Cosa lega questi tre
argomenti? Perché come sindacato ACMA li
mettiamo insieme?
Perché – nelle loro
differenze – contengono tutti l’obiettivo che le condizioni di vita delle
persone migliorino, si progredisca e non
si torni indietro, si possa pensare al
futuro proprio e dei bambini credendo in un mondo più umano e solidale.
Per la PACE
miliardi di persone nel mondo
continuano ad impegnarsi. Il
Papa, i ragazzi, le donne, persone
autorevoli di ogni idea politica e di Paesi diversi: la PACE è un valore Universale, né di destra, né di sinistra.
“Ne’ con Bush, né con Saddam, ma con la gente che vuole vivere in pace”:
questo è il tema che ci accomuna e sul
quale continueremo – nelle nostre possibilità – a lavorare.
Per i DIRITTI milioni di persone nel nostro Paese si sono mobilitate e hanno espresso le loro ragioni.
Diritti sociali, diritti civili, diritti nel lavoro.
Uno Stato democratico, che si fonda
sulla convivenza e sul rispetto reciproco, ha a cuore i diritti di tutti.
Dal Patto per l’Italia alla legge 30 (ex DDL848) che rende ancora più precario il lavoro, al ddl 848bis che modifica l’art.18 consentendo di licenziare senza giusta causa anche nelle aziende che supereranno i 15 dipendenti (e in quelle grandi che si “frantumeranno” in tante piccole attraverso la cessione di ramo d’Azienda), IL LAVORO diventa sempre più subordinato agli alti e bassi delle imprese, con sempre minor tutele e garanzie.
Ma mutui, rette scolastiche, bollette ecc…. devono essere pagati regolarmente, i consumi, quindi i negozi, i commercianti, hanno bisogno di gente che può spendere. E per spendere per il necessario (e anche per il superfluo) bisogna avere un lavoro il più sicuro possibile.
Per questo è importante
– a partire da noi metalmeccanici – che si firmi il CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO, sostenere la piattaforma che
abbiamo votato e che contiene delle richieste per fermare la diffusione a
macchia d’olio della precarietà (dopo otto mesi di lavoro con contratto
precario uno deve essere assunto ovvero l’Azienda non può assumere per un anno
nessuno al suo posto), un aumento
salariale di 135 Euro per il recupero del potere
d’acquisto dei salari rispetto alla inflazione, diritti alla formazione e miglioramento della
professionalità.
Senza Contratto
Nazionale o con un Contratto Nazionale
in linea con il Patto per l’Italia e le leggi che ne sono derivate, tanti lavoratori che non fanno la
contrattazione interna saranno ancora più
deboli
E chi riesce a farla
rischia di trasformare il sindacato in un gruppo corporativo che si occupa di
sé legato a filo stretto con le esigenze della sua azienda. Così, mentre le
imprese italiane si organizzano insieme per i
loro scopi, i lavoratori italiani si dividono.
Proprio
perché noi crediamo sinceramente che si possa e si debba unificare le
condizioni dei lavoratori, estendendo diritti e tutele (perché così si lavora
meglio, si vive meglio e ne trae vantaggio l’intero sistema),
invitiamo a VOTARE
SI AL REFERENDUM PER ESTENDERE L’ART.18 NELLE IMPRESE SOTTO I 15 DIPENDENTI.
Poter essere licenziati senza una giusta causa, avere un giudice che conferma l’ingiustizia e non riavere il proprio posto di lavoro è il contrario della libertà, dello Stato di diritto, della legge uguale per tutti.
Le piccole aziende non fondano certo il loro sviluppo sui licenziamenti illegittimi, piuttosto sugli aiuti per investire, sul rapporto con le grandi aziende, sulla riduzione della pressione fiscale.
Davvero
qualcuno crede seriamente che le piccole aziende andranno in
rovina se non potranno più licenziare ingiustamente?
Davvero
qualcuno ritiene che se un lavoratore o una
lavoratrice sciopera, sta assente perché
è malato, chiede le ferie per tornare a vedere la famiglia lontana, rimane
incinta, si iscrive al sindacato possa comunque essere licenziato, anche se
questi motivi sono ritenuti illegittimi da un giudice? Noi no.
E chiediamo a tutti e a tutte di confrontarci positivamente.
E dire e fare
insieme per affermare un SI
ALLA PACE, SI AL CONTRATTO, SI ALL’ESTENSIONE DELL’ART.18.
27 MARZO 2003 RSU
ACMA http://digilander.libero.it/rsuacma