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Grande è il Signore e degno di ogni lode, la sua grandezza non si può misurare. (Sal 144,3)

Se credo nel Sole anche quando è celato dalle nubi e credo nell'amore anche quando non lo sento, allora devo credere in Dio anche quando tace.

Con il Tuo dono Signore hai cambiato il mare delle oscure passioni che ci trascinavano e ci hai salvato dai nostri peccati che ci avevano travolti. L'Eucarestia compie nella nostra anima un lavoro costante di trasfigurazione perché ci prepara progressivamente alla vita eterna.


Miracolo Eucaristico di Tumaco - Colombia 1906

Nella piccola isola dell'Oceano Pacifico di Tumaco, il 31 gennaio del 1906 alle dieci di mattina, un maremoto per circa dieci minuti fece tremare spaventosamente la terra. Gli abitanti del villaggio si raccolsero davanti alla chiesa, scongiurando il Parroco, Padre Gerardo Larrondo e il Padre Julián, di predisporre subito una processione con il Santissimo Sacramento. Il mare si stava gonfiando e aveva già invaso una parte del litorale, al largo si era già formata un gigantesco fronte d'acqua che si sarebbe a breve trasformato in un'immensa onda.
Padre Larrondo seguito dagli abitanti dell'isola raggiunse la spiaggia, con l'Ostensorio in mano, scese sulla battigia e, proprio quando l'onda gigantesca stava arrivando, alzò con mano ferma l'Ostia consacrata davanti a tutti e tracciò nell'aria il segno della croce. Prima che Padre Larrondo e Padre Julián, che era al suo fianco, si rendessero conto di ciò stava accadendo la popolazione, commossa e sbalordita gridava già al "Miracolo". Improvvisamente l'onda gigantesca che minacciava di cancellare per sempre il Villaggio di Tumaco si era miracolosamente fermata mentre il mare riprendeva il livello normale.
Tutti i presenti furono presi da una incontenibile gioia perché erano stati salvati dalla morte da Gesù Sacramentato e rivolgevano il loro ringraziamento per il grande prodigio.
L'isoletta di Tumaco, miracolosamente, fu risparmiata da quella terribile catastrofe grazie alla fede degli abitanti nel Santissimo Sacramento.
Il maremoto nella costa del Pacifico causò danni enormi e distruzione in diverse zone. Padre Bernardino García de la Concepción, che in quel momento si trovava nella città di Panama, diede questa testimonianza riguardo al terribile cataclisma che colpì la zona: "Improvvisamente una enorme onda travolse il porto, entrò nel mercato sollevando ogni cosa, le imbarcazioni che erano in secca furono lanciate a grande distanza, causando innumerevoli disgrazie".


Miracolo eucaristico di Canosio - 1630


Nel 1630, qualche giorno dopo la festa del Corpus Domini, nel villaggio di Canosio, a causa delle abbondanti piogge, il torrente Maira tracimò e la furia delle acque era così violenta da trascinare grossi massi che minacciarono il villaggio. Il villaggio rischiava di essere distrutto e lo smarrimento serpeggiava negli abitanti, don Antonio Reinardi parroco del paese, uomo di grande fede, propose ai suoi compaesani di fare un voto ossia, se il villaggio fosse stato risparmiato dalla furia delle acque, i cittadini avrebbero fatto celebrare in perpetuo una festa nell'ottava del Corpus Domini. Dopo la loro approvazione, con i fedeli Don Rainardi si diresse in processione verso il torrente, quando fu impartita la benedizione con l'ostensorio dove era stato deposto il Santissimo Sacramento, la pioggia cesso immediatamente e l'acqua rientro nell'alveo del torrente. Ancora oggi gli abitanti di Canosio ogni anno celebrano nell'ottava del Corpus Domini la festa in onore di Gesù Eucarestia in onore del Prodigio. Purtroppo, molti dei documenti che descrivevano il Miracolo, conservati fino al XVII secolo presso gli archivi parrocchiali, furono bruciati durante la guerra tra Spagna e Francia, tuttavia si è salvata una copia della relazione lasciata dal parroco che fu testimone degli eventi.


Miracolo Eucaristico di Amsterdam - Olanda 1345


Il 12 marzo del 1345, pochi giorni prima di Pasqua, Ysbrand Dommer che era gravemente malato si rivolse al parroco della chiesa di Oude Kerk per ricevere la comunione dopo averla ricevuta in bocca la vomitò in una bacinella, il cui contenuto venne poi gettato nelle fiamme del camino. La cameriera che accudiva l'uomo quando cercò di attizzare il fuoco nel camino vide una strana luce con al centro un'Ostia. I vicini sentendo gridare la donna accorsero cosi poterono verificare l'incredibile prodigio. Ysbrand prese l'Ostia, l'avvolse in un lino che pose in una cassetta che fu portata al parroco.
Il Parroco per ben tre volte cercò di portare l'Ostia consacrata nella chiesa però miracolosamente l'Ostia ritornava in casa di Ysbrand. Nei fatti si vide la volonta del Signore cosi fu deciso di trasformare la casa di Ysbrand Dommer in cappella.
Successivamente fu compilato il resoconto del Prodigio da parte dei testimoni che fu consegnato al vescovo Utrech, Jan van Arkel che autorizzò il culto del Miracolo.
La cappella nel 1452 fu distrutta da un incendio, ma prodigiosamente l'Ostensorio contenente la Sacra Particola rimase intatto. Nel 1665 il consiglio della città autorizzò il Padre Jan Van der Mey a trasformare in cappella una delle case dell'ex convento delle Beghine. Qui fu trasferito il prezioso Ostensorio, che venne trafugato da ignoti ladri. Ancora oggi vi è l'esposizione permanente del Santissimo Sacramento, a perpetua memoria del Miracolo. Gli unici oggetti che restano a ricordo del Prodigio Eucaristico sono la cassetta che conteneva l'Ostia, i documenti che descrivono il Miracolo e alcuni dipinti che è possibile vedere presso il Museo storico di Amsterdam.
Ancora oggi, ad Amsterdam, ogni anno, si tiene una processione in onore del Prodigio.


