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l'improvvisazione al governo
conversazione con il Consigliere
regionale Stefano Pustetto

 

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Incontriamo Stefano Pustetto a casa sua alla fine di una settimana impegnativa e nell'imminenza della discussione in aula del bilancio regionale. Neanche il tempo di terminare gli usuali convenevoli che entriamo subito nel vivo dell' "intervista" e affrontiamo subito alcuni temi caldi di politica generale, di sanità, del welfare, ...

(incontro del giorno 18 dicembre 2011 - copyright: John Reed journal)

 

Redazione: ci siamo lasciati l'ultima volta con una tua "profezia" sul destino dell'assessore regionale alla sanità Kosic ...

Stefano Pustetto: si ricordo bene di averti detto che Kosic, una volta fatto il lavoro sporco, si sarebbe dimesso o lo avrebbero fatto dimettere.
Ora, lo abbia fatto di sua volontà o meno, non è più assessore la sanità e al suo posto c'è Tondo. Non che la musica sia cambiata: decisionismo vuoto, scarsa capacità di ascoltare chi vive e lavora a contatto con le mille difficoltà quotidiane della sanità, una certa infallibilità a circondarsi di uomini che conoscono poco la macchina amministrativa, la pretesa di avere la soluzione facile in tasca, scarsa fantasia, ...
 

Red.: spero non proporrai anche tu un governo della sanità in mano a tecnici, ...
S. Pust.: nemmeno per idea. Penso che i medici non debbano amministrare la sanità pubblica e sono convinto che questo settore debba essere guidato da dirigenti di provata esperienza che conoscono bene la macchina della sanità e sanno come eseguire le direttive politiche. Il problema sono appunto le direttive politiche: si insiste per l'azienda unica sulla base di un modello, quello delle Marche, che non ha funzionato e forse si guarda al modello privatistico della Regione Lombardia che, con la vicenda del San Raffaele di don Verzè, non sta dando una immagine impeccabile di sé. Si insiste poi con il considerare la nostra Regione come un semplice bacino di un milione e passa di abitanti senza considerare le grandi differenze territoriali fra Carnia e pianura, fra Isontino e Pordenonese, ...

Red.: ma come dovrebbe essere organizzata questa azienda unica?
S. Pust.: credo che Tondo non abbia nemmeno lui le idee chiare in merito anche perché non poche resistenze a questo modello vengono da uomini del suo schieramento. Certo che dopo aver parlato in molte occasioni di azienda unica non potrà smentirsi facendo un passo indietro. Per quanto riguarda l'organizzazione, l'azienda unica dovrebbe avere 3 grandi ospedali di riferimento: Trieste, Udine e Pordenone a cui dovrebbero fare riferimento gli altri ospedale. Cosa possiamo immaginare succederà? Se dai il grosso dei soldi ai 3 grandi ospedali, agli altri lasci le briciole e gli ospedali piccoli perderanno in qualità dei servizi e in servizi e subiranno una sorta di "cividalizzazione" progressiva. Formalmente non verranno chiusi, ma la prospettiva di lungo periodo è la loro estinzione per l'incapacità di soddisfare la richiesta di salute della popolazione.

Red.: nulla di nuovo, ...
S. Pust.: una tecnica consolidata e, purtroppo efficace. La morte lenta, voluta e procurata, di un'ospedale nel silenzio delle popolazioni locali sfiancate da un marea di impegni, promesse, puntualmente disattesi e rimpiazzate da altri impegni e promesse, ...
La programmazione in sanità è poi piena di paradossi. Ti cito solo quello che si prepara in provincia di Pordenone: l'ospedale di Maniago non esiste più, l'ospedale di San Vito sta registrando una caduta nella quantità di servizi erogati e si pensa di accorpare tutti i servizi nel nuovo ospedale di Pordenone di "prossima" realizzazione. Ma c'è un problema: stiamo assistendo a un flusso di malati da San Vito verso l'ospedale di Udine e c'è il grosso rischio che il depotenziamento dell'ospedale di San Vito carichi di lavoro Udine e renda sovradimensionato l'ospedale di Pordenone.

Red.: di recente c'è stato un incontro sull'ospedale di Cividale a cui hai partecipato assieme a Novelli (Consigliere regionale del PdL - N.d.R.) ...
S. Pust.: Un incontro che lascia aperti tutti gli interrogativi che ci facciamo da tempo. Non ci sono più i 10 milioni di euro per fare il padiglione e adeguarlo alle norme di sicurezza, ora ce ne sono solo 6, ma il progetto di massima non ha avuto ancora l'OK della Regione e non sappiamo se e quando partiranno i lavori. Sappiamo solo che l'idea fissa di Tondo è quella di risparmiare ridimensionando gli ospedali e credo che vogli approfittare della situazione di crisi generale per vincere eventuali resistenze negli ospedali e nel territorio. Se l'unico "faro" è il risparmio allora chiudiamo tutti gli ospedali e non spenderemo più niente.

