Ricomporre l'unità del proletariato sul piano interno e internazionale
Abbattere il capitalismo; costruire il comunismo
Risoluzione politica approvata dal 40° Congresso di Rivoluzione Comunista)
Nei giorni 28-29 maggio 2011 si è svolto a Milano il 40° Congresso di Rivoluzione Comunista. Il Congresso, al termine del dibattito politico, ha approvato la seguente risoluzione conclusiva, che indirizza alle masse giovanili, al movimento operaio, al proletariato nordafricano mediorientale europeo mondiale.
1°) Gli Stati, nella morsa della finanza speculativa, intensificano la "politica di rigore", dissanguando le masse lavoratrici e spingendo la "crisi sistemica" a un livello più devastante
Il 40° Congresso ritiene opportuno evidenziare a premessa che tre anni di "crisi sistemica" (2008-2011) hanno innescato accelerato e fatto esplodere la sollevazione delle masse proletarie nei paesi superindustrializzati e la rivolta di quelle popolari in nordafrica e medioriente, l'aggressivismo imperialistico europeo e infraeuropeo, l'incontrollabilità della catastroficità, tecnologica e complessiva, del capitalismo. E che il mondo intero è entrato in una fase più accesa di rivolgimenti economici, sociali, politici e militari.
Fatta questa premessa il Congresso inizia l'esame della situazione partendo dall'andamento economico-finanziario ed osserva. Il fenomeno, che più ha scosso il 2010 che più infiamma il 2011 e che riflette l'aggravamento della "crisi sistemica", è l'estensione degli attacchi della finanza (banche e fondi speculativi) agli Stati con maggiore "debito pubblico" (chiamato "debito sovrano"). Dalla Grecia agli Stati Uniti, passando per l'Irlanda Spagna Portogallo Italia, non c'è uno Stato che non rischi il fallimento ("default") sotto l'attacco della finanza speculativa. La politica ultraespansiva americana, basata su tassi zero e su fiumi di liquidità (col "quantitative easing" QE1 e QE2 negli ultimi due anni ha immesso sul mercato monetario quasi 3.000 miliardi di dollari), ha rafforzato questo tipo di speculazione. Gli attacchi della finanza ai "debiti sovrani" sono atti di strozzinaggio, di pirateria, di esproprio del patrimonio nazionale, nei confronti dei paesi esposti. Questi atti, mentre impongono ai governi sotto schiaffo l'adozione di feroci "linee di rigore", cioè di dissanguamento senza fine delle masse popolari, comprimono l'economia dei rispettivi paesi. Quindi, in mancanza di nuova liquidità (della possibilità di espansione del "debito pubblico"), l' "accumulazione debitoria" collassa.
Esaminando poi la congiuntura economica esso rileva che l'attività produttiva mantiene ritmi bassi o diminuisce in tutto il mondo. Il Giappone è tornato in recessione con la contrazione del Pil nel primo trimestre dello 0,8%. Negli Stati Uniti ridiscendono i prezzi degli immobili e le vendite di auto. Per l'UE la "Commissione" avanza le seguenti previsioni di crescita per il 2011: Italia 1,3%, Grecia -3,5%, Spagna 0.8%, Portogallo -2,2%, Francia 1,8%, Germania 2,6%, Gran Bretagna 1,7%, Irlanda 0,6%, media europea 1,6%. All'infuori della Germania, il cui trend è sostenuto dalle esportazioni in cui è più forte (impiantistica, automobili), gli altri paesi registrano toni bassi o recessivi. La produzione industriale italiana è ristagnante; solo ad aprile è cresciuta dello 0,2%. Il settore metalmeccanico è cresciuto dello 0,8% ma è lontano ancora dal colmare la caduta della crisi (-24,5%); mentre la Germania si è riportata a -4,7% e la UE a -11,8%. Quindi l'andamento dell'economia italiana procede in modo piatto descrivendo una curva ad "L".
