Bloc Notes

Comunisti piemontesi

A cura di
RA





I giornali piemontesi hanno riportato con una certa enfasi quanto è accaduto martedì 18 settembre durante la ripresa dei lavori del Consiglio Regionale. Tutto è scaturito da un inserto pubblicato su un quotidiano a tiratura nazionale e firmato da PRC e da “Ecologisti-Uniti a Sinistra” che criticava la politica venatoria della Maggioranza. In particolare una triste foto di un piccolo ungulato impallinato accompagnava le riflessioni sulla strage di 20.000 suoi compagni e sullo scandaloso inserimento tra le specie cacciabili di animali a rischio di estinzione.

Facce scure tra la maggioranza “filocaccia” e visibilmente irritati sia l’assessore all’agricoltura Taricco che la presidente Bresso. Quest’ultima ha posto la fiducia ottenendola con un bel dietro-front da parte dei promotori dell’iniziativa.

La Destra non si è lasciata sfuggire l’occasione per sbeffeggiare una maggioranza che, evidentemente, sulla questione non è compatta. Promettono agli elettori i voti al mattino e li tradiscono al pomeriggio. Questo l’argomento degli oppositori, come se non fosse “virtù” trasversale tipica di una certa politica.

In effetti la sinistra radicale non ha fatto una bella figura. De Ambrogio (PRC) ha riportato una imbarazzata dichiarazione. Alla Presidente Bresso, che ricordava che c’è una legge che prevede la caccia, ha risposto che, certo, non era intenzione del gruppo “stare fuori dalle leggi vigenti”, ma soltanto eliminare gli aspetti più inquietanti come l’abolizione delle “preaperture”, la caccia alla fauna tipica alpina (a rischio di estinzione), e quella agli uccelli migratori.

Se è vero quanto riporta un quotidiano nazionale, qualcuno, nel gruppo della sinistra, avrebbe detto: “Abbiamo spesi 1300 euro [il costo dell'inserto sul quotidiano, n.d.r.] per una figura di merda”. Frase poco elegante, ma indicativa di un certo clima interno a Rifondazione Comunista. L’impressione che se ne trae è che qualcuno, dentro il partito, abbia tirato per la giacca una maggioranza disinteressata la quale avrà acconsentito solo immaginando che l’articolo avrebbe posto in bella luce Rifondazione di fronte agli animalisti e agli ambientalisti piemontesi. Già; senza valutare le conseguenze, però.

Sappiamo che a sinistra vi sono alcune degne persone che stanno cercando di far emigrare le tematiche animaliste nei gruppi della sinistra radicale. Un nobile tentativo che può generare, probabilmente, soltanto situazioni sgradevoli come questa. Gli animalisti hanno alle spalle un altro tentativo fallimentare, quello impostato su blandizie reciproche con i verdi. Dopo anni di delusioni molti si sono resi conto di quanto gli adescamenti dei Verdi verso di loro non fossero altro che tentativi di accapparrarsi frazioni di elettorato con promesse che ogni volta cadevano nel vuoto. Così hanno finalmente capito cosa fossero - e sono - i verdi: un gruppo talvolta interessato all’ambiente, ma per niente interessato al destino degli animali. Oggi, con gli studi emergenti che stanno dando un volto nuovo al movimento, si pensa che, dovendo la liberazione animale passare per una trasformazione radicale della società, i comunisti post89 siano più adatti per raccogliere la componente animalista tra le sue file.

Prima o poi subentrerà una nuova e inevitabile delusione. Rifondazione Comunista è un partito con una tradizione abituata a guardare solo in direzione dell’umano e, soprattutto, avvezzo a relazionarsi con gli altri partiti secondo i protocolli di comunicazione vigente, essenzialmente gestionali, e poco disposto a concedere attenzione a temi eterodossi. Forse disponibile a creare al suo interno qualche riserva indiana, esattamente come nel passato hanno fatto i verdi, ma nulla più. C’è da pensare, tuttavia, che l’incidente di questi giorni induca il partito a stringere una guardia più severa intorno ai confini della “riserva”. Un conto è permettere agli indiani di aprire un ristorante vegan alla festa di Liberazione, un altro è deteriorare i rapporti con la maggioranza per delle ragioni “vacue” come la caccia ai bambi.

