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rassegna stampa - febbraio 2012-- ![]()
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- 29 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Ospedale, ripresi i lavori dopo la protesta - Clamore sedato, riflettori spenti: è tornata alla piena normalità, ieri, la situazione nel cantiere dellospedale di Cividale, dove è in avanzata fase di realizzazione il nuovo padiglione di levante (che, per inciso, stando alle dichiarazioni del titolare della ditta appaltatrice, la Corsaro srl, dovrebbe essere consegnato entro il mese di maggio) e dove, lunedì, due operai hanno manifestato abbarbicandosi per ore sulla cima di una gru, a circa trenta metri daltezza. Una situazione che ha tenuto con il fiato sospeso molti cividalesi, oltre a forze dellordine e vigili del fuoco, e che si è sbloccata soltanto al termine della mattinata. Protesta dellesasperazione, la loro: entrambi, dipendenti di due diverse ditte subappaltatrici (la pordenonese Privitera e la Tecnoimpianti, di Sesto al Reghena), non percepivano lo stipendio - così hanno dichiarato - dal mese di ottobre. Le sei ore per aria un risultato lo hanno prodotto: il 46enne e il 25enne protagonisti della vicenda, Rosario Cascoschi e Marco Pasquali, hanno ottenuto garanzia di pagamento dalla ditta madre, la Corsaro srl, che ha deciso di anticipare la somma dovuta dalle altre due aziende riservandosi poi di rivalersi sulle stesse. Nel contempo, però, limpresa stessa ha annunciato lintenzione di denunciare gli operai per il blocco delle attività di cantiere: se la linea dindirizzo verrà confermata, per i lavoratori si profila ora un rischio di pena fino ai tre anni di reclusione. (l.a.)
- 28 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Senza paga da 5 mesi, protesta sulla gru - Cinque mesi senza stipendio. Quanto basta per arrivare allesasperazione e per scegliere la via della protesta deffetto, dalla cima di una gru alta una trentina di metri. E successo ieri, nel cantiere per la costruzione del padiglione di levante dellospedale di Cividale: due operai alle dipendenze di altrettante ditte subappaltatrici, la Privitera, di Pordenone che da tempo, peraltro, non lavorava più per limpresa aggiudicataria dellopera, la catanese Corsaro srl e Tecnoimpianti, di Sesto al Reghena, poco dopo le 6 si sono bardati di tutto punto (elmetti e cordini dordinanza) e si sono rocambolescamente arrampicati sul mezzo meccanico, fino a raggiungere la piattaforma al vertice. A quel punto Rosario Cascoschi, 46enne, e Marco Pasquali, 25 anni, di Chions di Pordenone, hanno preso il telefono e hanno composto il numero della locale Compagnia dei Carabinieri: «Erano circa le 6.30, quando siamo stati informati della situazione», attesta il comandante della stazione, luogotenente Pandin. E così, proprio mentre nellarea dei lavori cominciavano ad arrivare le prime maestranze, è scattata la mobilitazione generale: sul posto due camion dei vigili del fuoco, i Carabinieri appunto (sotto la guida di Pandin, cui un paio dore più tardi si è aggiunto il capitano Faggioni, comandante della Compagnia), la Polizia del Commissariato di Ps cittadino. E ancora, in successione, altri tre mezzi dei pompieri rimasti in loco, però, solo alcune decine di minuti , lambulanza e unautomedica: presenze, queste ultime, dobbligo, posto che uno dei due operai cardiopatico aveva bisogno della sua medicina, la Trinitrina. E consegnargliela, superfluo dirlo, non è stato semplice: un camion dei vigili del fuoco ha dovuto avvicinarsi il più possibile alla gru (operazione tuttaltro che agevole, considerata la mole di detriti e materiali da costruzione accatastata sul terreno) e issare, con la scala allungabile, il proprio personale fino allaltezza dei manifestanti. Erano quasi le 10. Il parterre, intanto, si stava progressivamente rimpolpando: ai responsabili della Corsaro e delle due case subappaltatrici si sono aggiunti il consigliere regionale Roberto Novelli e i funzionari dellAss 4 Medio Friuli, lente che ha commissionato la realizzazione del padiglione ospedaliero. Indiscrezioni, comunque, hanno fatto capire che la bomba era nellaria: il problema dei mancati pagamenti era, a quanto si dice, cosa nota nellambiente sanitario (che non ha, peraltro, alcuna responsabilità nel caso: la questione riguarda esclusivamente il rapporto titolari-personale). La trattativa è stata lunga: i due uomini, infatti, si erano detti risoluti a non abbandonare la propria postazione fino a quando non avessero ottenuto garanzia (scritta) di pagamento. Laccordo è stato raggiunto solo in tarda mattinata, poco prima delle 13, grazie alla mediazione del sindacalista Carlo Cimenti, della Cgil. Risultato: per evitare il danno allimmagine la Corsaro srl si è impegnata a versare limporto dovuto agli operai per i giorni effettivi di lavoro in cantiere, ancora da quantificare , riservandosi di rivalersi sulle ditte subappaltatrici. Cascoschi è sceso tramite la scala dei pompieri; il collega ha temporeggiato per un ulteriore quarto dora e, poi, è tornato a terra autonomamente, sulla scaletta interna al traliccio. Per i due, adesso, si profila unaccusa che prevede un rischio di pena fino ai tre anni di reclusione. (l.a.)
- 23 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Il Belvedere pronto fra due settimane - Ripartiranno a brevissimo, dopo la pausa forzata imposta dalle rigide temperature delle ultime settimane, le opere di riqualificazione del Belvedere sul Natisone, lampio (e finora degradato) spazio retrostante la chiesa di San Martino. E, ormai, si può parlare di attività agli sgoccioli: «Manca davvero poco al termine confermano il sindaco Balloch e il suo vice, Elia Miani, assessore ai lavori pubblici . Lo stop ribadiscono quindi è stato inevitabile: troppo freddo, era impossibile procedere. Lo stesso problema si è verificato negli altri cantieri allestiti in città, a cominciare da quelli sul fronte dellarea ex Italcementi». Ma adesso che il tempo volge al meglio si annuncia lo sprint finale: «Nel giro di dieci, quindici giorni dichiara Miani loperazione sarà ultimata e il Belvedere tornerà accessibile, con look rinnovato: grazie a una serie di camminamenti e a impianti di illuminazione a effetto, capaci di valorizzare il contesto, il sito si presenterà in tuttaltra veste. E non è finita qui: per il prossimo futuro, non appena reperiremo (tramite, magari, la legge regionale 2 sui centri storici) i fondi necessari, è in programma un intervento conclusivo nel nucleo dellarea, che per il momento per carenza di risorse, appunto rimarrà sistemato a ghiaino. La somma di cui disponevamo, infatti (135 mila euro), non ci ha permesso di programmare anche il riassetto del cuore del Belvedere, dove vorremmo realizzare qualcosa di particolare Ci stiamo pensando». Al piano di abbellimento e recupero funzionale dello slargo se ne collega un altro, quello che punta al ripristino dei tanti accessi al fiume Natisone (programma che, se tutto andrà secondo le previsioni, dovrebbe iniziare a concretizzarsi nel giro di qualche mese): «Si tratta ricorda il vicesindaco di due progettualità indipendenti, ma al tempo stesso, per finalità, interconnesse. Anche dal Belvedere, infatti, parte un sentierino che permette di scendere sul greto del fiume: globalmente, a obiettivo raggiunto, avremo insomma fatto un bel passo in avanti nel campo dellofferta turistica». Il progetto di sistemazione del piazzale ha mirato, come detto, allingentilimento di questultimo ma non ne ha stravolto lassetto originario, per non compromettere lutilizzo degli spazi durante la fiera autunnale di San Martino e in occasione del Palio di San Donato, nel mese di agosto (circostanze, entrambe, durante le quali la disponibilità dello slargo risulta fondamentale): i lavori hanno interessato soprattutto i camminamenti, completati con la realizzazione di nuovi percorsi pedonali in acciottolato e in pietra piasentina, rispondenti alle normative per il superamento delle barriere architettoniche. (l.a.)
