Biografia

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Gemma Galgani

Gemma Galgani nasce a Capannori il 12 marzo 1878 e muore a Lucca il 11 aprile 1903 a soli 25 anni. Questa grande mistica legata all'ordine dei passionisti, fu beatificata nel 1933 da Papa Pio XI e canonizzata da Papa Pio XII nel 1940. La sua memoria liturgica è l'11 aprile, giorno della sua morte.

Vita di una Santa

Dietro ad apparenze normali si nasconde una Santa straordinaria. Una mistica in continuo e affettuoso dialogo con Gesù. Una contemplativa che prega con la semplicità di un fanciullo e la profondità di un teologo. Supera le più terribili difficoltà lasciandosi guidare dal suo Angelo Custode. Sin da fanciulla mantiene l'anima candida e fa il proposito di una vita immacolata.

Gemma nasce a Borgonuovo di Camigliano (Lucca) il 12 Marzo del 1878. Mentre riceve la cresima nella Chiesa di San Michele in Foro, Gesù le chiede il sacrificio della mamma. A diciotto anni subisce, senza anestesia, una dolorosa operazione al piede e nel giorno di Natale, dello stesso anno, emette il voto di castità. Presto Gemma rimane orfana, quasi abbandonata, nella più squallida miseria.

Ormai ventenne, Gemma rifiuta una proposta di matrimonio, per essere «tutta di Gesù». Durante questo anno guarisce miracolosamente da tabe spinale ed iniziano le esperienze mistiche. viene guarita miracolosamente. La chiamano, nella città «la ragazzina della grazia».

Parla col suo Angelo Custode e gli da anche incarichi delicati, come quello di recapitare a Roma la corrispondenza con il suo direttore spirituale. «La lettera, appena terminata, la do all'Angelo, ella scrive. È qui accanto a me che aspetta». E le lettere, misteriosamente, giungevano a destinazione senza passare attraverso le Poste del Regno.

Nel giugno del 1899 Cristo le fa il dono delle stigmate. Nello stesso anno, durante la missione in San Martino, Gemma conosce i padri Passionisti che la introducono in casa Giannini. Accolta come una figlia in questa casa devota e agiata, vi conduce una vita ritirata tra casa e Chiesa. Ma le strepitose manifestazioni della sua santità superano le mura della casa borghese. Opera conversioni, predice avvenimenti futuri, cade in estasi. In preghiera, suda sangue; sul suo corpo, oltre ai segni dei chiodi, appaiono le piaghe della flagellazione. Qui conosce Padre Germano che dirigerà le sue confidenze.

Presto si viene a sapere che i suoi guanti neri e il suo abito scuro e accollato nascondono i sigilli della Passione. Queste stimmate si aprono, dolorose e sanguinanti, ogni settimana, la vigilia del venerdì.

Davanti a lei gli scienziati non riescono a nascondere il loro imbarazzo. Perfino qualche direttore spirituale non sa come giudicare la straordinaria fanciulla: la sospettano di mistificazione, parlano d'isterismo o di suggestione, chiedono prove, esigono obbedienza.

Soltanto lei, Gemma Galgani, in mezzo ai dolori fisici e alle prove morali, non dice nulla, o meglio, dice sempre si. Non chiede nulla, o meglio, chiede a Gesù, per sé, più dolore e per gli altri chiede la conversione e la salvezza.

Nell'anno 1901, all'età di 23 anni, Gemma scrive per ordine di Padre Germano, l'Autobiografia, «Il quaderno dei miei peccati». Nell'anno successivo si offre vittima al Signore per la salvezza dei peccatori. Gesù le chiede di fondare un monastero di claustrali Passioniste in Lucca. Gemma risponde con entusiasmo. Nel mese di settembre dello stesso anno si ammala gravemente. La sua vita è segnata profondamente dal dolore.

Si avvia il periodo più buio della sua vita. Le conseguenze del peccato gravano pesantemente sul suo corpo e sulla sua anima. Nell'anno 1903, era un Sabato Santo, Gemma Galgani muore a 25 anni, divorata dal male, ma chiedendo sino all'ultimo ancora dolore.

Il Sommo Pontefice Pio X firma nel 1903, il Decreto di fondazione del Monastero Passionista in Lucca.

Nel 1905 le claustrali Passioniste iniziano la loro presenza a Lucca, realizzando l'antico desiderio che Gesù aveva espresso a Gemma.

Padre Germano, direttore spirituale di Gemma, scrive nel 1907 la prima biografia. Iniziano i processi canonici per il riconoscimento della sua santità.

Nel 1933 Pio Xl annovera Gemma Galgani fra i Beati della Chiesa.

Sarà Pio XII, nell'anno 1940, ad innalzare Gemma Galgani alla gloria dei Santi e additarla a modello della Chiesa universale per la pratica eroica delle sue virtù cristiane.

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