Prima di chiudere su questo punto il Congresso condanna e respinge la "politica di bilancio" seguita dal governo e tradotta nella compressione dei salari, nell'asfissia fiscale e usuraia, nello svuotamento dell'assistenza e aumento dei ticket, nel sanzionismo feroce, nelle riscossioni spietate ad opera di "Equitalia". Esso condanna altresì la soppressione col "collegato lavoro" della tutela giudiziaria esercitabile dai dipendenti, nonché la promozione della "new-co", forma impresaria di schiavizzazione, a modello aziendale. Condanna infine il "Decreto per lo Sviluppo", varato il 5 maggio, come strumento di incentivazione dell'arrembaggio edilizio, di privatizzazione delle coste, di elargizione di bonus alle imprese.
2°) La catena di sollevazioni e di rivolte arabe anello di un rivolgimento generale delle masse giovanili. I lavoratori nordafricani e mediorientali debbono alzare la bandiera rossa della rivoluzione proletaria
Il Congresso passa poi all'esame degli avvenimenti nordafricani e mediorientali ed osserva. L'ondata di sollevazioni e di rivolte popolari, che investe il Nordafrica e il Medioriente e che partendo dalla Tunisia nella seconda metà di dicembre 2010 si è estesa via via all'Egitto Algeria Yemen Libia Giordania Barhain Marocco Mauritania Siria lambendo Arabia Saudita ed Iran, segna nella varietà degli svolgimenti specifici un sommovimento sociale concatenato che sconvolge i rapporti di classe e gli equilibri interstatali dell'intera area. Il sommovimento ha i seguenti caratteri: a) si tratta di un insieme di manifestazioni locali di un processo generale di contrapposizione tra le classi, accumulatasi da tempo ed esplosa con la "crisi sistemica"; b) la forza motrice fondamentale del sommovimento è costituita dalla massa giovanile (in gran parte di provenienza proletaria e per il resto di origine piccola e media borghese urbana), appoggiata dalla classe operaia e dai contadini impoveriti; c) la concatenazione delle rivolte rivela la decrepitezza delle cricche di potere e lo sfacelo del loro modello economico.
Il Congresso, valutando poi nell'insieme la catena di sollevazioni e rivolte (definita giornalisticamente "primavera araba"), precisa che il sommovimento popolare anche nei punti più alti, come nell'insurrezione tunisina, si è svolto nella forma tipica di una opposizione dal basso contro le cricche di potere locale, come movimento democratico di massa che tende a disfarsi dei clan istituzionali senza investire la struttura del potere, in particolare il ruolo delle forze armate. Nondimeno con la loro carica determinazione abnegazione decine e decine di milioni di giovani, ragazzi e ragazze, hanno posto rivendicazioni e problemi che sono insolubili nel quadro capitalistico, sia pure con una "riforma democratica" dei regimi autoritari; e che impongono un radicale mutamento del sistema.
Pertanto il 40° Congresso saluta i lavoratori in lotta e quanti hanno affrontato e affrontano la polizia e i carri armati, e li esorta ad imprimere alle loro battaglie un contenuto e una finalità rivoluzionari. In particolare consiglia alle avanguardie proletarie e alle forze genuinamente marxiste di mettere in atto, compatibilmente con la situazione concreta, le seguenti linee tattiche: a) operare il completo distacco degli operai e dei giovani più combattivi dal movimento e dalle associazioni democratiche; b) promuovere l'organizzazione delle forze così selezionate in appositi organismi di lotta; c) abbandonare i metodi elettorali e concentrare le energie e gli sforzi nella lotta per la difesa operaia e per il potere proletario; d) attrezzarsi degli strumenti necessari per resistere alla polizia e combattere l'esercito baluardo del potere dominante; e) organizzare nel partito rivoluzionario, integralmente marxista e internazionalista, le forze più avanzate e combattive; f) stabilire collegamenti e rapporti con le organizzazioni autenticamente comuniste degli altri paesi.