- 23 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Mittelfest, domani ultimo cda prima del nuovo statuto - E in agenda per domani, a Cividale, lultima riunione del Cda in carica dellAssociazione Mittelfest: nelloccasione sarà (finalmente) fissata la data dellassemblea generale dei soci già convocata alla fine del 2011 ma slittata per la necessità di una riforma statutaria , che dovrà procedere alla nomina del direttivo. Atto, questultimo, che sarà appunto preceduto dalladozione del nuovo statuto, ampiamente rivisitato rispetto a quello in vigore (la presa datto del documento è stata formalizzata dalla giunta civica cividalese la scorsa settimana). Dellargomento si parlerà proprio oggi, al termine di una seduta che si aprirà con le comunicazioni del presidente Antonio Devetag e che proseguirà con lanalisi di consuntivo 2011 e bilancio preventivo 2012 e con la disamina delle linee programmatiche. E il sindaco Stefano Balloch, intanto, attesta «piena condivisione del processo di modifica dello statuto». «Processo evidenzia su cui tutti i soci si sono detti daccordo: loperazione era finalizzata a rendere più snella e dinamica la macchina di Mittelfest, ammodernando lorganismo associativo a ventanni di distanza dalla sua istituzione per renderlo maggiormente efficace. Ferma resta, naturalmente, la centralità di Cividale. La kermesse e la città erano, e rimangono, binomio inscindibile: tutte le occasioni esterne, nel segno dellapertura al territorio, risulteranno proposta aggiuntiva, non sostituiva. Quanto allo statuto, come ogni strumento è perfettibile: qualora se ne ravvisasse la necessità si potranno studiare, nel tempo, eventuali migliorie. Nelledizione 2011 chiude Mittelfest aveva raccolto ampi consensi, i numeri erano cresciuti: per quanto riguarda, adesso, la rassegna 2012, le anticipazioni sullimpostazione della stessa sono promettenti». (l.a.)
- 21 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Cividale, scoperte a raffica e il museo si allargherà - Spianata di tombe del VI-VII secolo, mura romane, cuore della gastaldaga longobarda: il fermento archeologico che sta animando, da alcune settimane, Cividale dove gli esperti stanno inanellando una felice serie di scoperte, le più rilevanti degli ultimi decenni induce la Soprintendenza regionale a promettenti ragionamenti di prospettiva, che ventilano, in primis, un ampliamento del museo nazionale cittadino. Lo ha detto a chiare lettere, venerdì scorso durante lincontro indetto per presentare i risultati della campagna di scavo in atto sullincrocio tra viale Libertà, via Foramitti e via Duca degli Abruzzi , il soprintendente ai beni archeologici Luigi Fozzati: «La città ducale ha esordito deve essere orgogliosa delle straordinarie testimonianze storico-artistiche di cui è custode: testimonianze che ne fanno una delle grandi capitali dellarcheologia italiana. Il museo, dunque, va assolutamente potenziato, in qualità di museo della civiltà longobarda. Servono ulteriori spazi, li cercheremo». I vertici della struttura, intanto, guardano in unaltra direzione: si intende infatti riaprire (lannuncio è arrivato, per voce della direttrice Serena Vitri, a ridosso di quello di Fozzati) il capitolo degli studi sullipogeo celtico, controversa e dunque a maggior ragione affascinante testimonianza del passato cividalese. A rendere possibile loperazione sarà lingresso in organico di un archeologo medievista. Clima da lavori in corso, insomma. Nel frattempo, per venerdì si annuncia una preziosa occasione culturale: alle 17 il soprintendente Luca Caburlotto inaugurerà infatti, al pianoterra di palazzo de Nordis (dove fino al 18 marzo resterà allestita la mostra I maestri della figura), la rassegna Antichi maestri a Cividale, che permetterà di ammirare tre frammenti di affreschi medievali (due trecenteschi e lultimo quattrocentesco) provenienti da edifici cittadini e la pala e la predella della chiesa di San Lazzaro. Le opere sono state restaurate nei laboratori della Soprintendenza: a illustrarne composizione e caratteristiche sarà Cristina Vescul. Ma cè dellaltro: sempre al pianterreno è esposto il velo della beata Benvenuta Bojani, tela di lino ricamata che rappresenta una straordinaria testimonianza darte tessile di fine XIII inizio XIV secolo. Lopera, un unicum, misura 476 x 155 centimetri e viene associata alla figura della beata cividalese Benvenuta, appunto (1255-1292), che secondo la leggenda realizzò il capolavoro in una sola notte, al chiaro di luna, con laiuto degli angeli. Sicuramente creata in ambiente monastico, forse nel convento cividalese di Cella, la tela fu restaurata nel secolo scorso. (l.a.)
- 19 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Anche il parcheggio chiude per i lavori - Altra novità, nel maxi-cantiere che occupa lingresso a Cividale: i lavori di urbanizzazione funzionali alla creazione della futura viabilità cittadina imporranno, da mercoledì, la chiusura del parcheggio del centro intermodale. Lo comunica l'assessore alla mobilità urbana Stefano Cicuttini: «E prevista annuncia la cancellazione di tutti gli stalli. Intanto motiva per consentire alle corriere, che per accedere alla rotatoria di prossima realizzazione davanti al palazzo della Banca non potranno più utilizzare lattuale uscita, di usare il sito come zona di manovra. In un secondo momento verranno tracciati nuovi posteggi, a nord della stazione ferroviaria. I cittadini, comunque, possono contare sullampio parcheggio della piscina». Periodo forzatamente caotico, insomma, sul fronte dellex complesso Italcementi. Ancora non si può indicare una data precisa per la riapertura dellincrocio tra viale Libertà, via Foramitti e via Duca degli Abruzzi, dove è in corso una massiccia campagna archeologica: la soprintendenza regionale ha indicato come termine di minima una decina di giorni (ci sono, infatti, ancora oltre venti tombe longobarde da scavare), ma di tempo, verosimilmente, ne servirà ben di più. E già, comunque, si profilano allorizzonte ulteriori sondaggi nel sottosuolo: mentre la Banca di Cividale ha comunicato lintenzione di finanziare lo scavo di una tomba già individuata e analizzata in passato ma su cui sarebbe importante eseguire ulteriori accertamenti , il Comune guarda in direzione del sedime ferroviario, contesto di sua proprietà. «Gli spazi retrostanti la vecchia stazione sottolinea il vicesindaco Elia Miani potrebbero riservare sorprese. Dal momento che il sito va riqualificato, qualora affiorassero reperti si potrebbe considerare la possibilità di lasciarli a vista». (l.a.)
- 17 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Popolare di Cividale nel mirino di Moody's - Tra le 24 banche italiane - molte sono comunque società controllate e di piccole dimensioni - colpite dalla bocciatura di Moodys (il maggior numero in Europa), cè anche la Banca Popolare di Cividale. Anche per listituto di credito guidato da Lorenzo Pelizzo, infatti, lagenzia americana ha deciso lapplicazione del Rur Down (Rating under Review for Downgrade, rating sotto osservazione in vista di un nuovo taglio). «Tecnicamente si chiama effetto sistemico. Moodys, in sostanza, ha messo sotto osservazione, per possibili revisioni dei rating, lintero sistema bancario nazionale dopo il taglio del rating allItalia di venerdì scorso. In tale contesto, anche il gruppo Banca Popolare di Cividale è stato coinvolto dallagenzia come molti altri istituti italiani e stiamo attendendo gli esiti, previsti entro i prossimi tre mesi», ha dichiarato il vicedirettore generale del gruppo Banca Popolare di Cividale, dottor Gianluca Picotti. Le altre italiane capogruppo sono Banca Carige, Banca della Marca Credito Cooperativo, Banca delle Marche, Banca Monastler e del Sile, Monte dei Paschi, Bnl, Banca Popolare Alto Adige, Banca popolare di Marostica, Banca popolare di Spoleto, Banca Sella, Banca Tercas, Banco Popolare, Cassa di Risparmio di Bolzano, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, Cassa di Risparmio di Cesena, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Credito Emiliano, Credito Valtellinese, Iccrea Bancaimpresa, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi Banca e Unipol Banca.
