Curato d'Ars

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Trascendenza d'Amore

Aveva un'autentica intimità con Dio, un abbandono totale alla sua volontà, un volto trasfigurato...ecco quello che toccava il cuore di coloro che lo incontravano e che lasciava intravedere la profondità della sua unione con Dio.

Fu questa la sorgente di un'autentica amicizia con Dio e di una grande gioia: "Mio Dio, io vi amo, ed il mio unico desiderio è quello di amarvi fino all'ultimo sospiro della mia vita"

Conoscere la nostra religione

Innanzitutto bisogna conoscere la nostra santa religione, l'unica vera, perché l'unica rivelata da Dio. Figli miei, perché siamo così ciechi e così ignoranti? Perché non facciamo caso alla parola di Dio. Se una persona è istruita nella religione cattolica, c'è sempre la possibilità che si riprenda. Per quanto si perda in ogni sorta di brutta strada, si può sempre sperare che presto o tardi torni al buon Dio, fosse anche in punto di morte. Al contrario, una persona che è ignorante nella propria religione è come un moribondo che ha perso conoscenza: non conosce né la gravità del peccato, né la bellezza della sua anima, né il valore della virtù; si trascina di peccato in peccato.

Se non si lavora ogni giorno per il Cielo, si va all'Inferno.

Svegliandosi al mattino bisogna dire: "Oggi voglio lavorare per te, mio Dio! Accetterò tutto quello che vorrai inviarmi in quanto tuo dono. Offro me stesso in sacrificio. Tuttavia, mio Dio, io non posso nulla senza di te: aiutami!" Oh! Come rimpiangeremo, in punto di morte, tutto il tempo che avremo dedicato ai piaceri, alle conversazioni inutili, al riposo anziché dedicarlo alla mortificazione, alla preghiera, alle buone opere, a pensare alla nostra miseria, a piangere sui nostri peccati! Allora ci renderemo conto di non aver fatto nulla per il cielo. Che triste, figli miei! La maggior parte dei cristiani non fa altro che lavorare per soddisfare questo cadavere che presto marcirà sotto terra, senza alcun riguardo per la povera anima, che è destinata ad esser felice o infelice per l'eternità. La loro mancanza di spirito e di buon senso fa accapponare la pelle.

La vera gioia viene dalla Fede.

Chi non ha la fede ha l'anima ben più cieca di coloro che non hanno occhi... Viviamo in questo mondo come avvolti nella nebbia; ma la fede è il vento che dilegua la nebbia e che fa splendere sulla nostra anima un bel sole. Guardate come per i Protestanti tutto è triste e freddo! È un lungo inverno. Per noi, invece, tutto è gaio, gioioso e consolante. Lasciamo che la gente mondana dica quello che vuole. Ahimè! Come potrebbe vedere? È cieca. Se anche Nostro Signore Gesù Cristo facesse oggi tutti i miracoli che ha fatto in Giudea, ancora non crederebbe.

Il peccato è il nostro boia.

Il peccato è il boia del buon Dio e l'assassino dell'anima. È il peccato che ci sottrae al cielo per precipitarci nell'Inferno. Ciononostante, noi lo amiamo! Che follia! Se ci pensassimo bene, avremmo un tale orrore del peccato da non poterlo commettere. O figli miei, quanto siamo ingrati! Il buon Dio vuole renderci felici e noi non vogliamo esserlo! Ci allontaniamo da lui per concederci al demonio! Fuggiamo il nostro amico per cercare il nostro boia!... Peccando, sprofondiamo nel fango.

Bastano due minuti per dannarsi in perpetuo.

Figli miei, noi abbiamo paura della morte altroché è il peccato che ci fa avere paura della morte; è il peccato che la rende tremenda, spaventosa; è il peccato che fa inorridire il malvagio nel momento del terribile passaggio. Ahimé! mio Dio! c'è ben di che essere spaventati. Pensare di essere maledetti! Maledetti da Dio! è un pensiero che fa tremare. Maledetti da Dio! e perché? per quale motivo gli uomini si espongono al pericolo di essere maledetti da Dio? Per una bestemmia, per un cattivo pensiero, per una bottiglia di vino, per due minuti di piacere! Per due minuti di piacere perdere Dio, la propria anima, il cielo per sempre.

