni fa.

 

Durante una manifestazione sindacale,  fu fatta scoppiare una bomba  nella piazza: morirono persone innocenti, sindacalisti e lavoratori che chiedevano diritti e legalità.

 

Fu un evento terribile che segnò Brescia e l’Italia, fu uno dei tanti fatti che insanguinarono l’Italia per colpa del terrorismo  nemico esplicito del sindacato e dei lavoratori.

 

Gli operai di Brescia lavorarono in prima persona per riportare Brescia ad una condizione normale ed organizzarono  i funerali dei loro compagni, sostituendo le autorità clamorosamente assenti.

 

Venerdì 9 maggio, con una corona di fiori la FIOM e i delegati hanno voluto ricordare quel giorno di dolore, perché chi lotta da sempre per libertà, dignità e democrazia non dimentica.

 

Non commenteremo quindi le parole di Caprioli, segretario generale della FIM CISL, che nello stesso giorno ha dichiarato dal palco dell’assemblea del suo sindacato:

“La CGIL fiancheggia il terrorismo, se qualcuno dei nostri verrà anche solo toccato, non la passeranno liscia”

Non lo facciamo perché non troviamo parole adeguate,  ma siamo d’accordo con la FIOM che ha esposto querela. Troppo facile dire di abbassare i toni e fare dichiarazioni simili.

 

Vogliamo confrontarci con tutti, ascoltare e capire, riconoscere le critiche di merito, ma le offese no, non possiamo subirle.

 

Siamo convinti che il contratto di lavoro deve essere conquistato. Perché quella cosa che è stata firmata non lo è, per i suoi contenuti, ma, soprattutto, perché non viene votato a referendum segreto da tutti i lavoratori metalmeccanici italiani.

 

Ci impegneremo per questo. Chiediamo che lo facciate in tanti, a partire dal 16 MAGGIO, giorno in cui la FIOM chiede ai metalmeccanici DI ESSERE NELLE MANIFESTAZIONI CHE SI FARANNO IN TUTTE LE CITTA’ D’ITALIA PER UN VERO CONTRATTO E LA DEMOCRAZIA SINDACALE..

In una situazione dove le TV oscurano ciò che esprime malcontento e dissenso, i giornali sono occupati a fare confusione piuttosto che chiarezza, è nelle mani dei lavoratori la responsabilità di esserci in prima persona.

Come RSU ACMA, domani 14  e  giovedì 15 durante la pausa mensa saremo  in Saletta RSU  per confrontarci con chiunque voglia e per fornire tutte le documentazioni originali da dove desumere che non stiamo facendo propaganda “politica”, stiamo cercando che non  si buttino via diritti e democrazia.


13 maggio 2003                                                                 RSU ACMA