- 17 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - «Una miniera storica sotto il convento» - Frutti, quelli della campagna di scavi archeologici eseguita a Cividale nellarco degli ultimi mesi nel complesso di Santa Maria in Valle, che gli addetti ai lavori non esitano a definire straordinari: «Il monastero commenta larcheologo Luca Villa, che insieme allarchitetto Alessandra Quendolo sta esaminando la struttura dellex convento anche in elevato, per tracciare un quadro preciso delle sovrapposizioni edilizie avvenute nel corso dei secoli si conferma unautentica miniera storica» «Ora - aggiunge il dottor Villa - confidiamo nel sostegno delle istituzioni per due motivi: proseguire, cioè, le ricerche e, nel contempo, raggiungere lobiettivo di unadeguata valorizzazione dei reperti rinvenuti, a cominciare dal tratto di cinta muraria romana». E Cividale, a buon diritto, esulta: «Il programma di recupero e conversione duso dellex convento delle suore Orsoline procede a gonfie vele dichiara il sindaco Stefano Balloch : il risultato delle ultime indagini archeologiche dà ragione alla ferma volontà dellamministrazione di approfondire gli studi sullantichissimo edificio». Proseguono, nel contempo, le attività di riqualificazione dellimmobile, un grande complesso posto lungo le rive del Natisone, fino a poco tempo fa non visitabile, lavori che sfoceranno, in primis, nella realizzazione di un centro visite: «I lavori per lattivazione del nuovo servizio annuncia Balloch partiranno a breve. Per i prossimi periodi, inoltre, abbiamo intenzione di organizzare una serie di iniziative culturali a carattere divulgativo, per illustrare alla cittadinanza gli sviluppi delle ricerche nellampio contesto di Santa Maria in Valle». (l.a.)
- 15 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Scavi, ora c'è l'incognita sui tempi del cantiere - Tempistica assolutamente incerta, quella degli scavi in corso al centro dellincrocio semaforico fra viale Libertà e via Foramitti: le operazioni archeologiche, si sa, sono soggette a moltissime variabili e allo stato, dunque, non è possibile sbilanciarsi sulla data di riapertura al traffico dello snodo. Snodo che, in epoca longobarda, accoglieva unampia necropoli: sono ben trenta come riferito ieri le sepolture che gli archeologi della società Arxé, che stanno lavorando su incarico della competente Soprintendenza regionale, hanno individuato nel cuore dello svincolo. Dieci sono già state indagate, nellarco di un paio di settimane: ne rimangono, appunto, venti, ed è quindi presumibile che il blocco della principale arteria che conduce al nucleo di Cividale si protragga ancora per un bel po. Anche perché è verosimile considerati gli esiti dellindagine finora eseguita che dalle fosse riaffiorino altre preziose sorprese. I reperti finora rinvenuti sono di estremo interesse: si spazia da corredi di guerrieri (lance, spade e coltelli) a pettini, acciarini, qualche moneta (il denaro, abitualmente, veniva riposto in borse in materiale deperibile), strumenti in ferro ritrovati nelle tombe femminili e ulteriori tipologie di offerte rituali comuni in età longobarda, come vasi in ceramica appoggiati accanto ai piedi del defunto. Ma il pezzo da novanta lo ha reso la sepoltura di una donna: una preziosa croce di lamina doro, decorata a sbalzo e originariamente poggiata sul velo che copriva il volto della defunta e che era fissato ai capelli con un ago crinale in bronzo. Si tratta delloggetto più prezioso restituito dalla Cividale del passato nel corso delle campagne di scavo degli ultimi anni. Tutto il materiale è stato trasferito al Museo archeologico nazionale cittadino: sarà presentato in anteprima alla stampa venerdì mattina, dopo una visita al cantiere. E la notizia dei ritrovamenti, che in città circolava già da alcuni giorni ma in termini generici solo lunedì la Soprintendenza ha rotto il riserbo, svelando i risultati della prima fase delle ricerche , ha stuzzicato la curiosità di molti: parecchi, così, i cividalesi che raggiungono la recinzione che delimita il settore scavi per dare unocchiata a distanza nei limiti del possibile. Laccesso è infatti precluso a chiunque e la zona, a fini di sicurezza, è sottoposta a rigorosi controlli da parte delle forze dellordine. (l.a.)
- 14 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Pustetto (Sel): l'ospedale chiuderà - Era prevedibile: è allarme, a Cividale, dopo le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione Renzo Tondo intervenuto, sabato, alla cerimonia di inaugurazione dei ristrutturati locali della Casa per anziani in materia sanità. Dichiarazioni che hanno toccato (in maniera piuttosto esplicita) il tema degli ospedali minori e che, di conseguenza, hanno fatto drizzare le antenne a molte delle persone presenti alla circostanza, a cominciare dal consigliere regionale di Sinistra ecologia libertà Stefano Pustetto. «La direzione che il governo Tondo vuole dare alla politica sanitaria è emersa chiaramente rileva lamministratore : il presidente ha detto, testualmente, che la gente deve abituarsi a non avere l'ospedale sotto casa. Il che assume un significato ben preciso, in una città che da anni assiste a un progressivo depauperamento del proprio nosocomio: ciò che resta della struttura verrà chiuso». Ecco perché, accusa Pustetto, i 10 milioni di euro inizialmente stanziati per la riqualificazione dell'ospedale sono diventati 6, ed ecco perché il progetto di rilancio del presidio ristagna: «Ora dice il consigliere anche quei 6 milioni stanno per essere scippati. Non a caso l'Azienda ospedaliero-universitaria di Udine sta attendendo da tempo che la Regione si esprima sul progetto di massima di edificazione di un nuovo padiglione ospedaliero, piano presentato da almeno sei mesi. Purtroppo l'inerzia del sindaco e della sua maggioranza ha permesso la prosecuzione del saccheggio dei servizi della nostra comunità. Questa non volontà, o incapacità, di difendere la propria gente ha fatto sì che l'Inps programmasse leliminazione dello sportello di Cividale; discorso analogo vale per il trasferimento, ormai decretato, degli uffici del giudice di pace, e per la sede del tribunale, sempre più ballerina». (l.a.)
- 12 febbraio 2012 - Il Gazzettino - A Cividale nuovi spazi nella Casa per anziani - La Casa per anziani di Cividale, fondata nel 1970, sempre più pronta a rispondere alle esigenze del territorio grazie ai lavori di ristrutturazione che hanno portato al rifacimento di 18 stanze e alla realizzazione di una sopraelevazione tra le due ali in cui è stata ricavata una sala da pranzo e sono stati allestiti spazi dedicati ai visitatori. La spesa è stata di 4 milioni e 200 mila euro. Ieri linaugurazione alla presenza dei presidenti della Regione Renzo Tondo e della Provincia Pietro Fontanini alla conclusione del primo di cinque lotti che vedranno interessata l'intera struttura di viale Trieste. Già finanziati i lavori del secondo lotto per una spesa totale di 3 milioni. Al saluto del sindaco Stefano Balloch ha fatto seguito il presidente Fontanini che ha più volte manifestato la preoccupazione circa la possibilità di reperire le risorse che consentano di mantenere l'attuale qualità delle strutture sanitarie esortando la classe politica a battersi perchè anche in futuro lelevato livello di assistenza sia assicurato. È stato Tondo a indicare come si preveda che entro il 2050 il 37% della popolazione sarà costituito da individui non autosufficienti. Dato importante se paragonato al fatto che ad un aumento della popolazione anziana si affianca una riduzione delle risorse utilizzabili a livello sociale. Sottolineato come l'amministrazione regionale e provinciale non solo non abbiano mai ridotto i finanziamenti rivolti alla sanità ma anzi, quando possibile questi siano stati aumentati, è stata messa in luce l'eccellenza della qualità dei servizi sanitari regionali che spinge anche cittadini di altre regioni a rivolgersi alle nostre strutture sanitarie. Tondo ha ribadito che nonostante la crisi non verranno comunque meno la qualità dei servizi. Per mantenere gli standard di salute e di assistenza elevati la Regione è impegnata a razionalizzare le strutture sanitarie, valorizzando quelle che assicurano maggiori garanzie nelle prestazioni. Nel contempo, la Regione ha incrementato le risorse per il Fondo per non autosufficienti, a fronte della riduzione degli stanziamenti da parte dello Stato. Un ringraziamento è andato al volontariato. (s.g.)