La porta socchiusa dell'Inferno.

Ai reprobi Dio dirà: Via, maledetti. Maledetti da Dio! Ah! che disgrazia terribile! Capite, figli miei? Maledetti da Dio!...da Dio che sa solo benedire! Maledetti da Dio, che è l'amore! Maledetti da Dio, che è la bontà stessa! Maledetti senza remissione! Maledetti per sempre, maledetti da Dio! Quando ci stanchiamo di pregare e la conversazione con Dio ci annoia, andiamo alla porta dell'Inferno e guardiamo quei poveri dannati che non possono più amare il buon Dio. Se un dannato potesse dire, fosse anche una volta: "Mio Dio, ti amo", l'inferno per lui non esisterebbe più. Ma, ahimé! per quella povera anima tutto ciò è impossibile! È un'anima che ha perduto il potere d'amare che aveva ricevuto e di cui non ha saputo servirsi. Il suo cuore è secco come il grappolo d'uva dopo esser passato sotto il torchio. In quell'anima non ci possono essere più né felicità, né pace, perché non c'è più amore!
I dannati sono immersi nella collera di Dio, come il pesce nell'acqua. Ci sono persone che perdono la fede e che vedono l'Inferno solamente nel momento in cui vi entrano...Noi tutti sappiamo e crediamo che c'è l'Inferno, ma viviamo come se non esistesse, vendendo la nostra anima per qualche soldo".

Il buon uso delle tentazioni nella lotta quotidiana per santificarci.

Come il buon soldato non ha paura di combattere, così il buon cristiano non deve aver paura della tentazione. Tutti i soldati sono bravi quando sono all'interno della loro guarnigione: è sul campo di battaglia che si nota la differenza tra i coraggiosi e i vili. La più grande delle tentazioni è di non averne alcuna. Si potrebbe arrivare a dire che bisogna essere contenti di avere delle tentazioni: è il momento del raccolto spirituale, durante il quale facciamo provviste per il cielo. È come al tempo della mietitura: ci si leva di buon mattino, ci si dà un gran daffare, ma non ci si lamenta, perché si raccoglie molto. Il demonio tenta solamente le anime che vogliono uscire da una situazione di peccato e quelle che sono in stato di grazia. Le altre gli appartengono già: non ha alcun bisogno di tentarle. Se fossimo profondamente compresi della santa presenza di Dio, sarebbe molto facile per noi resistere al nemico. Sarebbe sufficiente il pensiero Dio ti vede! per non peccare mai.

La confessione è il migliore dei balsami.

Figli miei, è difficile per noi capire quanta bontà Dio ha dimostrato nei nostri confronti istituendo quell'importantissimo sacramento che è la penitenza. Se quei poveri dannati che sono all'Inferno da tanto tempo si sentissero dire: "Metteremo un sacerdote all'entrata dell'Inferno. Tutti coloro che vorranno confessarsi non dovranno far altro che uscire"; figli miei, credete che ne resterebbe anche uno solo? I più grandi peccatori non avrebbero paura di dire i loro peccati, nemmeno davanti al mondo intero. Oh! in un batter d'occhio l'inferno si svuoterebbe e il cielo si popolerebbe! Ebbene! Noi abbiamo il tempo e i mezzi che quei poveri dannati non hanno. È bello pensare che abbiamo a disposizione un sacramento che guarisce le piaghe della nostra anima! Tuttavia bisogna accostarvisi in una particolare condizione d'animo; altrimenti, nuove ferite si aggiungono alle vecchie.
Ci sono poi tanti che credono di poter vivere come vogliono, contando sul fatto di potersi sempre pentire alla fine della loro vita. Grave errore. Il buon Dio non è cattivo, ma è giusto. Credete che si piegherà ai vostri capricci? Credete che vi butterà le braccia al collo, dopo che l'avete disprezzato per tutta la vita? Oh! no di certo! Esiste una misura di grazia e di peccato oltre la quale Dio si ritira. Che cosa pensereste di un padre che trattasse allo stesso modo un figlio giudizioso e l'altro scapestrato? Ebbene! Dio non sarebbe giusto se non facesse alcuna differenza tra chi lo serve e chi l'offende.