E allora occorrerebbe che gli animalisti di ultima generazione, così diversi da quelli della tradizione pietistica e zoofila, incominciassero a comprendere che la strada intrapresa è, con alta probabilità, priva di sostanziali sbocchi. Il membro del consiglio regionale Moriconi nell’occasione ha rilasciato una intervista nella quale, fra l’altro, ha dichiarato: “Sono tre anni che chiediamo di essere ascoltati e nessuno ha voluto darci ascolto finora. Ad esempio sulla caccia alla fauna alpina tipica che è davvero scandaloso concedere”. Se una persona così attenta al problema dei diritti animali, in forza di un ragionevole realismo, scende di livello con richieste minime senza trovare riscontri, non si dovrebbe considerare la possibilità che la strada scelta sia sbarrata?

Probabilmente oggi le risorse dell’animalismo sono tutte dentro l’animalismo e sebbene le difficoltà connesse alla loro gestione siano enormi, forse converrebbe incominciare a comprendere che allo stato attuale (domani chissà) non rimane altro che tentare di organizzarle al meglio. Solo un rafforzamento delle proprie file, di pari passo con l’acquisizione di un profilo definito e meglio riconoscibile a livello sociale, potrebbe permettere agli antispecisti di relazionarsi come veri interlocutori – e non come “indiani” coloriti, vocianti, (forse) simpatici, ma pur sempre indiani – in quegli ambienti oggi così fastidiosamente indifferenti.

___________________________________

Due giorni dopo l'inserimento dell'articolo riceviamo il seguente comunicato che sembra contraddirlo.



Consiglio Regionale del Piemonte

Gruppo Consiliare Ecologisti Uniti a Sinistra - S.E.
Gruppo Consiliare Rifondazione Comunista



COMUNICATO STAMPA

Stop alla caccia della pernice in Piemonte!
Un piccolo passo verso una politica di attenzione alle problematiche della tutela degli animali.
Dalla caccia alla tipica fauna alpina viene tolta la Pernice bianca limitando quindi a tre le specie della tipica fauna alpina cacciabili.
Viene altresì sospesa la caccia sia negli ATC e CA sia nelle aziende venatorie per le altre 3 specie ( lepre variabile, coturnice e gallo forcello) laddove il numero di animali abbattibili era minore o uguale a tre.  
I consiglieri Moriconi, Barassi e Deambrogio giudicano importante aver contribuito a convincere la Giunta regionale a modificare, seppur parzialmente, le linee di gestione della tipica fauna alpina.
"Le iniziative delle associazioni animaliste ci hanno aiutato a convincere l'Assessore Taricco e la Presidente Bresso a prendere in considerazione questa moderazione del carniere e tutto ciò ci dà speranza di poter continuare il discorso nel prossimo futuro. Si tratta di un risultato da considerare con la giusta attenzione anche perché è uno dei primi in Italia.
Sottolineamo inoltre che abbiamo chiesto una presa di posizione politica e non solo tecnica alla Giunta che, almeno in parte, ci ha ascoltato" 
Un piccolo ma importante segnale di cambiamento che il mondo ambientalista e animalista chiedeva da tempo.

Siamo contenti per la Penice Bianca e per le altre limitazioni conquistate. Se questa è la strada giusta per ottenere risultati definitivi grazie all'accumulo di piccolissimi risultati parziali, ben venga la strategia scelta da Rifondazione e da Ecologisti Uniti a Sinistra. Vuol dire che l'articolo sopra riportato è semplicemente insensato. Non vorremmo però che tali iniziative si traducessero, sia pure inconsapevolmente, nella strategia giusta per far sì che la la caccia alla Pernice Bianca e all'altra fauna a rischio di estinzione si perpetuasse all'infinito grazie alla regolazione degli interventi umani. A questo proposito sarebbe bene, non solo che si sottoponessero la signora Bresso e la Giunta Regionale alla macchina della verità, ma che tale trattamento venisse impiegato anche per sondare le intenzioni della maggioranza dei membri del gruppo consiliare di Rifondazione.

Che poi sia stata presa una posizione “politica” oltreché tecnica, è frase oscura che sarebbe bene venisse chiarita. A nostro modesto parere, una “posizione politica” sancirebbe il diritto di un essere senziente a non essere ammazzato per divertimento, nè con “prelievo” inferiore a quattro individui, nè superiore. Al di fuori di questa esplicitazione – riteniamo – si può parlare soltanto di quella “soluzione tecnica” che lascia aperte le preoccupazioni di cui sopra.

(postilla aggiunta in data 28-settembre-07)

 




Data: 26/09/07

torna a: bloc notes

index