- 12 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Tondo: reperire risorse per la sanità e l'assistenza - La voce più schietta è stata quella del presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini: «Tra cinque, dieci anni riusciremo a garantire gli stessi standard di assistenza che assicuriamo oggi?». Sede ideale, linaugurazione ieri pomeriggio dei nuovi locali della Casa di riposo di Cividale, frutto del primo di cinque lotti di lavoro, per fare il punto sulla situazione sanità. Che il panorama non sia tale da permettere di adagiarsi sugli allori lo hanno fatto ben capire sia Fontanini, appunto, che il presidente della Regione, Renzo Tondo: «Dovremo reperire risorse ha dichiarato questultimo per incrementare la funzionalità dei poli deccellenza e per offrire servizi per la cronicità, dando assistenza alle famiglie e appoggio alle strutture per anziani e per non autosufficienti. E la nostra scommessa. Pur a fronte dei sempre minori trasferimenti dallo Stato ci impegniamo a continuare a stanziare fondi cospicui per questo settore». Sulla stessa linea Fontanini: «Noi politici dobbiamo interrogarci sul prossimo futuro, stante la via via più marcata necessità di far quadrare i conti. Negli anni a venire andranno stilate, giocoforza, delle graduatorie: e lassistenza agli anziani e la sanità dovranno rappresentare la priorità numero uno». Anche perché, si è evidenziato, il Friuli Venezia Giulia è la seconda regione più vecchia dItalia. «Il nostro sistema sanitario ha asserito Tondo è di primo livello, per quanto sia gestito con budget minore di quello che sarebbe necessario. La sfida da affrontare corre su un doppio binario, ovvero irrobustimento della sanità sul territorio e potenziamento dei centri deccellenza, allinsegna del motto no ospedale sotto casa, ma ospedale che dà servizi veri». In questo quadro il traguardo raggiunto dalla Casa per anziani cividalese rappresenta «motivo di grande soddisfazione». Il percorso di adeguamento sarà ancora lungo, hanno ricordato il presidente del Cda della struttura, Piera Beuzer, e il sindaco Stefano Balloch, ma già si può parlare di risultato importante. E presto si farà il bis: le opere del secondo lotto, finanziato con un contributo di 2 milioni 700 mila euro, partiranno nellarco di qualche mese. Due buoni motivi per fare festa, dunque: ed è stata, infatti, proprio di festa latmosfera che si è respirata alla cerimonia di taglio del nastro, affollatissima. Allevento hanno presenziato ospiti, parenti e tante autorità, spaziando dalle amministrazioni della città ducale e dei Comuni limitrofi a quelle provinciale e regionale, fino alla Fondazione Crup. (l.a.)
- 11 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Centro salute mentale: il Comune cede il terreno - Dalle parole ai fatti: le dichiarazioni dintento risalenti già a qualche anno fa prendono concretezza e il centro di salute mentale operativo sulle 24 ore diventa obiettivo a breve termine. Il Comune, infatti, ha ormai espletato tutte le pratiche per la vendita (allAzienda per i servizi sanitari numero 4 Medio Friuli) del terreno individuato come sede idonea per ledificazione di un nuovo padiglione da destinare al servizio assistenziale, attualmente dislocato nel palazzo dellex casa di riposo, allimbocco di viale Trieste. Latto della cessione è stato ratificato dalla giunta del sindaco Balloch in una recente seduta: il futuro complesso che verrà costruito, appunto, ex novo: i costi saranno inferiori a quelli che si sarebbero resi necessari per il processo di ristrutturazione e adeguamento funzionale degli spazi odierni sorgerà a Carraria, in un appezzamento che precede (arrivando da Cividale) quello in cui si trova il Centro di aggregazione giovanile. Spesa stimata, un milione 800 mila euro, somma a carico dellAss 4. Loperazione è funzionale, come accennato, alla dilatazione dellattività del Csm, che al momento copre esclusivamente la fascia diurna. Viste le proporzioni dellutenza folta: alla struttura fanno riferimento cittadini provenienti dallintero mandamento e le sue esigenze, lAzienda sanitaria aveva infatti ravvisato, già parecchio tempo fa, la necessità di un ampliamento del servizio, garantendo allo stesso continuità su tutto larco delle 24 ore. Inizialmente abbozzato in forma ipotetica, il piano ha preso a poco a poco forma e adesso, appunto, può considerarsi di imminente attuazione: non appena lacquisto del lotto messo a disposizione dal Comune sarà stato concluso partirà la progettazione di dettaglio. Circa limmobile che ha ospitato il Centro fino ad ora, si valuterà il da farsi: lAzienda potrebbe anche optare per la cessione. Per quanto riguarda il Comune, con lintroito derivante dallalienazione del terreno 5000 metri quadri, cui è stata aggiunta, con recente delibera dellesecutivo, unulteriore fascetta di 250 metri realizzerà un parcheggio fronte strada, affacciato su via Carraria: «La vendita frutterà circa 140 mila euro spiega lassessore allurbanistica Mario Strazzolini , e con tale cifra procederemo alla costruzione di unarea di sosta, per un totale di 50 posti auto: lopera è inserita nel piano 2012 dei lavori pubblici. Un posteggio in tale zona risulterà di particolare utilità, sia nella quotidianità (anche in relazione al Centro di aggregazione giovanile) che in occasione di eventi di forte afflusso, come la corsa automobilistica Cividale-Castelmonte o i pellegrinaggi al santuario». (l.a.)
- 10 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Devetag: Cividale resta il centro di Mittelfest - «Cividale rimarrà, come sempre, il centro delle iniziative di Mittelfest». Così il presidente dellassociazione, Antonio Devetag, spiega la rivoluzione voluta dalla Regione per il Mittelfest con lapprovazione del nuovo statuto. «Trovo speciosa una polemica che si basa sul nulla. Il nuovo statuto aggiunge Devetag è stato esaminato nellultima assemblea di Mittelfest e ha trovato concordi tutti i soci nellottica, fortemente voluta dalla Regione, di dare un assetto più agile alla struttura e alla programmazione. Nel consiglio di indirizzo, che avrà lultima parola su programma e budget, Cividale sarà rappresentata dal sindaco della città e dal rappresentante della Banca di Cividale, così come è sempre stato». Il presidente aggiunge che il programma per ledizione 2012 del Festival è in fase di avanzata definizione. «Cividale conclude Devetag resterà prestigiosa vetrina europea di prosa, danza, musica sopprattutto dallarea mitteleuopea, con particolare attenzione alla produzione artistica della repubblica Ceca, anche con spettacoli itineranti che coinvolgeranno lintera cittadina».