Miracolo Eucaristico di Faverney - Francia 1608


Nella Abbazia della città di Faverney nel 1608, alla vigilia della festa di Pentecoste, i monaci decisero di allestire un altare per l'esposizione e l'adorazione del Santissimo Sacramento siccome la lunetta dell'ostensorio era molto larga i monaci vi posero due Ostie.
Durante la notte, nella chiesa divampò un incendio che distrusse l'altare e gli arredi sacri. La mattina seguente il sacrestano aprì la chiesa e la trovò piena di fumo con l'altare ridotto completamente in cenere.
Accorsero i monaci ed altre persone che si misero a rimuovere la cenere con la speranza di ritrovare qualcosa dell'Ostensorio. Al diradarsi del fumo i presenti videro sbalorditi che l'Ostensorio era sospeso in aria. Alla diffondersi della notizia molta gente si accalcò per vedere il Prodigio Eucaristico, dove le Ostie erano rimaste integre nonostante l'incendio. I monaci non sapendo cosa fare per far scendere l'Ostensorio sospeso in aria, celebrarono la Santa Messa su un altare provvisorio posto sopra quello bruciato, alla elevazione dell'Ostia, l'Ostensorio lentamente discese sul nuovo altare.
Al termine del processo canonico, il 10 luglio, l'Arcivescovo di Besançon dichiarò autentico il Miracolo Eucaristico e il 13 settembre l'Arcivescovo di Rodi, quale nunzio a Bruxelles, lo fece conoscere al Papa Paolo V che concesse una Bolla d'indulgenza.
Nel 1862 la Congregazione dei riti autorizzò la celebrazione del Miracolo. Ancora oggi è possibile vedere e venerare la Reliquia di una delle due Ostie rimaste illese. L'altra Ostia purtroppo, dopo essere stata donata alla chiesa di Dole, venne distrutta dai rivoluzionari nel 1794.


Miracolo Eucaristico di Morrovalle - 1560


Nel 1560 a Morrovalle nella notte tra il 16 e il 17 aprile intorno alle due del mattino, i frati furono svegliati dal rumore violento del crepitio dell'incendio proveniente dalla chiesa che era completamente avvolta dalle fiamme. L'incendio fu domato dopo 7 ore di duro lavoro e solo nei giorni seguenti iniziarono i lavori di sgombero della massa di detriti, quando Padre Battista nel rimuovere un pezzo di marmo, appartenente all'altare maggiore, scorse nella cavità del muro la pisside con il corporale appena bruciacchiato su cui si conservava, ancora intatta ed integra, l'Ostia magna consacrata.
Il Padre Battista gridò al Miracolo, e molta gente accorse subito sul luogo per ammirare il Prodigio. Per tre giorni interi il SS.mo Sacramento rimase esposto per l'adorazione dei fedeli. Il Padre provinciale Evangelista da Morrò fece deporre l'Ostia miracolosa in una cassetta d'avorio.
Papa Pio IV per verificare l'attendibilità del prodigio di cui era venuto a conoscenza incaricò il Vescovo di Bertinoro Mons. Ludovico di Forli di verificare l'attendibilità dei fatti, visto il resoconto dell'indagine, Papa Pio IV giudicò l'evento superiore ad ogni causa naturale e ne autorizzò il culto con l'indizione della Bolla Sacrosanta Romana Ecclesia (1560).
Fino al 1600 l'Ostia miracolosa si conservò intatta, ma a causa delle vicissitudini storiche, dopo questa data dell'Ostia miracolosa si perse ogni traccia. Oggi rimane solo la teca e il coperchio della pisside, sopravvissute alle fiamme.


Miracolo Eucaristico di Rimini - 1227


Nella città di Rimini, ancora oggi è possibile visitare la chiesa eretta in onore del Miracolo Eucaristico operato da Sant'Antonio da Padova nel 1227.
Questo episodio è citato anche nella Begninitas, opera considerata tra le fonti più antiche sulla vita di Sant'Antonio e riporta la sfida con cui un certo Bonovillo rivolse contro il frate affinché gli dimostrasse la verità circa la reale presenza di Gesù nell'Eucarestia: «Frate! Te lo dico davanti a tutti: crederò nell'Eucaristia se la mia mula, che terrò digiuna per tre giorni, mangerà l'Ostia che gli offrirai tu piuttosto che la biada che gli darò io». S. Antonio accettò la sfida l'appuntamento fu fissato in Piazza Grande, richiamando una moltitudine di curiosi.
II Santo si presentò tenendo tra le mani l'Ostia consacrata chiusa nell'Ostensorio, l'eretico tenendo per mano la mula affamata. II Santo si rivolse alla mula con queste parole: «In virtù e in nome del tuo Creatore, che io per quanto ne sia indegno, tengo nelle mie mani, ti dico e ti ordino: avanza prontamente e rendi omaggio al Signore con il rispetto dovuto, affinché i malvagi e gli eretici comprendano che tutte le creature devono umiliarsi dinanzi al loro Creatore che i sacerdoti tengono nelle mani sull'altare».
E subito l'animale, rifiutando la biada del padrone, si avvicinò docile verso il religioso: piegò le zampe anteriori davanti all'Ostia e vi sostò in modo reverente. L'eretico si gettò ai piedi del Santo e abiurò pubblicamente i suoi errori.

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