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esagerati
quando il senso della misura è un optional

 

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Anche la visione di piccole cose (articoli di stampa, dépliant, servizi TV, ...) può essere utile per comprendere meglio lo "spirito dei tempi" che stiamo vivendo. Anche da questo fronte (le piccole cose) non arrivano buone notizie e le tre situazioni che vi proponiamo crediamo giustifichino la nostra desolazione.

caso 1

Il Comune di Cividale ha pensato bene di dedicare a Ferruccio Vidussi la piazza vicino ai due edifici sede dell'azienda commerciale fondata 40 anni fa, appunto, da Ferruccio Vidussi. Non sappiamo se questa decisione sia stata originata dal desiderio di "ingraziarsi" un piccolo potentato economico locale ora che, con l'apertura della nuova sede di Remanzacco, l'attività a Cividale probabilmente verrà ridimensionata. Non sappiamo nemmeno se siano stati presi in esame nomi di altri benemeriti cividalesi e se, in precedenza, si sia pensato di andare sulla più classica intitolazione a poeti, santi e navigatori.
A dire il vero la redazione tutta ha mostrato più interesse per la chiosa dell'invito: "Ciò che seguirà difficilmente sarà dimenticato!". E' stato tutto un fiorire di ipotesi. Un nostro compagno noto per il suo scarso senso delle istituzioni, ha ipotizzato la partecipazione alla cerimonia di un gruppo di black bloc, un nostro collaboratore ha ipotizzato l'apparizione di Tarzan che con una liana si lancia in rapida successione da uno all'altro dei due edifici di Vidussi. Un terzo, più tradizionalista, ha immaginato la presenza dei soliti figuranti longobardi con l'usuale contorno enogastronomico e coro alpino. L'attesa dell'evento ci ha logorato e la curiosità ci ha attanagliato per giorni e non nascondiamo la "delusione" nel vedere il tanto declamato indimenticabile evento essere nient'altro che una vendita promozionale
Non commentiamo invece il corsivo " ... a un grande uomo che ha dato tanto alla sua città", una sbrodolatura che la dice lunga sul senso della misura dell'autore dell'invito.

 

caso 2

Paolo Villaggio è salito all'onore delle cronache locali per un passaggio del suo ultimo libro in cui esprime un giudizio molto pesante sul friulano e sui friulani. Paolo Villaggio non deve aver un buon rapporto con il Friuli (forse ha fatto il servizio militare nella nostra Regione) e già in uno dei suoi primi lavori aveva dedicato alcuni passaggi molto ironici a un personaggio, lo "scherziere friulano", descritto come un campione di servilismo. Ci sembra che Villaggio abbia perso molto della sua verve sarcastica e il suo modo di descrivere la realtà non è più così rivoluzionario come nei suoi primi lavori, ma dare peso alle sue esternazioni, per quanto discutibili, rischia di essere solo un modo di fare propaganda al suo ultimo lavoro. Eppure c'è chi prende molto sul serio le affermazioni di Villaggio e vuole lavare l'onta alla friulanità. Il Presidente della Filologica Friulana, il nostro concittadino Lorenzo Pelizzo, ha minacciato una querela per diffamazione e ha fatto sapere che "Le sue scuse non mi bastano e non servono, perché il colpo che ci ha dato è troppo forte". Pelizzo ha fatto sapere che l'affronto subito dai nostri corregionali potrà essere riparato solo "ritirando dal commercio il libro con cui ha diffamato la cultura, la lingua e soprattutto il popolo friulano". Richiesta minima che, immaginiamo, Villaggio metterà sicuramente in atto prima della riapertura dei mercati finanziari di lunedì per evitare il crollo in borsa dei titoli azionari della sua casa editrice (la Mondadori).
Non sappiamo cosa altro dire: crediamo che chi, come Pelizzo, occupa un ruolo di rilievo anche in una importante istituzione bancaria dovrebbe avere altri pensieri (rating della banca di cui è presidente, titoli greci, Bund tedeschi, BTP, accesso al credito, sorti economiche dei suoi cittadini, ...) invece di dare retta alle esternazioni di un comico.

 

caso 3

il TG delle ore 14.00 di sabato 5 novembre, in un servizio dedicato alle celebrazioni della Festa delle Forze Armate, ha presentato un servizio da Udine che ci ha lasciati molto perplessi.
Ci ha colpito l'enfasi che si è data alla notizia che, presso la caserma Berghinz di Udine, oltre alla usuale presentazione di armi e drappelli di militari, avrebbe avuto molto successo la prova di tiro con cui si sarebbe permesso a bambini e ragazzi di colpire "in tutta sicurezza" (ci mancherebbe altro) delle sagome mobili.
E' noto a tutti che la TGR del Friuli Venezia Giulia presta una particolare attenzione alle forze armate e in più di una occasione qualche giornalista, in un eccesso di patriottico zelo, ha perso il senso della misura, ma crediamo che l'aver dato risalto al tiro a sagome mobili  da parte di bambini e ragazzi, quasi che una pratica tipica dell'addestramento militare (in cui si impara a uccidere) sia un simpatico gioco, ci è sembrata una indecenza.