- 10 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Casa anziani di Cividale: intervento da 4 milioni - Progetto lungo, complesso, oneroso: quanto basta, insomma, per giustificare una cerimonia inaugurale in pompa magna. Si sono concluse le opere del primo lotto del piano di adeguamento strutturale e funzionale dellAsp Casa per anziani di Cividale, struttura che accoglie circa 230 ospiti, la maggior parte dei quali non autosufficienti. Di lavori ne serviranno ancora molti - cinque, infatti, le tranche previste -, ma di certo si può già parlare di sviluppi significativi rispetto alla situazione precedente: le attività, che hanno comportato la spesa di 4 milioni e 200 mila euro, erano partite nel 2010 e adesso, appunto, sono giunte al termine. Il cda della struttura assistenziale ha così organizzato per domani, alle 15.30, il taglio del nastro nei rinnovati locali: allevento hanno annunciato la loro presenza anche il presidente della Regione, Renzo Tondo, e quello della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, che interverranno dopo i saluti della presidente del consiglio damministrazione dellAsp, Piera Beuzer, e del sindaco Stefano Balloch. Il processo di miglioramento della qualità di servizi e strutture è stato avviato, nella Casa, diversi anni fa. Liter progettuale non è stato semplice, e ha anzi incontrato, nel tempo, diversi intoppi: poi, finalmente - era il 2006 -, la Regione ha approvato il piano preliminare generale per la ristrutturazione dellimmobile, articolato, come detto sopra, in cinque lotti. Le opere appena ultimate hanno richiesto alle maestranze circa un anno e mezzo di impegno e sono sfociate nel completo rifacimento di ben 35 camere e dei relativi bagni e nella realizzazione di una sopraelevazione destinata a collegare le due ali del complesso. Questo nuovo spazio avrà carattere polifunzionale: sala da pranzo e zona di soggiorno. E si tratta, dicevamo, solo del primo passo. LAzienda pubblica di servizi alla persona ha infatti approvato la progettazione definitiva del secondo lotto, che prevede una spesa di 3 milioni e 360 mila euro: il finanziamento regionale per lattuazione dellintervento è già stato conseguito. Le procedure necessarie per lavvio delle attività saranno espletate nellarco di qualche mese. (l.a.)
- 9 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Mittelfest senza un cda e più aperto ai privati - Al posto del consiglio di amministrazione un consiglio di indirizzo; apertura ai privati e redini del festival in mano a ununica persona: il direttore generale. Ecco, in sintesi, il nuovo statuto dellAssociazione Mittelfest. Quelle annunciate a suo tempo, ovvero un paio di mesi fa allindomani del rinvio a data da destinarsi dellassemblea per il rinnovo delle cariche , erano modifiche lievi, smussature e aggiustamenti per rendere più efficiente la macchina gestionale e operativa del festival cividalese; quelli apportati, invece stando alle anticipazioni che si raccolgono sui contenuti della bozza del nuovo statuto , sono cambiamenti sostanziali. Il processo di trasformazione delineato rivoluziona, di fatto, la struttura dellente. Spariscono, in primis, le figure dei soci fondatori (alias Regione, Provincia di Udine e Comune di Cividale), che finora detenevano poteri specifici e superiori a quelli dei soci sostenitori e aderenti, a cominciare dal diritto di nomina dei membri del consiglio damministrazione: ciò significa, in sostanza, che se la proposta di riassetto statutario sarà approvata nella formulazione attuale i singoli soci si troveranno esattamente sullo stesso piano. Punto secondo, conseguente al primo: tra gli organi sociali scompare il Cda, che sarà sostituito da un consiglio dindirizzo; diventa, nel contempo, organo dellassociazione il direttore generale, che sino a oggi con il titolo di direttore artistico era nominato dal consiglio damministrazione. Il consiglio dindirizzo sarà eletto da tutti i soci, non essendo più prevista, come detto, la distinzione tra fondatori, sostenitori e aderenti: a differenza, così, di quanto avvenuto finora tre componenti del Cda erano nominati dalla Regione, uno dalla Provincia, uno dal Comune e i rimanenti due dagli altri soci , ciascun esponente dellorganismo sarà designato su indicazione dei vari soci, che diventeranno sei. Ulteriore novità: pre-ribaltone era il Cda ad avere competenza nellaffidamento dellincarico per la direzione artistica del festival (la quale risultava quindi organo delegato, che rispondeva direttamente al consiglio di amministrazione). Non sarà più così. Nellimminente futuro sempre se la bozza sarà ratificata il direttore generale sarà nominato dal presidente del consiglio dindirizzo (previa consultazione con lassessore regionale alla cultura), cui spetterà il compito di stipulare lo specifico contratto. E il direttore generale avrà facoltà di designare, in piena autonomia, i collaboratori artistici e regolerà i relativi rapporti contrattuali; sarà lui, inoltre, a farsi carico della stesura dellintero programma delle edizioni del festival. Quanto basta, insomma, per far insorgere il Pd cividalese: «La linea prospettata dichiara il capogruppo del partito, Rino Battocletti dà concretezza a un piano di modifica del progetto originario di Mittelfest, preludio a una perdita di centralità della città di Cividale. La rassegna è snaturata, allinsegna di una filosofia che sembrerebbe puntare alla privatizzazione. Laumento di prerogative e di autonomia previsto per la direzione equivale a minore possibilità di controllo da parte degli enti fondatori dellAssociazione: a tenere le fila della manifestazione sarà, infatti, ununica persona. Il sodalizio vedrà sfumare, insomma, il suo carattere di unicità e si assimilerà a tanti altri, dal momento che il forte vincolo di missione culturale su cui si fonda il festival della Mitteleuropa verrà a mancare». (l.a.)
- 9 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Ponte, la protesta s'allarga Strazzolini: è intempestiva - Il raggio della protesta si allarga: raccoglie una nuova, convinta adesione la campagna lanciata da due giornali dopinione locali, Il Truc e Il Ponte, per contrastare il progetto di edificazione di un nuovo attraversamento sul fiume Natisone in area urbana. Al gruppo che ha dichiarato battaglia alla giunta civica, promuovendo una petizione popolare (la seconda: già negli anni scorsi, allindomani dellapprovazione della variante generale al Prgc, Il Truc era ricorso allo strumento della raccolta di firme, rivelatosi vincente), si accosta adesso anche la lista di minoranza Idv-Valori in comune, guidata dallonorevole Carlo Monai. «Appoggiamo liniziativa annuncia il deputato e consigliere comunale , che vuole ribadire la contrarietà della gente di Cividale alla costruzione del terzo ponte. L'insistenza dell'amministrazione del sindaco Stefano Balloch su questa progettualità, già bocciata dalla Regione, ci fa capire che il sacrificio di alcuni dei siti più belli del territorio è funzionale a una speculazione edilizia; non c'è, infatti, nessuno studio sul traffico che attesti la necessità di una simile infrastruttura. Stiamo attraversando un periodo di forte crisi, e di soldi pubblici ce ne sono pochi: non bastano per rispondere alle esigenze delle tante famiglie bisognose e nemmeno per garantire il mantenimento degli uffici giudiziari cittadini. E si parla di un nuovo ponte?». Caso mai concludono da Idv-Valori in comune si potrebbe dare concretezza a unidea che circola da anni ma che, finora, è rimasta tale: «Possibile che non si possa programmare una rettifica della strettoia di ponte San Quirino, per rendere più fluido il traffico?». La petizione popolare, intanto, è partita. E lassessore allurbanistica Mario Strazzolini parla di intempestività: «Era, come già dichiarato tempo addietro, e rimane mia intenzione dice coinvolgere tutte le forze politiche locali in un ragionamento complessivo sulla viabilità cittadina, non appena saranno pronti il piano di classificazione acustica e la bozza di quello del traffico». Un tanto motiva per arrivare a una posizione condivisa, a un progetto che sia attuabile, che non incontri (come verificatosi al primo tentativo) ostacoli. «Quando disporremo dei due documenti ribadisce Strazzolini potremo avviare il dibattito sul tema del ring (disegno funzionale alla chiusura al transito veicolare del ponte del Diavolo), per appurare se sia una soluzione proponibile. Non mi sarei aspettato una presa di posizione così pregiudiziale, vista la mia linea di indirizzo. Mi auguro che i cittadini riflettano bene in materia: in tempo di crisi qualsiasi ricetta per il rilancio mette al primo posto le infrastrutture». (l.a.)