3°) L'attacco armato alla Libia di Gheddafi una piratesca aggressione imperialistica da parte di Stati Uniti - Gran Bretagna - Francia - Italia per controllare le masse in rivolta, accaparrarsi delle materie prime nonché prima manifestazione del confronto armato tra potenze europee
Il Congresso passa in terzo luogo ad esaminare il prepotente attacco aero-navale contro Tripoli. E preliminarmente rileva che l'aggressione armata euro-americana contro la Libia di Gheddafi rappresenta un segno peculiare dell'inasprirsi nella "crisi sistemica" della conflittualità interimperialistica. Ciò rilevato esso precisa e denuncia che l'attacco, scattato il 19 marzo con un diluvio di bombe e missili lanciati dai cacciabombardieri e corazzate (franco-anglo-statunitensi), è avvenuto con la copertura del "Consiglio di Sicurezza" dell'ONU che, con l'ambigua risoluzione n. 1973, ha autorizzato operazioni di interdizione aerea all'ipocrito fine di "proteggere la popolazione civile". Esso precisa e denuncia, altresì, che la messa a disposizione da parte della Farnesina delle basi aero-navali a favore della "coalizione", accompagnata dal rifiuto iniziale di lanciare bombe su Tripoli, rappresenta nella piratesca aggressione l'atto di politica estera più ambiguo miserevole e somaresco proprio di gruppi di potere affaristici e marci. E chiarisce che l'aggressione euro-americana non ha nulla da spartire con la proclamata difesa delle "popolazioni civili" e che ha obbiettivi e scopi opposti e più concreti.
Tali obbiettivi e scopi sono fondamentalmente tre. E sono: a) il controllo e il fagocitamento degli insorti libici e l'instaurazione della vigilanza controrivoluzionaria su tutti i paesi scossi dalle rivolte; b) il ladrocinio e la spartizione delle risorse e delle materie prime; c) la rigerarchizzazione dell'egemonia nell'area tra le potenze europee, tra Italia Francia e Gran Bretagna a scapito dell'Italia; e il potenziamento in Africa degli Stati Uniti. Sul primo obbiettivo l'intesa tra i briganti è piena. Sul secondo i contrasti di interesse sono componibili. Sul terzo lo scontro è inevitabile e aspetta soltanto l'occasione buona.
Pertanto il 40° Congresso, esprimendo la propria totale condanna contro gli aggressori, indirizza a tutte le avanguardie rivoluzionarie e a tutti i lavoratori interessati le seguenti indicazioni operative: a) sabotare l'aggressione imperialistica; b) combattere l'imperialismo di casa propria; c) dare appoggio e solidarietà ai giovani e agli operai che si battono contro il regime di Gheddafi a difesa dei propri interessi di classe senza mettersi a servizio di nuovi e più rapaci padroni; d) trattare i dirigenti del "CNT", postosi a rimorchio degli aggressori, come puntelli della coalizione imperialistica; e) nei conflitti plurimi e ineguali, in cui entrano in ballo conflitti sociali interni interessi nazionali appetiti imperialistici, seguire il principio che la lotta contro l'oppressione non può farsi ragione col sostegno degli aggressori; f) i lavoratori libici non debbono farsi dividere dai gruppi borghesi locali, ma debbono costruire la loro unità nella lotta quotidiana contro ogni cricca di potere; e stringere rapporti coi lavoratori in lotta a partire da quelli nordafricani; g) promuovere in Europa l'unitarietà dei proletariati per soffocare le "logiche di potenza" e distruggere le macchine belliche e di potere.
4°) Lo sviluppo della "guerra civile" in Italia e la dinamica del movimento proletario
Il Congresso, dopo avere esaurito l'esame della situazione generale passa all'esame di quella interna. Ed osserva, prima di tutto, con un colpo d'occhio d'insieme che dal 7 gennaio 2010, cioè dalla rivolta degli immigrati a Rosarno, la contrapposizione tra le classi si è sempre più concretizzata in scontri violenti, in atti di guerra sociale, in episodi di guerra civile. Episodio apice gli scontri di Roma del 14 dicembre, nel corso della protesta contro l'approvazione della "controriforma Gelmini", tra manifestanti e forze dell'ordine; scontri sedati in seguito all'intervento dei servizi d'ordine di Rifondazione dei centri sociali e sindacali. Non c'è stata una manifestazione di rilievo, uno sciopero dignitoso, un corteo, che non siano stati ostacolati o attaccati dalla polizia. E conseguentemente sottolinea che lo sviluppo della guerra civile costituisce il nodo di fase della situazione italiana.
