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Bibliografia...



Opere pubblicate

Come non parlare del suo primo libro, in ordine di pubblicazione, nato dalla volontà di far conoscere quello che aveva dentro ad un pubblico più vasto e sopratutto, essendo un casinista di natura, in maniera pulita ed ordinata.

Nasce così Io La vedo così... Giovani fantasie di un ragazzo di vent'anni, edito dalla Sea Services Edizioni e curato da Claudia Giorgini.
Che dire di questo libro, intanto la copertina,

ed un assaggio del suo contenuto.

Era stanco: forse.
Aveva voglia di dormire senza avere sonno.
Voleva scappare ma non solo.
E pensava... Pensava.
Tutt'a un tratto una sirena lo ridestò: polizia, ambulanza, vigili del fuoco. Non lo avrebbe saputo mai.
Nessuno poteva capirlo.
Urla arrivavano da fuori a riempirgli il cervello. Sentiva lontano una voce uscire da un televisore o da una radio.
Quel cigolio assordante che lo accompagnava nella sua meditazione smise improvvisamente: il silenzio. Questa strana sensazione a cui noi tutti crediamo, questa emozione che si prova restando soli con se stessi.
È Bellissimo.
Ma altrettanto bello è restar soli con chi si vuol bene.
È incredibilmente... Unico... Raro... Dolce.
L'acqua gocciola dal rubinetto ed il suo ticchettio crea ora un suono ora un altro.
Lontano una campana rintocca le Undici.
È sera, notte.
La città si prepara ad affrontare un nuovo giorno. Chi dormiva ora è sveglio e chi era sveglio non sa se dormire.
Un telecomando mi porta a pensare alla tecnologia al progresso: la vita.
Questo bene sconosciuto di cui noi siamo i fortunati vincitori.
Ha smesso. Il cigolio ora riposa. Ha deciso che doveva dormire.
Nel silenzio ascolto una voce: la mia. Questa voce che non sa parlare ma scrivere. Questa voce che vorrebbe parlare ma non riesce. La voce di chi vuole urlare e non può.
Solo chiacchiere, forse.
Oppure la paura di non riuscire, parlando, a dire ciò che veramente, quella sperduta e silenziosa vocina, vorrebbe dire.
C'è chi questa voce la fa tacere: io la faccio parlare su un foglio di carta.
Un foglio bianco.
Guarda c'è un quadro!. Eppure prima la tela era bianca e non aveva senso.
Ascolta una canzone. Lo spartito anche lui bianco.
E tutto il Mondo forse era bianco. Ma qualcuno voleva parlare, voleva far sentire la propria voce nascosta. Voleva far sapere di esistere, e con la sua esistenza aiutare il Mondo.
Si vive solo una volta. Forse due!.
Oppure si sceglie di passare dire "grazie ci sono anch'io" e sparire.
Io voglio restare. Morirò certo. Ma fra cent'anni se qualcuno starà ancora leggendo quello che oggi scrivo allora vorrà dire che io ho vissuto.
Vorrà dire che questa voce che adesso, per mezzo di una penna, continua a parlare, si è fatta sentire e sono tante le cose che ancora vorrebbe dire.
Cose che forse nessuno capirebbe: oggi. Cose che forse nessuno capirebbe domani. Oppure cose che non si capiranno mai.

SANNA Renato!


Opere ancora inedite

Nel vasto repertorio di Renato andiamo a pescare due opere al momento degne di pubblicazione, non tanto per il loro contenuto ma per la loro completezza.
Troviamo una raccolta di poesie intitolata Lo specchio della Vita ed un romanzo dai contorni gialli intitolato Noi figli del piacere.


Lo specchio della vita

In questo libretto troviamo principalmente una serie di poesie ed anche un paio di considerazioni denominate dall'autore "racconti di vita" che hanno poi ispirato il libro Io la vedo così....
Ma gustiamoci alcune poesie.

"SOGNI"

E ti addormenti
senza un pensiero,
e copri che mille
ce ne erano in te.

Poi ti risvegli
tra mille pensieri,
e ti accorgi che nessuno
riguarda te.

E i Sogni? ...sognano, sognano.
E le Notti? ...scorrono, scorrono.

Ci vuole una notte
per vedere un sogno.
Ma basta un attimo
per dimenticarlo.

I sogni non restano,
i sogni si precano.
I sogni non tornano,
e quando tornano... allora è realtà.
                                       SANNA Renato!

