Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 

Insorgere contro il riassetto feroce del mercato del lavoro e del potere

Unirsi nel partito rivoluzionario per spazzar via l'oligarchia finanziaria

 

Il 2-3 giugno la nostra organizzazione terrà il suo 41° Congresso di partito. Il Congresso cade in un momento di inasprimento di tutte le contraddizioni attuali del capitalismo, economico-finanziarie sociali istituzionali politiche ambientali, esasperate dalla crisi sistemica esplosa nel 2008 e aggravatasi nel 2012. Per chiarire il concetto di inasprimento e precisare in che direzione sta andando il sistema, italiano e mondiale, formuliamo e compendiamo nei seguenti tratti i caratteri fondamentali della situazione. La fase, in cui ci troviamo, è caratterizzata: a) dall'aggravarsi della depressione mondiale e dall'esplosione dei default; b) dal collasso dei regimi neoliberisti e dal parallelo rigurgito del nazionalismo populista; c) dall'inasprimento della guerra sociale tra proletariato e oligarchia finanziaria e dalla sua trasformazione in guerra civile; d) dalla rivolta antigovernativa della piccola e media borghesia alla ricerca di vie di sopravvivenza economica e sociale; e) dalla rigerarchizzazione protezionistica e rivalistica degli Stati europei; f) dal militarismo aggressivo di super e medie potenze (globali, continentali, locali) per l'accaparramento e il controllo delle risorse e delle masse lavoratrici e la ripartizione del mondo.

Per questo Congresso abbiamo formulato la parola d'ordine che figura nel titolo: "Insorgere contro il riassetto feroce del mercato del lavoro e del potere - Unirsi nel partito rivoluzionario per spazzar via l'oligarchia finanziaria". Con questa parola d'ordine intendiamo esortare i giovani, ragazze e ragazzi, i disoccupati, i lavoratori tutti, a indirizzare la propria rabbia, la collera, l'odio, l'insopportabilità delle condizioni di vita, contro il sistema di potere imperante, oligarchico e feroce, e per il potere proletario. È questo il nodo centrale della situazione, dei rapporti tra le classi, da cui dipende il destino dei lavoratori, che va affrontato con consapevolezza risolutezza e prospettiva rivoluzionaria. La Tv i giornali il governo la confindustria le varie fazioni parlamentari e compagnia presentano la situazione come se i padroni e lo Stato si fossero evaporizzati e a comandare su tutto e su tutti siano i "mercati finanziari", impresentabili e impalpabili. E descrivono i lavoratori come esseri impotenti, come molluschi, senza più un "nemico di classe" contro cui combattere. Questa rappresentazione della situazione storica è l'ultimo e più recente camuffamento della realtà di classe tinto a spray dai pennivendoli dell'austerità e dello strozzinaggio finanziario. Mai, come oggi, i rapporti tra le classi sono stati così netti, delineati, divaricati. I "mercati finanziari", cioè le grandi banche di affari i fondi di investimento le mega compagnie di assicurazione, non governano né l'Italia né l'Europa né tampoco il mondo. Il mondo è governato dai rapporti di forza tra gli Stati: tra gli Stati imperialistici e le potenze continentali e locali e tra questi Stati e gli Stati nazionali e gli Stati arretrati e sottomessi. È cioè retto dalla correlazione dei rapporti di forza tra tutti questi Stati, che riflette gli interessi delle classi dominanti. In Italia, Stato imperialistico di media potenza mondiale, la classe dominante è costituita dall'oligarchia finanziaria: dai detentori di grossi patrimoni e ricchezze, dai manager bancari, dal grosso padronato, dall'alta burocrazia civile e militare. Quindi i lavoratori hanno un inconfondibile e concreto nemico di classe contro cui combattere.

Incitiamo, primariamente, giovani e lavoratori a sollevarsi contro il riassetto del mercato del lavoro e del potere; pianificato dal governo Monti nell'interesse dei super-ricchi e degli speculatori, in quanto questo riassetto si fonda sulla flessibilizzazione totale e senza indennizzo del ciclo vitale della forza-lavoro e sulla compressione dei costi politici dello Stato e mira a incanalare tutte le risorse possibili a sostegno delle banche e dell'usura. E, quindi, perché la "sostanza di classe" di questo riassetto è quella di spremere al massimo il lavoro salariato (mettendo lavoratore contro lavoratore, umiliandone la dignità e la capacità di autorganizzazione e di lotta), come non si era visto finora dal dopoguerra; e, al contempo, di potenziare la funzione espropriatrice dello "Stato rentier" e di innervare in questa forma Stato, completatasi nel 2004 (e da noi definita nel 34° Congresso del 19-20 febbraio 2005 "Stato rentier terrorizzante degli avvoltoi"; ved. Suppl. 1/3/2005), la "filosofia debitocratica", cioè la pratica statale di salasso permanente delle masse popolari a garanzia dello strozzinaggio finanziario (interno e internazionale).

Esortiamo, in particolare, gli operai in attività a rompere con la "fabbrica flessibile", fornace di lavoro usa e getta; e a fare affidamento nella lotta. Sollevarsi contro le direzioni aziendali, contro medi e piccoli padroni. Organizzarsi in tempi rapidi negli organismi autonomi di lotta, nel sindacato di classe, nel partito rivoluzionario; per promuovere una battaglia adeguata a soddisfacimento dei bisogni e della dignità operaie (aumento generalizzato del salario di 300 € mensili in paga base, riduzione dell'orario di lavoro per ridurre lo sfruttamento e consentire l'accesso ai disoccupati, salario minimo garantito di 1.250 € mensili intassabili per sottopagati disoccupati e pensionati con assegni da fame, ecc.) e contro il governo dell'oligarchia finanziaria e il potere debitocratico per l'abolizione delle tasse e la cancellazione del debito pubblico. Punti di partenza e di forza per promuovere e sviluppare questa battaglia sono l'estensione territoriale e l'allargamento intercategoriale dell'organizzazione e della lotta. La costruzione di coordinamenti di lotta, la formazione di collegamenti e di sostegno delle lotte operaie, sono un processo in corso. Importante è che questo processo si sviluppi in senso anticapitalistico e prenda la via della lotta politica contro lo "Stato rentier". Il movimento operaio deve quindi far propria la linea classista rivoluzionaria.

Infine rivolgiamo un'esortazione diretta a quanti si fanno prendere dal panico per la perdita del posto di lavoro o della retribuzione e invece di battersi scelgono di togliersi la vita. L'aggravamento della crisi, con la caduta in una nuova recessione sta dilatando la disoccupazione cronica di massa specialmente di quella giovanile che al Sud tocca il 50% dei giovani. Siamo in uno snodo dei rapporti di classe: o si lotta o si paga anche con la morte. Di fronte a un processo storico di questa portata non ha senso triturarsi l'animo con sensi di impotenza e di colpa o vedersi cascare il mondo addosso. Ciò che sta crollando è il mondo dello sfruttamento capitalistico del  lavoro, il mondo della violenza e delle nefandezze dei ricchi contro i poveri. Quindi il posto dell'operaio è quello della battaglia contro questo mondo e il compito quello di farla.

 

HOME PAGE

SUPPLEMENTI 2012 - 2011 - 2010 - 2009 - 2008 - 2007 - 2006 - 2005 - 2004 - 2003 - 2002 - 2001