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Crisi Fiat

La "terapia" della "famiglia Agnelli": ridimensionare il settore auto e andare a caccia di nuove rendite finanziarie (III)

 

 

[Le puntate precedenti sono apparse nei numeri dell’1 e 16/7]

 

4º) La "terapia" Fiat - Il 16 e 17 maggio lo staff Fiat si riunisce a Balocco per varare il piano industriale diretto a fronteggiare il crollo di mercato. Cantarella si scusa per il deficit del primo trimestre e per il deficit di bilancio e promette che l’auto andrà in pareggio nel 2003 grazie alla riduzione dei costi di manodopera e al lancio di nuovi modelli. Annuncia che verranno dismessi Magneti Marelli Comau Teksid e l’immobiliare. La cura per il rilancio dell’auto, chiamata piano industriale, viene illustrata dall’amministratore delegato di Fiat Auto, Giancarlo Boschetti. Il piano si riassume in questi intenti: a) tagliare i costi; b) razionalizzare la rete commerciale concentrandola sulle aree più remunerative; c) selezionare per il mercato una gamma di prodotti competitivi; d) sviluppare le sinergie con G.M. (acquisti in comune e coproduzione del 50% dei componenti); e) creare 20 nuovi modelli entro il 2005; f) investire 2,4 miliardi. In dettaglio il taglio dei costi prevede: la chiusura di 18 stabilimenti di cui 2 in Italia; l’eliminazione di 2.442 dipendenti della produzione (Mirafiori, Termini Imerese, Pomigliano, Cassino) e di 445 dei servizi (Gesco, Scpin); Cig a giugno per 10.000 dipendenti; la soppressione di 10-12.000 addetti nel ciclo dell’indotto. Ulteriori dettagli vengono dall’incontro del 23 maggio tra direzione aziendale e Fiom - Fim - Uilm - Fismic. I dirigenti precisano ai sindacati le loro mosse immediate: accelerare la chiusura di Rivalta e di Arese; cancellare a Mirafiori tre linee produttive su sette con trasferimento in Polonia della produzione della vettura sostitutiva della Panda e in Turchia e in Brasile della Marea e rinvio al 2005 della messa in produzione dell’ammiraglia sostitutiva della Croma; turni di Cig a Cassino in luogo delle 800 assunzioni per la Stilo; riduzione da 800 a 640 vetture della produzione a Termini Imerese. Quindi il piano industriale è prima di tutto un piano di ristrutturazione e di risanamento a spese e a danno di operai e di impiegati.

La terapia Fiat è in secondo luogo un piano di ridimensionamento dell’auto e della componentistica e di vendita di attività produttive in passato definite strategiche. I padroni del Gruppo Fiat relativizzano la propria posizione nell’auto per ramificarsi ancor di più nella finanza. Il 29 maggio all’assemblea degli azionisti Ifi, Umberto Agnelli sibila che "quello che è strategico oggi, non è detto che lo sia per sempre". Il 10 giugno Paolo Cantarella, considerato l’uomo della macchina, esce di scena. Il 21 Fresco e Boschetti, sentiti alla Camera, affermano che il loro disegno è quello di puntare all’auto. Evidentemente i due manager di fiducia della famiglia Agnelli pensano agli incentivi ecologici promessi dal governo. Il 27 il consiglio di amministrazione nomina al posto di Cantarella Gabriele Galateri, il manager finanziario di Ifi e Ifil dove subentra Umberto Agnelli. Il riassetto dirigenziale pone ai vertici del Gruppo i sostenitori della diversificazione e della specializzazione finanziarie. Quindi per il Lingotto il futuro dell’auto sta nella vendita alla G.M. o nel ricavare quattrini in qualche modo. (Continua)

SUPPLEMENTI 2002

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