Importanza fondamentale della preghiera.

Figli miei, il vostro cuore è piccolo; la preghiera, tuttavia, può renderlo più grande e capace di amare Dio. La preghiera è un'anticipazione del cielo, un'emanazione del Paradiso. Non ci lascia mai senza dolcezza. È un miele che scende nell'anima ed addolcisce tutto. Davanti ad una preghiera ben fatta i dispiaceri si sciolgono come neve al sole. La preghiera è una rugiada odorosa: bisogna però pregare con cuore puro per sentirne il profumo. Vedete, figli miei: il tesoro di un cristiano non si trova in terra, bensì in cielo. Ebbene! Il nostro pensiero deve andare laddove è il nostro tesoro. L'uomo ha un bel compito: quello di pregare e di amare. Pregare e amare: ecco come può realizzarsi la felicità dell'uomo sulla terra!
La preghiera non è altro che un'unione con Dio. Quando abbiamo il cuore puro ed unito a Dio, proviamo dentro di noi una soavità e una dolcezza inebriante, una luce abbagliante ... Chi non prega si china verso terra, come una talpa che cerca di fare un buco per nascondervisi. È una persona legata in tutto e per tutto a questo mondo, abbrutita, che pensa solamente alle cose di quaggiù ... Il buon Dio non ha bisogno di noi: se ci chiede di pregare, è perché vuole la nostra felicità e la nostra felicità sta solo nella preghiera. Quando Dio vede che ci avviciniamo a lui, china il suo cuore il più in basso possibile verso di noi, sue piccole creature, proprio come un padre che si china per ascoltare il figlioletto che gli parla".

Non si deve odiare nessuno e bisogna ricercare l'umiltà e la mortificazione Quando si odia il proprio prossimo, Dio ci restituisce questo odio: è un atto che si ritorce contro di noi ... Coloro che serbano rancore sono infelici: hanno l'espressione preoccupata ed uno sguardo che sembra divorare ogni cosa attorno a sé. Bisogna perdonare le offese, essere semplici ed umili di cuore, come ci ha insegnato il nostro Divino Maestro.
L'umiltà è il miglior modo per amare Dio. È il nostro orgoglio ad impedirci di diventare santi. L'orgoglio è il filo che tiene unito il rosario di tutti i vizi; l'umiltà è il filo che tiene unito il rosario di tutte le virtù. I santi conoscevano se stessi meglio di quanto conoscessero gli altri: ecco perché erano umili. Ahimé! È difficile capire come e per che cosa una creatura insignificante quale siamo noi può inorgoglirsi. Un pugnetto di polvere grande come una noce: ecco cosa diventeremo dopo la morte. C'è di che essere ben fieri! Quelli che ci umiliano sono nostri amici, non quelli che ci lodano Oh! Quanto amo quelle piccole mortificazioni che nessuno vede, quali alzarsi un quarto d'ora prima al mattino oppure un istante di notte per pregare; eppure ci sono persone che pensano soltanto a dormire. Numerose sono le possibilità di mortificare il nostro essere: possiamo privarci del riscaldamento; se siamo seduti male, possiamo evitare di trovare una posizione migliore; se passeggiamo in giardino, possiamo privarci di frutti che mangeremmo con piacere ... Quando camminiamo per strada, fissiamo lo sguardo su Nostro Signore che porta la croce davanti a noi, sulla santa Vergine che ci osserva, sull'angelo custode che è al nostro fianco. È inoltre una gran bella cosa rinunciare alla propria volontà. La vita di una povera domestica, che deve rinunciare alla propria volontà, per adeguarsi a quella dei suoi padroni, può essere, in virtù di questa rinuncia e della sua capacità di metterla a frutto, gradita a Dio quanto la vita di una religiosa che segue sempre la regola.

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