"C'è"

C'è chi i pensieri li canta, c'è chi li urla, c'è chi li dice sottovoce, c'è chi li scrive, chi ne loda le virtù e ne cancella i peccati.
C'è chi in una poesia cerca il conforto che nessuno può fornirgli, e c'è chi in una canzone si riconosce e chi ci si nasconde.
C'è chi ha peccato ma non lo dice e quando capita se ne vanta.
C'è chi ha sbagliato e se ne è accorto ed ora non sbaglia più perchè più saggio.
C'è chi ha amato e se ne è accorto ed ora non ama più ed è più solo.
C'è chi solo lo è sempre stato, chi solo è diventato e chi solo diventerà.
C'è la guerra e poi la Pace per poi far guerra e nuovamente Pace.
C'è la vita, c'è la morte e poi la vita per morire eternamente.
C'è chi ascolta, c'è chi legge ed in silenzio ritrova un po' di se.

                                       SANNA Renato!

"AUGURI"

Buon Natale... Vien dal cuore,
a te che ami passeggiare e
resti immobile a guardare:
Buon Natale... E c'è la neve,
al tuo passar s'innalza il giorno,
rosa è il cielo
all'orizzonte, per te che ami un po' sognare.
Mille auguri... anche per oggi e per
i giorni che verranno:
caldi, freddi non importa
han tutti il gusto della gioia.
È Natale... anche quest'anno,
la Luna brilla forte in cielo
aspetta il di' fra le sue stelle,
sognando notti in cui volare:
ovunque al mondo e' ormai
Natale... Questo e' l'augurio che
io ti mando: sii felice, non
aspettare, e se sei triste non ci pensare.
                                       SANNA Renato!

"FIABE"

Ancor ora conosciute
men ai grandi e più ai piccini
con i sogni son cresciute
nelle menti dei bambini.

 Ogni luogo in lor descritto
 tetro, chiaro o chicchessia
 rappresentan uno sconfitto
 un vincitore e una poesia.

Immancabile il finale
in un racconto anche noioso
un po' diverso e sempre uguale
per la gioia del riposo.

                                       SANNA Renato!


Noi figli del piacere

Che dire.
Peccato che soltanto in pochi hanno avuto la fortuna di leggerlo.
È nel racconto che Renato esprime il meglio di se.
Il romanzo parla della storia di Francesca bella modella tedesca assassinata e di Colette che un giorno per caso entra nella vita del protagonista.
Il racconto è un susseguirsi di avvenimenti che fanno si che chi legge non veda l'ora di arrivare in fondo per scoprire cosa accadrà.
Il tutto ambientato a Genova, città di Renato, fra inseguimenti, enigmi e personaggi non proprio "puliti".
Vi proponiamo qui di seguito la prima pagina del libro.
Dimenticavo, il titolo completo è:

Noi figli del piacere
"Bastano una notte di piacere e nove mesi di angosce a generare una vita piena di sofferenze"

La Luna è buia stasera eppure il mondo brilla di una strana luce... chissà da dove viene, dove nasce e dove finisce!.

Si aggirava per la via un tizio forse sospetto:
"coppola in testa, giubbotto in pelle di camoscio marrone, pantaloni di velluto, scarpe, marroni anch'esse, a mo' di mocassino e occhiali da professore universitario".
Lo vidi guardarsi intorno impaurito, buttare via dalle mani un foglio prima di venire fermato dalla polizia che gentilmente lo pregava di seguirli.
Incuriosito come non mai scesi a raccogliere il foglio: "stessa idea deve aver avuto un topo che purtroppo se ne rosicchiò metà".
Quel che rimaneva era un pezzo di articolo di giornale che forse parlava di un omicidio.

Andai a letto confuso ed ogni volta che il sonno stava per prendere il sopravvento sulla mia persona la curiosità lo respingeva in malo modo e allo stesso tempo la mia mente cominciava a tessere trame che avevano inizio e non finivano mai.

L'alba arrivò stanca ed il Sole decise di prendersi un po' di riposo: il che non guasta mai.
Uscii per recarmi al lavoro e, in macchina, accesi l'autoradio:

"ORE 8:00 GIORNALE RADIO:
CRONACA:
È SEMPRE PIÚ AVVOLTA NEL MISTERO.................................. LA MORTE DI
.......................FRANCESCA CARNAD......................... IERI SERA LA POLIZIA..
.......HA FERMATO UN PROBABILE OMICIDA..............................CHE VERRÀ
RILASCIATO.......................................PER MANCANZA DI PROVE................ IN
GIORNATA.............".

Inchiodai e tornai subito a casa.
Telefonai al lavoro dicendo che non stavo bene.

SANNA Renato!


Lo so è un po' poco ma forse riesco a convincerlo a pubblicarlo su internet!.
Ogni tanto qualcuno mi chiede cosa ne pensa Renato di Dio e della Fede, leggete qui.
Ed ora basta parlare.

SANNA Renato!