
"La
percezione
dello
spazio
non
é
solo
percezione
visiva
ma
un'esperienza
più
complessa
poichè
lo
spazio
é
struttura
originaria
dell'esistenza;
ciò
sta
a
significare
che
nessuna
esperienza
umana
può
essere
pensata
o
attuata
fuori
dello
spazio."
Nadia
Scardeoni
Mi
preme
sottolineare
un
punto
in
particolare
del
tema
"lo
Spazio",
proprio
al
fine
che
questo
non
venga
malamente
interpretato
come
spazio
assoluto
(Newtoniano),
pre-esistente
all'
individuo
che
lo
osserva.
Lo
spazio
che
conosciamo
infatti
non
e'
una
entita'
a
se
stante,
ma
esso
dipende
dall'
osservatore
e
dalle
modalita'
genetiche
e
culturali
di
osservazione
di
un
contesto
visivo.
Lo
spazio
non
solo
e'
una
struttura
complessa,
ma
relativa
all'osservatore,
alla
sua
genetica
ed
anche
alle
sue
proprie
capacita'
storico-cognitive
di
osservazione.
Il
cervello
fa
una
ricerca
di
informazione
muovendo
il
bulbo
oculare
e
traduce
questa
in
spazio
e
tempo,
agendo
su
archetipi
genetici
ma
anche
sulla
base
di
acquisizioni
culturali
che
contribuiscono
a
collocare
nello
spazio/tempo
mentale
un
qualsiasi
evento.
Ad
esempio
nella
lettura
di
un
libro
o
di
un
ipertesto
in
rete,
il
cervello
tende
a
guidare
il
movimento
delle
"saccadi
oculari",
e
ricerca
il
contesto
nel
quale
significare
i
segni
percepiti
tramite
la
reazione
della
luce
sulla
retina.
Nella
ricerca
di
interpretare
le
informazioni
luminose,
l'occhio
si
muove
a
scatti
,
ed
i
movimenti
si
articolano
da
un
capo
all'
altro
delle
riga
e
poi
spaziano
focalizzando
tutta
la
pagina
,
con
interruzioni
nelle
quali
non
si
percepisce
nulla
di
nuovo,
ma
si
riflette
in
un
"mentalese"
di
attivita
neurochimiche
cerebrali,
che
in
sostanza
corrisponde
alla
ricerca
di
riconoscimenti
mnemonici
e
di
ricomposizione
di
archetipi
genetici
interiorizzati
al
fine
di
dare
significazione
all'
evento
informativo;
in
primo
luogo
termini
di
successione
spazio/temporale
dell'
evento,
Lo
sguardo
si
attesta
generalmente
sui
segnali
che
corrispondono
a
sorgenti
di
maggiore
variazione
di
informazione,
ma
esse
possono
essere
perfino
scartate
per
disinteresse
o
demotivazione
della
mente
nel
significarli;
poiche
la
mente
tende
ad
agire
come
ipotesi
anticipativa,
con
l'
immaginario
che
si
sovrappome
alla
guida
genetico-cognitiva
della
ricerca
saccadica
dell'
occhio,
la
anticipazione
ha
un
canale
preferenziale
nella
percezione
periferica,
infatti
non
utilizza
come
canale
di
trasmisione
il
chiasma
ottico
centrale,
ma
i
canali
di
trasmissione
laterali
che
traversano
i
lobi
temporali.