--
Da alcuni giorni circolava
un volantino della Fiamma Tricolore che preannunciava una forte
protesta contro un convegno storico dedicato al modo in cui il
Risorgimento italiano è stato visto da chi, all'epoca,
ha vissuto nel nostro territorio e nella vicina Slovenia. La
presenza, davanti la sede del convegno, di alcuni attivisti di
questo gruppo politico non ha colto di sorpresa nessuno e non
hanno turbato nemmeno gli usuali slogan contro i privilegi di
cui godrebbe la minoranza, contro il bilinguismo, contro la carta
d'identità bilingue, per il censimento, ecc., ecc., ecc.,
ecc., ecc.
Una manifestazione quasi folcloristica
che ha avuto il
"merito"
di "ravvivare" l'atmosfera un po' accademica dell'incontro
e che ha giustificato la presenza di una squadra di forze dell'ordine
piuttosto imponente rispetto agli standard a cui siamo abituati.
A questo prologo "innocuo" ha fatto seguito, a convegno
avviato, l'ingresso nella sala e la successiva esecuzione, a
squarciagola, dell'inno d'Italia e una breve interruzione dell'intervento
di un docente dell'Università di Lubiana. Cosa dire? Il
nazionalismo, in tempi di crisi, è la "bestia"
che usualmente viene utilizzata per distogliere l'attenzione
dalle cause delle sempre più difficili condizioni di vita
dei giovani, dei lavoratori e dei pensionati e dalle ragioni
del crescente disagio sociale, dell'incertezza per il futuro,
... Abbiamo anche letto il volantino distribuito da Fiamma Tricolore
e, seppure con difficoltà, abbiamo imparato a rispettare
le idee degli altri anche se sono strampalate, fondate su errori
e pregiudizi duri a morire e, nonostante l' "estremismo"
di cui siamo imbevuti, abbiamo anche atteso pazientemente la
fine della loro provocatoria esibizione canora nella sala del
convegno. Tutto questo abbiamo fatto, ma, anche se forgiati nell'acciaio,
non siamo riusciti a controllare l'istintiva voglia di fare gli
scongiuri quando il coro dei militanti locali della Fiamma Tricolore,
nell'eseguire la loro impresentabile versione dell'Inno di Mameli,
ha declamato il verso "... stringiamoci a corte, siam
pronti alla morte, ..." ).
|
Cividale del Friuli,
4 dicembre 2011 |
la
Redazione |