La spesa
Scegliere il pesce
Nonostante
i tanti chilometri di coste e i reiterati consigli dei nutrizionisti
di mangiarne più volte la settimana, nonostante la maggiore
disponibilità nei punti vendita, noi italiani continuiamo
a consumare meno pesce delle altre popolazioni del bacino del mediterraneo.
Ne mangiamo mediamente 23 chili a testa all'anno, contro i 50 dei
maltesi, i 47 degli spagnoli e i 31 dei francesi. A ridurre il consumo
di pesce sono spesso l'errata percezione che costi sempre troppo
caro e la convinzione che sia troppo difficile da cucinare, per
non dire della preoccupazione di non saperlo comprare; di non essere
in grado, in altre parole, di capire se è fresco o meno.
Capire
se un pesce è fresco oppure no, non è poi così
complicato. E' sufficiente fare attenzione ad alcuni dettagli e
utilizzare il buon senso e lo spirito di osservazione. Una regola
universale è rivolgersi per l'acquisto ad un esercizio commerciale
che appaia pulito e il più possibile rispettoso delle norme
igieniche. Non dimenticate di leggere i cartellini o le etichette,
privilegiando il prodotto italiano o, meglio, il prodotto locale:
probabilmente avrà fatto meno strada.
Poi
si passa all'osservazione diretta del pesce da acquistare. Al mercato,
in pescheria o al supermercato, la prima cosa da controllare è
il rigor mortis. Come avviene per la muscolatura dei mammiferi,
anche quella delle specie ittiche, dopo la morte, si irrigidisce
per un certo numero di ore. Con il passare del tempo, questa reazione
naturale della muscolatura al cessare dell'ossigenazione, si esaurusce:
comincia un processo di decomposizione. Nei pesci il rigor mortis
inizia già un'ora dopo la morte, per protrarsi naturalmente
sino a sette ore. Con la refrigerazione può giungere sino
a 120 ore.
Altri
tre indici di freschezza evidenti sono: il colore degli occhi, della
pelle e delle branchie. Gli occhi devono essere chiari e vitrei,
la pelle deve apparire lucida, iridescente e dai colori vivaci,
le branchie di un bel marrone tendente il più possibile al
rosso o al rosa. Occhi opachi e biancastri, pelle di colorazione
spenta, branchie marrone scuro, sono segnali del trascorrere del
tempo dalla pesca all'arrivo sul banco di vendita.
Facendo
ricorso al tatto, si può valutare la freschezza del pesce
dal grado di viscidità superficiale della pelle, dall'aderenza
delle squame alla pelle e da quella delle lische alle carni nella
cassa toracica. Subito dopo la cattura il pescato è ricoperto
da un leggero strato di muco trasparente e limpido, strato che col
passare del tempo diventa opaco. Un pesce non più fresco,
poi, presenterà una pelle che si desquama al solo contatto
on le mani e carni che si staccano con altrettanta cedevolezza dalle
lische. per non parlare del fatto che, all'olfatto, perde il tipico
odore di mare e di alga, per assumerne uno sgradevole, d'acqua stantia.
Un'ultima curiosità (per i più coraggiosi), si potrà
anche controllare che l'ano del pesce sia ben chiuso: se è
rilasciato, è indice di scarsa freschezza.
Per quanto riguarda i molluschi,
non è così difficile riuscire a capire se crostacei
e molluschi sono freschi oppure no. Per i primi, è bene osservare
che non presentino zone secche e che la testa sia saldamente attaccata
al tronco. La prova del nove si farà con la cottura: non
devono assolutamente emanare odore forte di ammoniaca.
I mollusche, se freschi, devono essere ben chiusi e, in ogni caso,
cozze, vongole e mollusche vari devono essere venduti confezionati
e riportare in etichetta la scadenza. Se la freschezza delle cozze
si può dedurre dalla resistenza dei filamenti (le "barbe"
che si strappano quando si puliscono i molluschi), nel caso delle
vongole meglio andare a caccia della conchiglia piena di sabbia,
che può rovinare un piatto. Prima di cuocerle, mettetele
in un recipiente di plastica con un po' d'acqua e sbattetele come
se fossero dei sassi: le vongole morte, soprattutto quelle piene
di sabbia, tendono ad aprirsi.
Un ultimo consiglio? Pesci, crostacei e molluschi non patiscono
particolarmente se congelati o surgelati, l'importante è
che siano conservati correttamente, senza interruzioni nella catena
del freddo e che siano crudi: se li acquistate già cotti,
avranno perso i due terzi del loro gusto.
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