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Accoppare una donna, giovane o adulta,
appartiene ormai alla "routine" quotidiana

Alla base di questa "routine" dell’orrore c’è la società sfruttatrice monetaria maschilista putrescente.
Le ragazze debbono porre un argine alla "macelleria" anti femminile, stringendo reciproci legami, organizzandosi, avvicinandosi al partito rivoluzionario, battendosi per una società paritaria e solidale.

 

Non passa giorno senza che un certo numero di donne non venga accoppato, in modo sempre più orrendo, tra le mura domestiche, nel vicinato, nel quartiere, nelle situazioni più "familiari" e "confidenziali". Gli episodi di questi ultimi mesi mozzano il fiato.

Assassinio di Désirée a Leno. Strage a Chieri e in provincia di Reggio Emilia. Uccisione di Alenia Bortolotto da parte del fidanzato (Milano), di Manuela Orsini da parte del marito (Forlì); di Anita Di Luciano (Siracusa) da parte del suo giovane amante; di Nadia Meneghini (Torino) da parte del fidanzato; delle due bambine di sette e nove anni di Arbatax da parte del padre in reazione alla separazione dalla moglie.

Questa mattanza non nasce da situazioni "eccezionali"; né viene attuata da "schegge impazzite". Scaturisce dalla quotidiana normalità dei rapporti parentali, di coppia, di amicizia, di vicinato, ecc...Essa esprime la volontà di dominio dell’uomo sulla donna; sulla donna che non sottostà al suo volere o che non accetta la sua supremazia. Essa matura e si compie perciò nella coppia, nella famiglia, nelle amicizie, nel vicinato; nell’ambiente cioè considerato più sicuro e protetto.

In questo sviluppo della normalità dell’orrore c’è la "questione femminile" che scoppia in tutta la sua portata . L’uomo, padre marito fidanzato convivente amico conoscente ecc..., non accetta che la donna lo ripudi o lo sorpassi; e si scatena nei suoi confronti con la prepotenza del proprietario frustrato che non esita ad eliminare il soggetto considerato "proprio". C’è quindi in tutto questo il risultato evolutivo di una società divisa in classi, di ricchi e poveri, sempre più parassitaria e putrida che più sta in piedi più schiaccia la donna e i bambini.

Per la donna la via d’uscita passa attraverso l’organizzazione, l’unione e la lotta. Lotta contro il padronato lo Stato il potere maschile , il sistema capitalistico. Lotta per difendere la propria dignità, per conquistare il potere e per costruire una nuova società di liberi da ogni dominio e oppressione.

SUPPLEMENTI 2002

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