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Abbiamo sentito parlare
molto spesso di Gino Lizzero, ma la differenza d'età,
lui "vecchio" partigiano dal carattere non sempre facile,
noi più giovani e spesso arrivati a Cividale da altre
realtà della Regione, non ci ha mai permesso di approfondire
la conoscenza con uno dei "protagonisti" della storia
della Sinistra cividalese.
A 5 anni dalla sua
scomparsa, abbiamo pertanto visitato con curiosità ed
interesse la mestra su Gino Lizzero organizzata dalla SOMSI e
dall'ANPI cittadina presso la Società Operaia di Cividale.
Una
mostra che, divisa in due settori, ci ha raccontato del militante
della Resistenza a cavallo del confine e dell'uomo di sport che
ha lavorato, in varie vesti, presso importanti sodalizi sportivi
regionali. Molte le testimonianze e le foto che ci parlano del
Lizzero sportivo, allenatore, figura di riferimento per giovani
atleti regionali e molti i contributi alla conoscenza di alcuni
aspetti della sua personalità. Uno spazio più ampio
e un maggiore approfondimento avrebbe meritato, a nostro avviso,
la parte dedicata alla figura di Lizzero come combattente per
la libertà, come militante comunista e Consigliere comunale.
Speriamo si sia trattato di un limite dovuto alle modeste dimensioni
dei locali utilizzati per la mostra e non di una scelta legata
alle controversie storiche sulla storia della Resistenza nel
Friuli orientale. Stiamo vivendo tempi difficili e anche il richiamo
a personaggi che, con la loro lotta, hanno contribuito alla nascita
della nostra Repubblica e della nostra Costituzione può
essere utile a impedire una deriva politica reazionaria della
crisi economica. Troppo spesso la paura di una chiara caratterizzazione
in termini politici di molte pagine della storia, passata e recente,
rischia far sembrare molti eventi storici come remoti e privi
di attualità. Il rischio è la perdita di memoria
e questo è il terreno migliore su cui costruire democrazie
autoritarie o veri e propri regimi non democratici.
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Cividale del Friuli,
3 gennaio 2012 |
la
redazione |