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de profundis?
difficoltà per la zona artigianale

 

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Fa una certa impressione leggere sul Messaggero Veneto di qualche giorno fa che, complice la crisi, non sarà facile trovare aziende disponibili ad insediarsi nella nuova zona artigianale. La cosa ora è ammessa dallo stesso Consorzio che ha realizzato l'intervento che, appunto, segnala come ad oggi siano stati assegnati solo quattro dei 60 appezzamenti destinati alle attività artigianali. «Le richieste di edificazione erano, e restano, 50: confidiamo di assegnare ai soci il maggior numero di lotti possibile entro il 2011. Nel frattempo cercheremo di piazzare i 10 ancora scoperti: contiamo di riuscirci nell’arco di un paio d’anni». Un ottimismo di maniera ridimensionato però dall'ammissione che «le singole ditte attenderanno molto probabilmente tempi migliori per erigere i capannoni. Il momento è notoriamente difficile: la crisi ha bloccato il sistema produttivo e le banche, da parte loro, hanno stoppato i finanziamenti».
Solo un anno fa, nonostante la crisi, le prospettive sembravano migliori e nell'ottobre dello scorso anno, espressi gli usuali lamenti nei confronti della burocrazia che avrebbe rallentato la realizzazione dell'opera, potevamo leggere che «entro la primavera i lavori infrastrutturali nell’ampio lotto - avviati nel 2007, con le opere di sbancamento e livellamento del terreno - saranno conclusi: a quel punto via libera all’edificazione dei primi capannoni» e ancora «per l’estate 2011 il panorama sulla 54, di fronte alla zona industriale, dovrebbe cominciare a trasformarsi».
Il panorama non è cambiato di molto e la presenza di macchine operatrici ci fa pensare che nemmeno i lavori siano completati. Mentre il Consorzio guarda avanti con fiducia, noi constatiamo che, a circa 10 anni dall'approvazione in Comune della realizzazione di questa area, il progetto ancora non si è concretizzato e le prospettive rimangono molto incerte.
Molto meno incerto è stabilire chi, almeno fino ad ora, ha guadagnato da questa operazione: i proprietari che hanno venduto (più o meno a malincuore) i terreni al Consorzio, le imprese che hanno svolto i lavori e le ditte che hanno fornito i materiali per la realizzazione delle varie opere (strade, marciapiedi, illuminazione, ...).
Se poi, come spera il Consorzio, tutti i lotti saranno assegnati, molto certo sarà l'impatto di questa opera su un territorio già provato dalla presenza della vicina zona industriale e importante sarà anche l'impatto su quel bene prezioso e di tutti che è il paesaggio. Il profilo dei capannoni sul lato destro della statale, nonostante le opera di mitigazione, farà sicuramente rimpiangere la vista delle montagne sullo sfondo e dei prati che degradano verso il Natione in primo piano.

Cividale del Friuli, 15 novembre 2011 

la Redazione