Una notte d'aprile nacque un bambino chiamato Marco, i suoi genitori gli insegnarono, fin da quando era piccolo, a disprezzare chi era diverso da loro.

Il bimbo diventato ragazzo frequentava solo persone simili a lui, sia nel modo di vestire che di pensare.

Arrivò il giorno in cui Marco andò a studiare all'università, dove conobbe un gruppo di laureandi, fra questi una ragazza di nome Mariam.

Mariam era una persona che aveva viaggiato molto e conosciuto tantissima gente ed aveva sempre qualcosa da raccontare. Marco fu subito infastidito dalla presenza della ragazza nel gruppo di amici, perché lei aveva la pelle di colore nero e, anche se si trattava di una persona interessante, lui non riusciva neppure ad avvicinarla.

Marco decise di non frequentare più quel gruppo, ma un pomeriggio Mariam lo fermò nei corridoi della scuola per discutere di un libro che entrambi dovevano studiare. Il ragazzo cercò di allontanarsi con una scusa e Mariam notò che la trattava come se fosse pericolosa e capì che lui non voleva parlarle perché la riteneva inferiore. La ragazza decise di trattenere Marco: "non avere paura di conoscere altre realtà" disse afferrandolo per un braccio e lui la spinse violentemente a terra.

Durante la notte Marco ebbe molti incubi, in tutti c'erano dei mostri che gli gridavano: "Non aver paura!". Si svegliò e capì che aveva reagito come un bambino spaventato, non poteva fingere che esistesse solo il suo mondo e che fosse l'unico giusto. La mattina dopo cercò Mariam per tutta l'università e quando la trovò si scusò: "devo imparare" le disse "che gli altri sono come me, ugualmente importanti, e se sono diversi, questa differenza non potrà che arricchirmi".

 

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