CONTRATTO NAZIONALE DI LAVORO: CHI
HA FIRMATO SENZA IL PARERE DEI LAVORATORI
COMINCIA A CAPIRE CHE E’ DIFFICILE SOSTENERE CHE VALE!!!!
La scorsa settimana, la Fiom ha mandato una lettera a Federmeccanica con
la quale si ricordava che, in assenza di una firma sindacale unitaria, la parte
normativa del contratto nazionale fissata nel contratto 1999 rimaneva valida.
Federmeccanica, di fronte
all’evidente valore sindacale e legale della rivendicazione
dell’ultrattività del Ccnl del 1999, risponde formalizzando il recesso da quel
Ccnl, e ne proclama “l’estinzione”.
Ma nell’accordo separato 2003, Federmeccanica, FIM e UILM – senza il parere in andata e al
ritorno dei lavoratori - firmano il
concetto opposto. L’art. 36 recita: “... in caso di disdetta, il
presente Contratto resterà in vigore fino a che non sia stato
sostituito dal successivo Contratto
nazionale”.
La mancata validazione democratica e rappresentativa dell’accordo crea così le
ragioni dell’ultrattività del testo del
1999.
Federmeccanica, nei fatti, riconosce la validità delle
argomentazioni sostenute dalla Fiom e, per questo, decide
unilateralmente il recesso da un testo
contrattuale da essa sottoscritto, atto
non previsto e non valido formalmente
e di gravità politica e sociale senza precedenti.
Per queste ragioni, la Fiom
rimane al fianco dei lavoratori e
conferma di proseguire nelle iniziavite di lotta con ulteriori
16 ore di sciopero articolate per
il mese di giugno e con la giornata di
mobilitazione nazionale del 12 giugno che
dovrà essere ancor di più tesa ad affermare,
di fronte a tutte le sedi delle
associazioni industriali, la validità del Contratto del 1999 e la diffida alle aziende e alle loro
rappresentanze a peggiorarne le
normative.
Scopo fondamentale di questo atto è tutelare in ogni impresa, sul piano legale, i lavoratori dagli effetti negativi dell’intesa del 7 maggio.
La Fiom procederà, con la stessa impostazione, anche rispetto all’accordo separato realizzato, il 29 maggio, tra Fim, Uilm e Confapi.
E’ più che mai evidente come
l’assenza di democrazia sindacale stia producendo la legge della
giungla nella principale categoria
industriale del paese. Per questo, la Fiom rinnova la
richiesta di essere ascoltata dal Presidente della Repubblica e l’impegno a realizzare, al più presto,
iniziative che coinvolgano forze
politiche e istituzioni per affermare il
diritto costituzionale alla democrazia
sindacale.
La Fiom non è
disponibile ad amministrare l’intesa separata (entrando nelle commissioni previste) e si impegna per la continuità della vertenza, anche a livello articolato, fino a
quando i metalmeccanici non otterranno
un vero rinnovo contrattuale da essi condiviso.
Nelle prossime settimane, saranno fatte assemblee in tutte le fabbriche per decidere di dare corso a vertenze aziendali, possibili ovunque siano convalidate dal voto referendario delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti, le cui piattaforme abbiano come esplicito riferimento le richieste fatte per il rinnovo del Ccnl.
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