ASSOCIAZIONE INDIPENDENTE RINASCERE

Via Karl Marx, 1 98067 - Raccuja (Me)

documenti d'archivio


Giuseppe Barone, per le prossime elezioni amministrative

 

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         Ma s’io avessi previsto tutto questo, dati, cause e pretesto, le attuali conclusioni……. Anche l’amministrazione “Salpietro”, come le altre dal 1978 in poi (se si esclude l’amministrazione ’82-’87 capeggiata dal Prof. Cugno), formata sull’onda del “vogliamoci tutti bene”, è fallita, dilaniata dalle forze centrifughe, da interessi particolari, da liti mai chiarite e da un orizzonte politico troppo meschino per dare risposte alla situazione comatosa in cui si trovava e si trova ancora il comune di Raccuja.

Le liti cominciarono subito, per l’errata impostazione dei rapporti con l’A.T.O. rifiuti, per la farsa del verbale disatteso col quale si sarebbero dovuti definire i rapporti con la società che si è occupata della metanizzazione e, soprattutto, per l’incarico milionario segreto che il Sindaco voleva dare a due professionisti di Mistretta, segnalatigli dal suo partito, i quali dovevano progettare la rete idrica incassando parcelle per quasi duecentomilaeuro, indipendentemente dall’esito del finanziamento.

Costoro furono verbalmente e quindi illegalmente, autorizzati, con la compiacenza dell’ufficio tecnico, ad introdursi negli uffici ed a frugare tra le carte ma l’incarico fu stoppato per la mia netta opposizione dettata dall’impegno programmatico sottoscritto, che ci obbligava a prediligere i professionisti locali e non a servire i partiti ed i loro accoliti. “Svegliai”, senza fare tanto baccano, alcuni colleghi assessori, all’oscuro come me della cosa e posi il veto all’affidamento di incarichi da parte del Sindaco senza la preventiva autorizzazione della Giunta. Pensate, si voleva dare il più grosso incarico di progettazione della storia di Raccuja a professionisti dell’U.D.C., di fuori paese, in barba agli impegni assunti con gli elettori e senza che il vice sindaco e altri due assessori ne sapessero niente. Non tutti non sapevano. Era il 12 Ottobre 2005 ed eravamo al comune da 5 mesi…...

Il senso di responsabilità ci obbligò a ricucire ma le liti furono costantemente alimentate dagli atteggiamenti più disparati: le assenze in consiglio sul conto consuntivo e sulla nomina del revisore dei conti, che si voleva “importare”, i passi carrabili o l’avvio della casa per anziani.

Tralasciando tanti altri episodi, un capitolo a parte merita l’ufficio tecnico per la presenza di vergognosi attriti, apparentemente insanabili, che poco hanno a che fare con i problemi della gente. L’ufficio tecnico si trasformò in una palude senza via d’uscita dove gli agguati reciproci, senza esclusione di colpi, erano continui e minavano, con la compiacenza di alcuni “dall’interno”, anche l’azione dell’amministrazione comunale, impegnata a portare avanti il programma amministrativo.

A complicare le cose, si acuirono i contrasti tra i Consiglieri ed il Sindaco per l’atteggiamento di quest’ultimo il quale pensava di dover reintrodurre il reato di lesa maestà nei confronti di alcuni assessori e, soprattutto, dei consiglieri comunali di maggioranza che, ritenendo di fare cosa utile al paese, avevano condiviso un emendamento dell’opposizione a dire il vero occupata, di solito, a presentare proposte insignificanti e demagogiche e sempre pronta ad attacchi pretestuosi e personali.

Più che svolgere il ruolo che gli compete, l’opposizione, troppo spesso poco preparata sugli argomenti posti in discussione, agiva con fare odioso, arrivando addirittura, nella seduta di consiglio del 23/11/2006, a porre il veto su un mio intervento nel civico consesso, con spregio verso la libertà d’espressione e mortificando la storia delle forze che avevano consentito loro di occupare uno scranno e di avere un ruolo politico amministrativo. In quel frangente, per non far ridere il centrodestra, ho lasciato perdere, ma attendo ancora le scuse… non tanto a me, quanto alla Costituzione Italiana!

Gli sforzi compiuti tra aprile e maggio 2007 per aprire il paese alla ricettività turistica con la presenza giornaliera di tante persone, come mai viste prima, sono stati ostacolati, derisi o vissuti con indifferenza da quasi tutti i componenti dell’amministrazione, dal sindaco a scendere, compresa l’opposizione. Il costante impegno per il completamento, il collaudo e la fruizione dei beni culturali si è scontrato con una burocrazia comunale litigiosa, lenta ed incapace di stare al passo con la storia e con i tempi dettati dalle norme e dal buon senso. Un colpevole non fare o fare in ritardo ciò che gli assessori chiedevano. Probabilmente un sistema segreto concordato, utile per azzoppare le iniziative dei singoli assessori, seppur approvate precedentemente in giunta. I soliti giochetti di vecchio stampo, attuati da diversi sindaci ed esponenti politici – anche di sinistra - mal formatisi nel secolo scorso che, però, ritengono di poter continuare a stare sulla breccia, in prima persona, per tutto il nuovo millennio ed oltre, non rendendosi conto che il paese registra il fallimento complessivo di una classe dirigente tronfia, narcisista, pigra e poco incline all’ascolto delle esigenze collettive e dei bisogni generali ma sempre pronta al disbrigo di faccenduole poste da singole famiglie prone verso il potente di turno e disposte ad assecondarne le esigenze elettorali. Tre decenni persi!!!

Ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Il continuo deterioramento dei murales rispecchia perfettamente il degrado inarrestabile dell’azione amministrativa e del paese nel suo complesso, dopo il trend positivo del 2006 e 2007. La popolazione decresce a vista d’occhio, gli operatori economici sono sempre più sfiduciati e chi può investe fuori paese.

L’inerzia dell’amministrazione comunale, dimostrata anche nell’affrontare problemi vecchi ma attuali come la frana di Zappa ed il campo sportivo, sembra aver contagiato un po’ tutti. Non si riesce nemmeno ad organizzare una sala da ballo per il carnevale!!! Eppure, quando io avevo la delega allo Sport, i giovani dell’associazione sportiva “interrogavano”, protestavano - attenzione, giustamente - e diversi consiglieri comunali, anche di maggioranza, sollecitavano per la mancata realizzazione del campo sportivo.

Ci siamo scordati che già nel febbraio 2008, ottenuto l’esito di uno studio effettuato da un professionista locale esperto, da noi incaricato, fu definita la linea da adottare per la realizzazione del campo sportivo?

Com’è finita? Perché non protesta più nessuno? Dove sono i calciatori furenti ed i consiglieri accusanti?

Nessuno ha saputo che, a fine dicembre 2009, è stata emanata una norma che consente ai Comuni di contrarre mutui per impianti sportivi con interessi a totale carico della Regione? C’è un progetto pronto? Se si, perché non si finanzia, magari con un’iniziativa dei consiglieri di opposizione che oggi sono più numerosi di quelli di maggioranza?

Perché il Consiglio Comunale non si occupa più della frana di Zappa che, invece, continua implacabile, lasciando che il Sindaco, a mezzo organi di stampa, acquisisca i meriti per un finanziamento che ha ottenuto non per la bravura sua o di Bertolaso ma solo perché circola voce sia stato invitato a compiacere professionisti suggeritigli in sede regionale? Vedremo chi farà le indagini! Com’è finita, poi, con il piano regolatore generale? E con i fondi del terremoto? E con le sanatorie edilizie? E col parco giochi per bambini? E con i sentieri naturalistici? E con il rifugio di Buculica? Parte solo un cantiere che avevamo avviato assieme, per le cui richieste di assunzione si sono sbracciati Sindaco ed Assessori.

L’AMMINISTRAZIONE DEI MODULI, si è tornati agli anni del clientelismo più meschino.

L’istinto di sopravvivenza ha fatto si che, invece di progettare nuove opere da finanziare con i prossimi bandi, chi governa sia impegnato in altre attività e cioè a distribuire prebende che non servono per risolvere i problemi occupazionali ed a completare una campagna acquisti portata avanti anche sputandosi in faccia, ben sapendo che difficilmente sarà sufficiente per la riconferma di una compagine amministrativa minoritaria nel paese e minoritaria nelle idee, nelle prossime elezioni amministrative.

A tal proposito e vengo al dunque, ho già auspicato, nel comizio tenuto il 05/06/2009 e rintracciabile su internet all’indirizzo http://digilander.libero.it/rinascere, che i leader dei vari gruppi facciano un passo indietro, rendendomi disponibile a dare per primo il buon esempio, per lasciare finalmente spazio a chi ha buona volontà, senso civico ed intelligenza da mettere al servizio del bene comune.

Ho già espresso, sia in pubblico che privatamente, la necessità di un ricambio in larga parte anche generazionale, il bisogno di aria nuova, senza tatticismi, un agire libero da interessi di bottega e personali.

Bisogna far uscire il paese dal tunnel in cui è stato cacciato, occorre cambiare senso di marcia e, prima di tutto, mentalità. E’ compito di tutte le forze, in primis della Sinistra, capire che questa è l’occasione buona e, tra l’altro, forse, l’ultima prima che il paese si estingua. Non buttiamo nessuno in mare, semplicemente facciamo emergere altri che possano andare avanti senza zavorre e mettiamo in piedi un programma con pochi punti finalizzati alla ripresa economica: Il recupero e la fruizione delle abitazioni del centro storico e di quelle rurali abbandonate, la creazione di una seconda casa per gli anziani, uno studio agricolo per l’insediamento di nuove colture che possano stare sul mercato.

Non basta “battere Salpietro” come se fosse la peste, non è sicuramente il migliore ma, debbo essere onesto, neanche il peggiore.

Salpietro si è semplicemente “battuto da solo” quando non è più riuscito a tenere in piedi la maggioranza che lo aveva eletto, lavandosene le mani per averle completamente libere dopo, così com’è stato. Gli sarà giovato ma, oggi, si ritrova con “compagni” diversi e senza maggioranza.

Per amministrare occorre avere idee e progetti, umiltà e disponibilità ad ascoltare gli altri, intelligenza, coerenza e, soprattutto, amore per il prossimo verso cui siamo, già oggi, in debito.

Bene, per concludere con Guccini: accuse di arrivismo, dubbi di qualunquismo son quello che mi resta…….

Raccuja, 02 febbraio 2010  

 

                                                                                                                                                             Giuseppe Barone, a titolo personale

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