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Per fare il vero Pesto alla genovese occorrono
un mortaio di marmo e un pestello in legno, tanta diligenza e pazienza
(altrimenti potetete usare il frullatore elettrico, avendo l'accortezza
di lasciare prima per dieci minuti il bicchiere del frullatore nel
frigorifero, per non far annerire il pesto).
Lavate in acqua fredda quattro mazzi di basilico,
naturalmente genovese, e poi metteteli ad asciugare su un canovaccio,
nel frattempo, nel mortaio pestate uno spicchio ogni trenta foglie
d'aglio. Aggiungete qualche grano di sale grosso e pestate nel mortaio
con un movimento rotatorio.
Quando il basilico stilerà un liquido
verde brillante sarà il momento di aggiungere i pinoli e,
se li avete (non sono indispensabili), i gherigli di una noce.
Quando il pesto raggiungerà la consistenza
di una salsa omogenea, aggiungete i formaggi (metà parmigiano
e metà pecorino) e, infine, l'olio extravergine d'oliva,
versato a goccia.
Se non usate il mortaio, frullate prima le
foglie di basilico con il sale, i pinoli, la noce, l'aglio e versate
a filo l'olio. Infine togliete dal frullatore e unite alla salsa
il formaggio grattugiato.
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Il pesto può essere utilizzato per condire
le troffie, le trofiette, le trenette e le lasagne.
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