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Ogni tipo di lotta richiede la sua forma di organizzazione

La lotta contro il capitalismo per il comunismo richiede l'organizzazione rivoluzionaria.

Le avanguardie proletarie e le forze attive giovanili si cimentino nella costruzione del Partito.

Armarsi della tattica e della strategia tracciate da Rivoluzione Comunista per risollevarsi dallo "sprofondamento sociale", combattere lo "Stato rentier terrorizzante di usurai e parassiti", battersi per il potere proletario.

(Campagna per l'organizzazione partitica promossa dalla Commissione Giovanile e dalla Commissione Femminile)

 

Nel mese di settembre 2003, valutando lo stato delle forze giovanili, abbiamo registrato una crescita complessiva del movimento giovanile. E, considerato che questo non si era ancora tramutato in movimento rivoluzionario, abbiamo invitato le punte avanzate del movimento stesso a favorire questo passaggio assecondando le quattro condizioni che seguono.

Prima: inserire e spingere la lotta quotidiana di sopravvivenza, in azienda - ufficio - scuola e fuori, nella lotta più generale diretta al rovesciamento del padronato e dello Stato, da tempo trasformatosi in una macchina bellica.

Seconda: adottare il marxismo genuino (di Marx-Engels-Lenin, del P.C.d'It. sotto la direzione della sinistra e della Sinistra Comunista) come guida teorica di questa lotta più generale.

Terza: battersi, con tutti i mezzi occorrenti al raggiungimento degli obbiettivi prefissi, contro tutte le cricche di potere le loro agenzie politico-parlamentari burocratiche accademiche e i loro apparati di coercizione e controllo per il potere proletario.

Quarta: darsi l'organizzazione idonea a questa battaglia, unendosi al partito rivoluzionario; e dedicando le migliori energie al potenziamento allargamento e ramificazione dell'organizzazione di partito (ved. Suppl. 16/9/03).

Lo stesso invito nell'ottobre 2003 veniva rivolto, in modo specifico, alle donne più attive dalla nostra Commissione Femminile (ved. Suppl. 16/10/03). E da più di due anni i comparti giovanile e femminile del nostro raggruppamento conducono un'agitazione stabile, ancorandola agli sviluppi concreti della situazione, per l'organizzazione partitica.

Nell'ultimo Congresso di partito, svoltosi il 26 febbraio, dopo aver proceduto all'esame del quadro mondiale, abbiamo fatto il punto sul movimento proletario del nostro paese, soffermandoci in particolare sul movimento giovanile. All'esito di questo esame abbiamo constatato che ogni aspetto importante delle condizioni di esistenza delle masse proletarie (lavoro, studio, salute, trasporti, sport, ecc.) è scosso da tensioni profonde e che le masse proletarie vivono in uno stato di sollevazione latente contro lo sprofondamento sociale in cui sono state risospinte dalla razzia padronale del lavoro e delle risorse e dal ricatto dello Stato terrorizzante. Con riferimento specifico alle masse giovanili abbiamo constatato che i giovani sono stati in continua mobilitazione nelle lotte sociali e politiche, che essi hanno occupato le prime linee in queste lotte quando non ne sono stati i protagonisti unici e che essi hanno messo in atto i metodi più decisi di azione.

Per maggior chiarezza possiamo articolare nei seguenti punti il succo del nostro esame aggiornato del movimento giovanile.

1º) In tutto il territorio nazionale, dal Sud al Nord, i giovani proletari (disoccupati, occupati, precari, ecc.) sono stati al centro delle lotte operaie e sociali e delle dimostrazioni politiche.

2º) Gli studenti, universitari e medi, si sono ripresentati sulla scena per protestare, pur senza convinzione e prospettiva, contro il degradamento degli studi e la svalorizzazione dei diplomi.

3º) La gioventù proletaria ha costituito la punta avanzata e il punto di forza del movimento proletario.

4º) Nei quartieri popolari e in certe scuole di periferia i giovani stanno affrontando, a difesa della loro dignità personale, il nuovo livello di repressione-controllo imposto dalle forze dell'ordine del militarismo totalitario.

5º) Una cerchia di giovani più avanzati sta partecipando alla formazione dell'organizzazione autonoma operaia.

Quindi il movimento giovanile ne ha fatta di strada in questo scorcio di secolo. È più forte e maturo, sul piano sociale e politico, anche se ancora non è giunto a costituirsi in vero e proprio movimento rivoluzionario.

(Segue)

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SUPPLEMENTI 2006