Ciò osservato preliminarmente, il Congresso passa poi a considerare la dinamica del movimento proletario ed esprime a questo riguardo le seguenti valutazioni. L'anima del movimento proletario nell'anno congressuale è rappresentata dalla rabbia e dalle proteste dei disoccupati in gran parte giovani. Tre milioni di giovani, senza alcuna base di esistenza all'infuori di quella familiare (ove una "famiglia" c'è ancora), accumulano tensione crescente in un mercato del lavoro senza sbocchi, sempre più ricattatorio e schiavistico. E sono il polo tellurico di una rivolta sociale che è spinta ad assumere forme più radicali di lotta. Le frange più attive dei disoccupati hanno dato vita, nelle città e aree a maggiore densità (Napoli, Torino, Palermo, Sardegna, Sicilia), ad azioni e proteste sempre più risolute e mature. Esse hanno appoggiato i cortei operai e stanno cercando la strada per incidere di più. Hanno quindi rappresentato in questo scorcio di tempo l'antagonista sociale più temibile del potere militaristico imbroglione strozzino.
Venendo a considerare il movimento operaio esso nota di primo acchito che intere categorie operaie hanno dovuto condurre, in vari settori, una resistenza accanita a difesa del posto di lavoro o per arginare l'aggravamento delle condizioni di lavoro; e che le stesse fasce più combattive hanno ripiegato in una dura "lotta di trincea". Fatta questa notazione di insieme esso considera che se è stato difficile, se non impossibile, coordinare le lotte o mantenere i collegamenti stabiliti in precedenza, ciò non significa affievolimento della coscienza operaia nei confronti dell'organizzazione autonoma e dell'unione di lotta. E valuta che, nello sviluppo della guerra civile e della disfatta del sindacalismo confederale e professionale, crescerà la pratica diretta operaia e l'organizzazione autonoma di lotta.
Il Congresso considera infine che un ruolo importante hanno giuocato i lavoratori immigrati, all'interno del movimento proletario e operaio, per la loro battaglia quotidiana contro la rapina padronale o le espulsioni; e per il contributo diretto alle azioni e alle manifestazioni di lotta di classe. Ed avverte che lo sviluppo della guerra tra le classi ha trasformato il razzismo fascio-leghista e populista in una ventata di pulizia etnica. Avverte inoltre che col controllo militare dei flussi immigratori e dei rifugiati vengono eretti nuovi fili spinati, nuovi lager e Cie e che alla pratica di schiavizzazione viene sostituita quella della distruzione fisica degli espatriati. Non si può quindi svolgere una effettiva difesa degli immigrati senza uno stretto legame di classe e l'intervento attivo dei lavoratori italiani e delle loro avanguardie.
5°) Lo sbriciolamento della "maggioranza governativa" e il turpe baratto tra le combriccole parlamentari per azzannare le masse popolari e scampare al naufragio - L'accodamento imbelle del sindacalismo confederale al turpe baratto e al padronato schiavizzatore
Il Congresso passa successivamente ad esaminare il disfacimento della "maggioranza governativa", la crisi di potere, il sostegno dell' "opposizione" e delle Confederazioni sindacali alla politica aggressiva di strozzinaggio e di schiavizzazione perseguita dalla finanza e dal padronato; ed osserva e denuncia.