- 8 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Blocco della 54: Costantini contesta l'amministrazione - Tutto sbagliato, dalla tempistica dei lavori alle giustificazioni addotte per motivare il ritardo delle operazioni: il consigliere di Idv Cesare Costantini interviene sulla questione del blocco viabilistico sulla statale 54 (da tre mesi interessata dai cantieri per la posa di una nuova condotta fognaria), contestando pesantemente la giunta. «Sta collezionando una lista di scelte funeste, lesecutivo attacca lamministratore , creando forti disagi ai cittadini. Si è partiti con lerrore dello spostamento del mercato, con il risultato che ora il sabato mattina il centro storico è deserto. Poi, a novembre, sono cominciate le attività su viale Libertà: ma come si fa a programmare unopera del genere a ridosso delle festività natalizie, bloccando larteria di accesso in città? I negozi ne hanno risentito pesantemente. E che alle realtà in difficoltà la giunta civica risponda che non sono sue le responsabilità della situazione beh, ogni commento è superfluo. Non è questione di colpe, è questione di saper amministrare. E stoppo in anticipo la possibile replica: non mi si dica che trovandomi spesso a Roma ho una visione distorta di certi problemi. Vivo a Cividale e le cose le vedo, e bene». (l.a.)
- 7 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Lavori, i commercianti sono esasperati - Paralisi viabilistica e paralisi economica. Cè forte malumore, nel tratto di viale Libertà interessato ormai da tre mesi dai cantieri per la posa di una nuova condotta fognaria: gli esercizi che si affacciano sullarteria lamentano un massiccio crollo delle vendite, che arriva a superare quota 70%. Linevitabile trinceramento della strada scoraggia gli automobilisti in transito: per quanto, così, gli accessi ai negozi siano garantiti, la maggior parte dei clienti opta per alternative più agevoli, evitando gli slalom imposti da recinzioni e cartelli segnaletici. E la situazione, lamenta la categoria colpita dal problema, sta ora diventando insostenibile. Anche perché di spiragli non se ne vedono, nellimmediatezza: alle temperature gelide di questi ultimi giorni, che stanno inevitabilmente rallentando i lavori, si è infatti aggiunto lo stop alle attività in corrispondenza dellincrocio semaforico tra via Duca degli Abruzzi, la statale e viale Foramitti, in conseguenza del rinvenimento di alcune antiche sepolture ora allo studio degli archeologi della Soprintendenza regionale. «Impossibile, insomma commentano dalla zona , che lintervento rispetti la tempistica preventivata. Secondo il cronoprogramma le operazioni dovrebbero concludersi entro la metà di febbraio, ma siamo certi che non sarà così». «La nostra clientela, per lo più fa presente la titolare del bar Barcollando , è di passaggio: nel momento in cui un automobilista ravvisa criticità è evidente che prende altre direzioni. I miei avventori si sono ridotti a un quarto di quelli abituali». Situazione grigia anche allArmeria Spada («Ho perso almeno il 70% degli incassi dice il proprietario , rispetto allo stesso periodo dellanno precedente») e nel vicino discount. «Sono consapevole dei disagi commenta lassessore alla viabilità Stefano Cicuttini , ma non dipende da noi La probabilità di ritrovamenti archeologici era alta». (l.a.)
- 5 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Strategia bipartisan per il giudice di pace: intervenga la Regione - Pd e Pdl pensano a una mozione congiunta - Lordine degli avvocati per la conservazione dellufficio - Approccio bipartisan, auspici di unità dazione (con lo sguardo rivolto allamministrazione Tondo): la questione dellufficio cittadino del giudice di pace, destinato alla soppressione a meno che il Comune non si faccia carico delle spese di gestione del servizio , torna al centro dellattenzione, e con toni di novità. Il clima, infatti, è da manovre in corso per la definizione di una strategia condivisa, senza cioè fratture tra maggioranza e opposizione: novità, appunto, che segna sostanzialmente una marcia indietro di Pdl, Lega e Udc rispetto alla linea adottata nei mesi scorsi, quando un ordine del giorno (a firma Idv) che chiedeva impegno a tutela del presidio era stato respinto. E adesso, a distanza di tempo relativamente breve, sembrerebbe profilarsi lipotesi di una nuova mozione in materia, questa volta congiunta. A introdurre la svolta sono con due dichiarazioni autonome ma, di fatto, convergenti il consigliere regionale e capogruppo comunale del Pdl, Roberto Novelli, e Rino Battocletti, portavoce del Pd. «I Comuni interessati dalla problematica dichiara Novelli potrebbero chiedere alla Regione di assumersi il carico dellorganizzazione della giustizia minore, ai sensi dellarticolo 116 della Costituzione. A tal fine sarebbe bene che lassemblea cividalese si esprimesse in maniera coesa sullargomento, a dimostrazione del fatto che tutte le forze politiche rappresentate nel consesso sono determinate a battersi per la difesa del servizio. Credo che un'azione collettiva, forte e sinergica, sia quanto mai opportuna». Dello stesso tenore le parole del capogruppo del Pd: «Bisogna puntare a utilizzare gli strumenti offerti dal federalismo per aiutare le amministrazioni locali a mantenere i servizi pubblici di prossimità. Faccio presente che il presidente del consiglio dellordine degli avvocati di Udine ha espresso parere favorevole alla conservazione dellufficio del giudice di pace di Cividale, considerate lampiezza del bacino di competenza, la specificità del territorio e la mole della potenziale utenza. Come primo passo il sindaco Stefano Balloch dovrebbe verificare presso gli uffici amministrativi del Ministero della giustizia lesatta entità dei costi ora gravanti sul dicastero». (l.a.)
- 4 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Idv fa scoppiare la polemica sulla Casa delle associazioni - Clima da bufera, attorno (ancora una volta) al palazzetto polifunzionale: il gruppo Idv-Valori in Comune attacca pesantemente lesecutivo cittadino per la decisione di realizzare nei due fabbricati che fronteggiano limpianto una Casa delle associazioni e avanza una raffica di richieste. «Vogliamo sapere subito esordiscono i consiglieri a quante e a quali realtà la struttura sarà dedicata; quali saranno i costi che graveranno sulle società sportive e quali gli oneri per il Comune, e soprattutto che ricadute si prevedono. La giunta Balloch continua a compiere dall'alto e da sola importanti scelte di impiego di denaro pubblico. Per offuscare le sue responsabilità nello sperpero dei nostri soldi strizza l'occhio alle tante associazioni sportive, ricreative e culturali cividalesi: nel giro di qualche mese affiderà un incarico tecnico a un professionista esterno (per un importo di 135 mila euro), per concretizzare il piano della Casa I fondi per mantenere in funzione gli uffici giudiziari, però, non si trovano. Sono stati spesi oltre 7,5 miliardi di vecchie lire per contribuire alla costruzione del palasport; ora verrà contratto un mutuo per altri 4 milioni di euro (per liquidare la decotta Sacaim) e già si chiede un ulteriore milione e mezzo per completare i fabbricati incompiuti. Si impone un'istruttoria vera, chiederemo allamministrazione trasparenza e concretezza». La delibera che formalizza lintenzione di riservare i due casermoni ai sodalizi locali è basata accusa Idv «su auspici fumosi e non contiene traccia di impegni e di programmi operativi». (l.a.)
