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Le piste
 

La propria pista di allenamento è senza dubbio quella più vicina. Tale pista però deve rispettare la definizione di "kartodromo". Per cui non va bene lo stradone di periferia e nemmeno la deserta zona artigianale. Tra l'altro girando su strada pubblica con il kart si vanno incontro a serie violazioni del Codice Stradale, anche solo accendendone il motore.

la propria pista di allenamento è quella che detta i default di configurazione degli assetti

www.circuitodipomposa.com

 

 

Le caratteristiche della pista devono essere tali da poter sfruttare il kart in tutte le sue performances. Ad esempio, è assurdo allenarsi in un pistino dove non non sfrutti al pieno tutte le marce. Viceversa non va bene nemmeno un autodromo, in quanto il kart è concepito con rapporti di trasmissione troppo corti. Anche se dotassi il motore di un cambio con rapporti più lunghi per girare in un autodromo, saresti nell'incoerenza più totale rispetto al tuo obiettivo.

Va bene dunque adottare l'impianto più vicino per i propri allenamenti ordinari. Di tanto in tanto però visitare altri kartodromi, per studiarne le differenze.

 

www.happyvalleykart.it

 

In ogni kartodromo esiste un regolamento. Comprende norme imposte dal gestore e norme disposte dalla Federazione. Conoscere ed osservare il regolamento, abbinato al buon senso, significa aumentare il livello di sicurezza per se e per gli altri utenti. La pista non è un campo di battaglia, ma un contesto dove è necessario comportarsi con la massima accortezza. Un errore dovuto alla superficialità potrebbe costare molto caro. Quando si verificano ossa rotte o peggio, non ci sono coperture assicurative che tengano per risolvere il guaio, soprattutto se l'incidente è chiaramente attribuibile alla negligenza. Non azzardarsi ad entrare nel circuito prima di aver letto bene le disposizioni in materia di segnalazioni: bandiere, colorazioni, ma anche fondamentali gesti manuali che il pilota deve conoscere. Puoi trovare queste nozioni su qualsiasi annuario (anche scaduto), reperibile in qualsiasi kartodromo.

I tuoi primi "test" sono all'insegna dell'intesa uomo-macchina. Il cronometro è importante, ma inizierai a misurarti con lui quando avrai raggiunto una minima padronanza del veicolo. Anche se hai la patente stradale da quarant'anni, oppure sei un autista di professione, stai buono e tranquillo, cercando di analizzare la situazione. Pertanto è meglio scegliere le giornate in cui in pista c'è poco traffico, o addirittura sei solo. Tieni presente che se vai a sbattere non hai in mano un carro armato, anzi, potresti chiudere subito la sessione da un meccanico. 

Analoghi devono essere i criteri se ci si improvvisa manager del proprio figlio giovanissimo. Con la stessa cautela, ma senza tenergli troppo le redini. Se è lui che ti ha esasperato per questa scelta e ne fa una malattia, lascialo macinare per giri e giri con pochi consigli. Le dritte le troverà da solo e più valide delle tue. Rimproveralo solamente quando subentra il mancato rispetto per i compagni di pista e per il regolamento. Tieni presente però che, dopo i primi episodi con pista deserta, deve girare assieme a coetanei. 

www.pistalesirene.com

 

 

Anche nel paddock occorre civiltà. Il tuo "accampamento" deve essere si funzionale, ovvero con lo spazio necessario per le operazioni, le attrezzature a portata di mano, eccetera, ma nello stesso tempo evita di sconfinare nell'ambito altrui. Spesso ti può capitare di incappare in squadrette che tengono occupata la piazzola vicina (vuota) perché aspettano l'amico o lo zio: non litigare. Più amici hai, meglio è. Non per il fatto che puoi sperare nella loro generosità in pista ma piuttosto nell'interscambio di pareri tecnici, aiutini in genere. E' un ambiente pacifico, sano, pieno di soddisfazioni e di inconvenienti. Inoltrandoti nell'agonismo, quando ti capiterà che il vincitore ti si affianca durante il giro d'onore, non esiterai ad applaudirlo.

 

Le piste da kart, kartodromi, devono rispondere a precisi requisiti di costruzione. D'altra parte, non sono luoghi appositi dove scaricare su ad un acceleratore lo stress da vita ordinaria. Educazione, rispetto per gli altri e anche molto senso civico, sono atteggiamenti da adottare per una buona convivenza con piloti e personale.