Il disfacimento della coalizione berlusconiana ha toccato il fondo nel 2010 e il "re nudo" è rimasto in piedi con l'acquisto di parlamentari e il sostegno dell'opposizione. Tutto questo riflette e al contempo acutizza la crisi di potere. I gruppi dominanti italiani e le combriccole parlamentari e istituzionali sono divisi, grosso modo, in due posizioni. Una parte rimane ancorata al neoliberismo e all'atlantismo; l'altra cerca un ancoraggio nel protezionismo e nel neostatalismo. La prima posizione è travolta dalla "crisi sistemica"; la seconda non ha la forza di sostituirsi alla prima. Ne discende, contingentemente, una politica di mercanteggiamento generale alla ricerca di compromessi possibili ("unione nazionale", "gabinetto di crisi", e via dicendo) diretta a salvaguardare gli interessi della finanza e del padronato attraverso il dissanguamento delle masse popolari. Questa risultante politica merita per il momento il nome di "linea Napolitano".
Il Congresso denuncia che tutte le combriccole parlamentari sono allineate alla "politica di rigore", che rispecchia la linea dello strozzinaggio bancario. Ed avverte che questa politica, impersonata da Tremonti come via obbligata a sostegno dei conti pubblici, non evita, pur scannando giovani e lavoratori, il collasso generale. Le banche stanno ricavando le loro rendite dalla finanziarizzazione del debito pubblico che porta dritto al "default" delle casse statali.
Il Congresso denuncia altresì che le Confederazioni sindacali (Cisl-Uil-Cgil) si sono poste interamente al servizio della "linea di rigore" e del padronato schiavizzatore contro giovani e lavoratori; salendo sulla barca dell' "unità nazionale". Denuncia ancora che la Fiom, dopo aver cercato di contenere con la sua campagna "uniti contro la crisi" l'antagonismo operaio nel quadro politico-istituzionale marcito e in disfacimento, si è posta - e dietro di essa il "basismo" - sulla scia della Cgil approdando al modello padronale della "new-co". Eppertanto fa appello alle avanguardie operaie e ai lavoratori più combattivi ad accelerare il processo di organizzazione di classe, a favorire gli organismi operai di lotta, a creare i collegamenti necessari tra questi organismi, a costruire un nuovo sindacato diretto a difendere e a unire i lavoratori sul piano interno e internazionale.
6°) I giovani, che carichi di indignazione occupano le piazze alla ricerca di un futuro, che il sistema ha già bruciato, se non vogliono scottarsi inutilmente o finire in avventure populiste, debbono avvicinarsi alla lotta e al partito rivoluzionario per iniziare il ribaltamento dell'attuale modello sociale unica via per costruire un futuro, degno di essere vissuto, per tutti
Prima di concludere il Congresso getta uno sguardo sul fenomeno degli "indignati" ed osserva. In questo mese di maggio una nuova leva giovanile, composta di diplomati laureati precari da ragazze e ragazzi, è apparsa sulle piazze partendo dalla Spagna (Puerta del Sol di Madrid), occupandole e svolgendovi assemblee aperte a tutti come a Piazza Tahrir (in Egitto). In queste assemblee gli "indignati" esprimono il desiderio di un "futuro migliore" e di una "democrazia reale", fatta di rapporti puliti e trasparenti. Criticano la "finanza imbrogliona" e la "politica corrotta" senza mettere in discussione il capitalismo finanziario causa di questi mali. Dall'esplosione della "crisi sistemica" la gioventù spagnola si trova in uno stato crescente di disoccupazione di massa. Questa fascia di "indignati" esprime quindi, in modo aperto, una reazione a questo stato di cose; e, di fatto, alla "politica di rigore" imperante anche in Spagna.
Su questa premessa il Congresso invita i giovani "indignati" a prendere atto, prima di tutto, che il futuro desiderato è stato bruciato dalla finanza e ridotto a schiavizzazione del lavoro rapina bellica impoverimento e inquinamento crescenti; e, in secondo luogo, che un futuro diverso e migliore, e non per una frazione di giovani soltanto ma per tutti, è raggiungibile e costruibile solo facendo piazza pulita dell'attuale sistema. Pertanto esso esorta gli "indignati" più decisi a liberarsi dalle illusioni democratiche, a schierarsi a favore dei lavoratori contro il padronato e a intraprendere la lotta proletaria contro lo Stato per il proprio avvenire.