- 4 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Terzo ponte, via alla petizione - Grande partecipazione, laltra sera, allincontro che ha formalizzato il lancio della nuova petizione popolare (la seconda: la precedente esperienza, risalente a qualche anno fa, aveva fruttato 1.200 firme) contro il progetto del terzo ponte urbano sul Natisone: promossa dai periodici Il Truc e Il ponte, liniziativa è stata apprezzata dai cittadini sottolinea Domenico Pinto, consigliere comunale e penna del Truc «per lassenza di coloriture politiche». Lobiettivo, si rimarca infatti, va al di là di ogni colore di partito: «Il nostro scopo dice sempre Pinto è salvare uno dei punti più pittoreschi del fiume, nellinteresse delle future generazioni». La campagna di raccolta firme sinizierà oggi (tempo permettendo), in centro storico: e ancor prima di partire lazione di tutela registra il supporto di figure illustri, a cominciare da Luca Mercalli, che parlando di «battaglia civile» si è detto pronto a sostenere la causa. I moduli di sottoscrizione saranno diversi per residenti e no: e a tutti coloro che firmeranno sarà chiesto di farsi parte attiva nella raccolta, cercando il maggior numero di adesioni possibile. Il primo commento ufficiale sul progetto arriva dal Pd: «Tutte le proposte volte ad aumentare la partecipazione alle scelte dellamministrazione sono utili dichiarano il capogruppo del partito in consiglio comunale, Rino Battocletti, e il segretario del locale circolo, Luca Braidotti ; se poi riguardano un tema importante come quello del terzo ponte, a maggior ragione. Il centro-sinistra cividalese ha sempre espresso contrarietà alla realizzazione di un attraversamento in località Lesa, e questa posizione è stata supportata nel corso della passata legislatura regionale da una riuscita petizione popolare. Lindirizzo è stato ribadito dal gruppo del Pd contestualmente alla richiesta di un nuovo piano del traffico e di una prefigurazione complessiva delle opere e delle infrastrutture di cui la città realmente necessita».(l.a.)
- 3 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - A rischio la costruzione del nuovo ospedale - Immobilismo preoccupante - Il piano che punta alledificazione di un nuovo grande padiglione nellospedale di Cividale, già finanziato dalla Regione (inizialmente con un importo di 10 milioni di euro, poi però decurtato di 4: 6 dunque, al momento, i milioni disponibili), si trova in una situazione di stallo che, ad onta delle rassicurazioni più volte fornite dagli organi competenti, non indurrebbe a ben sperare. A risollevare il caso è il consigliere regionale del Pdl Roberto Novelli, che si mette così in una posizione politica scomoda (stuzzicando su un argomento caldo la maggioranza di cui fa parte), ma che ritiene latto «dovuto» per limpegno preso con gli elettori, cui ha promesso attenzione massima sul tema del nosocomio. In uninterrogazione a risposta immediata presentata mercoledì, in apertura dei lavori dellassemblea regionale, lamministratore ha chiesto lumi sulliter del disegno, su cui si glissa ormai da troppi mesi. E la risposta appare piuttosto fumosa: il presidente Tondo ha dichiarato che la direzione regionale sanità sta procedendo alla valutazione delladeguatezza della nuova impostazione del programma dintervento (posto che il quadro delle opere del primo lotto, approvato a suo tempo, ha richiesto inevitabili modifiche causa la sopra citata riduzione dei fondi), in base testuale «allentità attuale della domanda di prestazioni per le attività sanitarie e alle eventuali previsioni di aumento di tale domanda, anche in relazione al previsto dimensionamento del comprensorio ospedaliero di Udine e ai possibili cambiamenti derivanti dalla prossima riforma dellassetto organizzativo del servizio sanitario regionale». Novelli non lo dice apertis verbis, ma lo fa capire tra le righe: come va interpretato il formulario valutazioni in corso (alla luce, soprattutto, del fatto che ancora non si conoscono i contenuti delloperazione di riassetto del sistema sanità in Friuli Venezia Giulia)? La genericità delle affermazioni non sembrerebbe indizio promettente. «È stato precisato sottolinea lesponente del Pdl che a breve la Regione trasmetterà allazienda ospedaliera udinese il parere sul nuovo progetto. La documentazione tecnica, impostata sulla cifra di complessivi 6 milioni di euro, fu trasmessa dal Santa Maria della Misericordia agli uffici regionali ancora nel mese di agosto; documentazione rimarca che non è soggetta al parere del nucleo di valutazione bensì, semplicemente, a una validazione da parte della direzione sanità». In definitiva: «Bisogna mantenere alta la guardia ammonisce il consigliere . La necessità della messa a norma del nostro presidio ospedaliero resta un punto fermo». (l.a.)
- 2 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - La casa delle associazioni vicino al nuovo palasport - È deciso. I due casermoni che fronteggiano il palazzetto di via Perusini saranno adibiti a Casa delle associazioni. Lidea circolava già da qualche tempo, da quando cioè si era appreso della difficile situazione della società Sacaim (costruttrice e, fino a pochi mesi fa, gestrice dellimpianto) e si era aperto, di conseguenza, il capitolo subentro. Capitolo che vede protagonista il Comune: un sostanzioso contributo (ben 4 milioni di euro) stanziato ad hoc, in sede di finanziaria 2012, dallamministrazione Tondo ha infatti permesso alla giunta Balloch di prevedere lacquisizione del complesso. E ora, dunque, sono state definite le linee dindirizzo, che devono giocoforza includere anche gli immobili antistanti il palasport, mai ultimati negli interni mancano limpiantistica e varie finiture edili e pertanto tuttora inutilizzati, a dieci anni di distanza dalledificazione. Rappresentando parte integrante del blocco palazzetto, i fabbricati andranno necessariamente completati e attivati. Ed è a tal fine che la giunta civica ha formalizzato, in occasione di una recente seduta, istanza di contributo alla Regione, per un importo di un milione 500 mila euro, che si confida di ottenere perché altrimenti il progetto di rilancio della struttura rimarrebbe monco. Lintenzione è, appunto, di riservare i corpi aggiuntivi ai numerosissimi sodalizi locali, la maggior parte dei quali non dispone di una sede idonea: si concretizzerà, così, uno degli obiettivi dellesecutivo in carica, quello di istituire un polo per lassociazionismo cividalese, allinsegna della sinergia fra mondo dello sport, della cultura e del volontariato e, soprattutto, del contenimento dei costi di gestione. Nello studio di fattibilità si definiscono anche le prospettive per il palazzetto polifunzionale, che si vuole trasformare in una sorta di plesso sportivo unico, destinato a ospitare lattività ordinaria dei tanti gruppi sportivi locali ma, pure, eventi di portata regionale e oltre. Solo con un processo di unione delle forze ovvero con lavvio di un sistema effettivamente polifunzionale, che accosti sport, tempo libero e sfera culturale la realtà del palazzetto, si evidenzia nel documento che correda la delibera di giunta, potrà funzionare. Il primo passo consisterà, dunque, nel trasferimento al palasport di alcune società sportive operanti in altre sedi, con la formula della contemporaneità di utilizzo (che consentirà di abbattere le tariffe per la fruizione dellimpianto). Si potrà arrivare, così, alla dismissione di alcune strutture comunali, obsolete e onerose sotto il profilo della manutenzione, e alla razionalizzazione delluso delle palestre annesse ai plessi scolastici. Un meccanismo del genere produrrebbe, si sottolinea nella relazione, sensibili risparmi. (l.a.)
- 1 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Casa di riposo e cda, i sindacati chiedono più attenzione - E la volta dei sindacati. Lelenco delle prese di posizione in rapporto allormai imminente rinnovo del Cda dellAsp Casa per anziani di Cividale si arricchisce di un intervento di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp. Al sindaco Stefano Balloch, cui spettano le nomine, le organizzazioni confederali chiedono la dovuta attenzione, considerata la delicatezza dellargomento: «Sottolineiamo si dichiara la permanenza di alcune criticità nel settore amministrativo, in quello assistenziale e pure in quello tecnico, relativamente ai lavori di ristrutturazione del fabbricato. Auspichiamo che il futuro Cda sia composto da persone che abbiano adeguate competenze e che siano in grado di definire una congrua strategia di gestione». Di necessità, infatti, a parere delle rappresentanze dei pensionati ce ne sono diverse: è necessario adeguare ad personam dicono lalimentazione degli ospiti, incrementando lassistenza durante i pasti; prestare grande attenzione allorganizzazione del servizio medico-riabilitativo e promuovere corsi di formazione e aggiornamento. Non solo: la giunta civica rilevano Spi, Fnp e Uilp deve rapportarsi maggiormente (in materia socio-assistenziale) con le altre amministrazioni del territorio». (l.a.)
