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CHI VUOLE PU0’ FARE: Gesti di Pace di tutti e di ognuno


In questi giorni, dopo la manifestazione mondiale per la Pace, si moltiplicano le azioni concrete e simboliche contro questa Guerra e contro ogni Guerra.

Tutti e ognuno (se non chi è d’accordo con la Guerra) abbiamo occasioni per un gesto di Pace.

Domani, sarà la giornata del digiuno proclamata dal Papa.

Un gesto che ha accomunato molte volte credenti e laici su temi etici e civili.

Ognuno lo affronterà a suo modo, praticandolo o rispettando chi lo farà, in una reciproca condivisione delle ragioni che la motivano.

Possiamo salvare una donna nigeriana dalla lapidazione.

Si chiama Amina Lawal e ha una bimba di nome Wasila da allattare, nata fuori del matrimonio.

Quando avrà concluso, sarà seppellita fino al collo, imbavagliata e avvolta in telo.

I suoi esecutori le tireranno pietre fino a quando non le spaccheranno il cranio e morirà.

Amnesty International propone una campagna per salvare Amina sul sito

http://www.amnesty.it/primopiano/nigeria.php3

Prende solo un minuto e potrà salvarle la vita, come accadde quasi un anno fa per Safyia.

Possiamo aderire ad una proposta di legge per l’attuazione dell’art.11 della Costituzione.(Si firma nei quartieri e nei comuni centrali dei paesi e di Bologna città)

Questa proposta di legge sostiene che “ l’Italia potrà fornire soltanto formazioni non armate fino a quando saranno applicati gli articoli della Carta delle Nazioni Unite (che sanciscono il potere sovranazionale dell’ONU) …. Per difendere la Patria si vietano fabbricazione e immagazzinamento d'armi batteriologiche, tossiche e chimiche, transito nel territorio nazionale e fornitura a paesi esteri. Ciò anche per mine antiuomo, bombe a grappolo e ogni altro sistema d’arma vietato della Convenzioni Internazionali.

E’ importante farlo anche perché domani pomeriggio al Senato sarà discussa la modifica della legge 185 sul commercio delle armi. Contrariamente agli impegni assunti con le associazioni pacifiste, sembrano esclusi emendamenti al testo in discussione che, una volta approvato, eliminerebbe il controllo sull’esportazione d'armi, cancellando così una normativa che ci aveva visto finora all’avanguardia nel mondo.

Piccoli ma grandi gesti, che ci occupano un tempo breve ma dovrebbero farci riflettere a lungo.

E andare avanti per una strada nuova e diversa, in modo tale che i Capi di Stato che credono alla guerra preventiva e distruttiva e non si preoccupano di bombardare bambini e povera gente, scoprissero, all’improvviso, d'essere soli.



                                                                 04 marzo 2003 RSU ACMA