7°) Lo sviluppo umano, la sopravvivenza stessa contro la distruttività catastrofica del capitalismo, cammina sulle gambe della rivoluzione proletaria
Il 40° Congresso a conclusione dell'esame della situazione mondiale, dello sviluppo della guerra civile in Italia, della dinamica proletaria, della crisi di potere e dei suoi contorcimenti reazionari, adotta e traccia le seguenti decisioni indicazioni e obbiettivi.
A - In primo luogo adotta la parola d'ordine proposta dall'Esecutivo Centrale "Ricomporre l'unità del proletariato sul piano interno e internazionale - Abbattere il capitalismo; costruire il comunismo" e la rivolge alle masse giovanili e ai lavoratori mediterranei europei e del mondo intero.
B - In secondo luogo, nel rivolgere questa parola d'ordine alla gioventù nordafricana e mediorientale, chiarifica che la lotta per il potere proletario è la sola via per potersi affrancare da ogni forma di dipendenza, da regimi autoritari, dallo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. E ricorda che la linea democratica di massa, vittoriosa in Tunisia e Egitto, ha potuto produrre soltanto un cambiamento di vertice, della sola dirigenza; mentre tutto il potere è rimasto nelle mani della borghesia protetta dall'esercito. Per cui bisogna raddrizzare la linea.
C - In terzo luogo fa un appello particolare ai raggruppamenti marxisti e internazionalisti, alle avanguardie proletarie, alle forze attive giovanili, d'Italia Francia Inghilterra a combattere e sabotare nei propri paesi l'aggressione banditesca alla Libia di Gheddafi; a stringere rapporti sempre più stretti e operativi per ribaltare la logica di potenza delle borghesie europee e prevenire lo scatenamento di conflitti bellici nel vecchio continente; e a procedere alla ricomposizione di classe finalizzata alla dittatura del proletariato.
D - Infine richiama la solidarietà dei lavoratori verso i popoli affamati (in particolare d'Africa orientale); e, al contempo, suona il campanello d'allarme sulla catastroficità sistemica raggiunta dal capitalismo decadente, affinché in tutto il mondo cresca la lotta proletaria contro il capitalismo e per il comunismo.
Il Congresso articola i seguenti obbiettivi immediati:
- esigere la cancellazione del debito pubblico con obbligo del Tesoro di rimborsare i piccoli risparmiatori;
- respingere ogni forma di federalismo egemonico e divaricatore e favorire l'unione dei lavoratori;
- formare i "comitati proletari di controllo" per impedire che i fondi previdenziali gestiti dall'INPS e dall'INAIL vengano manipolati dal governo a favore di banche e imprese per armamenti o per scopi bellici;
- combattere la "politica di rigore" con tutte le manovre di prossimo varo in campo fiscale, retributivo, pensionistico, assistenziale;
- rivendicare la riduzione della giornata lavorativa contro ogni assurdo prolungamento;
- esigere il salario minimo garantito di euro 1.250 mensili intassabili per disoccupati e sottoremunerati e per i pensionati con assegni minimi o inferiori;
- esigere il blocco degli sfratti, l'assegnazione di alloggi popolari a fitti bassi e/o gratuiti per persone povere o bisognose; il blocco delle rate mutuo per i senza lavoro e cassintegrati;
- esigere l'abolizione dell'IVA sui generi di largo consumo e dell'IRPEF su salari, stipendi, pensioni, almeno fino al livello del salario minimo garantito;
- battersi affinché scuola sanità trasporti rispondano gratuitamente ai bisogni formativi psico-fisici e di movimento delle masse lavoratrici locali ed immigrate.
Il Congresso incarica infine il Comitato Centrale a elaborare un programma politico di fase per lo sviluppo della guerra di classe.
Milano, 29 maggio 2011
Il 40° Congresso
di Rivoluzione Comunista
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