- 1 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - L'Anpi: no al 25 aprile a Cividale - Lassemblea plenaria dellAnpi cittadina non condivide la proposta dei due sindaci di Tolmezzo e Cividale di organizzare una manifestazione del 25 aprile a Cividale, se alternativa a quella che da sempre si celebra nella città di Udine, medaglia doro della Resistenza per lintero Friuli, «dandole afferma lAnpi locale una chiara connotazione politica di parte. Liniziativa viene oltretutto criticata in quanto non supportata da rispettiva delibera di Giunta. La Resistenza dice lAnpi è una, pur se al suo interno sono convissuti aspirazioni e progetti di diverso orientamento. Le differenze tra i combattenti per la libertà non impedirono lunità di azione contro linvasore nazista e i loro alleati fascisti e da questa unità è nata la nuova Repubblica italiana, che ha nellantifascismo il suo segno distintivo, insito nella Costituzione italiana del 1948. Ai valori indelebili della Costituzione e dei suoi principi fondamentali, si richiamano oggi continua lAnpi le forze politiche democratiche, di destra e di sinistra, senza che nessuna possa avere la pretesa di interpretarli in maniera esclusiva. A tali principi si devono informare le istituzioni e su tali valori si devono fondare le celebrazioni del 25 aprile, evitando che in esse si trasferiscano polemiche e contrapposizioni proprie della battaglia politica attuale, da qualunque parte provengano». LAnpi di Tolmezzo invita il consiglio comunale del capoluogo carnico a rivedere tale proposito ed eventualmente a proporre al Comune di Udine, allApo e allAnpi che sia allargata la composizione del Comitato organizzatore per celebrare unitariamente la Festa della Liberazione, inserendo anche le Amministrazioni dei Comuni decorati al valor militare per la Resistenza, nonché la Provincia. (t.a.)
- 1 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - (lettere) - Opere pubbliche: realizzazioni evitabili - Sfogliando il giornale in queste settimane di passione, fatte di poco lavoro, tagli e tasse, salta agli occhi come certi amministratori in regione, spendono e hanno intenzione di spendere denaro pubblico. Il riferimento, è alle mega-opere stradali che si realizzano e si vorrebbero realizzare in provincia di Udine, provincia con una densità di popolazione tra i più bassi dItalia, 81° posto su 110 della classifica. Visti i tempi, il buon senso suggerirebbe la razionalizzazione di quello che già cè, soprattutto mettendo in sicurezza le decine di incroci pericolosi, spesso teatro di incidenti mortali, come hanno fatto da tempo in provincia di Treviso, dove già tra il 1998 e 2005 era pianificata la realizzazione di oltre 105 rotatorie. Da queste parti invece, soltanto ora dopo ventanni di code ai semafori tra San Giovanni al Natisone e Lovaria, si è deciso per la trasformazione di tali incroci, rendendo così il traffico scorrevole e il raggiungimento dellautostrada in solo una decina di minuti. In questottica, mi chiedo a casa serva e perchè si continua a spingere sulla realizzazione della Manzano - Palmanova, 12 chilometri di strada con 8 rotatorie e attraversamento del Torre e del Natisone per la modica cifra di 80 milioni di euro, questo, anche considerando la Sp Palmarina, che unisce le aree artigianali della zona, e in 20 minuti su un tracciato scorrevole porta il traffico commerciale a Palmanova, senza attraversare centri abitati se non nellultimo tratto, dove con soli 3 chilometri, potrebbe essere collegata a Sp 126 che finisce direttamente al casello autostradale, per evitare Jalmicco. Unaltra opera in fase di ultimazione, è la variante di Premariacco, 12 milioni di euro per 12 chilometri più lurbanizzazione della nuova area artigianale di Cividale, in questo caso il tempo dirà, quanti, a conoscenza del vecchio tracciato più corto di 4 km, per evitare il traffico caotico e delle metropoli di Buttrio e Premariacco, percorreranno tale strada per raggiungere Cividale dalla Ss Udine-Gorizia. Ma la proposta che lascia veramente basiti, è quella della costruzione del terzo ponte sul Natisone a Cividale del Friuli, bellissima cittadina di 11.000 abitanti circondata dal nulla, ovvero campi, vigneti e boschi e altri due ponti nelle vicinanze. Per far capire come questa idea sia balorda, basta prendere in considerazione una città con caratteristiche simili, a esempio Bassano del Grappa, ma con i suoi con 42.000 abitanti (70.000 nellarea urbana) due ponti sul Brenta, quello famoso in legno «degli Alpini» pedonale, unaltro a 500 metri di distanza che assolve al traffico cittadino, in unarea densa di attività commerciali e artiginali, che per quantità non sono neanche lontanamente paragonabil a quelli delle zone in cui viviamo. Se questi saranno gli intenti in quel di Cividale, spero proprio che tra qualche tempo non dovremmo trovarci con un ponte nuovo in più, e per mancanza di fondi con un Ospedale Civile in meno. (Luca Gasparini - Udine)
- 1 febbraio 2012 - Messaggero Veneto - Giudice di pace i Comuni dicono no: troppi 150 mila euro - Oneri eccessivi, insostenibili. I sindaci dei venti Comuni che fanno capo allufficio cividalese del giudice di pace ritengono impercorribile la strada dellimpegno economico congiunto ai fini del mantenimento del servizio nella città. Lascia poche speranze di ripensamento lesito del primo incontro convocato a Cividale per affrontare la questione: ladesione è stata piena alla riunione hanno partecipato, infatti, i primi cittadini di tutte le realtà comunali coinvolte, oltre al consigliere regionale Roberto Novelli , ma gli sviluppi non sono stati quelli auspicati dallesecutivo cittadino. «Dal computo spiega il vicesindaco Elia Miani è emerso che i costi derivanti dalla presa in carico della struttura ammonterebbero a 150 mila euro allanno. La ripartizione della spesa avverrebbe in base al numero degli abitanti di ogni Comune: ciò significa che la nostra città dovrebbe pagare, allincirca, 30 mila euro annui, e realtà come Remanzacco o San Giovanni al Natisone sarebbero tenute a versarne 15 mila». Somme pesanti, in tempi di crisi finanziaria; somme che graverebbero troppo, hanno fatto presente gli amministratori, sui sempre più risicati e incerti bilanci di previsione. «Ci siamo posti lobiettivo di un nuovo meeting comunica Miani , per approfondire largomento. Ma in base a quanto emerso nella prima occasione di confronto mi sembra proprio che di spiragli non se ne vedano». Anche perché per alcuni centri del mandamento Remanzacco, ad esempio, o Attimis e Faedis la concentrazione a Udine dellattività dei giudici di pace sarebbe più vantaggiosa, per questioni di prossimità territoriale. Ora si tenterà di giocare la carta del coinvolgimento della Regione tramite, appunto, il consigliere del Pdl Novelli , ma pure in questo caso gli auspici sono deboli. Il bacino che gravita sul servizio giudiziario cividalese spazia dalla zona di Povoletto al comprensorio delle Valli del Natisone, fino a Corno di Rosazzo e al triangolo della sedia: area, insomma, che a parere del gruppo di minoranza Idv-Valori in comune risulta di ampiezza tale da rendere dobbligo la conservazione dellattuale presidio. La giunta Balloch, peraltro, aveva fatto presente già tempo addietro che lamministrazione civica non sarebbe in grado di affrontare da sola limpegno. (l.a.)