Red.: o privatizziamoli ...
S. Pust.: certo c'è sempre il bel risultato della privatizzazione delle ferrovie: servizi di gran lusso per viaggiatori selezionati, treni infernali per i lavoratori e i ceti meno abbienti. Un paradosso? Forse, ma non del tutto irreale. Il liberismo, ammesso abbia funzionato, non funziona più, ma le nostre "élites" politiche nemmeno prendono in considerazione altri modelli di sviluppo. Il profitto come stella polare, chi se ne frega dell'ambiente specie ora che c'è crisi, lo stato sociale come peso da minimizzare, più lavoro e meno diritti. Se poi qualcuno rimane indietro gli si può sempre dare un po' di carità (fornita da enti o associazioni di stampo religioso spesso abbondantemente finanziate con soldi pubblici) o dare "il si arrangi chi può".

Red.: si però non vedo reazioni credibili "allo stato presente delle cose"
S. Pust.: il popolo non reagisce, sembra quasi rassegnato anche perché il grande partito di opposizione non è credibile quando parla di alternativa. Le mance per coltivare il proprio elettorato di riferimento sono date dal PdL e dal PD indifferentemente. Un sodalizio cittadino mi ha chiesto di sostenere economicamente, con soldi pubblici, l'installazione di un ascensore all'interno della sede sociale. Forse riuscirei a far arrivare loro un po' di denaro per questo intervento, ma mi chiedo se sia giusto coltivare l'interesse particolare di un gruppo in cambio di una manciata di voti. So che ti sembrerò idealista, ma il mio compito è difendere la classe sociale di riferimento; rifiuto l'idea di dare mance andando alla mangiatoia. Lo fa il PD, lo fa il PdL, si combattono battaglie epocali per "quattro" spiccioli. E' la norma. Il corpo bandistico di Azzano Decimo ha avuto un finanziamento di circa 150 mila euro per il secondo anno di seguito. Come mai? La banda si trova nel territorio di De Anna. Con l'intervento di Novelli, Cividale potrà comprare il Palazzetto dello Sport, ...
E in sede di bilancio è stato previsto un finanziamento ad alcune parrocchie puntualmente indicate. Non discuto che si possano sostenere delle parrocchie per restauri o altre attività, ma lo si deve fare stabilendo dei criteri che permettano a tutti gli interessati di partecipare a un bando regionale. Qui no! Siamo arrivati a dare soldi (40 mila euro) a un ente religioso a prescindere! Mi arrabbio con tutti coloro che, a destra e a sinistra, si inchinano alle richieste della chiesa, come se non ricevesse direttamente o indirettamente un bel po' di fondi pubblici. Ma se dico questo passo per anticlericale.

Red.: e la crisi come viene vissuta in Regione?
S. Pust.: La nostra è una crisi epocale e di sistema a cui si può rispondere in tanti modi. Non sto nemmeno a dire cosa sarebbe utile fare: dagli investimenti in istruzione, cultura, innovazione, ...
Invece il centro-destra ha pensato a ridurre l'IRAP, quasi che una riduzione del carico fiscale di un centinaio di euro potesse aiutare in modo decisivo le piccole industrie. Per le grandi industrie, poi l'IRAP non è un gran problema. Quali le risposte alla crisi? Si pensa di investire in infrastrutture con logiche incomprensibili e assurde e si contribuisce a devastare il paesaggio e l'ambiente. Non glie ne può importare di meno. Si pensa a un progetto che riempirà di cemento parti importanti della laguna di Grado e Marano sperando, sulla base di non si sa che cosa, di richiamare una marea di turisti da Austria e Germania. Turisti forse, devastazione dell'ambiente sicura e allora è assai probabile che i turisti preferiranno altre mete le opere, inutili, rimarranno lì.
Poi sanno solo immaginare tagli. Tondo, un giorno sì e uno pure parla di tagli: tagli alle Comunità Montane, tagli alle Ater; tagli alle Erdisu, ... e le resistenze gli arrivano anche dal suo campo, Tagliare per tagliare non serve a nulla e rischia di aumentare anche i costi.

Red.: siamo alla fine della legislatura e alla fine del prossimo anno si comincerà a parlare di candidature. Cosa si muove ora. la crisi come viene vissuta in Regione?
S. Pust.: di definito non c'è nulla, io spero nelle primarie, ma la strada è ancora lunga e chissà quante cose possono succedere da qui alla fine dell'anno prossimo. Certo che il rapporto con il PD, almeno dal mio punto di vista è difficile anche per la presenza in quel partito di posizioni contrastanti e, in qualche caso retrive, su temi importanti. Spero però che al centro del dibattito politico nel centro sinistra e a sinistra ci siano argomenti come scuola, lavoro, ambiente, diritti, ...

Cividale del Friuli, 18 dicembre 2011

la Redazione